Matsuda Aoko il 7 dicembre 2023 ha ricevuto il Premio Tokyo > Roma - Parole in transito. La premiazione è avvenuta presso lo Spazio Rai nel Centro Congressi la Nuvola durante la manifestazione Più Libri Più Liberi.
Una raccolta di dodici racconti che hanno come protagoniste delle donne, che scoprono il loro lato selvaggio, nell'interregno dove non c'è un confine netto tra vivi e morti.
Matsuda Aoko nei suoi racconti offre storie di trasformazione, piene di donne fieramente indipendenti o donne che imparano a celebrare e sfruttare il loro stato di esseri in un certo senso sfavoriti e in ogni caso donne fuori dal coro.
“Lei sa di poter rendere felici quelle due anime, la madre e il suo bambino. È molto orgogliosa di questa sua capacità, perché sa che è qualcosa che loro, gli altri, non farebbero mai. Pur volendo, non sarebbero mai in grado di farlo, mentre lei sì che può. Perché è la sua missione ed è in possesso dell’energia e della conoscenza necessarie. È questo, in fondo, che la rende molto diversa da loro. Osserva la mamma mentre stringe con infinito amore la mano del figlio traendo un grande sospiro, li guarda a lungo e annuisce soddisfatta.”
Donne che abbracciano il loro lato selvaggio come la donna che si scopre volpe bianca.
“Infine Kuzuha, la splendida volpe bianca, aveva cominciato a correre. Una forza esplosiva si sprigionava da ogni singola cellula del suo corpo, un’energia straripante che le permetteva di sfrecciare come un fulmine nella foresta verde e rigogliosa, la terra che schizzava a destra e sinistra ogni volta che appoggiava le zampe al suolo.
È fantastico!, pensava la volpe bianca.”
Donne che imparano a non reprimere il proprio lato più profondo, perché non è bene uniformarsi “Com’era monotona e noiosa la vita umana! Stentava a credere di essere riuscita a reprimere quell’energia selvaggia così a lungo, continuando a tradire se stessa per tanti anni. Era stato un grave errore mettere da parte la sua vera natura e non esprimere ciò che aveva dentro. Ma come ho potuto?, continuava a pensare. Sono stata una stupida a lasciarmi imbrigliare dalle circostanze! Ora le sembrava tutto così ridicolo e insensato.”
Perché solo così, tempo e spazio realmente ci apparterranno, per sempre e comunque.
“Nel silenzio, che regnava assoluto ora che non c’era più anima viva, si distingueva con chiarezza lo scricchiolio delle assi di legno sotto i suoi piedi. Dentro di sé, nel profondo dell’anima, Tomihime sapeva. Quella città, ora avvolta dall’oscurità, puntellata qua e là dalle luci delle case e delle insegne al neon dei negozi, le apparteneva. E quel bianco e radioso castello era un tutt’uno con lei. Quel posto era suo, per sempre e comunque.”