Il ragazzo si getta disteso sull’erba,attratto dalla fonte e dal luogo stupendo,spossato dal caldo e più dalla caccia bruciante.Si prova a calmare la sete e cresce una sete diversa.Gli appare un riflesso bellissimo, bevendo, e ne perde la coglie l’amore di un’ombra che è spoglia del corpo.La prende per corpo, ma è acqua soltanto.Le Metamorfosi di un’opera ricca di fascino poetico, concepita per sfidare il tempo e vincerlo. Duecentocinquanta storie che nascono l’una dall’altra a velocità vorticosa, condensando l’intera mitologia classica. Le governa il principio della continua trasformazione, perché "tutto muta, nulla muore; tutto scorre, e ogni immagine si forma nel movimento". E per raccontare il divenire come forma più vera dell’essere occorre capacità di vedere i corpi, di ascoltarne le voci e di riprodurle con eco di comprendere fino in fondo le passioni che si agitano nell’animo di donne uomini dèi e che determinano, insieme al destino e al caso, le esistenze e il mondo.
Piero Boitani (Roma, 1947) è un filologo, critico letterario e traduttore italiano. Dantista e anglista, ha dedicato numerosi studi ai miti classici e alla Bibbia. È direttore letterario della Fondazione Lorenzo Valla.
Assaggini di mitologia Pensare di ridurre in 150 pagine il commento ad un’opera centrale come le Metamorfosi è come minimo miope. E’ chiaro l’intento di fornire un compendio agile e di facile assimilazione per diffondere il più possibile “un’infarinatura” sull'argomento, ma in questo caso si è sacrificato troppo materiale che avrebbe permesso di rileggere dei racconti mitologici a cui pittori e scultori hanno attinto nei secoli fino ai giorni nostri. Nello stato attuale, senza nulla togliere alla validità dei commenti esposti, il libro ha il sapore di un’occasione persa. Troppo sintetico.