La Seconda Repubblica è nata con un lancio di monetine ed è tramontata con un duello all'ultimo voto tra i due eterni rivali, il Professore e il Cavaliere. In mezzo, quindici anni di politica italiana: il re delle televisioni che si fa statista, il chierichetto che guida la sinistra, il postcomunista che sogna di guidare la Ferrari e il postfascista che rinnega il Duce davanti ai microfoni de "Le Iene". Transizioni, trabocchetti, tradimenti. E poi risotti, sardine, crostate. Politik è un reportage a fumetti sulla storia di questi anni: un graphic novel dalla tecnica originale, unita a un implacabile lavoro giornalistico, per setacciare nella cucina politica dell'ultimo quindicennio, fatta di miserabili avanzi e di pretese raffinatezze. Non è un caso, forse, che in un'epoca di retroscena concordati e di convenevoli televisivi, debba farlo proprio un fumetto. Per capire un paese a brandelli, bisogna leggerlo a strisce.
Facendo il verso a Diabolik questo fumetto restituisce la piccolezza e la pochezza della politica italiana, perdutasi intorno alla figura di Berlusconi e del suo miserabile egocentrismo. La cosa che mi ha fatto cadere le braccia è D'Alema che si adegua alla comunicazione fininvestiana, mantenendo della tensione marxista alla base del comunismo soltanto, appunto, la dicitura "comunista" al nome del partito di cui fu leader. Insomma da un lato il capitalista che usa la strategia del panem et circenses, dall'altro il teoricamente comunista che si rivela un impiastro. Bella merda, bella Italia. E la cosa piú triste è che la parabola berlusconiana non è mica finita nel 2007, anzi è ancora presente; peggio ancora ha ceduto alla destra autoritaria che si appresta a gestire la prossima legislatura. Potremmo addirittura ritrovarcelo come Presidente della Repubblica... E nel frattempo i problemi sociali vanno peggiorando, dallo sfruttamento del lavoro, alla barbarie ambientale, alla speculazione finanziaria, alla xenofobia, all'influenza mafiosa.