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La donna del tribuno : L’avvincente storia di una donna ai confini dell’Impero Romano

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Questa è la straordinaria storia di Waldrada, una delle tante donne di un anonimo villaggio ai confini del limes, rioccupato dalle coorti romane dopo la ribellione dei germani che vi erano stati collocati una generazione prima per ripopolare quelle terre.

Uccisi in battaglia quasi tutti i maschi adulti, ridotte le donne alla condizione di schiave, Waldrada si troverà a dover mediare fra il severo Tribuno e quel che rimane della sua gente.

221 pages, Kindle Edition

Published August 30, 2020

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Alberto Costantini

51 books1 follower

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Profile Image for Maria.
49 reviews20 followers
November 13, 2020
Romanzo storico che ha al centro del racconto la storia di Waldrada, una donna barbara di origine Germanica che vive lungo i confini dell' impero e Livio, un tribuno romano che in quei posti dimenticati da Zeus ci è finito per difendere quei confini.

Io ho sempre adorato la storia romana e i romanzi storici ambientati in questo periodo. C'è questo alone di mistero che aleggia intorno a questo periodo lunghissimo e lontanissimo di cui conserviamo nomi, oggetti e rovine, sappiamo più o meno come è andata la storia dei grandi ma dei comuni mortali, dei famosi legionari che quell' impero difendevano si sa poco... Anche gli anni in cui è ambientata la storia sono inusuali, il III secolo, anni di crisi in cui inizia a germogliare il seme che porterà lentamente al collasso della civiltà romana.

È un periodo di incertezza politica, con gli imperatori che cambiano in pochi mesi, ma qui Roma è lontana, è solo un nome di una città che quasi nessuno ha mai visto.
Le popolazioni sono falcidiate da epidemie, guerre e incertezza. Eppure sono uomini e donne esattamente come noi, hanno sentimenti e, per quanto abituati ad una esistenza violenta e spietata, soffrono, amano e affrontano con dignità le avversità della vita.

Questa crudeltà è evidente durante le rappresaglie che le varie fazioni si rivolgono a vicenda.
In genere si pensa che fosse una situazione accettata, un dato di fatto in una società immatura dal punto di vista civile eppure chissà, sarà mai esistito un tribuno che trattava con umanità i vinti e che aveva avversione per certi comportamenti (per noi, oggi) disumani?
Livio è un romano, certo, non può disobbedire a Roma , ed è su quelli come lui che la Caput Mundi fonda la sua grandezza, ma allo stesso tempo è un uomo molto attuale.

Quello che è straniante ma allo stesso tempo affascinante è proprio questo loro essere normali(come noi) in un mondo violento e terribile come era quello dei romani. Spesso questa parte nn viene raccontata o se lo si fa manca qualcosa. Io in questo libro ci ho trovato l'anima dei romani e mi ha commossa. Sopratutto la delicatezza con cui è raccontata la storia della piccola Gisele.

Mi ha colpita la storia di Waldrada e di tutte le altre donne, totalmente asservite e dipendenti dall uomo, che insieme ai bambini e ai vecchi erano quelli che pagavano un prezzo altissimo alla fine di ogni guerra. Eppure sopportavano senza ribellarsi perché era impensabile qualcosa di diverso dall' accettazione passiva degli eventi.
Saccheggi, torture, stupri ma anche ricostruzione e assimilazione. Questa era la grande capacità dei Romani. Ma Roma era anche burocrazia, intrighi e corruzione...

In sostanza il libro mi è piaciuto e spero Costantini, tra un racconto di fantascienza e un altro, ne scriva altri di questo tipo.
Profile Image for Antonio Ippolito.
445 reviews39 followers
September 4, 2020
Anche se non sono un appassionato di romanzi storici, non ho potuto fare a meno di divorare l’ultimo lavoro di Costantini. Ambientato in un periodo di storia romana poco frequentato, caratterizzato dall’anarchia miltare intorno all’anno 250, quando difendere il “limes” lungo Reno e Mosa era sempre più difficile per la scarsità dei rinforzi, impegnati a contenere invasioni lungo il Danubio e nel deserto siriaco; dalla tacita secessione dell’ “Imperium Galliarum”, che rendeva ancora più complessi i rapporti tra una legione al confine e il potere centrale; dal complesso gioco diplomatico con i Germani in parte pacificati e integrati, in parte ribelli; dalla difficoltà di tenere a freno le teste calde, sia sul lato barbarico sia su quello romano, o almeno limitarne i danni..
Tutto è narrato attraverso la vita del tribuno al comando della legione, sempre in procinto di diventare un vero e proprio legato imperiale; e soprattutto della sua “donna”, Waldrada, germana fatta schiava come le altre appartenenti a una tribù ribelle, preda di guerra che il nostro Livio Aureliano insolitamente rispetta e tratta come donna anziché come cosa. È un uomo giusto, che sa anche frenare sé stesso e i suoi uomini nella rappresaglia, ma è soprattutto un uomo tormentato dal ricordo della moglie, la cristiana Serena, morta anni prima durante una persecuzione ad Alessadria; e forse morta male, anche se sembra tornare in spirito..
Il romanzo segue l’evolversi della situazione politico-militare in questo avamposto vicino a Mogontiacum (attuale Magonza), e lo fa soprattutto dal punto di vista femminile: della coraggiosa Waldrada (che dovrà affrontare anche un imprevisto e ricattatorio ritorno dell’inetto marito Winfried), della generosa matrona Giulia Marcellina, dell’avventuriera Dryantilla.. fino a un’imprevista conclusione presso un altro popolo, antico alleato dei Romani: i Veneti stanziati presso Vicentia, dove forse l’autore immagina i propri antenati..
Stilisticamente impeccabile, con descrizioni efficaci, la giusta soluzione alla questione linguistica, per cui quando non se ne può fare a meno è giusto inserire nei dialoghi termini tecnici latini come “vexillatio”, “ala”, “turma”; o termini moderni come “regole d’ingaggio”. Ho apprezzato anche il non dilungarsi sui dettagli di stupri e torture, come invece sarebbe di moda oggi (anche nei romanzi di Ken Follett): basta sapere che, inevitabilmente purtroppo, ci sono.
Profile Image for Asia Buralli.
10 reviews
September 13, 2025
Ho letto questo libro in un tempo abbastanza breve, dimostrandone la scorrevolezza. Esso è ben strutturato, con una trama solida e dei personaggi di una consistente caratterizzazione. Ho apprezzato la valorizzazione del ruolo delle donne in un tempo in cui non venivano considerate importanti. Alcune cose che non ho molto apprezzato sono alcune decisioni della protagonista, Waldrada, che a volte sembra avere un’indole più fiera e indipendente, altra sembra soggiogata al ruolo del protagonista maschile. Un altro fatto è stata la povera partecipazione della figlia di Waldrada, Thurisilda, la quale pensavo, vista la centralità nelle prime pagine, avrebbe avuto un ruolo più importante e caratterizzato (invece nell’epilogo non viene neanche citata dal secondo figlio di Livio). In generale, una lettura piacevole, con un’ottima descrizione a livello storico in cui ho trovato facile immedesimarmi.
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