Prendendo in considerazione i fotolibri d'autore editi in Italia dal dopoguerra agli anni Settanta, questa ricerca ha lo scopo di esaminare le scelte di politica fotoeditoriale intraprese nel paese alla luce del dibattito e delle iniziative che hanno impegnato la critica fotografica nel corso dei decenni interessati. La ricostruzione del contesto critico e culturale in cui il fotolibro si è affermato ha portato alla luce tutte le difficoltà di un settore editoriale che, in Italia, stentava a trovare un pubblico stabile. Del resto anche la critica del paese fu lungi dal definire in maniera unanime il carattere del fotolibro, che faticherà a trovare una sua univoca identità, stretto tra le rivendicazioni estetico-formali ammiccanti all'editoria d'arte da un lato e il riconoscimento delle possibilità comunicative e divulgative offerte dal linguaggio fotografico dall'altro. Lo studio si inserisce in un più vasto movimento internazionale che negli ultimi anni ha favorito una rivalutazione del libro fotografico come forma d'espressione un movimento che ha visto, dagli inizi degli anni duemila, un proliferare di pubblicazioni sulla storia del fotolibro nei diversi contesti nazionali dei paesi europei ed extraeuropei. Il progetto giunge a colmare la lacuna sulla situazione editoriale italiana, proponendo una ricostruzione quanto più filologicamente corretta del fenomeno attraverso il risalto dato alle fonti d'archivio e agli scritti critici del periodo preso in esame.