Un finale inatteso, che ho molto gradito, romantico in fondo. Personaggi insoliti, vicenda diversa classico meccanismo con delitto; storia sempre ben raccontata, ben calata nella realtà che ci circonda, in particolare social e media. Uno degli aspetti che amo molto di Carlotto è questa sua capacità di raccontare storie avvincenti che sono realistiche e specchio dell’attualità. Ho amato particolarmente il personaggio di Alfredo, l’ho trovato arguto, sensibile, dolce, forte, anche un po’ canaglia e impiccione, ma vivissimo. Subito dopo, in ordine di gradimento personale, Alfonsina, che ho amato per la durezza, per la forza, per la disperazione. Di lei ho amato anche le declamazioni dei vari alcolici, un misto di poetico elenco degli ingredienti e amorosa enunciazione di virtù. Bonamente è, per me, il più curioso dei personaggi, insolitamente piagnucoloso a causa dell’ictus, un espediente, credo, che ha permesso di rendere sensibile oltre ogni limite un personaggio maschile che diversamente sarebbe stato difficile far uscire dagli schermi classici. Ottimi anche i personaggi “a contorno”, il texano, il giornalista, Pagano, perfino la barista. Ognuno di loro ha la capacità di dar corpo a manie, comportamenti, atteggiamenti, che parlano del quotidiano di un’Italia particolare.