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Il grande me

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Simone, davanti alla consapevolezza di una morte certa, viene raggiunto a Milano dai suoi tre figli, dopo molti anni di lontananza. È l’inizio di un periodo doloroso, ma per Carla si tratta anche dell’ultima occasione per recuperare del tempo con suo padre. Simone, angosciato dal pensiero di aver fallito e di non poter più cambiare il suo passato, ripercorre le tappe della propria eccentrica esistenza, vissuta con grande passione e voracità. Mentre la sua lucidità mentale vacilla sempre più, vuole usare il poco tempo che gli resta anche per rimediare a vecchi errori e confessa ai figli un segreto. In Carla e i suoi fratelli riaffiorano ricordi di anni lontani, i momenti dell’infanzia in cui la famiglia era ancora unita e quelli legati alla separazione dei genitori, nel tentativo di ricostruire una verità dai contorni sempre più incerti. I ragazzi non possono far altro che assecondare il padre, tra realtà e delirio, mentre la malattia si dilata richiedendo sempre più attenzioni e occupando la totalità delle loro giornate. Inizia così una ricerca – anche interiore – dai risvolti inaspettati, che porterà Carla e la sua famiglia a scontrarsi con un’ulteriore dura realtà, oltre a quella della vita e della morte. Sarà un confronto necessario, che Carla ha cercato e allo stesso tempo sfuggito per anni, ma che ora dovrà affrontare con tutta la forza di cui è capace.
Dopo il sorprendente esordio con La figlia femmina, Anna Giurickovic Dato torna con un romanzo crudo, sincero e a tratti destabilizzante, una riflessione profonda sulla figura del padre, capace di emozionare e far riflettere. Il grande me è un libro forte, che parla all’animo del lettore senza paure e senza reticenze, raccontando la storia di una famiglia rivoluzionata dalla notizia di una fine imminente e dalla scoperta di un segreto mai svelato, ma soprattutto la storia di una figlia costretta a fare i conti, ancora molto giovane, con il dolore di una grande perdita.

220 pages, Paperback

Published September 10, 2020

5 people are currently reading
311 people want to read

About the author

Anna Giurickovic Dato

6 books21 followers
Anna Giurickovic Dato è nata a Catania nel 1989, ha origini serbe, è cresciuta a Milano, ma vive tra Roma e Parigi. È avvocato, ha un dottorato in diritto pubblico, è scrittrice e sceneggiatrice.
Il suo romanzo d’esordio, La figlia femmina (Fazi Editore, 2017), è arrivato finalista al Premio Brancati 2018 ed è stato tradotto all’estero in cinque paesi (Francia, Germania, Spagna, Portogallo e Romania) ottenendo un largo successo di critica e pubblico.
Il grande me (Fazi Editore, 2020) è il suo secondo romanzo.
Ha collaborato con diverse testate tra cui Futura – Corriere della Sera, Repubblica, Il Foglio, Donna Moderna, La Sicilia, TPI – The Post Internazionale.
È autrice della serie tv di animazione per la RAI Giù dal nido, in onda su RAI YOYO.

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5 stars
45 (20%)
4 stars
76 (35%)
3 stars
75 (34%)
2 stars
18 (8%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 48 reviews
Profile Image for erigibbi.
1,132 reviews742 followers
January 18, 2021
3.5

Un libro doloroso, di quel dolore che ti prende la bocca dello stomaco, che ti rende faticoso respirare e pure deglutire.
Un libro che è un piccolo macigno e per chi ha avuto un genitore che lentamente è stato consumato dalla malattia, ogni pagina è più difficile da girare della precedente.
La penna di Anna Giurickovic Dato è quasi magistrale, devo dire però che mi aspettavo qualcosa di più.
Resta comunque la storia di una figlia che da accudita è diventata accudente; una figlia che deve inghiottire le lacrime e mostrare un sorriso; una figlia che non ha più speranze, ma che deve darla agli altri.
Restano la rabbia, la sofferenza e l’impotenza di chi, giorno dopo giorno, deve dire addio al proprio padre.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
April 18, 2021
Anche qui tra 3 e 4 stelle.
Lo faccio sedimentare un po’ e poi deciderò definitivamente quando scriverò la recensione.
Profile Image for Virginia.
948 reviews39 followers
October 16, 2020
Dalle otto del mattino alle sette di sera io non provo niente. Poi, quando termina l’orario di visite, mi si abbatte addosso tutta la giornata, quelle passate e quelle che verranno.
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books89 followers
September 10, 2020
Siamo stati abituati a nascondere il dolore. A ritenerlo una faccenda da sbrigare in solitudine, senza disturbare. Non è elegante esibirlo, non è richiesto manifestarlo.

Ne “Il grande me” Anna Giurickovic Dato regala una serie di squarci vividi che raccontano questa doppia faccia: il dolore privato, fatto di menzogne nei confronti di chi sta soffrendo, di domande taciute, di gesti inadatti; e il dolore esibito, che ti rende diverso agli occhi degli altri anche se stai solo camminando, fatto di domande urlate ai medici, di gesti avventati.

È Carla a raccontarci l’ultimo periodo della vita di suo padre. Simone sta morendo e i suoi figli, ormai lontani, tornano a casa per stare con lui. È un periodo straziante, di quelli che vorresti che finissero subito mentre speri di averne ancora un po’.

Per la recensione completa: https://www.silenziostoleggendo.com/2...
Profile Image for Chiara Santoianni.
Author 17 books18 followers
November 26, 2020
Questo è un libro bello, che sorprende. Sorprende, perché non ti aspetti che un tema così difficile, come quello della sofferenza per una malattia incurabile, possa essere reso in maniera così intima e dettagliata, ma anche così leggera. Sorprende perché, a metà libro, il registro cambia all'improvviso, dando luogo a una parentesi inaspettata. Sorprende, perché Anna Giurickovic è giovane, ma unisce all'innato talento la perizia di una scrittrice già grande. Simone è il papà di Carla, Laura e Mario; Simone sta male, soffre, è destinato a morire. Ma il suo percorso finale di vita, pur nella sofferenza, è accompagnato nella maniera più amorevole possibile dai suoi figli. Da leggere, per scoprire che in una trama così essenziale ci può essere tanto delle nostre vite.
Profile Image for Livietta.
493 reviews70 followers
May 4, 2021
Il grande me è straziante, prende alla gola e allo stomaco. Poco più di 200 pagine che però hanno un peso significativo.

La storia è raccontata da Carla, una dei tre figli di Simone. Simone sta morendo di tumore al pancreas.
Si ripercorre e si vivono le sensazioni della preparazione all’addio di un padre assente ma allo stesso tempo ingombrante: e questa ingombrante assenza diventa l’ingombrante presenza di un uomo che è ormai l’ombra di se stesso.

“Il suo me, già così grande dalla nascita, occupa, in questi ultimi mesi, una posizione enorme e centrale che non lascia spazio ad altro”
E poi la stanchezza del dolore e il dolore stesso, e il senso di colpa:
“E allora tu sei già morto, papà, o è perché ho bisogno che lo credo?” E “papà era papà, non è ancora morto, ma se lo guardo negli occhi non lo trovo”

Una lettura forte, che mi ha scossa nel profondo anche per la bellezza del personaggio di Carla e del modo con cui racconta il proprio essere attraverso il padre e i fratelli.

Mi è mancato qualcosa sul finale, ma a caldo non so bene dire cosa, altrimenti sarebbero state quasi sicuramente 5 stelle.
Profile Image for Valentina Zanga.
199 reviews24 followers
October 26, 2021
La scrittura non è delle migliori, ma il dolore, la perdita, la malattia sembrano fin troppo reali
Profile Image for Carlotta Sanzogni.
42 reviews273 followers
April 13, 2021
Una narrazione del dolore che si tiene delicatamente lontana dalla pornografia dello stesso.

Nel libro di Anna Giurickovic Dato c’è tutto quello che la straziante esperienza del male sull’altro, su chi amiamo, stimola in noi, sempre inadeguati, davanti allo spettacolo della morte annunciata.

Senza scadere nella sfrontatezza propria di chi non sapendo cosa dire decide di provocare, l’autrice riporta tutte le reazioni che l’incombenza di un lutto scatena in noi. Reazioni emotive sì, ma anche fisiche. Consapevoli a volte, ma anche, sorprendentemente, fisiologiche.

Che dire di quella ragazza che in corrispondenza di un picco di insostenibile (e incondivisibile) dolore percepisce come primaria l’esigenza di sentire il proprio corpo come prima, più di prima, di ribadirlo. Vuole che qualcuno la tocchi, vuole essere un corpo, ancora, oltre il dramma.
Che dire, eccomi.
Profile Image for Anthea.
23 reviews1 follower
April 10, 2021
4.5 stelle.
Non é facile dare forma al dolore attraverso le parole e nemmeno affrontare un tema delicato come la malattia terminale.
Eppure Anna Giurickovic Dato ce la fa e pure bene, anzi benissimo. Affida a Carla, la protagonista che narra in prima persona, il compito di addentrarsi nel sentiero che porterà suo padre Simone lentamente alla morte preannunciata, un sentiero fatto di amore, tenerezza, rabbia, frustrazione.
Sono toccanti i passaggi in cui i figli si rivolgono al padre come se fosse un bambino bisognoso di attenzione e cure, un essere fragile che un giorno mangia e l'altro no, un giorno é allegro e il seguente non parla, un giorno si regge in piedi e l'altro cade a terra. Chi durante la propria vita ha affrontato un avvenimento simile con un proprio familiare o una persona cara riuscirà facilmente ad immedesimarsi in questa storia, ma credo che la scrittura sia talmente profonda da coinvolgere anche chi certe situazioni non le ha vissute.
È un libro molto triste, non lo nego, ma vale la pena leggerlo perché non é fatto di solo dolore, ma anche di tanto amore, quello tra figli e genitori e quello che unisce i fratelli tra loro. Fratelli che, in questo caso, hanno condiviso tanto, ma che ignorano il segreto del padre, svelato solo dopo aver scoperto la malattia.

È una lettura impegnativa dunque, che sicuramente consiglio, magari con l'accortezza di essere emotivamente predisposti ad affrontarla.
Profile Image for Carlotta Micale.
322 reviews8 followers
April 8, 2021
Questa lettura mi ha sorpresa e mi ha commossa. Ho provato un ventaglio di emozioni infinite, ho amato alcune parti, e mi sono molto immedesimata. Il racconto così onesto e così intenso della malattia alla fase terminale, ha fatto riaffiorare in me ricordi di quando facevo volontariato con i malati terminali all'Hospice, e ha fatto riaffiorare quella inquietante e preoccupante paura della morte, della mia, dei miei genitori, delle persone che amo.
Ho trovato la scrittura eccellente, il punto di vista è quello della figlia maggiore del protagonista. Non solo ci viene narrata la malattia terminale dal punto di vista del degrado fisico e mentale della persona, ma anche attraverso il punto di vista di chi sta accanto al malato terminale, e di cosa prova un figlio alla morte del padre. Qui abbiamo una descrizione completa, attraverso le tre diversissime personalità dei tre figli. Intenso. Un libro intenso, ma che consiglio a tutti di leggere, di immergervi completamente, di usarlo come strumento catartico, per lasciar andare tra le pagine le vostre angosce.
Profile Image for nolfetti .
112 reviews9 followers
February 1, 2021
L'autrice di questo romanzo mi ha conquistata a poco a poco, con dolore e dolcezza.
Dolore, perché la malattia del padre della narratrice viene descritto in maniera cruda e intima. Dolcezza, perché quello stesso dolore è visto dal punto di vista di tre figli adulti, che si ritrovano a dover diventare "genitori" del proprio genitore, con tutte le loro paure e tutta la determinazione per far vivere gli ultimi giorni felici al loro papà.
Da leggere assolutamente.
Profile Image for Luisa Distefano.
Author 11 books7 followers
September 29, 2020
Noi figli cresciamo nella convinzione che i nostri genitori siano dei supereroi.
Caparbi, determinati, invincibili.
E commettiamo l’errore di non vedere le rughe d’espressione, i capelli bianchi, i primi reumatismi e tutti gli altri cambiamenti fisici e mentali che ne determinano la loro vera natura: l’umanità.

Per noi figli è inspiegabile assistere al loro invecchiamento, anche se lo vediamo nella nostra routine quotidiana, essendone a volte la causa.

I figli crescono. I genitori invecchiano.

Si guarda le unghie, lo fa quando è nervoso, credo, perché io non lo conosco. Ci conosciamo davvero, papà?, domando al padre immaginario che ho inventato per me stessa.
Avremo mai modo di conoscerci come vorrei?
Eppure ti amo, ti amo così tanto.
La distanza generazionale crea forti attriti.

Li accusiamo di non essere come li vorremmo, di non comprendere il nostro linguaggio, le nostre esigenze, il nostro modo di vivere.
E con un eco, l’incomprensione e l’incapacità di comunicare ci allontana, innalzando barriere di accuse, di rimpianti per quello che non hanno saputo darci o per quello che non abbiamo vissuto insieme.

Eppure i nostri genitori sono sempre lì. Pronti a farsi scivolare le accuse ingiuste con un’alzata di spalle pur di confortarci; pronti a non vedere i nostri difetti caratteriali o a perdonare errori indescrivibili, pur di portare a termine il loro compito più arduo: amare i figli.

Ridiamo, ci guardiamo negli occhi e con quelli non ridiamo. È un ridere a metà, uno stare insieme a metà, separati da una morte che è già seduta tra di noi e la sentiamo.
Fate presto, ci dice, vi ho lasciato il tempo giusto per conoscervi, scambiatevi le ultime parole; voi figli imparate da lui tutto ciò che ha da insegnarvi, prendete appunti, registrate ogni momento, così poi potrete moltiplicarlo, non siate tristi, non ce n’è il tempo, condividete le vostre ultime risa, accarezzatevi, toccatevi perché non vi siete mai toccati, allontanate la timidezza, l’imbarazzo non c’entra con questi ultimi mesi, questo periodo è la cerniera delle vostre vite, apritela con delicatezza, lasciate che i vostri lembi si separino come ci si separa da un abito pesante tra l’inverno e la primavera, raccogliete tutto di vostro padre, così potrete contenerlo.
Il tempo passa e arriva alla fine. E solo allora ci rendiamo conto di aver cambiato ruolo, non più figli ma bensì genitori dei nostri genitori, che si ritrovano ad avere bisogno di noi per le incombenze più semplici della vita quotidiana.

E noi non abbiamo più tempo per conoscerli, per imparare da loro, per creare nuovi ricordi che li rendano indimenticabili, finalmente vediamo il loro lato umano, la loro fragilità, la loro paura, la loro vita che scivola via giorno dopo giorno.

Nel suo romanzo Anna Giurickovic Dato ci racconta questi ultimi momenti di un padre malato, costretto a fare i conti con la malattia e la morte.
Da un lato disposto a credere a qualsiasi falsa speranza per non arrecare dolore e preoccupazioni ai figli, dall’altra la sua lenta arresa.

E nella sua lenta decaduta, emergono i rimpianti.
Sappiamo tutto della vita dei nostri genitori? O hanno omesso particolari che ci avrebbero devastato? È giusto conoscere la verità?

L’autrice si sofferma molto sulle debolezze di Simone, di un padre che i figli – soprattutto la protagonista Carla – non conoscono o credono di conoscere solo attraverso i loro ricordi ingenui di bambini.
Cerca di far comprendere al lettore che un padre è un uomo, come lui, che ha vissuto per il meglio cercando di non far mancare niente alla propria famiglia, e che in punto di morte vorrebbe riappacificarsi con i propri cari, chiedendo scusa per comportamenti incomprensibili, chiudere le questioni in sospeso e lasciare questa vita in pace.
Il tempo è nostro nemico.
Si rimanda spesso e volentieri a un domani imprecisato qualcosa che potrebbe essere fatto immediatamente, costringendoci a perdere l’occasione per essere sinceri, appianare le discromie caratteriali, per perdonare, per voltare pagina e per porre tutte quelle domande a cui solo un genitore può rispondere.

Continuiamo a essere figli, a guardare con occhi sognanti i nostri genitori, a restare ammaliati dalle loro storie, a fare i capricci se è necessario, a restare un po’ bambini, perché il tempo passa inesorabile e quando dismetteremo i panni di figli per indossare quelli di genitori, sarà troppo tardi per rimediare al tempo perso.
Profile Image for Lisa Pitrolo Savà.
Author 1 book10 followers
December 16, 2020
"Io non posso vivere in questo momento, posso solo sospendere; ed è quello che sto facendo. Organizzo il silenzio. Dalla finestra non vedo nulla e nulla mi vede: la reciprocità del vuoto mi rende tranquilla. Non sono in nessuna città, non mi trovo da nessuna parte, non sto, non abito, non occupo spazio, mi nutro degli spazi del dolore, veglio, cerco connessioni con il passato, il presente non esiste più né dentro di me né tantomeno fuori, il futuro non mi parla, ieri, l'altro ieri, un mese fa sono il tempo che preferisco, ma non mi guardo indietro e nemmeno avanti; ho la testa bassa, lo sguardo a terra, il suolo, quello sì che mi parla, mi dice che riposeremo e allora, solo allora, saremo gli abitanti di noi stessi."
𝓐𝓷𝓷𝓪 𝓖𝓲𝓾𝓻𝓲𝓬𝓴𝓸𝓿𝓲𝓬 𝓓𝓪𝓽𝓸, 𝓘𝓵 𝓰𝓻𝓪𝓷𝓭𝓮 𝓶𝓮

Se vi ritrovaste fra le mani la mia copia di "Il grande me" di Anna Giurickovic Dato, probabilmente non potreste fare a meno di notare che è uno dei miei libri più vissuti, nonostante siano trascorsi appena 11 giorni da che l'ho acquistato direttamente dalle mani della sua autrice. La mia lettura è stata continuamente interrotta da un formicolio pressante alle dita, che mi ha costretta a intermittenza a recuperare una matita e sottolineare, sottolineare intere sue parti perché (così la voce nella mia testa asseriva) "vorrai ricordartene dopo". Ho riletto quelle parti, a libro ultimato, per poter scegliere qualcosa da citare a voi in grado di darvi un'idea del talento dell'autrice, che è stato per me una sorpresa dal momento che non ho (ancora) letto il suo romanzo d'esordio, "La figlia femmina". Del suo modo di concepire la scrittura. Del modo in cui sembra spogliarsi del suo corpo e lasciare che sia il dolore a reggere la penna e calcarla sul foglio. Del modo in cui trova la parola perfetta senza mai davvero tentare di pescarla nel cesto delle parole che non andranno a turbare l'animo del lettore. Perché Anna scrive per amore del vero e non per compiacere; come se al vero fosse legata con un giuramento.
Sarò riuscita nel mio intento? Ne dubito. Questo libro è un'unica, viscerale, straziante, dolce e commovente confessione. Una riflessione sulla morte che, inevitabilmente, diviene una riflessione sulla vita. Il ritratto di un uomo e di un padre, di una figura che ogni figlio al mondo concepisce come "grande"; e poi l'idea che ogni figlio al mondo è incapace d'accettare: che quella stessa figura possa, d'un tratto, rimpicciolire ai suoi occhi e, paradossalmente, divenire sempre più grande dentro di sé. L'idea che possa scomparire.
Profile Image for LettriceAssorta.
391 reviews159 followers
September 10, 2020
Il dolore sordo e ineluttabile di una famiglia scandisce il passo di questo tragico romanzo.

Un'inesorabile malattia dilania il corpo e infine anche la mente del padre di Carla la quale, assieme ai suoi due fratelli Laura e Mario, assiste l'uomo fino alla fine.

IL GRANDE ME è una storia intima e sofferta, raccontata con lucidità e determinazione.

"un padre grande, enorme, consapevole sempre di tutto, tanto saldo e sicuro che al di sopra non avevo immaginato nessun Dio". A parlare è Carla, voce narrante, che racconta il viaggio tormentato verso la conclusione della vita dell'amatissimo genitore. Tra brevi ricordi che si succedono come diapositive e si alternano a un presente senza speranza, la protagonista riferisce quanto sia difficile e non sufficiente l'accettazione razionale della fine e come sia invece necessario un passo in più. Il senso di colpa, seppure l'unica colpa è l'amore, viene alleviato cercando a fatica di trattenere la rabbia e il pianto e mantenendo una finta allegria: "creiamo l'armonia con l'inganno".

E' stata una lettura molto triste, difficile emotivamente, ma nello stesso tempo arricchente. Ho trovato pregevole lo sforzo di trasmettere con intensità e intelligenza lo stato d'animo di una figlia che assiste al deterioramento fisico e psichico dell'adorato padre, impresso nella mente quasi come un supereroe, vicino e nello stesso tempo distante.
Profile Image for Camilla.
28 reviews4 followers
December 29, 2020
Purtroppo speravo mi piacesse di più. Il punto di forza è sicuramente il racconto crudelmente realistico della sofferenza di un malato terminale e della sua famiglia, cosa che molto raramente capita ma il resto non mi ha colpita particolarmente. Non c'è una vera trama e questo potrebbe anche andare bene ma il punto è che viene inserito, così di sfuggita, un elemento che cerca di crearla quella trama che non c'è e si cerca di fargli girare il romanzo intorno, risolvendo poi tutto in tre righe alla penultima pagina. La scrittura dell'autrice è sicuramente di qualità ma l'ho trovata un po' fredda e in più di un'occasione ho pensato che alcuni capitoli fossero solo un esercizio di stile.
Mi dispiace molto ma non sono riuscita ad entrare in sintonia con i personaggi e non credo che mi abbiano dato la possibilità di capirli davvero, sono rimasti un po' degli sconosciuti sebbene tutto si focalizzi su di loro (non essendoci una trama complessa). Altro campanello d'allarme è il fatto che non mi sia commossa nel leggere di un argomento così doloroso e toccante.
Profile Image for Milleeuna_pagina.
206 reviews5 followers
September 11, 2020
Il grande me è un libro forte ,potente ,un libro che scava e si imprime nel cuore,un libro che ti fa capire che nella vita non bisogna mai dare nulla per scontato e che i genitori non durano in eterno. Ho trovato questo libro meraviglioso 228 pagine piene di dolore,rabbia,impotenza di fronte alla malattia ,di amore verso un padre che presto non ci sarebbe più stato ,ho versato fiumi di lacrime e mi sono dovuta soffermare più volte durante la lettura perché il solo pensiero di non poter vedere più il mio papà mi fa mancare l’aria ,e non potevo non immedesimarmi in quei figli che per la paura che tutto diventi reale non si guardano nemmeno negli occhi . Il grande me è un libro denso di emozioni ,che merita di essere davvero letto da tutti.❤️
Profile Image for Alina Holbura.
17 reviews1 follower
March 17, 2021
Straziante fino alle lacrime! Non puoi non immedesimarti nel dolore che viene raccontato nei minimi dettagli. Si racconta una perdita, la morte ma e anche una celebrazione alla vita!
Un invito a celebrare la vita e i nostri cari tutti i giorni della nostra vita!
Scrittura magistrale, delicata, ricercata...un bel libro 🖤
Profile Image for Alessia Corigliano.
3 reviews2 followers
January 31, 2021
Per me è no. Un libro che si regge unicamente su una storia dolorosa perchè parla di malattia, senza aggiungere nulla a parte qualche frase ad effetto qui e lì. L’ho trovato a tratti fastidioso.
Profile Image for ReadingKumiko.
169 reviews9 followers
October 26, 2020
Il grande me è il secondo romanzo dell’autrice Anna Giurickovic Dato, pubblicato dalla Fazi Editore, per la collana Le strade, che nel 2017 pubblicò anche il suo romanzo d’esordio La figlia femmina.

Il grande me è un racconto vero, onesto, sincero fino a fare male. È la storia di un lungo, ma forse sempre troppo breve, addio.

Trama – Il grande me
Carla insieme a suo fratello maggiore Mario e a sua sorella più piccola Laura si trasferisce momentaneamente da Roma a Milano, per aiutare suo padre Simone che sta combattendo con un cancro al pancreas. In quei giorni di dolore, sofferenza, lotta, ma anche di risate, di ricordi, di vecchie e nuove abitudini e di tante e poi troppe poche chiacchiere, i quattro ritroveranno quel senso di famiglia che avevano perso tanti anni prima, a seguito del divorzio di Simone dalla madre dei suoi tre figli.

Incontriamo per la prima volta la voce narrante della storia, Carla, in una stanza d’ospedale che va a far visita a suo padre Simone ricoverato per degli accertamenti. Da subito si evince un rapporto di mutuo amore, forte e indissolubile, resistito alle bruttezze della separazione, ma comunque incidentato, fatto di tanti non detti. E di non detti è pieno il racconto. Soprattutto nel tacito patto tra padre e figli di non dirsi mai ciò che veramente sta succedendo; di fingere di credere che una cura a un tumore in stadio così avanzato e tra i più aggressivi al mondo possa essere trovata; di provare ad avere fede che il giorno dopo andrà meglio, che si potrà uscire per fare colazione o andare tutti insieme a cena fuori.

Perché, a volte, l’amore si trova proprio in ciò che scegliamo di non dire per non far soffrire, per non deludere le aspettative, per non tradire la speranza. E Carla è piena di questo amore per suo padre.

Attraverso i ricordi di Carla – che sono poi i ricordi di Simone – conosciamo che bambino è stato mentre cresceva nel ventre materno della sua Catania, spronato e sostenuto dall’amore della madre sempre impareggiabile e mai più sperimentato nella vita. È lì che si sedimenta il pizzico di narcisismo che rende Simone così affascinante agli occhi di Carla e di tutti i suoi figli (il più grande, il più intelligente, il più bravo). È proprio a sua madre, morta diversi anni prima, che Simone pensa mentre la sua testa si allontana dal corpo e dal presente. Attraverso il racconto di Carla scopriamo la caratura dell’uomo che è stato: del musicista prima, del padre poi, del politico anche, e infine del malato che è diventato.

Come se già la nuova routine che i tre fratelli si trovano a vivere non fosse uno sconvolgimento sufficiente, Simone rivela loro un segreto che si porta dietro da quasi tutta la vita. Carla, Mario e Laura, che hanno tre caratteri molto diversi tra loro, affrontano i nuovi scenari in maniera quasi opposta: chi crede fermamente nella parola del padre, chi ci legge la giustificazione di una vecchia sensazione e chi la nega con convinzione. Ciò che accomuna i tre ragazzi, però, è l’ineluttabilità della morte, il senso di fine che sembra così vicino ma poi non arriva mai, per arrivare alla fine troppo in fretta. Li accomuna la rassegnazione e il tentativo di sovvertire l’ordine naturale delle cose, continuamente in lotta all’interno di loro stessi.

Perché leggerlo
Il grande me è un racconto ricco di immagini; è come se qualcuno guardasse un’istantanea e ce la descrivesse. Carla si fa portavoce della narrazione della vita di suo padre, rivive i suoi ricordi e li fa propri, per tenere qualcosa di lui, del suo grande padre dentro di lei.

Carla racconta ammirata dell’uomo che è stato e che è suo padre, mostrandoci come la malattia gli abbia indebolito prima il corpo e poi la mente. Simone, da sempre brillante, testardo, idealista, ribelle e raffinato musicista si trasforma nel fantasma di se stesso. Un cambiamento troppo duro da accettare, soprattutto per Carla che vive la sua vita illuminata dai riflessi del suo sole personale.

Ciò che mi ha fatto amare e apprezzare il libro – nonché stimare l’autrice – dalla prima pagina è stata la verità del racconto. Ho ritrovato pensieri che mi sono appartenuti, sensazioni vissute, momenti che hanno segnato il mio percorso. Soprattutto, l’autrice ha saputo raccontare l’assurdità della negazione della vita attraverso la vita stessa; ha saputo raffigurare i pensieri più infimi ma più umani che si possono sperimentare in certe situazioni. Ha reso viva la volontà di dimenticarsi per un solo attimo della paura, dell’instabilità, dell’abisso che regna nella testa in alcune fasi delicate della vita di chi resta, attraverso il trionfo del corpo. E di come questo tentativo sia sempre un fallimento, sia sempre dolore che si somma ad altro dolore, ma non per questo bisogna vergognarsi o odiarsi.

Voglio dire a Carla, che ci vuole tutta la vita forse, ma poi si fa pace con certi dolori. E che chi se ne va, non lo fa mai per davvero.

Concludendo, consiglio a tutti di leggere Il grande me perché è un racconto sincero, onesto, ironico in certi punti, tenero in altri, disperato in altri ancora. Ma mai pesante, mai eccessivo. Anna Giurickovic Dato è riuscita a raccontare della fine di un uomo con una carezza, un po’ ruvida ma pur sempre una carezza.
Profile Image for Inchiostro_sbavato.
9 reviews4 followers
January 28, 2021
𝐈𝐋 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐌𝐄 – 𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐫𝐢𝐜𝐤𝐨𝐯𝐢𝐜 𝐃𝐚𝐭𝐨
Simone ha i giorni contati, la sua malattia non può più essere curata. Non gli resta che circondarsi dell’amore dei propri figli.
Carla, con i suoi due fratelli, si trasferisce a Milano pur di accudire il padre e non fargli mai mancare niente.

Carla racconta gli ultimi momenti con il padre in un vortice di emozioni, paure, sensi di colpa. Lo ascolta nei suoi interminabili racconti del passato, gli prepara i suoi abiti preferiti, tiene il conto dei farmaci da prendere, fa di tutto pur di farlo mangiare.
Eppure le sembra sempre tutto troppo poco, avrebbe dovuto passare più tempo con lui, avrebbe dovuto imparare a suonare il piano con suo padre. Si rende conto, insieme ai suoi fratelli, di non conoscere veramente quell’uomo, conosce l’uomo malato diventato quasi un bambino, vuole sapere più cose possibili ma chissà se il tempo sarà abbastanza.

Fra i mille racconti e i ricordi un po’ offuscati del padre, viene fuori un grande segreto del passato che coinvolge l’intera famiglia. Potrebbe essere vero o potrebbe essere l’ennesimo scherzo di una mente poco lucida.

La narrazione procede con la stessa velocità dei mille pensieri di Carla. Più passa il tempo più le sue paure sono vivide, si riesce a percepire quando il padre sta per allontanarsi per sempre, il dolore della famiglia, la stanchezza che ognuno di loro porta sulle spalle.
È un romanzo che colpisce la sensibilità di tutti, chi conosce un dolore simile potrebbe esserne confortato, chi non lo ha mai provato ragiona sul rapporto, costruito fino ad ora, con i propri affetti.

Mentre Carla cerca di conoscere suo padre, noi riflettiamo sul tempo sprecato, tempo che dovremmo dedicare a chi amiamo, finché la vita ci darà la possibilità.
Chissà se conosciamo davvero chi ci sta accanto, magari vogliono dirci qualcosa ma siamo troppo occupati anche solo per notarlo. Magari siamo noi a volergli dire qualcosa, ma continuiamo a rinviare.
La sabbia nella clessidra non è mai infinita, notiamo quando sta per finire un attimo prima che l’ultimo granello di sabbia cada giù.
#ilgrandeme #fazieditore #recensionelibri #recensione
Profile Image for Rosalia Alberghina.
58 reviews4 followers
June 11, 2021
Titolo: Il grande me
Autore: Anna Giurickovic Dato
Editore: Fazi Editore
Descrizione
Simone, davanti alla consapevolezza di una morte certa, viene raggiunto a Milano dai suoi tre figli, dopo molti anni di lontananza. È l'inizio di un periodo doloroso, ma per Carla si tratta anche dell'ultima occasione per recuperare del tempo con suo padre. Simone, angosciato dal pensiero di aver fallito e di non poter più cambiare il suo passato, ripercorre le tappe della propria eccentrica esistenza, vissuta con grande passione e voracità. I ragazzi non possono far altro che assecondare il padre, tra realtà e delirio, mentre la malattia si dilata richiedendo sempre più attenzioni e occupando la totalità delle loro giornate. Inizia così una ricerca - anche interiore - dai risvolti inaspettati, che porterà Carla e la sua famiglia a scontrarsi con un'ulteriore dura realtà, oltre a quella della vita e della morte.
Opinione:
È un libro doloroso, non lo si può negare. È un viaggio nell'emotività di una figlia che ama il padre più di ogni altra cosa al mondo e che è costretta a guardarlo spegnersi, accorticciarsi su sé stesso inesorabilmente.
Ho amato lo stile dell'autrice che mi ha ricordato una scrittrice che io amo molto: la Mazzantini. È viscerale, a tratti crudo, non risparmia gli aspetti più impietosi della malattia coinvolgendo e sconvolgendo il lettore.
È un inno alla vita e all'amore. Un amore che non sempre fa stare bene, ma anche strazia e dilania l'anima.
Il personaggio di Simone, il papà di Carla, è complesso e sfaccettato. Un uomo che ha aspirato alla grandezza, che ha raggiunto degli obiettivi ragguardevoli, ma non è mai riuscito ad arrivare in cima alla piramide delle sue molteplici aspettative.
Citazione: Ci conosciamo davvero, papà?, domando al padre immaginario che ho inventato per me stessa . Avremo mai modo di conoscerci come vorrei? Eppure ti amo, ti amo così tanto.
Profile Image for ‘mell.
190 reviews34 followers
March 17, 2021
Simone è il padre di Carla, Laura e Mario, e sta per morire.
Simone ha una malattia e sa perfettamente che la sua lucidità mentale resisterà ancora per poco; quindi ripercorre la sua vita, usa il tempo che gli resta per rimediare a dei vecchi errori e confessa ai suoi figli il segreto che, per tutta la vita, l’ha accompagnato in gran silenzio.
Ma questa non è solo la storia di Simone.

È anche la storia di Carla, una figlia costretta a sedere a tavola con la morte e che, impotente, può solo veder scomparire il suo papà giorno dopo giorno. Il suo eccentrico e adorato papà. Un supereroe ai suoi occhi, che ora si fa sempre più debole sia fisicamente che nell’anima.

Rabbia, sofferenza e inettitudine risucchiano in un vortice che, per chi ha vissuto situazioni simili, può essere devastante. Non è facile convivere con la consapevolezza e il dolore di dover dire addio a una persona cara. Non è facile dare speranza agli altri quando, personalmente, non ne hai; dunque mostrare un sorriso quando le lacrime salgono, pungenti, agli occhi. Non è per niente facile, ma, nonostante tutto, Carla ci mostra come la determinazione può vincere su tutto: i sentimenti che si fanno forza motrice per regalare un attimo in più di serenità.

“Il grande me” di Anna G. Dato è una profonda riflessione sulla morte. È un libro viscerale, straziante, che ti tocca nel profondo e ti scuote da dentro. La scrittura di Anna è diretta e fa male, ritrae con sincerità la malattia, senza “ma” e senza “se“. È un libro che richiede il tempo giusto tempo per essere metabolizzato. Personalmente, mi ha accompagnata per un lungo periodo perché è una storia tanto intima e delicata; ogni sua parola mi si è aggrappata addosso con forza; le ho soppesate tutte e alla fine le ho fatte mie.
Profile Image for Adriana Attolico.
172 reviews1 follower
January 8, 2026
È stato un libro tosto per me.
Leggerlo ha significato tornare a pensare ad una grande perdita nella mia vita , a tutto ciò che resta sospeso quando qualcuno se ne va e al modo in cui quel vuoto continua a crescere dentro di noi.

Eppure, nonostante (o forse proprio per questo), mi è piaciuto moltissimo.

È una storia delicata e potente, che parla di perdita, di crescita forzata, di quel “grande” che arriva quando non sei pronta. Mi ha commossa, più volte, senza mai essere retorica.

Un libro che fa male, sì, ma che allo stesso tempo ti prende per mano.
E che resta addosso anche dopo l’ultima pagina.

🌻Questo libro per me è stato difficile.

Leggerlo ha significato tornare a pensare a mia madre, alla sua assenza, a tutto quello che la morte lascia irrisolto...
Ci sono pagine che ho fatto fatica ad attraversare, perché mi hanno riportata esattamente lì.

Eppure non avrei voluto smettere.
Perché Il grande me mi ha capita. Mi ha fatto sentire meno sola in quel dolore che non passa, ma cambia forma... Mi ha commossa profondamente, in modo sincero, quasi silenzioso.

È una storia che parla di crescita quando non sei pronta, di diventare “grandi” troppo in fretta, di come certi vuoti ti accompagnino per sempre.

Un libro che fa male, sì, ma che allo stesso tempo abbraccia.

Lo porterò con me a lungo.❤️

#ilgrandeme #letturedalcuore #libricheparlano #lutto #recensionelibro #librichecurano
#letturechelasciasegni #librichecommuovono
6 reviews
March 10, 2021
Un romanzo toccante che ti scuote per la sua veridicità ed empatia. Ho trovato un linguaggio molto immersivo e profondo anche nelle parti a bassa tensione emotiva. Tema preponderante è sicuramente quello dell'ineluttabilità della malattia che al di là dell'immane sofferenza che provoca all'interno del fragile rapporto familiare tra il padre ed i figli riesce al tempo stesso ad innescare una vera e propria operazione di verità per svelare le tante omissioni del padre sulla sua vita e abbattere quel velo di incomunicabilità dei figli. Probabilmente se quella terribile malattia non fosse mai comparsa, le relazioni tra i figli e il proprio genitore sarebbero rimaste annebbiate da un fitto velo di ipocrisia e ambiguità, ovvero la vera morte dell'essere umano. "Il grande me" può essere inteso sia come idealizzazione di un figlio che qualsiasi padre sogna che possa ricalcare le proprie qualità migliori (e riuscendo lì dove lui aveva fallito), ma anche una sorta di super-papà anch'egli idealizzato dal proprio figlio che ne vede un modello ineguagliabile e uno stimolo a migliorarsi sempre. Ancora una volta sarà il cancro (ed i ritmi serrati del tempo che gli sta alle calcagne) a riordinare i tasselli e riportare tutto alla sua essenza, questa volta non più in una realtà trasognata bensì smitizzata dagli elementi spuri della propria mente. Il risultato sarà un percorso crudo e spesso cinico dettato dal travaglio del malato e dai sentimenti in subbuglio dei 3 figli ma che apporterà una genuinità e una sincerità mai sperimentate prima da ognuno di loro.
Profile Image for Valeria Cassini.
Author 3 books21 followers
December 25, 2025
Abbiamo scherzato, con la finzione di cui ormai siamo maestri e che non ci permette di essere insieme a lui sino in fondo: siamo gli addetti all'allegria e conduciamo il nostro lavoro con scrupolo. Creiamo l'armonia con l'inganno, disertiamo la verità con orgoglio e con essa l'amore, che sa essere vero e si lascia vivere, ormai, soltanto come una vicenda privata, nella solitudine.

Con questo libro è stato amore/odio. Per diversi motivi.
Davvero toccante in alcuni punti, forse un po' troppo stucchevole per come viene affrontato il rapporto padre/figlia. In generale, un libro non molto nelle mie corde, ma che sono riuscita ad apprezzare nel suo insieme. Soprattutto dalla seconda metà in poi, e nelle parti in cui vengono affrontate la malattia del padre e il suo lento declino.
La prosa è ottima, quasi strabiliante, ma i dialoghi, almeno nei primi capitoli, li ho trovati infantili, a tratti imbarazzanti. La storia è bella unicamente per il modo schietto in cui viene descritta la vicenda principale, su cui regge tutto il romanzo. Tutto il contorno, purtroppo (tra cui i tre figli che rimangono anonimi, non vengono approfonditi, sono solamente tre nomi che si ripetono tra le pagine), non mi ha convinta.
Ultimi 5 capitoli meravigliosi. Dolorosi, taglienti, a tratti devastanti.
Mi hanno fatto male, ed era prevedibile.
Profile Image for Valentina.
268 reviews8 followers
September 29, 2020
Ci sono tanti tipi di libri: quelli che fanno svagare, quelli che fanno riflettere, quelli che confortano, quelli che trattano di argomenti seri, quelli ben scritti, quelli noiosi, quelli pedanti, quelli senza capo né coda e così via. In più per ogni libro c’è il suo momento e una fase della vita in cui va letto o è meglio non leggere un romanzo. Sta a voi decidere cosa fare. Sappiate quindi che quando approccerete “Il grande me” di Anna Giurickovic Dato ci saranno delle conseguenze, poiché il tema trattato è delicato e bisogna quindi prepararsi a quello che le pagine hanno in serbo per noi.
Il fulcro della storia è Simone, che scopre di avere pochi mesi di vita in seguito a un cancro al pancreas e negli ultimi momenti i suoi figli Laura, Carla e Mario gli saranno vicini. La prospettiva è quella di Carla, che ripercorre alcuni momenti della vita del padre e vive insieme a lui le fasi di questa malattia.

Recensione completa su: https://cocktaildilibri.globewanderin...
Profile Image for Ida Mazzarella.
170 reviews4 followers
April 4, 2021
"Dolore, perdita di peso, itterizia, diabete, nausea e vomito, febbre e brividi. La sopravvivenza media, dal momento  della diagnosi è 2- 6 mesi."
Cambiamento; adattamento al cambiamento; perdita della speranza; perdita del sé; costruzione di un nuovo grande sé.

Cosa fare allora? Vivere con i figli la discesa verso gli inferi, e, intanto, raccontare di sé, per non essere vissuti invano, costruire un immagine di sé degna di essere ricordata...come se l'amore non bastasse già.

Questo libro è dolorosissimo, ma pieno di pietas tra un padre e i suoi tre figli, di condivisione tra fratelli, di materia di cui è fatto il senso profondo dei legami.

Forse questo libro può aiutare qualcuno ad oggettivizzare il dolore. Forse, invece, qualcun'altro non riuscirà ad arrivare fino alla fine. Qualcun'altro ancora, che il padre ancora lo ha, sollevato, gli andrà a dare un bacio senza spiegargli niente.
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