Gli Unni, popolo di cavalieri nomadi originari delle grandi steppe eurasiatiche, alla fine del IV secolo d.C. si affacciarono nelle terre a nord del Danubio, ai confini del mondo romano. Negli anni successivi, soprattutto sotto il loro re Attila, "il flagello di Dio", le scorrerie dei guerrieri unni divennero un pericolo sempre più incombente e temibile, persino per una grande potenza quale era allora l'impero romano. Solo nel 451 un'ampia coalizione formata da Romani, Visigoti, Burgundi, Franchi e da diverse altre tribù riuscì a impegnare gli Unni in una vera e propria battaglia, ai Campi Catalaunici, infliggendo ad Attila una cocente sconfitta. Da quel momento gli Unni escono dalla storia politica, per sopravvivere però nell'immaginario collettivo come l'emblema stesso dei barbari. Il volume offre una ricca sintesi di tutto quanto si sa sugli origini, tradizioni, strutture politiche, rapporti con l'impero romano, vicenda politico-militare.
Bestimmt eine seriöse und akkurate Darstellung, jedoch für den Laien, der nur seinen Horizont erweitern will, absolut öde. Ich musste stellen doppelt lesen, weil mein Geist doch häufiger mal abgeschweift ist.
Für Laien inhaltlich sicher eine akzeptable Grundlage, wenn auch etwas umständlich geschrieben. Leider behandelt der Autor die Quellen, besonders die Informationen aus Jordanes' doch sehr pro-gothisch/propagandistischer "Getica", doch sehr unkritisch, und trägt so nur zur stereotypen Darstellung der Hunnen als Wilde bei. Dem wirklich an den Hunnen interessierten Publikum würde ich stattdessen eher Daniel Hyun Kims beide Werke zu den Hunnen ans Herz legen, der die lateinischen "Geschichts"schreibungen kritisch behandelt und auch andere Quellen mit einbezieht.