Un libro che aveva tutti i presupposti per raccontare, in modo corretto, ciò che è stata la piaga del banditismo in Sardegna, ma che nel finale si è perso, in un insieme di avvenimenti inverosimili e quasi forzati per rendere tutto più interessante, col risultato opposto.
La storia racconta di tre bambini che vengono rapiti, tutti della stessa età, appartenenti a famiglie con una situazione familiare ed economica differente. Ambientato ai giorni nostri, anni in cui il banditismo è ormai scomparso e gli agenti di polizia non sono preparati. I perdonaggi principali sono:
Daniele Fois, guardia forestale che conosce le montagne come le sue tasche e partecipa alla ricerca dei bambini nel monte Limbara, descrivendone le meraviglie, i pericoli e le storie passate. Questa è la parte più bella del libro... ti fa sognare quei luoghi ad occhi aperti. Nel nostro gruppo di lettura ho postato un video del monte Limbara per rendere l'idea a i partecipanti. Il secondo personaggio è il maggiore del Ros Linda de Falco, inviata in soccorso per le indagini, in quanto la squadra non è preparata ad agire in caso di sequestri di persona. Tutto prosegue in maniera corretta e veritiera fino all'80% del libro, quando Linda approccia con il rapitore e commette un errore dopo l'altro, rendendo l'idea negativa al lettore sulla veridicita degli accaduti. Un susseguirsi di azioni fatte con i piedi, per niente credibili e studiate da una mente preparata come quella di un esperto in materia. Scene inverosimili, accettabili in un film stile "Split" ma non in uno in cui la storia dovrebbe rappresentare la realtà.
Delusione infinitaaaaa😩