La ricerca delle radici della cultura europea passa anche attraverso la fiaba e la riscoperta di questo saggio diventato ormai un classico degli studi letterari. In quest’opera, per la prima volta, si avanza la tesi che la fiaba europea sia un genere letterario a sé, con caratteristiche formali che la definiscono e la distinguono da quelle di altri luoghi del mondo. Max Lüthi analizza fiabe tedesche, francesi, italiane, irlandesi, scandinave, finlandesi, russe, lettoni, estoni, ungheresi, bulgare, albanesi, balcaniche e greco-moderne alla ricerca dei denominatori comuni come l’unidimensionalità, lo stile astratto, la sublimazione e i contenuti universali. Ne emerge che le fiabe del vecchio continente sono opere di elevato rigore artistico, probabilmente concepite da veri artisti e successivamente diffuse oralmente tra il popolo. L’analisi stilistica di Lüthi, complementare agli studi strutturali di Vladimir Propp, è scritta in un linguaggio scevro da tecnicismi, ricco di esempi che schiudono davanti al lettore l’affascinante mondo della fiaba popolare europea che abbraccia una tradizione ben più vasta di quella testimoniata dalle notissime raccolte di Perrault e dei fratelli Grimm.
Max Lüthi (1909-1991) germanista, anglista e storico, a partire dal 1936 ha insegnato tedesco all’Università di Zurigo e poi successivamente è stato titolare della cattedra di Letteratura Popolare Europea. È considerato uno dei massimi studiosi di letteratura popolare. Questo libro è una raccolta di studi che vanno dagli anni Cinquanta (1947 data della prima pubblicazione) agli anni Ottanta, e si analizzano diversi aspetti della fiaba: la sua unidimensionalità, la sua mancanza di prospettiva, il suo stile astratto, il suo isolamento controbilanciato da un collegamento universale (le fiabe accadono in non-luoghi che sono però facilmente percorribili in tutta la loro vastità), la sua sublimazione dei contenuti universali, la sua funzione ed il suo significato. Gli ultimi due articoli sono poi l’uno una panoramica interessantissima sugli studi sulle fiabe emersi soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’altro un capitolo specifico agli studi di Propp. Uomo dalla vasta cultura e molto esperto del campo di cui si occupa, Lüthi coglie di essere complementare agli studi di quest’ultimo (ben motivandolo) e propone delle riflessioni e delle intuizioni semplicemente geniali come la sovrapposizione del piano reale o realistico (ma di una realtà che è propria della fiaba e non della realtà umana) con quello del numisoso, cioè per esempio dell’animale parlante che non desta stupore alcuno nel personaggio che lo incontra e che ha a che fare con lui. Altrettanto geniale è il capire che la logica della fiaba, il suo sistema di realtà che è lucido, nitido (persino nei colori, che sono sempre forti e mai sfuocati o persino negli oggetti, semplici e chiari, ad esempio: un secchio, un carro, un cane) corrisponde alla logica onirica: il protagonista è costantemente sottoposto ad un’altalena di prove potenzialmente angoscianti ma che poi vengono sempre risolte per una perfetta combinazione di aiuti esterni, combinazione che segue appunto una logica propria solo ed unicamente della fiaba che è poi quella onirica. Una raccolta eccezionale che mi sarà utilissima per i miei studi e che mi ha arricchita, spalancandomi gli occhi a nuove interessantissime ed importantissime riflessioni.
Le 4 stelle sono per il contenuto che è estremamente interessante, ma l'edizione (la mia è dell'editore Mursia, non so se ne esistono altre) è pessima, forse una delle peggiori che mi sia capitato di avere tra le mani (e tra libri universitari e libri auto-pubblicati, credetemi ne ho viste di ogni!). Il problema principale è che continuamente mancano le parole in fondo alle frasi, non sono proprio state stampate! Non so se questo sia un problema solo del mio esemplare, che magari è uscito male, o se tutte le versioni di questa edizione siano così, però disturba davvero molto la lettura.