Maria Antonietta appare oggi come il perfetto emblema della contraddizione. Nessun giudizio le è stato risparmiato: è passata alla storia come sovrana frivola e capricciosa, come donna corrotta e addirittura depravata, e allo stesso tempo ammirata come brillante seduttrice, elogiata come madre affettuosa ed esempio di determinazione e grande dignità nelle avversità. Ripetutamente oltraggiata e offesa, è assurta a icona di eroina e martire delle furie sanguinarie della Rivoluzione francese. Malgrado le feroci critiche che le furono dispensate in vita, la sfortunata regina è stata riabilitata dai posteri, che sempre più vedono in lei una donna cui sono stati attribuiti torti più gravi di quelli che in realtà ebbe e vittima di complessi ingranaggi ai quali era in sostanza estranea. La sua immagine è quindi divenuta il simbolo estremamente vivo e attuale della volubilità dell'uomo e, con lui, della stessa società moderna.
Un libro che riesce nel suo intento, essere divulgativo e sintetico. Racconta la figura di Maria Antonietta dal punto di vista storico - con date e avvenimenti - e anche con una riflessione sulle sue responsabilità e la società in cui è vissuta. L'ho trovato un ottimo libro per chi magari non sa molto di questa regina di Francia, una base da cui partire per magari approfondire con altri volumi. In questo caso mi è piaciuta la bibliografia ragionata alla fine, con anche indicata l'eventuale parzialità/imparzialità dell'autore riguardo a Maria Antonietta. Carina anche la parte dedicata alle citazioni commentate, certo sono pochine, ma considerato il volume in generale vanno più che bene (in particolare il commento sulla citazione più famosa, quella delle brioches).