Questo libro è la cronaca di una scoperta, di un viaggio durato tre anni, durante il quale l'autore percorre la Spagna per incontrare una realtà fino ad allora gente di oggi, che vive con valori di duemila anni fa. Abituato a vivere in una società perennemente insoddisfatta dal punto di vista materiale e alimentata dal dolore e dall'insoddisfazione, se non dall'odio, Azurmendi entra in contatto con una presenza fondata sul dare tutto senza clamore, gratuitamente e non prestando alcuna attenzione ai benefici ricavabili, resa possibile dall'attivazione di un immenso amore per l'altro. E scopre che questo modo di vivere genera una gioia esistenziale duratura e una grande certezza. In altre parole, qualcosa di diverso dalla nostra società, in cui l'altro è spesso percepito come portatore di incertezza e rischio.
Splendido. Più vai avanti più devi decidere, questo libro non permette di essere letto mantenendo le distanze. Più l'autore circoscrive con precisione nomi e luoghi, date ed incontri che cambiano profondamente la vita, più devi scegliere se foraggiare parossisticamente la tua incredulità naturale e difensiva, o lasciarti prendere e trasformare (beninteso, rimanendo sempre il cazzone che sei, ma meno cieco) dalle parole che si attaccano a molti fatti e non alle teorie come piace a noi tanto per essere sicuri che non accada niente. Qui le cose accadono con precisione mirabolante e la descrizione di vite cambiate e di persone (non tutte a me sconosciute) e di incontri (simili a quanti ho potuto assaggiare anche io) non lascia spazio di incertezza. Ed è questione di riconoscere, non di essere capaci. Riconoscere per ricominciare, sempre.
"Este hombre sí que era consciente de que no iba a ver nada que no quisiera ver. Yo salí en invierno y por puro azar escuché el canto de la torcaz. Y volví a salir para escuchar y captar mejor su melodía, y me encontré con toda una bandada. Y seguí a la bandada porque me deslumbraba su canto." Es difícil reseñar un libro cuando, siguiendo la analogía del propio Azurmendi, tú ya has oído el canto del torcaz. Me ha gustado ver descrita una realidad que conozco con ese lenguaje de ciencias sociales que también conozco. Es una buena lectura, y retrata bien el encuentro (y sorpresa) con esa "tribu cristiana", aún cuando no puedo decir cómo de inteligible es a alguien que no los conozca ya.
Pochi libri ho abbandonato dopo poco e questo è uno di quelli. In 50+ pagine è capace solo di dire "quanto è bella Comunione e Liberazione". Chi è il target? O chi è di CL e se la suona e se la canta o chi vuole entrarci ma ha bisogno di un'ulteriore spinta