Nel 1961 il poeta Homero Aridijs incontra per strada una povera disgraziata che vende per due lire vecchie cartoline, vecchie immagini di sé giovane, nuda, bellissima. I suoi occhi verde smeraldo brillano ancora e il poeta la riconosce: è Carmen Mondragon, in arte Nahui Olin, la più bella donna di Città del Messico quando a Città del Messico c'erano le più belle donne del mondo. Negli anni venti e trenta. Negli anni della rivoluzione, di Emiliano Zapata e di Pancho Villa. Nel tempo in cui, in nome del popolo e di una libertà che sembrava lì a due passi, un pugno di artisti e di intellettuali scosse dalle fondamenta cultura e politica, creatività e morale di un intero paese. E proprio su questo sfondo che si muove la leggendaria storia di Nahui.
Pino Cacucci (Alessandria, 1955) è uno scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano.
Cresciuto a Chiavari, si è trasferito a Bologna nel 1975 per frequentare il DAMS. All'inizio degli anni ottanta è vissuto per lunghi periodi sia a Parigi che a Barcellona. In seguito viaggia molto in America latina e soprattutto in Messico dove ha abitato per lunghi periodi.
Ha pubblicato finora numerosi libri di narrativa e saggistica. Pone in risalto personaggi storici non vincitori, sommersi e nascosti dalla Storia ufficiale. Come posto in evidenza dallo stesso Autore nell´Opera "In ogni caso nessun rimorso”, la Storia viene scritta sempre dai vincitori ed i suoi protagonisti perdono, come conseguenza delle loro azioni tutto: battaglie, lavoro, amici, ideali, la loro stessa vita, tranne la dignità, ma con l'aggiuntiva sfortuna di vivere in un'epoca in cui la dignità stessa era l'ultima delle qualità necessarie per passare alla Storia. Particolarmente intensa è anche la sua attività come traduttore.
"Quella notte il poeta Homero Aridjis, tornato a casa, scrive sul suo taccuino: Ho conosciuto una pazza illuminata dal sole. Era Nahui Olín. Come abbiamo potuto dimenticarci di lei? Trasformiamo in statue i personaggi della storia patriottica, ma non sappiamo dare valore alle persone più sensibili, alle inestimabili esistenze che questa terra ha visto sbocciare."
Un altro omaggio di Pino Cacucci a una figura femminile messicana. Il ritratto di Nahui Olín, nata Carmen Mondragón, dagli occhi verde smeraldo e con un corpo flessuoso e ammaliante.
Protagonista della vita sociale nella Città del Messico degli anni venti, trasgressiva, disinvolta, disinibita, passionale e indomita.
Cacucci ci racconta la sua storia, i suoi amori, le sue tragedie.
Il suo fascino indiscusso ha stregato uomini e donne, persino Diego Rivera, che sarà uno dei suoi amanti, nel suo murales "La Creazione", le affida il ruolo più carnale con la "Poesia erotica".
Un altro amante, l'eccentrico e umorale vulcanologo e artista, Gerardo Murillo, in arte Doctor Atl, riassumerà la storia passionale e tormentata con Nahui: "La vita mi ha regalato due vulcani: il Paricutin e Nahui."
"Nahui Olín. Il moto perpetuo. L'energia che irradia luce, riacquista vita, la diffonde intorno a sé. Nauhi Olín, il Quarto Movimento. Il potere del sole di muovere l'insieme del suo sistema, gli astri, ogni forma di vita e di morte."
Bisognerebbe essere di pietra per non innamorarsi di lei
Vera o romanzata che sia, la figura di Nahui Olín, al secolo Carmen Mondragón, piccola grande donna dalle mille sfaccettature, anima inquieta e ribelle, anticonformista e dissacrante, spregiudicata, volitiva e fragilissima insieme, assetata d’amore, portata all’apice, ricercata e poi miseramente caduta nell’oblio, dimenticata dai più, mi ha affascinata.
Cacucci ne ha elaborato un ritratto che è anche lo specchio impietoso e dissoluto di un Paese sconvolto dalla rivoluzione e dalla corsa al potere, chiuso nella morsa e insanguinato da personaggi spietati quali Emiliano Zapata e Pancho Villa.
Ma è anche un Paese che, nello stesso periodo (siamo negli anni ‘20/‘30), anche grazie a donne come Nahui, più o meno politicamente impegnate, in seno a tutto questo fermento ha visto fiorire l’Arte in ogni sua forma: pittura, letteratura, poesia, musica, balletto, teatro, fotografia, reportage, cinema... nonché la nascita di moltissimi artisti, non ultime la pittrice Frida Kahlo, la ballerina María Conesa e la fotografa friulana Tina Modotti.
Nahui... Tanti uomini, tanto sesso, tanto amore effimero... poi ad un tratto quello vero, forse, quello dolce, tranquillo, fatto anche di rispetto, che porta finalmente un po’ di pace e di felicità. Ma è bastato veramente un niente perché le venisse sottratto, tanto da distruggerla e farla quasi impazzire.
Mi sarebbe piaciuto che questa pubblicazione fosse stata corredata da immagini, ritratti e opere. Ce n’è solo una, un ritratto (non il migliore, ma gli occhi, quei suoi occhi così particolari, sono messi in netto risalto) eseguito da Doctor Atl (Gerardo Murillo), a lungo suo amante, emblema di un periodo non felicissimo di Nahui, un periodo di dolorosa ribellione. Il resto l’ho dovuto cercare in rete.
Di lei sono riportati solo alcuni scritti, pensieri e riflessioni, forse tratti da un diario, e alcune poesie.
La vita è una tirannia che impone spaventosi tormenti e a ogni momento rinasce la speranza e quindi una nuova sofferenza. La vita è una bugiarda che ride delle nostre ambizioni. La vita culla e sgretola le illusioni.
E ancora...
Voglio morire è necessario scomparire quando non si è fatti per vivere quando non si riesce a respirare né a dispiegare le ali.
Nahui ogni giorno guarda il sole sorgere e tramontare, ma un sera, sola nella sua casa, avverte la serenità alle porte e allora...
Mañana, el sol tendrà que caminar solo.
Mi si è stretto il cuore 💔
🌎 LdM Mini sfida America: T 34 Messico 🌎 Messico 🇲🇽
Ambientato in Messico tra gli anni Venti e Trenta: un’epoca importantissima per il Messico. Pino Cacucci ci fa conoscere Nahui , (al secolo Carmen Mondragón) spirito libero, bella e intelligente. Il suo talento la porterà a conoscere uomini importanti tra cui Diego Rivera, il Dr. Atl, Edward Weston e Antonio Garduño che la fotografarono nuda. Una donna speciale : inquieta, ribelle e fragilissima. Una donna che dopo aver raggiunto ogni successo verrà in seguito dimenticata, condannata alla sofferenza e solitudine. Un libro molto bello, elegante, vivo e passionale.
Piccola e fragile Nahui Olín, donna piena di contraddizioni, sopraffatta dalle incertezze, da lunatismi e delusioni. La donna di cui Cacucci questa volta ci parla non è nota né amata, anzi è stata dimenticata, fraintesa, derisa e nel suo passato si intravedono anche episodi oscuri di violenza, mai del tutto chiariti. Nahui era una donna piena di passioni represse, che finiscono per esplodere (forse) in maniera immeritata e che mai si evolvono (se non alla fine) in epoche di gioia o di controllata tranquillità. Nahui Olín era letteralmente un fiume in piena, fragile e malinconica creatura in quel burrascoso mare della rivoluzione messicana (politica e culturale) degli anni '20 di cui Cacucci si conferma essere esperto conoscitore.
Pino Cacucci ripercorre la vita di Carmen Mondragon, detta Nahui Olín, la donna più bella di Città del Messico, che fece girare la testa a moltissimi uomini, ma che visse amori tormentati. A cominciare dal padre, il generale Manuel Mondragon, con cui ha un rapporto quasi incestuoso, passando per il marito, Manuel pure lui, un uomo che la usa per la sua ambizione, ma che in realtà le preferiva i giovani cadetti. Con Manuel Rodrigo Lozano ebbe un figlio che morì in circostanze misteriose, probabilmente ucciso accidentalmente da uno dei due genitori o da una contesa tra loro. Per arrivare alla grande passione per il pittore Gerardo Murillo, detto Doctor Atl, che le dà il nome con cui continuerà a farsi chiamare per tutta la vita, Nahui Olín. “Ecco, è così che ti chiamerò.” Al centro della Piedra del Sol, comunemente conosciuta come Calendario Azteco, c’era il Quarto Movimento, che in lingua náhuatl si chiama Nahui Olín. “Questa è la data che indica il movimento rinnovatore dei cicli del cosmo. Nahui Olín. Il moto perpetuo. L’energia che irradia luce, riacquista vita, la diffonde intorno a sé. Nahui Olín, il Quarto Movimento. Il potere del sole di muovere l’insieme del suo sistema, gli astri, ogni forma di vita e di morte. Nahui Olín irrompe nel cosmo nel momento che segna la distruzione del Quinto Sole. E dopo Nahui Olín... verranno cinquecento anni di oscurità, prima che possa risorgere la luce del Nuovo Sole.” Infine l'ultimo amore con il Capitano Eugenio Agacino, morto banalmente per un'intossicazione da ostriche avariate, che lasciò Nahui in uno stato catatonico da cui non si riebbe mai più, e che la fece cadere nell'oblio. Un'artista, musicista, poetessa, modella che segna un'epoca, ma che poi viene dimenticata, impietosamente. Come dice l'attrice Yamina del Real: Se si tratta di donne pensanti che esprimono la propria sessualità in modo libero, vengono automaticamente considerate pazze o puttane. Nell’uomo, invece, questa peculiarità è considerata segno di virilità. E le avventure di Atl con altre donne vengono lette in quest’ottica. Nahui andò controcorrente, rappresenta la lotta della donna in un’epoca di repressione sessuale che non è ancora tramontata.
Avevo già letto altro di Cacucci e il suo stile nel ricostruire le vite di personaggi storici in modo così appassionato mi piace. Eppure questa volta sono rimasta quasi infastidita da come il libro abbia dato spazio alla figura di Nahui Olin con una morbosità secondo me eccessiva. A parte le poesie e sprazzi di lettere tutto il resto è semplicemente l'immaginazione di Cacucci. Come fosse veramente Nahui, quale fosse la sua personalità e quello che ha vissuto e provato non è stato ricostruito neanche da biografi che hanno dedicato anni a studiare questo personaggio e quello che vien fuori in questo libro è una donna morbosa accecata da ossessioni più che da passioni. Poi magari in parte era davvero così ma alcune scene mi sono sembrate forzate ed esagerate. Molto bella e interessante la ricostruzione storica del Messico pre-rivoluzionario e di alcuni personaggi che l'hanno caratterizzato sia nell'ambito politico che in quello artistico.
Siamo in trincea. Ogni tanto qualcuno cade colpito. Provi orrore, rabbia, dolore, vedendo un compagno con la carne sfracellata che agonizza davanti ai tuoi occhi. Ma provi anche sollievo perché non è ancora toccata a te... Ecco il senso della vita: gioire perché sei vivo, e cosciente che la morte è il più naturale degli eventi, è costantemente al tuo fianco, e finché non ti afferra e ti porta via devi esserne contento. E soffrire per le assenze non significa offenderne la memoria con l’egoismo di sentirsi abbandonato, perché in fin dei conti la morte spaventa per questo: la solitudine che lascia intorno a sé quando si manifesta. Falli andare in pace, i morti. Non trattenerli. Non piangere te stessa con il pretesto di piangere chi se ne va. Siamo in trincea. La vita è questo. La morte è la condanna che ci viene inflitta al momento di nascere. Temerla è rinunciare a vivere aspettando una grazia che non arriverà mai.
Nahui è la ricostruzione, in parte romanzo, in parte cronistoria fedele, della vita della messicana María del Carmen Mondragón Valseca, in arte Nahui Olin: pittrice, poetessa e compositrice, fu anche modella e musa ispiratrice di grandi artisti del suo tempo, tra cui il muralista Diego Rivera, il fotografo Edward Weston e il pittore Doctor Atl. Pino Cacucci cerca di condensare la sua parabola umana in poco più di duecento pagine, ma a volte è Nahui stessa a prendere la parola, altre volte è la storia politica e culturale del Messico a lei contemporaneo ad irrompere sulla scena e a rubarle spazio. Nahui rappresenta l'arte, ma soprattutto incarna la nuova condizione femminile: fautrice del proprio destino, disinibita e lussoriosa, rappresenta a meraviglia il fermento culturale che contraddistingue Città del Messico in quel periodo. Diventa l'emblema della bellezza e dell'indipendenza, che tramonteranno presto, sopendo ogni desiderio rivoluzionario e disattendendo le speranze dell'intellighenzia messicana. Un romanzo che si legge tutto d'un fiato e che non fa che testimoniare l'immenso amore di Cacucci per il Messico, le sue tradizioni, i suoi protagonisti e la sua storia.
Ascoltato in audiolibro, Nahui di Cacucci è il ritratto di Carmen Mondragón, conosciuta come Nahui Olin, artista e donna dalle mille sfaccettature, la cui vita è strettamente legata ai grandi eventi storici e culturali che caratterizzano il Messico della prima metà del Novecento. Lo stile è molto scorrevole e l'autore fa un buon lavoro nel raccontare la vita di una donna dalla personalità complessa ed anticonformista.
Questo libro è stata una scoperta! Ho adorato la scrittura e lo scorcio sul Messico del '900. Mi ha sorpreso la quantità di viaggi che si facevano a quel tempo tra l'Europa e le Americhe; si ha questa idea che il passato fosse più fermo, invece, chi se lo poteva permettere credo, viaggiava non poco. Conoscevo poco o niente i personaggi che vengono descritti in questo libro e, sebbene l'ambientazione e la storia siano affascinati, devo dire che per nessuno sentivo particolarmente simpatia o compassione (anche se questo non è l'obiettivo).
Un’occasione per conoscere una delle protagoniste del Messico più moderno e irriverente – non c’è stata solo Frida Kahlo, a quanto pare. La vita di una donna coplessa, difficile da capire, dagli irresistibili occhi color dell’oceano.
A questa biografia romanzata su Nahui Olin, manacava un elemento importante....!!!
Secondo me non bastano le belle e intense parole per far emergere il carattere, i pensieri e gli stati d'animo, di un artista, ci vuole l'incontro con le sue opere perch�� in esse risiede il cuore del suo pensiero e la verit�� del suo essere.
Con il tempo ho imparato che ci sono molti scultori, pittori (e non solo), che nella vita hanno comunicato quasi solo attraverso le loro creazioni aritstiche. Quest'ultime si trasformano in una ideale continuazione di se stessi nel mondo. Cos�� in questo romanzo, ci�� che mi rimane �� l'amara consapevolezza di non aver compreso bene l'importanza di questa donna cos�� complessa.E' come se l'autore ci restituisse un ritratto a matita, privo dunque dei colori e delle sfumature.
E le opere, sono andata a ricercarle di mio conto!
Biografia di una donna anticonvenzionale ed inquieta, in perpetua ricerca di se stessa. Il libro è molto intenso e coinvolge nell’ atmosfera affascinante e drammatica del Messico di inizio del secolo scorso. E’ anche molto documentato, accompagnando il lettore in molte delle fasi della vita di Carmen Mondragon, in arte Nahui Olin (nome omen “il quarto movimento”, “il moto perpetuo”) dalla sua nascita in una famiglia privilegiata alla sua morte ormai dimenticata da tutti. L’ho trovato un po’ carente nella descrizione delle opere di Nahui : e’ stata scrittrice, poetessa, pittrice, pianista, ma delle sue creazioni ci sono solo accenni. Suggerisco di cercarle in rete cosi come le stupende foto scattate da Edward Weston a complemento del ritratto a tutto tondo del libro
strano, non mi aspettavo che fosse uno dei libri di cui avrei fatto fatica a scrivere un commento. e non perché non abbia argomenti di riflessione: ne ha in abbondanza. l'arte, la relazione tra gli artisti e l'arte, tra gli artisti e gli altri artisti, tra l'arte e la politica, il significato artistico della rivoluzione o il senso rivoluzionario dell'arte, la libertà di espressione anche attraverso il corpo, la nudità, il sesso. ce n'è a bizzeffe. tutto attraverso la storia vera e sconosciuta di un'eroina consapevole della propria fama e del proprio oblìo; con la splendida, stimolante sensazione di chiudere il libro e volerne sapere di più. e allora perché non riesco a trovare un significato?