Pimpernel è il nome di un fiore selvatico. E Pimpernel è la protagonista indomita e temeraria del romanzo di Paul Temple, un giovane scrittore americano in visita a Venezia, che assomiglia molto a Henry James. Amarsi a Venezia, si sa, è uno struggimento senza tempo. E quando Mr Temple incontra Miss Annelien Bruins, dietro i suoi occhi palpitanti scorge subito l’ombra di un destino avverso. Ma la malia della città li spinge in un’avventurosa caccia al tesoro, per campielli e mercati rionali, tra oche infuriate e tinozze di anguille, sulle tracce di un dipinto che racchiuda in sé l’essenza della bellezza.
Paul Temple è un giovane scrittore americano, riservato e ambizioso, in cerca dell’ispirazione per una nuova opera. E Venezia è una fonte inestinguibile per gli spiriti assetati di bellezza: le botteghe degli antiquari, la laguna, la luce magnificente, le vetrine con i liuti rinascimentali. In uno dei salotti cosmopoliti e artistici della città, Mr Temple incontra Miss Annelien Bruins, occhi azzurri e una spolverata di efelidi sulle guance, pare la musa di un preraffaellita. Tra passeggiate per le calli, dissertazioni sull’arte e persino una seduta spiritica, i due innamorati si mettono alla ricerca di un dipinto misterioso che custodisca la bellezza in sé e accenda la fantasia dello scrittore. Ma la bellezza, necessaria quanto la luce del sole, può accecare per sempre. Paul Temple decide di correre il rischio, del resto ha lasciato la patria subito dopo aver pubblicato il suo ultimo romanzo, Pimpernel, temendo un insuccesso. Annelien però ha un segreto, che rende lei infelice e il loro un amore impossibile. Il nuovo romanzo di Paolo Maurensig è una matrioska letteraria, un travolgente racconto di amore e morte che sembra scritto da Henry James. «Quasi sempre la nostra scelta ricalca la via più comoda, il comportamento più corretto, la strada lastricata piuttosto che l’impervio sentiero. Forse solo Pimpernel sarebbe in grado di imboccare quest’ultimo».
Paolo Maurensig (Gorizia, 1943-Udine, 2021) è stato uno scrittore italiano. Approdato alla scrittura dopo aver fatto l'agente di commercio, il successo letterario è arrivato nel 1993 con La variante di Lüneburg, che narra di una partita fra due maestri di scacchi che si prolunga idealmente attraverso gli eventi storici della seconda guerra mondiale, con il colpo di scena finale che rivelerà la vera natura dei giocatori. Il secondo romanzo, Canone inverso del 1996, è invece incentrato sulla musica, in una cornice mitteleuropea
Paolo Maurensig, wa an Italian novelist, best known for the book Canone Inverso. Before becoming a novelist, Maurensig worked in a variety of occupations, including as a restorer of antique musical instruments. His first book, The Luneburg Variation, was published after he had turned 50. His second book, Canone Inverso, achieved international fame. As of the mid-1990s, Maurensig lives in Udine, Italy. He plays the baroque flute, viola de gamba, and the cello.
“Intanto si sta insinuando nella storia un’idea più sottile: quella che le nostre vite non siano state scritte dal Fato, bensì da qualcuno che, inconsapevole delle conseguenze, le abbia fortemente immaginate decenni o anche secoli prima”.
Un racconto organizzato a scatole cinesi, dove il ritrovamento di un manoscritto inedito di Henry James da parte dell’autore riconduce naturalmente al carteggio Aspern e l’infelice storia d’amore tra il protagonista-narratore (nella finzione un rampante scrittore americano, alter ego di H.J., appunto) richiama la complicata relazione che il celebre scrittore ebbe con Costance Woolson, la cui tragica fine rappresenta ancora oggi un’ombra inquietante gettata sulla vicenda autobiografica di James. Anche il tema è uno di quelli da lui privilegiati: il rapporto tra vita e arte (tema decadente per eccellenza); e poi: la spasmodica ricerca della Bellezza e il prezzo che il cercatore è disposto a pagare per ottenerla; i rischi che lo fanno camminare lungo il pericoloso ciglio che separa vita da morte; l’inquietudine che attraversa ogni improbabile storia d’amore, e infine il luogo che diventa coprotagonista: Venezia, ancora, emblema di bellezza e tristezza, connubio di splendore e putredine. Ma qui, nella storia raccontata da Maurensig, si aggiunge un tema nuovo: quello dell’ emancipazione femminile, ideale incarnato da Pimpernel, l’indomita eroina che dà il titolo al racconto inedito di James, manoscritto sepolto in una vecchia scatola di biscotti e perciò, guarda caso, mai pubblicato. Sarà l’autore a riportarlo in vita, a consegnarlo a lettori e lettrici che leggeranno così una novella scritta alla maniera di Henry James (scrittura molto convincente, a parte qualche piccola sbavatura) e da cui potranno trarre diverse conclusioni.
Riguardo a questo racconto occorre fare un'importante premessa, emersa nel mio caso durante la lettura dell'introduzione: "Pimpernel” era in origine una novella di Henry James, ritrovata per caso da Paolo Maurensig il quale, giustamente, ha colto l'occasione per ricomporne le parti perdute e offrirle ai lettori. Quel che è strano è che questa cosa non sia tanto evidente né sbandierata da Einaudi perché, non me ne voglia Maurensig, ma il nome di Henry James e di un suo racconto ritrovato tirano molto di più, per quanto mi riguarda. Che il racconto fosse talmente rovinato - e dunque, pesantemente rimaneggiato - da non potergli assegnare il nome dell'autore statunitense? Molto probabile, ma l'occasione di specificarne l'origine era troppo ghiotta per non poter esser colta. Durante la lettura mi sono chiesto costantemente se stessi leggendo James o Maurensig, e ho trovato pace solo quando ho deciso che non aveva importanza e mi sono concentrato sul racconto in sé. "Pimpernel” è un bel racconto, che si legge velocemente e con piacere. Si sente molto l'impronta ottocentesca, per fortuna, considerato che l'autore si prende spesso il tempo per fare discettazioni e riflessioni che possono coinvolgere il lettore, in questo caso perlopiù incentrate sulla Bellezza e sull'arte. Alcuni tratti sono piuttosto interessanti e vi spingeranno a soffermarvi un attimo per capire e anche per fare le dovute considerazioni. “Pimpernel” ruota intorno a una storia d'amore (come suggerisce il sottotitolo), quasi un colpo di fulmine tra un giovane scrittore americano (probabilmente alter ego di Henry James) e una giovane donna, il tutto nella splendida cornice che è Venezia. Agli autori piace vincere facile. La ragazza, di nome Annelien, è un personaggio interessante: certo non la classica figura femminile poco sfaccettata che era molto diffusa nei romanzi di un paio di secoli fa. Questo dà un pò di spessore a una storia d'amore che in fondo non ha nulla di diverso da tante altre, almeno fino a quando il segreto di lei non viene fuori dando al tutto una sfumatura diversa e creando un collegamento anche con la vita privata di Henry James. Alcune cose e situazioni presentateci nel racconto non hanno, a mio parere, un'evoluzione soddisfacente (ad esempio la storia con lo spretato Damiani, un po’ troncata) e molte cose che potevano essere approfondite restano invece col proprio potenziale inespresso. Un tema che mi è dispiaciuto non vedere approfondito, ad esempio, è quello del conflitto generato nello scrittore quando gli si pone davanti la scelta tra denaro e gloria, tra agiatezza e la necessità dello scrittore "vero" di trasmettere un messaggio, di lasciare un segno. Nonostante tutto, “Pimpernel "è una lettura piacevole e che consiglio, soprattutto agli esperti di James, cosi che possano capire quanto di lui c'è in questa storia.
“L’umana bellezza rispetto alla bellezza dell’arte era transitoria, mutevole, fallace. Bastava che sul bel nasino di una donna spuntasse un foruncolo perché la sua bellezza ne venisse compromessa. Che dire, poi, dell’inevitabile invecchiamento?”
Mentre leggevo Pimpernel, ultimo romanzo del compianto Paolo Maurensig che ci ha lasciato lo scorso maggio, sono incappato nelle opere di Ememem, street artist francese che interviene su buchi e crepe presenti nell’asfalto trasformandoli in sorprendenti momenti di fragorosa bellezza.
E scorrendo queste immagini colorate, riparatrici e immaginifiche, ho pensato alla storia di “Pimpernel”, che nasce da una novella di Henry James, ritrovata per caso da Maurensig e da lui completata nelle sue parti mancanti: inevitabile domandarsi durante la lettura se si stessero leggendo parole di James o dell’autore de La variante di Lüneburg, fino a quando non ci si rende conto che farsi trascinare dalla storia e dai suoi effetti è il modo giusto per godersi il romanzo, senza ricercare il confine fra asfalto e mosaico e gustandosi la bellezza della sua interezza.
In Pimpernel respira una fortissima impronta ottocentesca: la storia d’amore fra un giovane scrittore americano e una giovane e splendida donna dal passato oscuro è, in fondo, una magnifica occasione per ragionare sull’arte. Lo dimostrano l’ambientazione, una Venezia oziosa e rilassata fra incontri culturali e bruciante passione, la ricerca della bellezza e il prezzo che per essa si è disposti a pagare. Di meno ottocentesco c’è – forse, sono colpevolmente poco cultore del periodo – la volontà di emancipazione femminile della protagonista, in un equilibrio sottile e ricercato fra inquietudine e desiderio, a prezzo di una fragilità destinata alla distruzione.
Proprio come un mago che estrae il coniglio dal cilindro così Paolo Maurensig da un manoscritto di Henry James fa partire questo romanzo. Pimpernel è la donna protagonista del romanzo che Paul Temple ha scritto. In questo romanzo si sente l'impronta di James: il suo stile, il suo rapporto con Venezia e anche le tematiche. Venezia non è solo l'ambientazione di questa storia d'amore tra Paul e Miss Annelien Bruins che sembra, per il suo aspetto, una donna dell'ottocento, ma è come se partecipasse con il suo fascino e la mestizia a questa incontro. In una Venezia desolante, oscura e anche maledettamente affascinante, tra calli e sedute spiritiche, si mescolano temi quale la bellezza da preservare in ogni momento e l'arte. Sono due tematiche che ritornano spesso, ma che possono anche accecare e far stare male. Cercare, trovare e circondarsi di bellezza è fondamentale, anche se a volte può rivelarsi una grande impresa.
“Pimpernel. Una storia d’amore” è il nuovo romanzo di Paolo Maurensing pubblicato da Einaudi che ringrazio infinitamente per la copia omaggio. Questo libro è una “matrioska letteraria”, un’opera che si presta a varie interpretazioni. Che sia un apocrifo scritto con lo stile di Henry James oppure una fedele ricostruzione di un vero racconto di Henry James rimasto incompiuto? Oppure è una storia completamente inventata? Il dubbio rimane fino alla fine, ma in fondo non è importante, anzi semmai aggiunge un alone di fascino e mistero che non guasta! Ciò che conta veramente è la magia della scrittura di Maurensing che mi ha affascinato dalla prima all’ultima pagina. Pimpernel è il nome di un fiore selvatico, ma è anche la protagonista del romanzo di Paul Temple, uno scrittore americano in vacanza a Venezia.
Piacevole libello, che consente di entrare nella dimensione del meta-libro... Un libro nel libro... Mi piace Henry James, mi piace Maurensig che riscrive Henry James non facendone sentire la mancanza, ma anzi conservandone lo spirito.
Pimpernel è l’ultimo romanzo scritto da Paolo Maurensig prima della sua scomparsa e, come altri precedenti, è una sorta di matrioska letteraria, un gioco che questa volta coinvolge Henry James, il grande autore americano, con la rielaborazione di un suo presunto inedito. A uno scrittore, con ambizioni da regista, viene offerto, come soggetto, un inedito di Henry James: il manoscritto di un romanzo breve – Pimpernel - inviato in anteprima all’amica Constance, nel 1894 pochi giorni prima di suicidarsi (lei molto legata e innamorata di Henry fino a seguirlo dovunque andasse, lui molto più per la sola amicizia). Le pagine dell’inedito sono molto rovinate, spesso illeggibili, e lo scrittore impiega anni per dargli forma e riscriverlo. Un romanzo che sembra scritto da James anche se ovviamente non lo è, nemmeno nella finzione, ma ne ha le caratteristiche. C’è un giovane scrittore, Henry Temple con molte prospettive per il libro in pubblicazione (ovvio il titolo: Pimpernel) che arriva a Venezia dove trova una bella ragazza, Miss Annelien dal destino avverso ed è inevitabile l’inizio di una possibile storia d’amore. C’è la classica signora ricca americana che nel suo palazzo riceve americani, artisti e personaggi vari della buona società e per forza protettrice della ragazza. C’è uno “spretato”, antiquario di professione che costudisce un misterioso quadro, essenza della bellezza dell’arteans, ma la cui visione comporta un prezzo da pagare. Non manca la seduta spiritica (James ha scritto diverse storie di fantasmi) e infine c’è Venezia, vista con l’occhio dell’artista fine ottocento dove il Lido è poco più che un orto, a Piazza San Marco ci si ritrova al Florian o al Quadri, alle belle facciate dei palazzi si accompagna un retro spesso fatiscente, i vicoli trasudano miseria e nella confusione del ponte di Rialto è facile essere borseggiati… Lo stile è quello di un romanzo fine ottocento, con ritmi, tempi, modi e “passaggi obbligati” di una storia ambientata nella buona società con tutte le sue regole dette e non dette (come i romanzi di James che non ricordo abbia scritto qualcosa di ambientazione operaia) “Pensavo di leggere Maurensig e mi sono ritrovato con Henry James…”, è la sintesi del mio giudizio. Cosa importa però chi ha scritto un originale, o rielaborato un inedito, chi ha omaggiato / imitato chi… poco o nulla. Lettura piacevole e godibile, questo è fondamentale il resto fa parte del gioco dell’autore. Tre stelle e mezzo.
3,5 ⭐️ Benché la costruzione di questo romanzo, definito “matrioska” dall’editore, sia interessante, finisce pur sempre per richiamare alla mia mente esempi più complessi e lodevoli di tale intreccio metaletterario (primo tra tutti Calvino). Inoltre la storia, che l’autore stesso presenta come “nouvelle” per la sua brevità, ricorda in alcuni suoi punti Pirandello (già solo l’idea della seduta spiritica mi ricorda Il Fu Mattia Pascal). Non sapendo quanto è di James (se qualcosa di suo c’è poi davvero) e quanto di Maurensig, non si può nemmeno sapere quanto sia presente (e consapevole) l’influenza di altri autori. Resta comunque un romanzo che si legge con piacere e in poco tempo, sia per la trama che per la scrittura di Maurensig. Lascia però l’amaro in bocca la sua brevità: avrei letto volentieri più pagine sulla storia tra Paul Temple e Miss Bruins (e avrei dato probabilmente mezza stella in più per questo).
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Scrittore già amato per lo splendido romanzo “La variante Lunemburg” lo riscopro ora in una scrittura diversa che al primo momento mi ha lasciata dubbiosa sul positivo esito . Non sappiamo se si tratta di un lavoro di fantasia o di un mirabile falso d’autore ; certo è che Mauresing è riuscito magistralmente ad entrare nello stile di Henry James lasciandoci trascinare dalla trama tipica di un feuilleton. Si legge in un soffio grazie alla sua “lunghezza di una nouvelle- genere letterario Mato è temuto da Enry James, poiché lo costringeva ad arginare la sua naturale,oceanica prolissità “.
È difficile trovare un autore contemporaneo con una maestria letteraria simile a quella di Maurensig. Le sue trame e il suo stile narrativo, rapiscono, facendoti amare ogni singolo artefizio letterario scelto dall'autore. Pimpernel è un romanzo d'altri tempi, e a leggerlo più che Henry James ho rivisto Maupassant e la sua arte delicata. Grazie
Che sia di mauresing o di james il risultato non cambia: di una banalità sconcertante, per quanto ben scritto. Avendo letto altre cose di james, propendo a credere che se fosse suo per qualche evidente motivo pubblicato non l’ha. Il giovane artista inglese che si innamora a Venezia della bella ragazza dal destino infausto è veramente trito e ritrito
Un librino che segue uno scrittore americano, alter ego di Henry James. I personaggi e l’ambientazione sono insopportabili, interessante la cornice narrativa.