Innamorarsi da adulti è quasi sempre difficile. Quel sentimento irragionevole e luminoso espone al rischio del ridicolo, mette di fronte a scelte importanti. È quello che accade ai protagonisti di questo libro. Se, come scrive Javier Cercas, il romanzo è il genere delle domande, dal momento in cui si incontrano le vite di Iole e Sandro gravitano intorno a un solo interrogativo: come proteggere la felicità dell’amore dallo scorrere del tempo? Per superbia o per leggerezza, Iole e Sandro credono di avere una risposta da cui partire: sanno che cosa non vogliono. Desiderano fuggire la noia dell’epoca sazia di cui sono figli, non vogliono mettere in discussione i loro matrimoni, resi opachi dalla quotidianità ma illuminati da figli molto amati. Soli in mezzo al brusio del mondo, provano a immaginare un percorso che metta il loro sentimento al riparo dall’assuefazione, si impegnano a fare della loro coppia segreta il luogo di una continua ricerca e non un punto di arrivo. È intorno al sogno di un amore lieve che stringono un patto trentennale e definiscono un decalogo che li guidi, per sperimentare gli incanti dell’amore clandestino ma al tempo stesso vivere in pienezza alla luce del sole, con altri compagni, con i figli, lungo altre strade. Yari Selvetella mette in scena due protagonisti autentici, sconsiderati, in fondo egoisti, ritrae senza sconti la borghesia italiana di poche qualità sullo scorcio del nuovo millennio. Eppure attraverso le piccole miserie e le visionarie accensioni che segnano il percorso dei due amanti ci restituisce l’ardore di una donna e di un uomo animati da una profonda fede nelle parole, ci parla di un bisogno di intensità che ci commuove e ci riguarda, costruisce un’accorata indagine letteraria sulla possibilità di un grande amore oggi.
Yari Selvetella è uno scrittore e giornalista italiano. Nel 1994 vince il premio Grinzane Cavour per la giovane critica promosso da La Repubblica. Esordisce con libri di argomento musicale. Suoi la prima biografia di Rino Gaetano (Bastogi, 2001) e un saggio su La scena ska italiana (Il levare che porta via la testa) (Arcana, 2003).
Si è a lungo occupato di storia della criminalità romana, tema di cui è considerato uno dei maggiori esperti grazie a Roma Criminale (scritto con Cristiano Armati) del 2005, prima opera di non-fiction a ripercorrere un secolo di cronaca nera della capitale, e ai successivi Banditi, Criminali e Fuorilegge di Roma e Roma, l’impero del crimine , che anticipava il tema della diffusione delle mafie a Roma.
L’insostenibile leggerezza di Kundera Chiedi alla polvere di Fante La vita è altrove di Kundera Siddharta di Hesse L’Esclusa di Pirandello (racconto) Anna Karenina di Tolstoj Due letti a due di Pirandello (racconto) L’Ulisse di Joyce La Recherche di Proust Papà Goriot di Balzac Illusioni perdute di Balzac Splendori e miserie di Balzac Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos Il teatro di Sabbath di Roth Rayuela di Cortázar Papillon di Charrière Il ballo dei pescicani di Pomini Cecità di Saramago
Feci un elenco simile dopo aver letto gli atti osceni di Missiroli. Questi sono solo i titoli citati direttamente, mancano gli svariati accenni ad altri scrittori e l’omaggio a Dante con un paio di termini vetusti prelevati direttamente dalla Divina. È un libro sui libri, qualora il genere non vi piacesse evitate di leggerlo, oppure se vi ha entusiasmato il tiro al piccione sugli atti osceni, leggetelo, caricate il fucile e poi mettete il selettore a raffica.
Chi non legge non è un vero amante. Perché è in una gabbia o in un luogo così confortevole che gli basta una vita sola. Agli amanti una vita non basta e devono cercarne altre, possibilmente insieme, perché un autentico innesco si ottiene solo dall’incontro con qualcuno; questo gioco si fa in due. Gli amanti si nutrono di storie, altrui e proprie.
Ha tratti comuni con ciò che scrisse Umberto Eco
«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è una immortalità all'indietro»
Nel 1989 Sandro e Iole si conoscono in un maneggio. Lei ha trent’anni, lui trentasette; entrambi sono sposati. Selvatella con una forma poetica ed azzeccata immortala il loro incontro in questa istantanea Siamo dalla stessa parte, non diciamocelo, la sera sta arrivando, la notte ci renderà irriconoscibili, oggetti tra gli altri della casa, pezzi da inventario. È ancora troppo presto. Viviamo, prima. Un po’. Tutto quello che possiamo.
La storia prende il via da questo fotogramma, i due diventano amanti e si danno un decalogo di regole tese ad evitare che il loro rapporto si appesantisca. Di comune accordo decidono che il loro sarà un altrove (*1) segreto che non dovrà distruggere la vita che conducevano prima di incontrarsi, la vita in cui la pesantezza inevitabile dovrà rimanere confinata. Ci riusciranno? Selvatella in 250 pagine sceglie alcuni passaggi arditi, altri improbabili ma tutto sommato riesce a ricreare bene la filosofia di tutti gli amanti che posseggano essi un decalogo scritto o meno. L’amante, come il ladro, è quello di “tanto non mi scoprono”; l’amante come il ladro sottrae, non aggiunge; L’amante, come il ladro, se si fa prendere la mano, ruba per il solo gusto di rubare. Per apprezzare il romanzo è necessario sospendere il giudizio morale, può esser utile la propensione alla lettura compulsiva, aiuta a capire l’irrequietezza dei protagonisti, a chiedersi di nuovo, qualora non si fosse trovata una risposta adeguata, perché si legge? Oppure ad essere ancora più audaci e domandarsi: perché si tradisce? Un romanzo deve servire a porsi delle domande, non a fornire le risposte, quelle ognuno deve trovarle da solo e se è un lettore abituale molto probabilmente è allenato a farlo. Le 10 regole dividono il romanzo in capitoli, io ne voglio proporre un’undicesima, prelevata dal testo, per ribadire come la letteratura sia un ingrediente saliente dell’impasto
“Stilare attorno ai vent’anni una lista di opere, a cui dedicarsi ciclicamente, senza disperdersi nella quantità, che è un’illusione di completezza e di vita eterna.. Magari ogni tanto le storie dentro i libri cambiano, come cambiamo noi, dovemmo leggere e rileggere per tutta la vita sempre gli stessi..”
Ho composto mentalmente una lista di libri che ho particolarmente apprezzato e riletto in questi anni. La mia lista si ferma a dodici e solo uno di essi l’ho letto prima dei vent’anni.
Gli "eroi" di questa storia sono Iole e Sandro. Si piacciono dapprima da lontano, poi da vicino. Poi da MOLTO vicino. Sono entrambi sposati con prole, ma ciò non impedisce loro di continuare a cercarsi. Vedersi. E amarsi.
È una relazione la loro che ad un certo punto sentono il bisogno di teorizzare e, in un qualche modo, regolamentare.
Che amore sia, ma che sia lieve.
Un amore che non deve essere inquinato dallo scorrere della vita, che non deve comprendere noia, costrizioni o recriminazioni. Dolori,malattie, sofferenze, situazione economica devono rimanere fuori.
Ecco una delle regole del catalogo che regolamenta il patto tra i nostri "eroi".
"Gli amanti leggono. Chi non legge non può essere un vero amante."
Verrebbe da dire: senza condivisione della sofferenza che amore può essere mai questo?Amore lieve è un ossimoro? Dopo aver letto le vicende di Iole e Sandro, a ciascuno le sue conclusioni.
Intanto diciamo che devo la lettura di questo libro a Noodless che ringrazio qui pubblicamente.
Di Selvetella avevo letto il suo precedente e lo avevo talmente odiato che mi ero ripromessa di non comprare più niente. Poi mi compare un'offerta Kobo a poco più che un paio di caffè e ripenso alla recensione di Nood e lo leggo in pochi giorni. È una storia molto bella, che copre una vita, e non è solo la storia di due amanti. È stata un'esperienza leggerlo alla mia età, ci sono cose che anche solo dieci anni fa non avrei mai compreso, e comunque ci sono cose che non capisco e forse mi serviranno anni ancora. La scrittura è scorrevole, niente che ti lascia a bocca aperta ma con qualche verità che di certo ti fa accendere il cervello. I due personaggi sono bellissimi nella loro normalità ed è stato un piacere seguirli nella loro vita.. Ho letto un buon libro, e quando capita sono sempre felice.
Come fare i conti con il tempo che passa? E il tempo, per gli amanti, è nemico o opportunità?
“Le regole degli amanti” è un romanzo sull’amore, sulle regole per farlo sopravvivere, in cui si alternano due voci, Iole e Sandro, i protagonisti laici e borghesi di questa trentennale relazione clandestina che viaggia parallelamente alle loro vite professionali e personali (entrambi sono sposati). Sullo sfondo di una Roma fatta di periferie, punti di vista e fughe dal quotidiano,c’è il filo conduttore del libro: insieme ma con regole, quel decalogo pensato e vissuto affinché l’amore regga, nella sua lievità, spinto dalla necessità di mantenere la voglia di vivere le esperienze e di reclamare il diritto al piacere. Sarà il costante disimpegno di Iole e Sandro, personaggi con cui è facile empatizzare o entrare in conflitto( ammetto di aver spesso tifato per Sandro, il meno entusiasta e risolto tra i due), a dare spinta alla loro storia. Tra gelosie taciute, equilibrismi per tenere in piedi il loro quotidiano, contraddizioni ed ostacoli, gli amanti si nutrono della fiducia nel domani, in ciò che ancora deve venire, quasi questa fosse una promessa di gioventù che il tempo non può e non deve scalfire. La loro è una sfida aperta al destino non sempre benevolo che spesso presenta un conto salato. “Siamo mai esistiti, amore mio?”
Della scrittura di Yari Selvetella, di cui ricordo commossa “Le stanze dell’addio”, ho qui apprezzato la cura nel percorso cronologico dei protagonisti, coerente nelle loro scelte di vita, nelle dinamiche, nelle rinunce, nel cambiamento a cui inevitabilmente entrambi vanno incontro, sia nel corpo che nel modo di amarsi e desiderarsi. Delicato e audace, “Le regole degli amanti” racconta la sopravvivenza del sentimento più antico e forte, l’amore.
“Allora capisco che il nome della nostra regola oscura è esattamente la vita, la banale e crudele, stupida lapalissiana vita. C’è quando c’è, non c’è quando non c’è. E ora lui è finalmente a pochi passi, possiamo abbracciarci.”
Il patto trentennale dei due amanti protagonisti, Il Manifesto dell'Amore Lieve:
1 Non esistono desideri irrealizzabili: gli amanti realizzano i desideri.
2 Appartenere è un verbo per gli oggetti, non le persone. L’amante non ti apparterrà mai.
3 Tratterai l’amante per quello che sogna di essere, non per quello che gli altri pensano o che la vita impone. E così bisogna trattare sé stessi in presenza dell’amante.
4 Questioni che non riguardano gli amanti: salute, situazione economica, problemi lavorativi, litigi derivati da parentele, amarezze coniugali e familiari.
5 Gli amanti non hanno ricordi e non hanno futuro. Gli amanti hanno solo il presente.
6 Gli amanti leggono. Chi non legge non può essere un vero amante.
7 Gli amanti costruiscono, rivelano e custodiscono segreti. Non li temono, poiché in essi è più vicina la verità.
8 Gli amanti disprezzano il rancore. Se e quando lo provano, lo espellono.
9 La noia non va condivisa tra amanti. La noia merita la solitudine almeno quanto la solitudine merita la noia.
10 Gli amanti sono sempre pronti all’addio. Quando è il momento, sanno viverlo e accettarlo.
I personaggi e i veri protagonisti di questa storia sono Iole e Sandro, due persone sposate che si piacciono e diventano amanti come possiamo capire già dal titolo del romanzo di Yari Selvetella. La loro storia inizia alla fine degli anni'80. Iole è sposata con Nicola mentre Sandro è sposato con Letizia. La loro è una relazione particolare e i due sentono un gran bisogno di stabilire un patto che duri trent'anni basato sulle regole degli amanti. Vogliono "teorizzare" il loro rapporto per poi ricordarlo dopo anni. Secondo le loro regole degli amanti, essi devono realizzare i desideri perché non esistono desideri irrealizzabili. Deve nascere un amore lieve quindi sono persone, non oggetti, e non devono appartenere l'uno all'altra. Essi non devono appartenersi, ma amarsi e trattare ognuno per quello che sogna di essere e non per quello che gli altri pensano. Situazioni come quella economica, i litigi in famiglia, problemi lavorativi non devono entrare nella loro relazione, deve restare tutto al di fuori del loro amore. Devono rivelare l'uno all'altro i propri segreti perché è lì che risiede la verità che non deve essere nascosta. Gli anni passano e Iole e Sandro continuano la loro relazione clandestina senza rivelare nulla a nessuno. La vita non va sempre come vogliamo e spesso mette i bastoni fra le ruote e le difficoltà non sono poche. Portare avanti una relazione segreta per trent'anni è complicato e, come dice una loro regola, proprio nei nostri segreti risiede la più grande verità. "Regole degli amanti" è una tempesta di emozioni, un salto nel dolore e nell'amore con una scrittura ricca di metafore che danno la possibilità di creare delle immagini mentali. Soprattutto gli ultimi capitoli del romanzo sono profondi, ricchi di riflessioni e Yari Selvetella stupisce portandoci a riflettere sulle nostre vite, su quelle dei nostri genitori o quelle dei nostri amici e pensare alle proprie scelte, alle proprie azioni e alle rispettive conseguenze che abbiamo causato noi. Non riesco a dire se la storia di Sandro e Iole sia stata felice, il finale mi ha scombussolata ma, come scrive anche l'autore, forse doveva andare così e al destino non si scappa.
Dieci regole scritte dal protagonista dopo l'incontro con l'amante. Attraverso questo decalogo scorre la vita della coppia Sandro e Iole. La città eterna è l'ambiente perfetto per qualcosa di così effimero e al tempo stesso duraturo. Siamo negli anni 80, due vite che si dedicano, si scontrano e si consumano in una strana forma d'amore. Come sempre avviene in questi casi, si toglie a qualcuno per donare a qualcun altro. Sandro 37 anni avvocato con il sogno di fare lo scrittore, è sposato con Letizia professoressa di chimica, hanno un figlio Fabio. Iole è laureata in Sociologia, collabora a ricerche universitarie, è sposata con Nicola, hanno una figlia Giulia. Dalle prime pagine sembra che Sandro sia un uomo avvezzo al tradimento, un manipolatore di occasioni con diverse storie dentro il matrimonio, poi si scopre che non è una sensazione, è proprio così. Con Iole però succede qualcosa di strano, questa donna lo cattura, questa donna al primo impatto sembra schiva e chiusa, ma anche questa sensazione si rivelerà sbagliata. Le regole scritte da Sandro, sono un contratto della durata di trent'anni, lo chiamano Manifesto dell’amore lieve. I due credono che saranno più felici senza paura di scadere nel ridicolo. Non si spaventano della durata o dei contenuti dell’accordo. Hanno capito che il loro amore è speciale perchè è un gioco. Il patto vale si trent’anni, ma si può rescindere senza motivo in qualsiasi momento. La storia non mi è piaciuta molto, ho preferito la traccia emersa tra le righe, ovvero le domande che sorgono in merito al tradimento. I motivi che spingono due persone ad uscire da una vita per crearne un altra simile con la speranza che sia migliore. Farne un'esclusiva per due escludendo di fatto il resto del mondo. Si fugge da una routine per averne un'altra meno noiosa con regole che non potranno mai ingabbiare l'amore, infatti verranno infrante. Quando la vita offre l'occasione di una svolta senza sotterfugi, i protagonisti non la colgono e si allontanano. Per il troppo vissuto o per chissà quale somma di incomprensioni, tutto svanisce e resta il ricordo. Una scrittura profonda e lieve, mi sono chiesto più volte se stavo leggendo la storia o se uno dei due protagonisti stava immaginando di vivere quella storia. Apprezzabile la contraddizione dell’amore che da sempre è considerato libero e fuori dagli schemi, con la trappola del decalogo. Forse è anche un messaggio dell'autore verso tutte quelle istituzioni formali che vogliono definire le unioni, dalle religioni al codice civile. Nei protagonisti esistono i ripensamenti, i dubbi e le incertezze, ma dal senso di colpa non vengono mai sfiorati. Sandro sa di essere uno scrittore fallito, vive nella sua confusione tra quello che vorrebbe e la vita vera, modella sé stesso come un personaggio di cui vorrebbe scrivere e si prende gioco degli altri come se fosse in un libro. Non mancano le riflessioni, ma avrei preferito un contesto più reale delle fughe in paesi stranieri, di vacanze ingiustificabili senza famiglie, di week end di lavoro improbabili e altre stramberie dalle quali ho estrapolato solo i dialoghi e le incertezze dei protagonisti. Si attraversano trent'anni di una relazione clandestina, nemmeno i matrimoni durano così a lungo, è una ricerca della felicità che non finirà mai attraverso l'amore, la cosa più fragile che abbiamo.
Il racconto di una relazione clandestina, tra Iole e Sandro, che sfugge alle regole della normalità per poi restare intrappolata nelle regole dell'amore.
Quest'ultime, danno il titolo ad ogni capitolo di questo libro, che accompagna il lettore,in questa storia d'amore. Un amore che nasce per sfuggire alla quotidianità, alla noia, ad una vita che sta troppo stretta. Un amore di alti e bassi, di messaggi, di viaggi, di giochi ed incastri,che terrà legati i due protagonisti per trent'anni.
Non avevo mai letto opere di questo scrittore è il mio primo approccio. Il libro non mi è dispiaciuto, semplicemente mi ero immaginata un qualcosa di diverso. Mi ha comunque lasciato tanti pensieri da elaborare e credo che sia comunque un qualcosa di positivo
"Si fatica a comprendere che cosa di preciso permetta a due individui di muovere le proprie inclinazioni non solo nella stessa direzione ma allo stesso ritmo; passare dallo scherno al trasporto amoroso, dalla passione alla realtà attraverso gli stessi passaggi, insieme. Questi due amanti, noi, Iole e Sandro, sono stati capaci di questi allineamenti"
E forse è arrivato il momento di dire che la fedeltà è una convenzione, un accordo sociale come tanti, che funziona per alcuni e opprime altri. Iole e Sandro, i protagonisti del romanzo di Yari Selvetella, “Le regole degli amanti” (Mondadori), non sono anime perse in cerca di trasgressione. Sono due adulti lucidi, spietati e consapevoli. Due esseri umani che scelgono – e continuano a scegliersi – fuori dalle griglie del matrimonio e della monogamia.
Quanto è bello questo libro? Sarà che è arrivato leggiadro e lieve in accordo alla necessità di leggere una valida storia d'amore di cui avevo bisogno... Lo consiglio vivamente a chi ha bisogno di psicologia profonda, intese da coppie da film e voglia di sognare un po'...