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Le pazze: un incontro con le madri di Plaza de Mayo

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Dopo il golpe del 24 marzo 1976, le Madri argentine di Plaza de Mayo ebbero il coraggio di sfidare la dittatura, decise a ritrovare i figli scomparsi. Solo in seguito seppero che i militari avevano sequestrato e ucciso trentamila oppositori politici, ragazzi e ragazze torturati nei campi di concentramento clandestini disseminati nell'intero paese, gettati in mare con i "voli della morte". Furono le porte che si videro chiudere in faccia nei tribunali, nelle chiese, nei commissariati, a dar loro la misura del potere che le soverchiava e a spingerle in quella Plaza de Mayo dove avrebbero dato vita alla storica marcia che continua ancora oggi, ogni giovedì. L'insegnamento delle Madri, così duramente appreso, ci mostra come sia possibile, passo dopo passo, l'instaurarsi di un potere criminale mentre la vita quotidiana non smette di avere le forme della normalità, ricordandoci quanto sottile, fragile e preziosa sia la soglia che separa la democrazia dalla dittatura. Ciascuno di noi, ci dicono, ha la responsabilità di non guardare con ottusità a quello che accade, di non trincerarsi nel proprio quieto vivere, perché alla restrizione della libertà e all'intimidazione ci si abitua, fino al precipizio.

496 pages, Paperback

First published May 1, 2005

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Daniela Padoan

61 books1 follower

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Luana.
1,675 reviews59 followers
October 4, 2016
"Ci chiamavano le pazze, e qualcuno pensava che fosse un'offesa. Certo, ci mettevano dentro tutti i giovedì, e noi ritornavamo. Ci dicevano, eccole lì, le pazze. Le arrestiamo e loro ritornano. Ma noi sapevamo di essere pazze d'amore, pazze dal desiderio di ritrovare i nostri figli...E poi, perché no? un po' di pazzia è importante per lottare. Abbiamo rovesciato il significato dell'insulto di quegli assassini. Non ci offendeva più che ci chiamassero pazze. Per fare quello che abbiamo fatto, quello che continuiamo a fare, dobbiamo essere un po' pazze. La follia è importante. A volte sono proprio i pazzi, insieme ai bambini, quelli che dicono la verità."
[...]
"Furono le porte che si videro chiudere in faccia, o aperte con subdola condiscendenza per carpire ulteriori informazioni, a dar loro la misura del potere che le soverchiava e a spingerle in quella Plaza de Mayo che avrebbe dato loro il nome, a dar vita, di fronte al palazzo presidenziale, alla storica marcia che continuano da ventotto anni, ogni giovedì. [...] Rifiutando una pacificazione che eludeva la responsabilità dei genocidi e affermando che la vita non si paga con il denaro ma con la giustizia, rinunciarono al lutto. Madri non più dei singoli figli, ma simbolicamente di tutti i trentamila scomparsi, fecero della maternità una forza capace di tenerli in vita per sempre, mettendo in scacco gli assassini e i torturatori ancora comodamente annidati nelle nicchie del potere. [...] Non un racconto sulle vittime, ma un racconto sulla resistenza; la resistenza della vita sulla morte, del dar vita materno sul dar morte dei regimi".

Sono stati diversi i sentimenti che mi hanno accompagnata nel corse della lettura di questo libro: tristezza, orrore, disillusione e amarezza, ma soprattutto rabbia e ammirazione. Ammirazione per queste donne straordinarie che non sono arretrate di un passo di fronte alla violenza inaudita messa contro di loro non solo dalla giunta militare (incapace anche solo di concepire un modo di agire diverso), ma anche dalla società stessa e dalle gerarchie ecclesiastiche: non si sono fatte schiacciare e hanno continuato a sostenere la superiorità della vita sulla morte, capace di riportare in vita gli ideali dei figli scomparsi, di abbandonare la "sicurezza" delle loro case per guardare dritto negli occhi il vero volto del potere. E rabbia...che dire, come sempre, i responsabili non pagano, visto che sono agli arresti domiciliari in lussuose ville con piscina, e senza nemmeno mostrare il benché minimo segno di pentimento, costantemente convinti di aver agito per il meglio. Rabbia perché un'intera generazione di giovani è stata fatta sparire, ragazzi e ragazze di talento e istruiti, e proprio per questo accusati di essere il nemico, i terroristi, perché non si sarebbero mai piegati alle logiche del potere. Fatti sparire per arrivare a negare perfino la loro esistenza...è inquietante vedere come anche i cosiddetti governi "democratici" abbiano sentito la necessità di liquidare il più velocemente possibile la questione, liberandosi di questi scomodi fantasmi, né morti né vivi.

Non starò a raccontare quello che penso della connivenza tra dittatura e chiesa, oppure tra apparato giudiziario e potere, perché non mi va di diventare volgare, ma devo dire che la cosa non mi ha particolarmente sorpresa...lo stesso dicasi per il ruolo giocato dagli Stati Uniti: dopotutto, a quell'epoca, la dottrina del "cortile di casa" era di gran moda e ritenevano fosse loro preciso dovere, vista la loro guerra al comunismo, sostenere chiunque fosse in grado di eliminare la minaccia rossa dai paesi sudamericani. In sostanza, tutte le più grandi dittature di quel continente sono state sistematicamente supportate, anche economicamente, da CIA e FBI col benestare della Casa Bianca...e questa dovrebbe essere la più grande democrazia del mondo Occidentale, andiamo bene! E a quanto pare, anche noi bravi Italioti abbiamo giocato la nostra parte...unico dettaglio positivo, la figura carismatica dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Per non parlare dell'indifferenza che circondava gli orrori della giunta militare: la gente si voltava sistematicamente dall'altra parte e faceva finta di non vedere pur di non rinunciare ad una parvenza di normalità. La delazione era ampiamente incoraggiata e intere famiglie sono andate in pezzi per questo motivo: sogni e progetti di vita infranti di fronte alla logica della "sicurezza della nazione". Vien da domandarsi quale sarebbe stata la nostra scelta, se ci fossimo trovati noi in quella situazione...e forse potremmo non gradire la risposta.

Ci sarebbe molto di più da dire, ma mi fermo qui. E' un libro incredibilmente emozionante, anche se a tratti fa davvero male proseguire nella lettura: fa male perché ci si sente impotenti di fronte a tanta cattiveria, perché gli uomini non sembrano mai imparare dai propri errori e perché la storia sembra destinata a ripetersi ancora. Decisamente consigliato!
Profile Image for Sephreadstoo.
667 reviews37 followers
June 7, 2022
"Le pazze - un incontro con le Madri di Plaza de Mayo" è la storia di un incontro con donne formidabili che hanno saputo trarre un enorme coraggio dalla perdita di figli e figlie per portare avanti una lotta che ancora oggi non si è spenta.
#DanielaPadoan intervista cinque delle Madri per capire come hanno vissuto prima, durante e dopo la dittatura e quali sono state le battaglie vinte e perse della loro causa. Le donne provengono da background diversi eppure sono accomunate proprio da quello che la dittatura a loro tolto e proprio per i loro figli e figlie hanno imbracciato un coraggio che non credevano di avere e si sono fatte avanti, stupendosi loro per prima di come pian piano venissero poi ascoltate.

Difficile descrivervi cos'ho provato leggendolo; un misto di tristezza, orrore, rabbia. Perché non si parla solo di scomparsi e morti, ma anche di connivenza, propaganda, impunità. Le voci di queste Madri risuonano cristalline tra queste pagine e servono da monito anche per il futuro.
Profile Image for Barbara Longo.
248 reviews
October 19, 2024
Una lettura cruda, una pugnalata dritta alla coscienza.
Penso che un testo simile andrebbe adottato nelle scuole superiori e studiato come memoria storica internazionale.
Donne resilienti che con la forza della disperazione e dell’amore, nel pieno rispetto della marcia non violenta hanno manifestato la loro rabbia contro uno stato marcio, una politica marcia, una chiesa connivente.
Non solo coraggio, grande dignità e una infinita forza di non mollare mai, MAI!
Profile Image for Aomame*.
150 reviews7 followers
April 22, 2014
'Andammo io e un'altra madre e gli domandai: Santo Padre, perchè con la stessa forza con cui chiede giustizia per la strage di Bologna, non chiede giustizia per i desaparecidos argentini? Lui, anzichè risponderci, ci regalò un rosario, uno a me e uno all'altra madre. Santità, gli dissi, di croci ne ho già abbastanza, non ne voglio un'altra, e glielo restituii'
Hebe, una delle Madres. Il Papa era Karol Wojtyla.

Le Madri marciano ogni giovedì, alle 15.30
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