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Campati per aria
Dei quattro elementi fondamentali l'aria è quello a cui siamo più strettamente connessi, quello che ci pervade seguendo il ritmo del nostro respiro. E inevitabilmente pervade anche il nostro immaginario: le culture umane sono infatti sempre atmosferiche, letteralmente «campate per aria», e un approccio antropologico diventa fondamentale per interpretare, tra dinieghi e desideri, il senso di un cambiamento che è culturale oltre che ecologico.
La crisi climatica si presenta come una questione culturale intensa, minacciosa e sorprendentemente intima in grado di inaugurare tempi inediti che non sono solo atmosferici ma anche sociali. Culturali sono infatti le conseguenze dei mutamenti atmosferici, così come culturale è quella nozione occidentale di natura come distante e fuori dalla società oggi in crisi. Culturali sono infine gli ostacoli a parlare di un cambiamento epocale, e ad agire di conseguenza, a causa dei processi sociali di diniego che rendono «impensabile» questo mutamento accelerato, alimentando un senso di impotenza e paura dovuto alle fondamentali dimensioni emotive del nostro coinvolgimento ambientale. Eppure le culture umane si sono sempre orientate verso il cielo per dare senso all'abitare sulla terra, avvalendosi di forme rituali, strutture simboliche, sistemi produttivi e saperi locali in grado di tradurre in familiare e significativo il «tempo che cambia». E oggi che l'atmosfera è il bene comune per eccellenza, e la co2 il male comune per eccellenza, abbiamo bisogno di riscoprire relazioni ambientali generative e creative che ci consentano di risignificare il «clima» in cui siamo immersi.
La crisi climatica si presenta come una questione culturale intensa, minacciosa e sorprendentemente intima in grado di inaugurare tempi inediti che non sono solo atmosferici ma anche sociali. Culturali sono infatti le conseguenze dei mutamenti atmosferici, così come culturale è quella nozione occidentale di natura come distante e fuori dalla società oggi in crisi. Culturali sono infine gli ostacoli a parlare di un cambiamento epocale, e ad agire di conseguenza, a causa dei processi sociali di diniego che rendono «impensabile» questo mutamento accelerato, alimentando un senso di impotenza e paura dovuto alle fondamentali dimensioni emotive del nostro coinvolgimento ambientale. Eppure le culture umane si sono sempre orientate verso il cielo per dare senso all'abitare sulla terra, avvalendosi di forme rituali, strutture simboliche, sistemi produttivi e saperi locali in grado di tradurre in familiare e significativo il «tempo che cambia». E oggi che l'atmosfera è il bene comune per eccellenza, e la co2 il male comune per eccellenza, abbiamo bisogno di riscoprire relazioni ambientali generative e creative che ci consentano di risignificare il «clima» in cui siamo immersi.
272 pages, Paperback
Published January 1, 2020
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Community Reviews
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
November 8, 2020
Cos’è la natura? Non è solo l’ennesima merce di quest’epoca, è un insieme di reti relazionali che riusciamo forse a sentire ma non a comprendere poiché ne manca l’immaginario e quindi la narrazione.
Questa la tesi di base: ci siamo allontanati troppo dalla natura considerandola al nostro servizio.
Troppe volte viene ripetuto lo stesso concetto. La narrazione è poco chiara per chi non è antropologo. Indubbiamente è un testo intrinseco di questa disciplina, è presente anche un intero capitolo su un caso etnografico.
Delineare il problema è il primo passo per trovare una soluzione, ma questo libro non raggiunge questo traguardo, non suggerisce nessun modo per intervenire.
Questa la tesi di base: ci siamo allontanati troppo dalla natura considerandola al nostro servizio.
Troppe volte viene ripetuto lo stesso concetto. La narrazione è poco chiara per chi non è antropologo. Indubbiamente è un testo intrinseco di questa disciplina, è presente anche un intero capitolo su un caso etnografico.
Delineare il problema è il primo passo per trovare una soluzione, ma questo libro non raggiunge questo traguardo, non suggerisce nessun modo per intervenire.
April 3, 2022
"L'impotenza e l'inerzia del sistema politico nell'attivare una transizione ecologica, le forme di negazionismo delle multinazionali dell'economia, il sentimento di impotenza delle comunità locali, si adagiano su questo posticipare al futuro scelte radicali necessarie da decenni, non riuscendo a mettere i cambiamenti climatici come elemento centrale e generativo del cambiamento".
Un libro senza dubbio interessante, per comprendere alcuni fenomeni storici, fisici, sociali alla base del nostro rapporto con il clima. Forse avrebbero giovato un maggiore schematismo e una proposta programmatica, anche se la dichiarazione "la complessità non è complicata" è già un buon punto di partenza ...
Un libro senza dubbio interessante, per comprendere alcuni fenomeni storici, fisici, sociali alla base del nostro rapporto con il clima. Forse avrebbero giovato un maggiore schematismo e una proposta programmatica, anche se la dichiarazione "la complessità non è complicata" è già un buon punto di partenza ...
May 29, 2022
Molto interessante ma troppo ripetitivo...
Displaying 1 - 3 of 3 reviews




