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Mos Maiorum: la Tradizione a Roma

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Nell'ambito degli studi sulla civiltà romana il termine "mos maiorum" ricorre con grande frequenza e nei campi di ricerca più diversi. La ragione di ciò è che il "mos maiorum" costituisce uno dei pilastri fondamentali per la comprensione profonda della cultura romana e senza di esso sfuggono allo storico specialista, come al volenteroso dilettante, i caratteri essenziali, gli elementi costituivi e connotativi di quella cultura. Questo di Hans Rech, che vede la sua versione italiana settanta anni dopo la pubblicazione tedesca, è il primo studio monografico che indaga e approrfondisce il significato e la valenza del "mos maiorum" e ci aiuta a comprendere il senso profondo del concetto di Tradizione. In questo mondo globalizzato non è il richiamo alle proprie tradizioni che ostacola il dialogo con l'altro, bensì l'indifferenza per la propria identità. Il saggio di Rech ci ricorda sopratutto questo.

144 pages, Paperback

First published January 1, 1936

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Hans Rech

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Profile Image for Vladimiro.
Author 5 books37 followers
April 7, 2024
RILETTURA: ripreso in mano dopo tre anni, la recensione dell'epoca è un po' severa, oggi darei tranquillamente cinque stelle, soprattutto per il capitolo finale che illustra bene l'evoluzione del mos maiorum tra la fine della repubblica e l'età di Augusto. Cesare è un vero rivoluzioanrio che vuole cambiare la tradizione, mentre Augusto è un "grande" perché fa la rivoluzione, è vero, ma cerca di ristabilire l'antico mos maiorum e, addirittura, crea nuovi costumi: l'imperatore può essere divinizzato solo dopo la morte, l'accesso al senato è limitato ecc.

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Si avverte sicuramente, non nello stile ma nei contenuti, che il libro è abbastanza vecchiotto (1936). Comunque, ne ho molto apprezzato la lettura. L'autore studia genesi, limiti, definizione del "mos maiorum", cioè la "tradizione" degli antenati nella Roma Antica. Il mos maiorum nacque tra III e II secolo quando i Romani, vedendo i grandi successi che coglievano in Italia e non solo, e l'arrivo di nuove influenze, costumi ecc. si chiesero da dove venisse la propria grandezza e la risposta fu nel seguire ciò che era ritenuto il costume degli antenati. L'autore ne sviscera ogni aspetto, in particolare quello giuridico (le leggi non scritte del mos erano superiori a quelle scritte), religioso (pietas, auspici ecc), militare (il valore romano) e familiare.

I limiti dell'analisi stanno nel mancato approfondimento del perché nacque tale categoria, oltre che nella limitatezza delle fonti, che sono al 99% letterarie, quindi non archeologiche/epigrafiche. Rimane quindi un discorso limitato alla produzione culturale della élite intellettuale romana (intrinsecamente conservatrice).
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