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372 pages, Kindle Edition
Published September 9, 2020

Siete pronte ad immergervi in un Mafia Romance carico di emozioni e momenti al cardiopalma?
Sì?
Allora seguitemi in questo viaggio lungo quasi un ventennio attraverso le tormentate vite dei nostri due protagonisti.
Tutto inizia nell’autunno del 1997 ad Aberville in Louisiana quando una bambina di soli 9 anni fa il suo ingresso alla Winterbottom’s House: l’orfanotrofio degli orrori.
Lei è Isabelle Miranda Reyes e, da circa due settimane, i suoi genitori sono stati uccisi e lei è rimasta sola al mondo.
Sola e in un luogo da incubo, il peggiore che dei bambini possano sperimentare. Una prigione fatiscente dove, l’unica cosa possibile è sopravvivere.
Bullizzata e sfruttata in cambio di vitto e alloggio, è costretta a pulire i sudici bagni e a sottostare alle angherie dei suoi aguzzini.
Se qualcuno disubbidiva, non si facevano remore a usare la cinghia e spesso le punizioni avvenivano sotto gli occhi di tutti per dimostrare quanto efferata fosse la loro crudeltà…
…I bambini parlavano poco fra loro e quelli più grandi optavano per un atteggiamento di superiorità nei confronti dei piccoli, talvolta li “bullizzavano” solo per divertimento. Lei fu presa di mira al terzo giorno, quello in cui conobbe Keegan Jackson.
L’unica ventata di aria fresca è la presenza di un ragazzino, di tre anni, più grande di lei: Keegan Jackson.
Ribelle ma altruista e generoso e protettivo nei suoi confronti. Lui è disposto a tutto per lei, perfino prendersi le colpe al posto suo e subire così, le violenze e gli abusi dei coniugi Winterbottom.
Keegan era maturo per la sua età, ne aveva passate tante, le esperienze lo avevano segnato e aveva dovuto crescere in fretta, troppo…
…«Qui, non c’è niente che possa consolarti. Imparerai a contare solo su te stessa. Non puoi fidarti di nessuno».
Ben presto, Keegan, diviene il centro di Isy e, anche se, non ci si innamora a nove anni, nella loro bolla, uno tra le braccia dell’altro, i loro cuori iniziano a battere all’unisono.
In quel luogo, Keegan le concede il lusso di sognare grazie alla promessa che, un giorno, saranno liberi e felici insieme.
«Un giorno tu e io saremo liberi», sussurra senza guardarmi. Sospiro: «Sì, e potremo essere chi vogliamo». Mi avvicino alle sbarre di ferro e le impugno. Solo gelide. «Non mi importa chi saremo o cosa faremo, voglio stare con te, capisci? Senza limiti, senza regole, senza nemici da cui guardarci le spalle».
«Prometti, Isabelle», si volta e mi guarda e i suoi occhi sono pieni di emozioni. «Giura che resterai con me, qualsiasi cosa accada». Vorrei piangere, ma non ci riesco: «Sì, Keegan, te lo prometto. Staremo insieme sempre, qualsiasi cosa accada».
Dopo quattro anni, passati insieme a Winterbottom’s House, Isabelle viene adottata da una coppia molto facoltosa. Trascorsi undici anni dal loro addio i due sono ormai degli adulti che conducono vite diametralmente opposte.
Keegan è un narcotrafficante appartenente al cartello messicano di Don Cristobal Munoz “El Maestro”, è diventato un uomo spietato e privo di scrupoli, soprannominato La Muerte per la sua efferatezza nel commettere cruenti e orribili omicidi con il motto “mors tua vita mea”.
È freddo e spregiudicato, ricoperto di tatuaggi e cicatrici che lo avvolgono come una corazza, nulla è in grado di scalfirlo. È duro e insensibile con un unico punto debole: le donne.
«Las mujeres serán tu perdición».
Ed è proprio di una donna che dovrà occuparsi nella sua prossima “missione” e, nello specifico, dovrà “sbarazzarsi” dell’amante dell’intoccabile agente dell’FBI Martin Gibson, colui che, ha fermato l’ultimo carico di droga, facendo perdere al cartello molto denaro.
La sua amante è un’agente dell’FBI, una profiler che ora fa parte della sua squadra e Keegan deve trovarla e ucciderla.
Ed è quando la raggiunge e viene sorpreso da lei, che passato e presente si mischiano in una miscela esplosiva.
Eh, sì, ragazze mie, colei che oggi risponde al nome di Isabelle Stone ed è una profiler dell’FBI molto conosciuta per la sua capacità di entrare in empatia sia con le vittime sia con i loro aguzzini, altri non è che, quella piccola bambina di nove anni che Keegan ha sempre protetto dagli orrori dell’orfanotrofio.
La verità è che non so cosa voglia dire amare senza dolore e ora capisco perché. Per me l’amore è una maledizione. Nel male rincorro il bene. Nel buio cerco la luce.
Luce o Oscurità
Amore o Dolore
Giustizia o Violenza
Vita o Morte
Isabelle o Keegan
Chi avrà la meglio?
E Keegan riuscirà a mantenere la promessa fattale?
Keegan non è Martin, è molto di più. Qualcosa che mi si è attaccato addosso e che ha saputo infilarsi sotto la pelle per restare come un marchio a fuoco nell’anima. Lui è il mio sogno proibito. È il posto in cui voglio stare, è casa e l’ignoto, lui è il male e il bene insieme.
Ovviamente, la parte che vi ho appena raccontato è solo la punta dell’iceberg di quello che si cela tra le pagine di La distanza che ci separa, Monique Scisci per l’ennesima volta, non ci risparmia di nulla. Attraverso i due protagonisti e le loro stesse voci, ci darà modo di rivivere eventi del loro straziante passato e assisteremo ai loro tormentati incontri e scontri fatti di passione e dolore, morte e distruzione come due anime perse e spezzate da un tempo che, non lascia tregua ad un Amore indissolubile ma anche impossibile.
«Possiamo dimenticare solo per un attimo chi siamo e da dove veniamo. Voglio concedermi il lusso di sentirti mio e tu puoi provare a fidarti di me. Solo per una volta, poi tutto tornerà come prima. Te lo prometto, Keegan». Sbatte le ciglia e Dio... è bella da morire.
Tra colpi di scena, azione, suspence e voglia di ritrovarsi per poi perdersi, saremo testimoni silenti dell’ultima “follia” di Monique, che però, ultima, spero non resterà per molto, il finale non finale lascia ben intendere che la parola fine sia solo l’inizio di qualcosa di grande, di profondo, di pericoloso e sconvolgente.
Non è vero che lei è come le altre donne, la sua semplicità mi lascia senza fiato, ha la stessa intensa forza di un proiettile che sfiora il timpano: quando la guardo, non sento più niente.
Verremo condotte attraverso un’intricata ragnatela ben disegnata ed equilibrata, ogni pedina ha il proprio ruolo e nessun elemento è mai banale. Tutto ha una logica ed una scorrevolezza che appassiona il lettore, lo nutre e lo rende schiavo, quasi dipendente di dettagli, particolari e soluzioni.
Il problema, però, sono i valori in cui crede: Isabelle è mossa dal senso di giustizia, pensa ancora che il bene debba trionfare sul male, non ha capito che sono entrambi facce della stessa medaglia e che non esisterebbe nessun bene senza una buona dose di malignità. Per questo non posso fidarmi di lei.
Noi stessi diventeremo degli abili profiler alla ricerca della felicità, quella felicità che tarda ad arrivare e che mai appare come definitiva se non eterna: come la morte!
Keegan e io siamo uniti da un sentimento profondo che sa di famiglia, di affetto: solo insieme possiamo superare la crudeltà che ci viene inflitta, le ingiustizie, le privazioni, la violenza. Se lui è con me, posso affrontare tutto, anche la morte.
Ed è proprio con il suo stile empatico, le sue descrizioni accurate, il suo saper coinvolgere il lettore in trame per nulla semplici “da digerire” e, aggiungerei, anche un pizzico di sadismo, ancora una volta, Monique Scisci, è stata capace di entrare nei nostri cuori e nelle nostre anime regalandoci una storia, ma principalmente due personaggi, che difficilmente verranno dimenticati o almeno per me sarà così.
I sentimenti a volte sono come mine impazzite, ti colpiscono a tradimento. Ne pesti una e sei fottuto.
Consiglio la lettura di La distanza che ci separa?
Keegan era tutto fuorchè romantico, ma a lei concedeva il lusso di sognare. Lui la salvò dall’inferno. Finché durò.
Lui è il mio sogno proibito. È il posto in cui voglio stare, è casa e l’ignoto, lui è il male e il bene insieme.
C’è solo una persona che ha avuto il potere di instillarmi tanta curiosità. È successo tanto tempo fa. Lei era tutto, poi me l’hanno portata via e l’oscurità, quel giorno, ha trovato un varco e mi è strisciata dentro, nelle vene.
Riesco ancora a sentire l’odore del suo corpo sulla pelle. Isabelle rievoca impulsi che avevo sepolto. La sua presenza, in qualche modo, riaccende il mio entusiasmo per la vita, ed è questo il pericolo più grande.
Ognuno di noi è legato a un mondo, ha scelto da che parte stare e ora sarà difficile tornare indietro senza sacrificare il nostro legame.
La verità è che ho paura di lei, di quello che sono quando stiamo insieme. È come se Isabelle conoscesse la combinazione per raggiungermi.
