La giornalista cilena Susana Roccatagliata ha fondato nel 1993 "Renacer", associazione che mette in contatto tra loro genitori che hanno subito la perdita di un figlio. La stessa autrice ha perso un figlio nel 1986 e ci racconta il suo dolore, e il suo modo di guardare avanti pur con mille difficoltà. Raccoglie inoltre le testimonianze di altri genitori che raccontano come siano riusciti in parte a superare la perdita (anche se a superare non si riesce mai del tutto).
È un libro forte, pieno di dolore, ma per chi ha subito questo tipo di trauma credo possa rappresentare un passo verso la comprensione, l’accettazione, la condivisione della propria sofferenza.
Come viene ripetuto nel testo, società come la nostra temono la morte, e ne parlano bisbigliando, celati dietro a muri. Sarebbe invece importante (e gioverebbe) fare uscire il dolore che la morte porta con sé, parlarne alla luce, condividerlo. Avere accanto persone care è utile sul momento, ma poi è necessaria un’elaborazione personale, meglio se coadiuvati da uno specialista.
Grande attenzione (e importanza) viene data dall’autrice alla fede, cui lei è molto legata. “Per l’uomo di fede è meno difficile trovare un senso alla sofferenza”.
Un libro sull’elaborazione di un lutto insormontabile, di una tragedia capace di distruggere famiglie e coppie di genitori. Un saggio che può essere letto sia da chi ha subito questo lutto, sia da chi per sua fortuna no, ma desidera meglio comprendere le dinamiche che si creano “tra i superstiti” di questa sciagura.