Questa è la storia vera di un bambino coraggioso che non diventerà mai architetto. Di un papà in cerca di giustizia e di una banda di strada pronta ad ogni eventualità tranne il rifiuto. Di un viadotto alto come il cielo e di un pagliaccio triste. Di una Città del Guatemala dove tra cani randagi, cassonetti e colla da sniffare sbocciano i sogni dei giovani che ogni giorno dicono basta alla violenza. La biografia fatta di tatuaggi e cicatrici, soprusi e amicizie liberatrici di Angelito Escalante Pérez che, a dodici anni, ha scelto di non uccidere.
Questo libro ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International Italia e del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento.
Io, come sicuramente molti di voi, non conoscevo la storia di Angelitos e per questo ringrazio Martina: questa è una storia sconcertante e, ahimè, troppo reale che tutti dovrebbero conoscere.
Angelitos Escalante Pérez è un bambino guatemalteca di soli 12 anni quando gli viene spezzata la vita da una 𝓂𝒶𝓇𝒶 per essersi rifiutato di sparare all’autista di un autobus. “mata o mueres” - “uccidi o muori”. Così, dopo essersi rifiutato, Angelitos viene buttato giù dal ponte più alto del Guatemala.
📌 Una storia tanto atroce quanto vera. Un caso di, purtroppo, ordinaria violenza senza colpevole e senza giustizia. Una tragedia per la famiglia Escalante, distrutta, del cui figlio non resta più nulla, se non “ una targa commemorativa firmata dal Presidente, un’indagine senza indagati e una famiglia senza giustizia né pace”.
Una storia che rappresenta la di molti bambini che si trovano in situazioni analoghe, vittime di bande.
Un piccolo libro veramente difficile da leggere e metabolizzare. Una volta terminato il libro, questo piccolo bambino di 12 anni a cui è stata ingiustamente strappata la vita non verrà dimenticato. Non deve essere dimenticato. Leggere questa storia è il nostro contributo per non far dimenticare!
Come si legge dalla trama questa storia parla di Angelito Escalante un bambino di 12 anni che dimostra fino all’ultimo quanto per lui la famiglia e gli insegnamenti ricevuti per lui fossero importanti. In questo libro non conosciamo solo la storia degli Escalante ma anche di alcune persone di strada, come Carlos el Payaso o Kenia una ragazza che cerca lavoro per dare una speranza alla nipote.
Questa storia è narrata in modo semplice e lo stile dell’autrice è molto scorrevole. Non per questo però è una storia semplice da leggere. Fin da subito il lettore sa che Angelito non tornerà a casa ma leggere la sua storia mi ha distrutta pagina dopo pagina. Alla fine della storia ho pianto. Ho pianto perché la famiglia Escalante non avrà mai giustizia, ma ho pianto anche per Carlos, Kenia, Rosita e Marcos che dopo tempo senza vedere una luce in fondo al tunnel riescono ad avere una possibilità grazie a persone che tutti i giorni cercano di aiutare gente di strada che soffre.
Questa è una storia che andrebbe letta da più persone possibili per non dimenticare ma soprattutto perché quello che è successo ad Angelito non dovrebbe essere la normalità. Nessun bambino dovrebbe essere costretto a scegliere tra la sua vita o quella di qualcun altro.
Concludo complimentandomi con Martina Dei Cas per aver scritto questa storia, per averci fatto conoscere la storia di Angelito Escalante che è anche la storia di molti altri ragazzi del Guatemala.
Angelitos è un libro di quelli che bisognerebbe leggere con estrema consapevolezza, che tutti dovrebbero conoscere, eppure il cui contenuto nessuno vorrebbe apprendere. Un fatto di cronaca romanzato che ci porta in un lampo all'altro capo del mondo, in Guatemala, in una realtà che qui ignoriamo praticamente del tutto: quella della mara, organizzazione criminale anche giovanile, violentissima, attiva nel centro America caratterizzata da barbari riti di affiliazione obbligata, praticati nella quasi totale omertà della società civile. Un mondo fatto di vita di strada, colla da sniffare e persone che lottano per vivere con dignità e rispetto della vita nonostante tutto. Una storia purtroppo vera che è letteralmente un pugno nello stomaco. Nonostante, essendo un fatto di cronaca, si sappia fin dall'origine come andrà a finire, l'autrice è stata talmente brava da tenerti incollato alle pagine: vorresti entrare nel libro, intervenire, allertare i personaggi, abbracciarli e sostenerli, urlare la tua rabbia e fino all'ultimo speri in un esito diverso da quello che è l'immancabile epilogo. Un libro così forte che in certi momenti è difficile andare avanti eppure divorarlo è dovuto: per la storia, per la memoria del suo protagonista, per il lavoro meraviglioso di ricerca e la scrittura magistrale di Martina dei Cas
* Chi è Angelito? Angelito è un bambino del Guatemala di 12 anni che, in un normale giorno di scuola del giugno del 2015, viene rapito e ucciso da una banda di strada. Perché? Perché Angelito si era rifiutato di usare la violenza e di portare a termine il compito assegnatogli per poter entrare proprio in quella banda.
* Così, attraverso il dolore della sua famiglia, ci si immerge nella ricerca e nel senso di vuoto che questo fatto ha scaturito. È un viaggio triste, angosciante, emozionante. Una storia che tace da fin troppo tempo, così come quella di tantissime altre persone, uomini, bambini, donne, che subiscono la stessa violenza per un “No” giusto.
* Martina è stata brava a descriverne i contorni dolorosi, ponendoli come un resoconto di ciò che accade in alcuni luoghi, ricordandoci che non bisogna girare le spalle a situazioni come questa di cui si parla poco, ma che bisogna studiarle, analizzarle, e non dare subito un giudizio.
* Questi atteggiamenti di violenza, di prevalere sull’altro, sono sintomi presenti in società dove perlopiù regna la miseria, la povertà, e quindi si ripiega su ciò che sembra più facile.
Grazie ancora per avermi fatto conoscere questa storia, c’è bisogno di più consapevolezza. #InViaggioconAngelito
Una storia commovente, che tutti dovrebbero conoscere. Specialmente le nuove generazioni! Permette di immergersi nella cultura del Guatemala e di conoscerla da vicino anche a chi non ha molta familiarità con l'America Latina.
Questo libro è veramente una perla, è una di quei libri che una volta letto ti rimane dentro.
E' struggente, crudo ma soprattutto vero, grazie alla capacità di coinvolgere di Martina, punta dritto al cuore, facendoti amare i protagonisti, ed il contesto in cui si svolge.
Consiglio a tutti di leggerlo per le emozioni che regala, perché ti fa commuovere, arrabbiare, sperare fino alla fine, ma soprattutto riflettere