Valutazione: ⭐⭐.5/5
Sono venuta a conoscenza di questo romanzo proprio su questa piattaforma, Goodreads, ritrovandomelo per puro caso in lettura sulla home, forse e solo un mesetto fa.
Scoprire che era stato scritto addirittura un romanzo sul caso Scazzi, mi ha lasciata molto incuriosita, perché ricordo che ben dieci anni fa, ero tra quelle persone che avevano seguito la vicenda attraverso il telegiornale.
All'epoca, avendo solo quindici anni, non l'ho seguita passo passo, ma di questo caso ne ho un ricordo comunque molto vivido nella memoria per quanto sia stato per mesi e mesi sulla bocca, facendone addirittura un caso mediatico.
Posso solo affermare che questo libro è stato tosto, e molto pesante, per quanto vada a spiegare in ogni singolo e minuzioso dettaglio, ogni particolare di questa tremenda tragedia accaduta ad Avetrana.
Non essendo ferrata in generale su casi di cronica, non me la sento di esprimere chissà quale pensiero, anche perché non mi sento in grado di farlo. Però, posso affermare che è un libro curato, scritto benissimo, che ha soddisfatto la mia curiosità, e che nel leggerlo, soprattutto nei primi capitoli mi ha suscitato parecchia ansia, anche perché essendo io stessa coetanea di Sarah Scazzi, mi sono sentita molto vicina alla sua persona.
Adesso, lei avrebbe venticinque anni, la mia età, e qualcosa mi dice anche che saremmo potute essere davvero buone amiche.
Concludo che nonostante ciò che ho letto, dato che il libro esplora tutta la vicenda da tutti i punti di vista, sono rimasta piuttosto scioccata che a distanza di dieci anni, Valentina Misseri porti ancora le parti alla madre e alla sorella, condannando il padre, quando lui è stato solo una vittima della moglie e della figlia, nonché complice.
Si nota proprio che nella famiglia Misseri, ci sia del marcio.
Detto ciò, è stato un libro bello tosto, pesante e crudo.
Consigliato, se si è curiosi su questo noto caso mediatico.