Persia, 331 a.C L’esercito di Alessandro Magno è impegnato in una dura campagna militare, finalizzata alla sconfitta del re dei Persiani Dario e delle sue ingenti truppe. Fra i generali dell’esercito macedone milita Kimon, uomo tutto d’un pezzo, proveniente da una delle più nobili famiglie macedoni e amico d’infanzia di Alessandro e del suo compagno Efestione. Dopo la sconfitta dell’esercito persiano e la morte di Dario, i Macedoni avanzano nella bellissima città di Babilonia e la occupano. Alessandro e i suoi generali prendono possesso del palazzo di Dario ed entrano nell’harem reale, dove vivono decine e decine di ragazze stupende e di ragazzi bellissimi, esperti nell’arte amatoria. Qui Kimon incontra Faris, meraviglioso schiavo diciottenne, con occhi del colore dell’ambra e lunghi ricci scuri. Il rapporto fra i due inizia come un classico legame fra padrone e schiavo, limitato al sesso e allo scambio occasionale di qualche parola, ma poi le cose cambiano. L’innocenza di Faris, la sua curiosità quasi fanciullesca e la sua disarmante dolcezza mettono in crisi il modo di pensare di Kimon, che inizia a dubitare di tutto quello in cui ha sempre creduto. Fra malintesi, tragedie e dubbi, Kimon dovrà dare una risposta alla domanda che, da quando ha conosciuto Faris, gli attanaglia la mente... Può un nobile aristocratico innamorarsi di uno schiavo?