Come si argina un call center? Che c'entra il cadavere di Laura Palmer con un mercatino dell'usato? Cosa lega una pop star a un buco nei pantaloni? Muzzopappa vi farà morire dal ridere portandovi a riflettere su come la vita, a volte, possa essere davvero paradossale. Dalla maratona per la salsa fatta in casa, specialità meridionale, alla tortura di attraversare l'adolescenza indossando un busto ortopedico, ogni scheggia di quotidianità si trasforma in una cronaca feroce ed esilarante della società, con Muzzopappa per una volta protagonista, tra vicini di casa improbabili, surreali vacanze in Grecia e il passaggio traumatico da un parrucchiere del Sud a un hair stylist milanese.
AUDIORICETTA:⠀ 🎧 “Un uomo a pezzi”⠀ di Francesco Muzzopappa (Fazi, 2020)⠀ ⠀ 👨🏻🍳 CHEF LETTORE: Francesco Muzzopappa⠀ ⠀ 📝 INGREDIENTI: Coppia, vita, ironia, sarcasmo⠀ ⠀ 🏠 RISTORANTE: Storytel⠀ ⠀ ⏱ DURATA ESPERIENZA: 3 ore⠀ ⠀ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~⠀ ⠀ 🧂 SAPORE PREFERITO:⠀ ⠀ “Per noi pugliesi fare la salsa in casa è come andare al militare: un’esperienza che ti forma e non vorresti più ripetere.⠀⠀ Mentre il resto del mondo civilizzato ha imparato a comprare pelati e passata industriale al supermercato, dalle mie parti è considerata una bestemmia.⠀⠀ Ci si avvicina a quegli scaffali con il crocifisso, recitando al contrario versetti in aramaico. ⠀⠀ In Puglia la salsa VA fatta in casa!”⠀ ⠀ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~⠀ ⠀ 🍴 DEGUSTAZIONE:⠀ ⠀ Non è la prima volta che divoro Muzzopappa. ⠀ Sì, divoro, perché raramente rido di gusto mentre leggo un libro, eppure già con “Dente per dente” questa piccola magia è avvenuta, per questo ho voluto fare bis con “Un uomo a pezzi” dandogli una seconda occasione. La fatidica prova del nove.⠀ Anche stavolta, si è trattato di uno spaccato di vita cotto-e-mangiato, che si consuma in fretta ma che lascia comunque la rassicurante consapevolezza che nei momenti tragicomici della vita non si è mai soli, e che lo spirito di sopravvivenza in un habitat che alla fine non è il nostro, in mezzo a persone nella sostanza diverse da noi, alla fine lo si tira sempre fuori... forse. Tra una palestra maledetta e una dieta troppo triste, ritmi innaturali, abitudini incomprensibili.⠀ Muzzopappa ci offre bocconi nei quali riconoscersi, sorridendo di noi stessi e delle nostre incongruenze, per una pausa piacevole staccando la spina da tutto ciò che ci opprime.⠀ ⠀ ✅ SEGUI il mio Book-Blog “Ricette di Libri” su INSTAGRAM cliccando qui: www.Instagram.com/ricettedilibri
Come di consueto per 9 su 10 libri che regalo alla controparte, a leggerlo finisco per essere io - ed io soltanto. Questo, tuttavia, ho il fondato sospetto che possa piacere anche al consorte: pillole di vita quotidiana rivisitate in chiave comica con un umorismo semplice e immediato. A far da filo conduttore tra i capitoli, la dicotomia tradizioni nord e sud, con un paio di sketch davvero azzeccati che solo ad un dolmen non strapperebbero una sonora risata.
Il discrimine però sta esattamente qui: amate la comicità diretta e ‘de panza’ alla Zelig? Mio marito si, ergo non fatico a immaginarmelo sogghignare da solo sotto i baffi quando metterà mano a Muzzopappa.
Personalmente però non amo Zelig e questa cifra stilistica non è la mia. Preferisco lo humour caustico e vagamente dark alla Sedaris - che peraltro a parer mio con l’esilarante ‘Me parlare bello un giorno’, interamente ispirato a reali vicende familiari, nel lontano 2000, ha ispirato non poco questa raccolta.
In sintesi: lettura consigliata? Ma sì, è super scorrevole e spassosa. Semplicemente, Sedaris per me resta antidepressivo naturale e genio indiscusso che gioca in categoria diversa.
Un libro leggero, ironico, divertente, ma non banale Un libro per sorridere e rilassarsi Un libro direi ideale in questo periodo difficile Un libro che si può portare anche in borsa, da leggere al bar, sui mezzi pubblici, tra un’attesa ed un’altra... Un libro che svela tanto del suo autore, un ragazzo che si sposta dalla sua Puglia a Milano per lavoro
I libri classificati come umoristici di solito non mi fanno nemmeno spuntare un piccolissimo sorriso - forse sarò io troppo seriosa - però i racconti di Francesco Muzzopappa mi hanno fatto venir male alle guance dal tanto ridere che ho fatto. Una rappresentazione di sé attraverso un insieme di frammenti e aneddoti, tutti leggeri ma non superficiali, ironici, introspettivi, schietti ed esilaranti: che scoperta più che positiva! I miei capitoli preferiti: quello sulla preparazione della salsa di pomodoro in Puglia, quello sui mercatini dell'usato, quello della colazione a Santorini e quello sui primissimi amori con Elisabetta e Creamy.
Francesco Muzzopappa in “Un uomo a pezzi” non può fare a meno di ridere di sè stesso. Perchè, se anche il mondo non smette di offrirci situazioni ridicole capaci di farci sghignazzare più o meno discretamente, il clown peggiore è proprio quello che ci fissa sornione dallo specchio. Non è facile accettarlo ma, se lo si fa, si impara a vivere con più leggerezza (sì, proprio quella di Calvino, inutile che vi ripeta la citazione): meno si pesa, meno si affonda.
“Un uomo a pezzi” è quindi esilarante solo a patto di riconoscere che anche noi lettori, col nostro passato denso di drammi famigliari, tagli di capelli più o meno deludenti, tradizioni della nostra terra e ricette che si tramandano di generazione in generazione, anche noi ecco siamo un po’ giullari di noi stessi. “Un uomo a pezzi” ci invita a ridere di noi stessi, prima che delle disavventure del suo protagonista – che poi non è altri che lo scrittore in persona – ma ci insegna anche che per guardare al mondo senza svenire di ansia o paura a volte è meglio scegliere la commedia, piuttosto che la tragedia.
In quest’ultimo romanzo, edito per Fazi, Francesco Muzzopappa riflette peraltro su un tema che oggi scotta più di ieri: il valore delle tradizioni. Il concetto di tradizione, che nel corso del romanzo è pressochè onnipresente, si interrompe al bivio per eccellenza, quello tra bene e male. Il lettore è quindi portato a chiedersi cosa del passato sia indispensabile tenere (ciò che contraddistingue le nostre carte d’identità e le nostre storie, per intenderci) e cosa invece sia meglio buttarsi alle spalle. Per esempio, la salsa di pomodoro è per sempre, il ribrezzo verso l’uomo che ama cucinare invece è buono solo come sacchetto per l’umido.
Mi è venuta voglia di fare la salsa di pomodoro in Puglia. Divertente, ironico, leggero per passare qualche ora a non pensare (o forse sì) alle cose di tutti i giorni.
Grazie, Francesco, perché mi hai fatto ridere di cuore! E in questi giorni è proprio la pausa che mi ci voleva. Ironico, tenero e intelligente. Ci vorrebbe un Muzzopappa al mese, per fare pace con le seccature della vita quotidiana.
Ascoltato audiolibro letto dall’autore stesso.In una parola:esilarante! Il titolo “ Un uomo a pezzi” gioca sul doppio senso di :raccontare vari aspetti della propria vita e il “sentirsi a pezzi”. Molto divertente anche quando racconta e prende in giro i tipici luoghi comuni che contraddistinguono lo stile di vita del nord e del sud Italia.
Un Muzzopappa al giorno, toglie il blocco del lettore da torno! Ah, no? Non era così?
I romanzi di Francesco Muzzopappa, come ho già avuto modo di raccontarvi, sono puro balsamo per l’anima. L’ autore, già conosciuto per la sua pungente ironia, in “Un uomo a pezzi” decide di mettersi in gioco per la prima volta, regalando a noi lettori dei piccoli racconti nei quali egli stesso è protagonista.
“- Francesco, da oggi in poi non devi mangiare latticini! – Che un pugliese non mangi latticini è fantascienza. Le nostre mamme da piccoli ci hanno svezzato a omogeneizzati di mozzarelle. Nel biberon infilavano le burrate…”
Nato in Puglia e trapiantato a Milano, Muzzopappa mette su carta aneddoti del suo passato ed esperienze di vita esilaranti. Il risultato? Un concentrato di situazioni improbabili e alquanto imbarazzanti che suscitano simpatia nel lettore, il quale non può fare a meno di rivedersi coinvolto.
Cosa c’è di meglio di un po’ di sano umorismo? Tra librerie che pendono, call center molesti, rituali di famiglia – guai se non si prepara la salsa in casa ogni anno! -, questi piccoli pezzi di vita riescono a far ridere di cuore e far riflettere allo stesso tempo; tra un sorriso e l’altro, mi hanno riportato alla mente ricordi legati alla mia infanzia.
“Anche per curare il mal di schiena le abitudini sono diverse. Mentre in alcune zone della Puglia si usano ancora delle parole magiche sussurrate con occhi spiritati da anziane signore vestite di nero che si cibano di lucertole e radici letali, al Nord si prenota un massaggio.“
Diciotto racconti, uno al giorno, nei quali immedesimarsi; esperienze di vita con le quali, almeno una volta, ci siamo trovati faccia a faccia. Diciotto piccole storie che profumano di origini, di tradizioni e anche un po’ di malinconia. Non vi ho ancora convinti?!
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com Quando una persona lascia la propria terra di origine avverte un forte senso di smarrimento. È quello che accade al protagonista di questa raccolta composta da diciotto racconti e aneddoti. Egli lasciata la Puglia e giunto a Milano, si trova davanti a una società molto diversa da quella che conosceva. Ecco che nuove mode prendono il posto delle tradizioni, nuove abitudini s’insinuano nella quotidianità, tutte raccontate con assoluta ironia.
“«Francesco, da oggi in poi non devi mangiare latticini!» Che un pugliese non mangi latticini è fantascienza. Le nostre mamme da piccoli ci hanno svezzato a omogeneizzati di mozzarelle. Nel biberon infilavano le burrate.”
Mettersi in gioco e ridere di se stessi non è un compito facile. L’autore di questa raccolta sceglie di indossare i panni del protagonista e di raccontare situazioni ed eventi dei quali è stato il principale attore sulla scena.
Tema di fondo è il valore delle tradizioni rappresentato dal confronto nord/sud attraverso gli occhi di una persona che, per rincorrere un sogno, si è trovata a cambiare vita. Ecco che la preparazione della salsa di pomodoro, i ricordi di infanzia, il barbiere di paese, si uniscono col parrucchiere alla moda, il rituale dell’aperitivo, l’abitudine di frequentare centri massaggi. Accanto a Francesco vi è Carmen, la fidanzata milanese, colei che cerca di mangiare cibo salutare e, talora, assume atteggiamenti alieni agli occhi dell’uomo.
I testi sono molto brevi e scorrevoli, veri e propri sketch comici che strappano una risata, purtroppo non sono riuscita a entrare in sintonia con la narrazione, come se, una volta sparito il sorriso, in me non fosse rimasto più nulla.
Una veloce lettura di intrattenimento ideale per staccare un po’ dalla routine.
Il libro che mi ha accompagnata durante la giornata di Ferragosto al mare è stato UN UOMO A PEZZI di Francesco Muzzopappa edito Fazi Editore nella collana Le Meraviglie. Sono rimasta a lungo sdraiata sul lettino a leggere e spesso non sono riuscita a contenere l’ilarità. Non conoscevo assolutamenteUn uomo a pezzi di Francesco Muzzopappa questo autore, è stata una piacevole scoperta. Ho passato dei momenti spensierati avvolta dall’umorismo semplice e diretto e trascinata dalle vicende quotidiane del protagonista, raccontate con brio. Ho apprezzato lo slancio sempre ottimista verso la vita e la capacità di rendere la quotidianità in maniera vivace e ironica. La parte dedicata alla salsa fatta in casa in Puglia è stata un momento topico, mi ha fatta sbellicare. Una lettura originale, divertente e mai scontata, un’ironia costruita su esperienze condivisibili da tutti. Il protagonista e voce narrante è apparentemente cinico, ma in fondo un tenerone. Sulla trama non dico nulla per non fare spoiler, tranne che consiste in alcuni flash su episodi comici e personaggi bizzarri che a vario titolo entrano o sono entrati a far parte della vita di Francesco. Una lettura dinamica, ricca di buoni sentimenti e adatta a tutti, soprattutto per rilassarsi e staccare la spina.
Che Francesco Muzzopappa rappresenti ormai una sorta di comfort zone letteraria lo sapevo già. Quello che non immagivano è che sarebbero stati i racconti inseriti nel suo ultimo lavoro, “Un uomo a pezzi“, a farmi ritrovare il piacere della lettura dopo un periodo non particolarmente facile.
Negli ultimi giorni, a fine giornata, ho preso il libro e ho letto un racconto. E poi un altro. E dopo un altro ancora. Per poi impormi di smettere perché non volevo finire subito. Volevo che questa ritrovata complicità con le pagine di un libro non mi abbandonasse.
Quindi devo dirvelo: “Un uomo a pezzi” potrebbe creare una sorta di dipendenza. I racconti sono davvero come le ciliegie, uno tira l’altro.
Si ride, tanto, come Muzzopappa ci ha abituati (se non avete letto nessuno dei suoi romanzi siete delle brutte persone quindi rimediate ORA!), e la sua ironia inconfondibile diventa in un “Uomo a pezzi” la non facile capacità di prendersi in giro, esagerando ed esasperando situazioni reali, momenti di vita quotidiana nei quali non sarà difficile ritrovare anche pezzi della propria.
Forza, tutti a fare la salsa al pomodoro in Puglia con Francesco! Pensate di chiacchierare? Canticchiare nel mentre? Siete proprio fuori strada. Far la salsa in Puglia è una vera e propria battaglia all'ultima bottiglia di vetro racimolata nei bar e... vinca il migliore! E così la pentola è un calderone, la concentrazione alle stelle e ad ognuno il proprio sacro ruolo. Poi il tempo passa e Francesco si sposta... dal sud al nord. Milano. Qui sarete catapultati in momenti esilaranti: dalla sarta cinese che mette a dura prova l'udito se solo decide di rivolgersi altrove, alla fidanzata Carmen che gli vuole insegnare a mangiare come si deve valutando ogni singolo ingrediente e caloria dopo essere stato svezzato (sempre in Puglia) con mozzarelle, all'idraulico maschilista che lo guarda minaccioso tra i fornelli, il vicino di casa che suona il campanello ad orari improponibili... insomma una carrellata di avventure quotidiane che molti affronterebbero con tensione e che Francesco, con la sua allegria, ironia e dolcezza, snocciola rendendole innocue e divertenti. Un'ottima lettura per prendere la vita con più filosofia e sorrisi.
👉Recensione. "Un uomo a pezzi" è una raccolta di racconti, uno più divertente dell'altro. In ogni storia è presente la vena ottimistica e scanzonata dell'autore. Muzzopappa ha la capacità di intrattenere il lettore con un linguaggio diretto e scorrevole e ognuno può trovarsi in questi racconti. In alcuni è impossibile trattenere le risate e viene spontaneo leggere una parte a chi si ha vicino. Piacevolissimo il racconto sulla libreria storta. Muzzopappa anche quando parla di un tema delicato come l'amore riesce a fare sorridere. Ma l'apice lo raggiunge con "Come montare un tagadà". Anche qui è presente il suo umorismo pungente. Però troviamo anche tanta malinconia nel ricordo della sua adolescenza. Proprio in questo racconto che si nota la capacità dell'autore che non è mai banale e riesce a toccare le corde dei ricordi di ognuno di noi. Muzzopappa conferma la sua originalità nel panorama degli autori italiani. Per chi già lo conosce, questo libro è un ulteriore modo per apprezzarlo. Chi invece per la prima volta si trova tra le mani questo libro, avrà voglia di recuperare gli altri.
La prima cosa che riesco a dire pensando a questo libro è: meno male era corto! Perché ammetto che, fosse stato più lungo, probabilmente non l’avrei finito. Ho trovato infatti il romanzo un guazzabuglio di cose, scene senza senso messe lì praticamente a caso. Che va bene due, va bene tre, ma dopo alcuni capitoli uno ne ha proprio le scatole piene e vorrebbe solo posare definitivamente il romanzo. Probabilmente a molti questo stile sarà piaciuto, ma io invece non sono proprio riuscita ad entrarci in sintonia, motivo per cui arrivata alla fine proprio non mi è chiaro qual fosse lo scopo dell’autore, di cosa volesse realmente parlare in questo libro.
Punto di forza dell’intero romanzo è che alcune scene sono in grado di strapparti una risata. Il problema è che di scene del genere alla fine ce ne sono abbastanza poche, sicuramente non mi sono ritrovata a morire dal ridere come prometteva la trama.
Nel complesso un romanzo che non mi è piaciuto e che non sono riuscita a comprendere. Peccato, perché comunque ne avevo sentito parlare bene per cui avevo un po’ di aspettative.
Francesco, un uomo normale, con delle gaffe normali che l'autore ha semplicemente deciso di mettere a nudo. In questa esilarante successione di eventi che sono capitati più o meno a tutti - o in questa esilarante successione di pensieri che sono saltati in mente più o meno a tutti – ho trovato una spensieratezza unica. Il pugliese trapiantato a Milano, i vecchi rimedi della nonna, le discrepanze culturali: luoghi comuni raccontati direttamente dalla pelle dell'autore, che mi ha fatto ridere come pochi altri. Se Muzzopappa vive la quotidianità come scrive, non ho dubbi che vorrei averlo accanto nei momenti più grigi di questa zona rossa.
Che dire, esilerante! Primo approccio alla lettura di questo autore, giá ne avevo sentito parlare bene e per una volta le mie alte aspettative sono state soddisfatte!
Ero in pieno blocco del lettore, impantanata in un libro che mi porto dietro da mesi e che ancora é lí da finire, ma "un uomo a pezzi" mi ha letteralmente dato una botta di vita. Ironico, cinico, sarcastico: il tipo di lettura che piace a me!
L'ironia non é per tutti, ma con queste pillole di vita Muzzopappa riesce a strappare un sorriso!
I pezzi del titolo sono i frammenti di racconto che, messi insieme, restituiscono la storia del personaggio senza pietismi. Lo scrittore si racconta, dalle origini in Puglia al trasferimento milanese. Vengono così messi in scuro su chiaro le idiosincrasie più popolari, con fine umorismo. Dalla salsa fatta in casa alla sarta cinese con cui sembra giocare una partita a scacchi, Muzzopappa trae da ogni situazione un insegnamento. A uso e consumo anche nostri.
Un uomo a pezzi, o meglio i pezzi di un uomo. Una serie di capitoli che potrebbero essere racconti autonomi, ma che letti tutti insieme tratteggiano il ritratto di un uomo, un romanzo di formazione. Si ride, si sorride, si empatizza con il protagonista, ci si identifica con lui, si apprezzano le sue qualità umane e si finisce con.... (SPOILER!) una dichiarazione d'amore. La dimostrazione che i libri divertenti non devono per forza essere superficiali.
Autore scoperto grazie a una challenge, mi è piaciuto tantissimo! Francesco è un pugliese trasferitosi a Milano in Chinatown, già questo mix promette bene nel numero di gag divertenti che uno scrittore umorista può raccontare.
Ogni capitolo è dedicato a un suo momento o episodio di vita che l'ha particolarmente segnato. Ho riso davvero a ogni racconto! E' stata una bellissima e leggera lettura che ogni tanto ci vuole proprio e che consiglio caldamente.
Muzzopappa è sempre Muzzopappa, ma, dopo averlo conosciuto per gli abbrivi pirotecnici che ti portano a passare ridendo da una pagina all'altra dei suoi romanzi, ho fatto un po' fatica a godermi i suoi racconti autobiografici. Questo ovviamente apprezzandone maggiormente alcuni a scapito di altri. In quest'anno gramo forse ci sarebbe stato più bisogno di uno dei suoi romanzi.
Ho trovato questa lettura di una spensieratezza unica. Attraverso aneddoti raccontati con intelligente e pungente ironia, Muzzopappa ci fa sentire meno soli condividendo pensieri, figuracce, eventi che abbiamo vissuto una volta nella vita (quasi) tutti. Sono curiosa di leggere qualcos'altro dalla sua penna. Delizioso!
L'ironia di Muzzopappa, condita dalla sua scrittura impeccabile, non si smentisce mai. Una divertente narrazione a racconti, tra le storie del Sud e quelle del Nord dove protagonista è proprio l'autore.
Divertente ed esilarante! Ascoltato in audiolibro e letto dall'autore stesso ha reso l'ascolto ancora più coinvolgente! È stato come condividere delle storie tragicomiche con un amico :) consigliatissimo!!!
Ho utilizzato audiolibro su storytel. Un libro spassoso. Una serie di avventure accadute all'autore e lette direttamente da lui. Consigliato, ti tiene piacevolmente compagnia. Vedrò di recuperare altro dell'autore