1989-2009: le stagioni si dipanano, i contrasti si accentuano sempre più. A Cave, Sara e Pietro vivono nell’incomunicabilità più totale, ma sono insieme, seppur distanti, con i cocci tutt’intorno. Amelia e Angela, le due figlie maggiori, sono distanti: vivono a Torino sin dall’università e lì hanno la loro vita.
Senza di lui. Lui non ha un nome, è il figlio scomparso tanti anni fa, nel nulla della radura che attraversa la loro immensa casa, ormai vuota.
Da quel giorno, Sara non vive più. Lei, l’infermiera attenta che aveva lasciato il lavoro per accudire i figli, soprattutto lui, quel figlio gentile ed educato, dai grandi e impenetrabili occhi azzurri, distante e solo.
Pietro la accudisce; insegnava matematica, attento e preciso, capace di far tutto, dai lavori pratici a quelli domestici; una vita dedita alla famiglia. Fino a quel giorno, quando tutto cambia e lui si ritrova smarrito, con i suoi 50 anni e un’energia immensa che tenta di smorzare come una candela.
Amelia, la primogenita, sposata e madre, desiderosa di esserlo, nonostante una laurea in biologia e un dottorato di ricerca.
Anche lei, come suo fratello, gli stessi intensi occhi azzurri del padre.
Poi c’è Angela, due anni più piccola di Amelia, inadeguata e spaventata, solo l’alcol e il fumo la fanno stare bene. Visceralmente attaccata ad Amelia.
Un libro difficile che scava il sottobosco dell’adolescenza e non solo: la fragilità dei rapporti umani, l’incomunicabilità, la tensione emotiva, le diversità e tutto ciò che la ragione non arriva a spiegare.
Un libro da leggere che ti entra dentro e scava solchi profondi.
📌 “Amare una persona e non poter far nulla per impedirle di svanire.”
📎 “Tu sei una cosa rotta, forse lo siamo tutti e due. Prima ci devono aggiustare. Cercare i pezzi che sono sparsi in giro, provare a riattaccarli. Io non ci riesco, sembra.”
🧷 “Adesso siamo uguali. Vedi che non sei solo?”