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Flashover. Incendio a Venezia

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La sera del 29 gennaio 1996 un incendio illumina il cielo di Venezia: il teatro La Fenice brucia. L'incendio è stato appiccato dal titolare di una piccola ditta in ritardo sulla fine dei lavori per il restauro del teatro. Giorgio Falco ha scritto un libro che come un incendio illumina e divora il suo oggetto: ricostruzione di una storia vera e sua decostruzione; romanzo di un'ossessione; indagine sul desiderio e sul potere del denaro di trasformare le cose e i corpi; ritratto in maschera degli ultimi quarant'anni di storia italiana, autobiografia di tutti. Quando l'incendio si spegne, "Flashover" è il libro per capire il mondo che resta.

200 pages, Hardcover

First published September 29, 2020

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About the author

Giorgio Falco

27 books16 followers

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5 stars
26 (16%)
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17 (11%)
1 star
5 (3%)
Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Nood-Lesse.
427 reviews325 followers
January 12, 2024
Rock me…

Flashover è un libro ibrido, che eccede qualsiasi definizione perché coincide solo con se stesso

Flashover è un libro composito che eccede in ogni sua trattazione, riuscendo contemporaneamente a non essere buono né come romanzo, né come reportage, né come saggio pur avendo l’ambizione di essere tutte queste cose contemporaneamente. Il suo autore non ha scelto una via, le ha provate tutte come un navigatore che ricalcola il proprio percorso dopo ogni incrocio ignorato.
Si sono lette una manciata di pagine in cui i personaggi principali vengono introdotti quando a sorpresa e fra parentesi arriva questa dichiarazione d’intenti
(Da qui in avanti rinunci al romanzo, ti concentri sui fatti, su ciò che racchiudono. Rifiuti di assegnare profondità a ciò che profondo non è. Niente psicologismi, meglio abbandonare i personaggi alla solitudine dei propri gesti...)
E’ il preludio, l’autorizzazione a infilare di tutto nel secchio dell’indifferenziata. Fra le varie cose che mi hanno infastidito, segnalo la descrizione particolareggiata di un video youtube e la trascrizione dei suoi sottotitoli in inglese. Sei uno che scrive? No, perché ci sarebbe uno strumento che si chiama link; tu puoi accennare ad un link, riassumere un link, citare un link, ma tu lo hai trasposto con la scusa di raccontarlo a tua mamma.
https://www.youtube.com/watch?v=piofZ...
(non è lo stesso ma C’ASSOMIGLIA come direbbero dalle sue parti)

Secondo me essere arrivato troppo in fretta all’evento clou del libro, l’incendio doloso del teatro la Fenice di Venezia, ha ucciso il ritmo e il tango si è trasformato in un insopportabile jazz.
Io avrei voluto leggere un libro sulla tipologia umana dell’individuo che contrae un impegno e quando si accorge di non essere in grado di onorarlo, dà fuoco a ciò che rappresenta quell’impegno. L’autore invece non si è accontentato di ciò, ha voluto farne un paradigma del capitalismo, ha discettato per pagine intere sulla comunanza fra incendi e mutui (si accendono e si estinguono) fra fuoco e debito. Deve aver scritto qualcosa di importante sulle maschere perché nel libro vi sono decine di foto di uomini e donne sempre con la stessa maschera.
Probabilmente lo ha fatto:

Persona deriva dal latino persōna, maschera, la maschera è la vera superficie dell’essere umano. Non esiste alcuna logica del doppio. La maschera libera il volto dalla falsa personalità, dalle contrazioni abituali, dalle boccacce involontarie, dall’esigenza di nascondersi. La maschera non è sottoposta al mutare della mimica facciale. La mimica facciale della maschera è l’impercettibile mutare della luce che colpisce la maschera.

Per arrivare a questa conclusione bisogna sorbirsi varie circonlocuzioni, se si avrà la pazienza di sopportarne di ulteriori si verrà premiati con un’altra inaspettata dichiarazione d’intenti, di nuovo fra parentesi:
(Ora che il libro è quasi finito, concediamoci, come all’inizio, uno sconfinamento romanzesco).
E allora Falco, sai che ti dico..? Rock me Amadeus
https://www.youtube.com/watch?v=cVikZ...
Profile Image for Marcello S.
647 reviews291 followers
December 11, 2020
La cosa migliore scritta da Giorgio Falco.
Qualche dubbio sulla parte fotografica, su cui passo tranquillamente sopra.

[75/100]
Profile Image for Angela Iemmolo.
3 reviews
November 9, 2021
Ho letto Flashover per un esame di critica della letteratura, davvero interessante! Mi ha colpito il fatto che "l'uomo in maschera", presente nelle foto, sia proprio Giorgio Falco. Con questo l'autore sembrerebbe intenzionato a farci comprendere come il protagonista, lui stesso e tutti noi indistintamente siamo invischiati, in un legame sempre più ferreo, nell'attuale società neocapitalistica, una società, come scrive, "sempre più attenta all'astrazione dei flussi di denaro e ai mercati finanziari". La critica di Falco, infatti, a volte velata, a volte perspicua ed efferata, si erge contro il desiderio sfrenato di denaro, contro la "sete di ricchezza", che anima il protagonista della vicenda e non solo. Questa stessa sete, in apparenza benefica, rischia di renderci tutti dei simulacri, uomini in maschera privi di connotati e incapaci di percepire la reale bellezza.
Profile Image for Eva.
245 reviews11 followers
September 23, 2021
Arrivata a metà ma impossibile da portare avanti, lento e prolisso… sinceramente ho capito la metà di quello che ha scritto. Peccato perché l’argomento è interessante.
Profile Image for dv.
1,401 reviews59 followers
November 30, 2020
Falco sa raccontare storie che si fanno simboliche di un ceto sociale, di un Paese, di un'epoca. Lo scavo nella cronaca mescolato al narrativo funziona molto bene e quando su questi due piani si incastra appropriatamente quello dello spunto personale e della riflessione sociologica, allora si arriva a livelli davvero notevoli. Tuttavia questo incastro non funziona sempre a dovere e in particolare nell'ultima parte del libro, quando si parla di maschera, il discorso diventa troppo astratto e un po' ci si perde. Peccato. E peccato per le fotografie di Sabrina Ragucci, legate proprio al tema della maschera e a loro volta non ben integrate nel testo (personalmente le ho trovate anche brutte - a parte quella di copertina, molto diversa dalle altre). Siamo lontani dalla bella integrazione di parole e fotografie riuscita alla coppia in Condominio Oltremare.
Profile Image for Chr V.
21 reviews3 followers
June 16, 2022
Letto per l'università, è un fototesto (testo: Giorgio Falco, fotografie: Sabrina Ragucci) interessante. A partire dal un fatto di cronaca, ovvero l'incendio del teatro La Fenice a Venezia, nel gennaio 1996, per mano di Enrico Carella, complice il cugino Massimiliano Marchetti. Falco fa un'operazione interessante, perché utilizza il tema dell'incendio per legarsi a varie tematiche, come ad esempio quella delle rovine e delle macerie (le rovine sono qualcosa di storicizzato, sono testimonianza di eventi storici importanti; al contrario le macerie non sono nulla di tutto ciò, sono solo cose abbandonate) e le macerie sono proprie del capitalismo, altro tema centrale nel libro: il capitalismo vive di macerie, perché per produrre sempre qualcosa di nuovo, trasforma il resto in macerie.
Il capitalismo, e la critica ad esso, è il tema centrale del libro. Enrico Carella viene definito "cugino padrone":

«cugino padrone, in minuscolo. [...] In maiuscolo sarebbe un personaggio unico, con la pretesa di concentrare su di sé le caratteristiche di tutti gli altri cugini padroni esistenti. [...] al contrario, i tanti, si incarnano, diventano lui, e contro la sua volontà, si fanno uno»

Il cugino padrone dunque non è rappresentante di una categoria, ma potremmo essere tutti noi. In tutto ciò ci aiutano le fotografie, in cui si vede un uomo (l'autore) che indossa una maschera e si fa protagonista insieme al cugino padrone.

La tematica del capitalismo è trattata sia nella trama, ripercorrendo la vita del cugino padrone, che da spunti per digressioni saggistiche, che man mano si fanno sempre più preponderanti li ho trovati pesanti da leggere; inoltre ho trovato l'opera abbastanza moralistica.
Profile Image for Lorenzo D'Arcaria.
540 reviews23 followers
August 18, 2022
Ho detestato questo libro dall'inizio alla fine.
Forse l'enorme problema è stato settare le mie aspettative sull'idea di leggere un true crime, cosa che questo libro secondo me non è.

E' vero: il tema centrale è la vicenda dell'incendio appiccato al Teatro La Fenice di Venezia nel '96 ma da subito Falco fa partire un delirio cervellotico/filosofico che io ho percepito come totalmente gratuito e fuori luogo. E' come se mi fossi aspettato di poter fare del buon sesso con una persona che sulla carta aveva tutte le carte in regola, ma che al momento dell'amplesso, anziché dedicarsi a me, fosse rimasta focalizzata soltanto sul proprio piacere, dimenticandosi di avere qualcuno di fronte.
Questo libro è una masturbazione. Colta, ma pur sempre una masturbazione.

Tra l'altro, mi sono illuso che le fotografie all'interno fossero foto storiche dell'incendio. Sono invece un ciclo di foto di persone con una maschera bianca mentre fanno cose piuttosto random. e Sebbene l'autore impieghi le ultime 50 pagine a spiegare il legame tra maschera, denaro, corruzione e quindi (finalmente) l'incendio... a me non ha convinto.

E poi perché tutti questi periodi tra parentesi? Altra cosa di cui non ho capito l'utilità e che mi ha infastidito.

Ci sono anche cose che mi hanno fatto ben sperare, briciole di pane in questo bosco di no sense che mi hanno illuso di poter arrivare a un dunque ma che mi hanno deluso di volta in volta.
Alcuni passaggi di un'ironia acuta interessante (sono sicuro che Falco sia una persona veramente intelligente, ma di quell'intelligenza che anziché connetterti con le persone probabilmente ti erge soltanto su un piedistallo), altri in cui l'autore si riferisce a se stesso donandoci qualche interessante nota autobiografica, altri in cui si citano altri autori con interessanti parallelismi (come con Mishima).
Tutte queste briciole però, sono diventate o dissertazioni talmente lunghe da farmi pentire di aver riacceso per un secondo la fiaccola del mio interesse, o che portavano al nulla più totale.

Dopo aver letto Flashover ho sicuramente una conoscenza più approfondita di cosa sia successo a Venezia nel '96, ma avrei sicuramente preferito leggere un reportage o un true crime più vicino allo stile di Capote.

(Mi sarei accontentato anche di qualcosa di più vicino a La Gioia, e vi ho detto tutto)

Ecco, così ho anche usato le parentesi come ama fare Falco.
Profile Image for Rosanna Castagneri.
153 reviews6 followers
December 31, 2020
Flashover indica il momento di transizione da un incendio in crescita e un incendio nella sua fase matura. C’è qualcosa di malinconico in ogni flashover su cui incombe la distruzione: la distruzione porta da se stesso, la distruzione di se stesso. Cit.

È giunto il tempo per l’incendio generalizzato e definitivo, il flashover di una civiltà già defunta, che muore ogni volta fingendo di rinascere solo per continuare a morire meglio, per continuare il miglior morire insistente e noncurante; l’Italia mantenuta in vita dall’artificio, da una serie di interessi economici, finanziari, criminali; ma adesso è arrivata la fine della tragica nazione che ride di se stessa e tramuta la commedia in tragedia e la tragedia in commedia...cit.

Se guardiamo con noncuranza, il nostro sguardo si posa sulla superficie, evapora, e poi, la fotografia, ci smaschera; invece, se riusciamo a vedere davvero, il nostro sguardo entra in profondità, e torna indietro, quasi rimbalzasse dentro la profondità; allora, la cosa guardata ci restituisce lo sguardo, e si manifesta con maggiore intensità all’interno della fotografia, poiché non guardiamo un edificio, un paesaggio, ma il mondo, che, a sua volta, ci guarda. Cit.

Il mutamento interiore dell’essere umano è così grande che, davanti alla fenice o a qualsiasi fatto davvero tragico, sarebbe giusto aggiornare alcune locuzioni logore: sono profondamente commosso non ha più senso, bisognerebbe dire sono profondamente commosso in superficie. Cit.

È questo il segreto, il fascino della mediocrità, la vertigine dell’equivalente, di ciò che non permette di uscire da te stesso ma ti obbliga a sostare nel punto in cui ti riconosci, ti specchi soddisfatto insieme ai tuoi simili. Cit.
Profile Image for Massimo Monteverdi.
705 reviews19 followers
December 19, 2021
A Venezia è bruciata la Fenice. Per risorgere dalle sue ceneri c’è bisogno di qualche decina di miliardi di lire. E chi le ha dato fuoco, lo ha fatto per non pagare una penale di dieci milioni di lire o poco più. La disparità eclatante tra danno procurato e minor perdita è l’elemento chiave di questo romanzo-inchiesta che parte dal fatto di cronaca puro e, scavandoci dentro con ferrea determinazione, tira fuori un’analisi del capitalismo del nord-est lucida e disillusa, valida anche dopo un quarto di secolo. La scelta di incenerire il cantiere è semplicemente stupida: i goffi sistemi per procurarsi un alibi saltano per aria uno dopo l’altro e anche i complici, consapevoli o meno, contribuiscono a disegnare uno squallido quadretto di criminali da barzelletta. E’ vero, spesso il crimine paga, stavolta però gli manca persino il coraggio. Certo, all’autore piace lavorare sulle parole e quando si aggrappa a quella giusta l’abbraccia, la rivolta, le amplia il senso, glielo stravolge, con l’obiettivo di trovare nella pura vicenda umana la fiammella che giustifica una intera società votata al consumo mediocre e omologato. Per questo, certe lungaggini sembrano un po’ fini a loro stesse. Tuttavia, il nocciolo della questione è sviscerato con abile tensione fino alla sua conclusione, che ha il sapore della commedia all’italiana storica: quella dei Mostri, per intenderci. Ammetto, infine, di non aver capito il senso delle fotografie che costellano le pagine: puro orpello o installazione para-teatrale che siano, non aggiungono nulla al testo che accompagnano.
16 reviews
March 9, 2021
Questo libro é stato definito un ibrido. In effetti è difficile dargli una definizione. Per me è la prima volta che leggo un'opera di Giorgio Falco. Il libro racconta dell'incendio che ha distrutto il teatro La Fenice a Venezia nel 1996. Da un lato racconta la vicenda, quasi come un inchiesta, e dall'altro è qualcos'altro.
A fine gennaio 1996 il Teatro la Fenice di Venezia si dissolse in un cumulo di macerie nell’arco di una sola, terribile nottata: all’epoca dei fatti, il teatro era oggetto di una ristrutturazione pressoché totale. Enrico Carella, il "cugino padrone" e titolare della VIET, piccola ditta subappaltatrice degli interventi sugli impianti elettrici, appiccò volontariamente l’incendio per non pagare i circa 15 milioni di lire di penale dovuti per il ritardo nell’esecuzione dei lavori. E così, da quel momento per quasi metà libro, seguiamo passo passo lo svilupparsi dell’incendio, con una tensione ipnotica e crescente, fino al raggiungimento del suo culmine, il Flashover, cioè il momento di sviluppo completo dell’incendio, quando tutto brucia in maniera uniforme, all’unisono. Da qui partono le riflessioni di Falco che si innestano lungo tutta la narrazione, sull'Italia degli anni '90, dei soldi facili, miserie di un mondo in caduta e l'anestesia della coscienza e dei sentimenti. Mi è difficile apprezzarlo appieno perchè credo che, per comprendere ed apprezzare questo libro a fondo, si debba leggerlo all'interno di tutta l'opera di Giorgio Falco.
This entire review has been hidden because of spoilers.
4 reviews
July 29, 2023
Un'interessante modo di riportare la storia dietro un crimine di cui si conoscono i risultati, ma al contempo si ignorano i retroscena. Falco ha una grande capacità di aggiungere delle logiche poetiche alla vicenda giudiziaria, unendo aspetti dell'economia degli anni Novanta italiani, alla brama degli imprenditori. I personaggi vengono analizzati in maniera ravvicinati, sebbene a mio parere si poteva indugiare a descrivere di più la famiglia del "cugino padrone", o personaggi come il giudice e gli operai. I costumi dell'imprenditoria cafona sono riportati vividamente, tanto da poterli tranquillamente riconoscere nell'Italia odierna, forse, non molto diversa da quella raccontata dall'autore.
Forse alcune volte la struttura del libro, e le digressioni lunghe, risultano leggermente indigeste per una lettura scorrevole. Però anche questo rimane un parere personale che non si pone nella posizione di criticare un'autore affermato.
Profile Image for Sofia Baezzato.
9 reviews1 follower
May 12, 2022
I'm sorry for the author but this is the worst book I've ever read in my entire life.

The story is intriguing for sure but unfortunately it's filled with inconclusive and non-sense sentences. It seems like G. Falco is pretending to be a visionary artist (the photographs included endorse the hypothesis, but they are ugly to be honest).

I never wrote a bad book review because I respect the writers' job so much but this time I can't just walk away. Sorry.
Profile Image for Fabio Mologni.
178 reviews2 followers
October 29, 2020
Quando l'autore racconta la storia che titolo e descrizione fanno supporre, è veramente bravo. Peccato per le divagazioni e digressioni, che partono come corte, interessanti parentesi (letteralmente) ma finiscono con l'essere predominanti nella seconda metà del libro, perdendo il filo conduttore principale.
Profile Image for Beatrice Tibaldini.
199 reviews5 followers
February 11, 2021
Di per sé la trama e lo sviluppo non sono malvagi... ma servivano davvero tutte quelle digressioni così amplificate con il procedere della vicenda? Probabilmente no.
Per quanto riguarda gli scatti fotografici... meglio tralasciare i commenti.
Profile Image for Luigi Dal Zio.
46 reviews7 followers
October 20, 2020
A volte divaga, ed è difficile seguirlo.
Ma la storia è interessante e coinvolgente.

E purtoppo vera.
Displaying 1 - 18 of 18 reviews

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