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La società della fiducia

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Posso fidarmi di te? Quante volte lo avete detto nel corso della vostra vita, in amicizia, in amore, sul lavoro, prima di una confessione imbarazzante. In realtà, avete posto questa domanda in molte più occasioni, e continuate a farlo, senza nemmeno rendervene conto: ogni volta che leggete una notizia, che il medico vi prescrive una terapia, che un istruttore vi corregge la postura, addirittura mentre attraversate la strada; lo avete fatto quando siete rimasti a casa per mesi senza vedere nessuno perché ve lo aveva chiesto un governante alla tv e quando poi siete usciti perché vi hanno detto che potevate farlo senza pericolo. È così: la fiducia regola l’intera vostra esistenza.

Eppure da qualche tempo la situazione non vi pare più quella di prima: i giornalisti vi sembrano tutti pennivendoli, i politici incompetenti, gli scienziati truffatori al soldo delle multinazionali; internet vi grida ogni minuto che nulla è come appare, esperti si azzuffano quotidianamente sostenendo l’uno l’opposto dell’altro, le massime cariche istituzionali condividono sui social una bufala dopo l’altra. Come fate a fidarvi ancora, e di chi poi? Ma, soprattutto, come siamo arrivati a questo onnipresente, confuso scetticismo, e che futuro può attenderci date queste premesse?

Antonio Sgobba ricostruisce la storia della fiducia, ribaltando luoghi comuni e offrendoci punti di vista inediti da cui guardarci attorno: dalla peste nell’Atene di Socrate, con l’ardua scelta del saggio a cui affidarsi, alle epidemie del presente, in cui «bolle» di riferimento e «camere dell’eco» aiutano i virus a prosperare; dalle notizie inventate nella Francia ottocentesca alla postverità nell’era di Facebook e WhatsApp; dalle riflessioni di Platone sull’esperienza diretta a quelle di David Foster Wallace sul rapporto tra autorità e linguaggio. La società della fiducia è un viaggio alla scoperta della nostra inesauribile diffidenza, e dei modi che abbiamo trovato per continuare a credere gli uni negli altri. Perché, come abbiamo capito tanto tempo fa, se vogliamo restare uniti dubitare è bene, ma fidarsi è meglio. Molto, molto meglio.

160 pages, Paperback

Published September 3, 2020

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About the author

Antonio Sgobba

5 books2 followers

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Federica Rampi.
710 reviews240 followers
October 26, 2021
Mio caro amico, non ha mai osservato quanta poca fiducia vi sia? In un mondo triste, è il fatto più triste. La fiducia! Alle volte ho quasi pensato che la fiducia sia svanita: che la fiducia sia la Nuova Astrea – emigrata – dileguata – svanita.»
Herman Melville, L’uomo di fiducia”

Alla ricerca della fiducia perduta


Nel mercato delle idee c’è di tutto e sì, stiamo vivendo un momento difficile.
Siamo sommersi dalle notizie e gestirle sembra un’impresa ardua, così come lo è rivendicarne l’oggettività.
Poca censura, pochi filtri, in questa abbondanza tutto sembra verosimile.

Sfiducia verso tutte le istituzioni , verso la scienza però ci fidiamo degli “onnipotenti “ motori di ricerca, dei social e delle app , riversando, a sua volta lí, nel virtuale, la nostra sfiducia.
Ma la sfiducia ha origini lontane
La prima volta che gli esperti sono stati messi in discussione è stato nel 429 avanti Cristo: in un dialogo platonico, Socrate si è più volte interrogato su come distinguere un vero esperto da un ciarlatano (era l’epoca della peste ad Atene)

Storicamente si perdono i punti di riferimento quando la società vive profonde ingiustizie e a provocarle possono essere guerre, pandemie e grandi cambiamenti tecnologici
È qui che si accende il conflitto tra razionalità ed emotività e non tutti reagiscono allo stesso modo

C'è chi si chiude in una bolla, escludendo tutto a priori, e chi in una camera dell'eco, e proprio qui, chiusi in trappola, come nelle sette, ogni voce che arriva dall’esterno viene attaccata e screditata.
Tutto pane per i complottisti, che rafforzano le loro “teorie “ nutrendole di fantasie e congetture

È un modo costruirsi la "verità che fa più comodo"
In una società in cui prevalgono schieramenti e conflitto verbale, un po’ di sana diffidenza (quella che animava Umberto Eco), di distacco aiuterebbe, se non altro a ricostruire un dialogo e a rimettere ordine, perché, come scrive Antonio Sgobba “non abbiamo bisogno di più fiducia ma di fiducia ben riposta.
Profile Image for Elisa.
6 reviews
August 25, 2021
Ottimi spunti ma scrittura poco scorrevole. Più volte mi sono ritrovata bloccata nella lettura. Libro adatto a persone veramente interessate al tema specifico, non lo consiglierei a chi vuole solo saperne un po' di più. Ho trovato molto interessanti le questioni affrontate nel capitolo 21.
Profile Image for Mathilde Minà.
50 reviews7 followers
November 3, 2020
Un saggio squisito, scritto durante la pandemia, da gustare insieme a delle riflessioni mai scontate su cosa sia la fiducia ontologicamente e storicamente, soprattutto in relazione ai rapporti Stato-cittadini-esperti. Se lo sviluppo è buono, devo però dire che non ho trovato particolari soluzioni innovative e particolari per un cambiamento concreto del futuro: ma forse non era nemmeno l’intento del libro.
Profile Image for Chiara Riviera.
155 reviews8 followers
December 25, 2020
Un saggio scritto recentemente che tratta della fiducia soprattutto in relazione alla situazione pandemica attuale.
L'analisi fa continui riferimenti al fatto che anche se si continua a parlare di perdita della fiducia, l'argomento veniva già trattato dai filosofi dell'antica Grecia (Aristotele in primis). In particolare, la fiducia in ambito epidemico era già stata analizzata dallo storico Tucidide, che documentò la peste di Atene.
Si tratta di un saggio essenzialmente filosofico, quindi anche se a tratti i ragionamenti ci sembrano semplici, qualcosa di già visto e sentito, spesso si addentrano in approfondimenti di cui la comprensione non è sempre immediata se non si sta leggendo con l'attenzione richiesta.
Come tutte le analisi di questo tipo, il libro ci lascia con più domande che risposte e con qualcosa su cui riflettere.
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