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Unborn

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Lorenzo è un cacciatore di libri antichi... e un alcolizzato. La sua vita si aggira stancamente tra soffitte ammuffite, alcol, e una madre pazza affetta da deliri mistici. Ma tutto cambia quando un misterioso cliente lo invita nel paesino fantasma di Robbia, sperduto nelle nebbie piemontesi, per valutare un'inquietante Bibbia apocrifa collegata agli appunti di un professore scomparso.
Mentre lavora alla decifrazione dell'antico testo, orrende energie sembrano risvegliarsi: clochard che svaniscono nel nulla, preti che si suicidano, e una sequenza di incubi che prende a tormentarlo. Una terribile verità inizia ad affiorare: una forza oscura è in procinto di pervertire e condannare l'intera umanità...

308 pages, Paperback

Published September 17, 2020

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Christian Sartirana

24 books23 followers

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64 (41%)
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44 (28%)
2 stars
13 (8%)
1 star
3 (1%)
Displaying 1 - 30 of 48 reviews
Profile Image for Gianfranco Mancini.
2,338 reviews1,071 followers
December 30, 2021


"Va bene," risposi, felice di cambiare argomento.
Robbia si assottigliò nel parabrezza, come il ricordo di un incubo dal quale ci eravamo appena risvegliati, ma che continuava ad attendere oltre la barriera della veglia.
Ero certo che l'avrei vista ancora. E l'idea m'inquietava.
Avrei voluto dirlo chiaramente a Magagna, ma non ne avevo il coraggio.


Lorenzo Fossano è un cacciatore di libri antichi che poi rivende nella sua piccola libreria, sita nel centro storico di Casale Monferrato, in Piemonte, la cui passione per l’alcol é andata fuori controllo ormai da tempo. La vita di Lorenzo si trascina stancamente tra soffitte e cantine ammuffite, sbronze colossali, ed una madre ricoverata in ospedale affetta da deliri mistici. Ma tutto cambia quando l’anziano titolare di una ditta di spedizioni lo invita nel paesino fantasma di Robbia, sperduto nelle nebbie piemontesi, per valutare l’acquisto di una inquietante Bibbia apocrifa, collegata agli appunti di un professore scomparso.



Mentre lavora alla decifrazione dell'antico testo, qualcosa di oscuro sembra risvegliarsi e nel desolato comune di Robbia iniziano a susseguirsi misteriosi ed atroci accadimenti: persone che svaniscono nel nulla, preti che si suicidano, orde di clochard assassini che si radunano al suono d'una campana che risuona nella nebbia, e una sequenza di incubi orrendi che iniziano a tormentare lo sventurato libraio. Una terribile verità inizia ad affiorare: una forza oscura proveniente da oltre lo spazio ed il tempo è in procinto di pervertire e condannare l'intera umanità.



Unborn di Christian Sartirana é un più che godibile romanzo del terrore ambientato in un nebbioso Nord Italia piemontese da incubo, che sembra uscito dalla penna di H. P. Lovecraft, ma il cui taglio nettamente cinematografico omaggia e richiama in più di una scena anche un paio di classici capolavori del cinema horror, partoriti dalla mente geniale di John Carpenter, quali Il signore del male(1987) ed Il seme della follia (1994), Robbia é praticamente un incrocio tra Silent Hill e la Hobb's End di Sutter Cane.



Mi è piaciuta parecchio la storia, un mistero che si infittisce di pagina in pagina tra creature innominabili, culti sacrileghi, tomi maledetti, ed orrori indicibili che trasformano pagina dopo pagina la vita del protagonista in un incubo delirante e senza via di uscita, fino al suo tragico ed inevitabile epilogo, che riprende un altro classico della letteratura lovecraftiana: quello della discendenza maledetta, o della colpa ereditaria, in base a cui la prescrizione biblica “Le colpe dei padri non devono ricadere sulla testa dei figli”, non ha valore alcuno, anzi.



In Lovecraft le colpe dei padri, o delle madri come accade invece in Unborn, ricadono, sempre, sulla testa dei figli: una stirpe corrotta rimane tale a prescindere dalle buone intenzioni, ed il sangue oscuro non si lava mai, finendo sempre per essere versato prima o poi…



Purtroppo protagonista e comprimari mi sono risultati essere tutt'altro che memorabili, a parte la comparsata di Danilo Arona, mostro sacro della letteratura fantastica ed orrorifica italiana, che interpreta la parte di se stesso in una delle migliori citazioni metanarrative che abbia mai avuto il piacere di leggere, ed invece di appassionarmi alle loro travagliate e disturbanti vicende, quasi non vedevo l'ora facessero una brutta fine e si togliessero di mezzo.



Finale fulciano in un tripudio di body-horror da dieci e lode, purtroppo l’elevato numero di refusi presente nel libro, ben oltre il mio abituale livello di tolleranza, ne ha minato non poco la godibilità.

"Dal tono che stai usando, sembra quasi che ti dispiaccia."
"Ma non dire stronzate!", lo rimproverai. "E comunque nulla toglie che Le Bonne potesse essere già a conoscenza del loro contenuto. Se hanno lavorato insieme, doveva pur sapere in cosa stava immerso."
"Si, e poi ha ammazzato la moglie e se stesso per sfuggire alla follia della rivelazione. Sembra di nuovo Lovecraft!"
"Fanculo Lovecraft!"


Un romanzo che avrebbe potuto essere decisamente migliore a mio parere, ma l’autore ha talento da vendere e mi sento di consigliarne la lettura ad ogni appassionato di orrori cosmici, abomini lovecraftiani, et similia.

Tre stelle e mezzo.
Profile Image for Fabiano.
316 reviews122 followers
April 30, 2024
Oggi vi parlo di “Unborn”, romanzo Cosmic Horror scritto da Christian Sartirana e pubblicato da Acheron Books.

Ci troviamo nelle pianure piemontesi, precisamente a Casale Monferrato e dintorni. Lorenzo, giovane antiquario, trascina la propria vita tra alcolismo e rimpianti sentimentali. Le cose iniziano a cambiare quando viene chiamato da un cliente a Robbia, sinistra città fantasma, dove entra in possesso di una Bibbia apocrifa corredata da strani appunti...è l’inizio dell’ incubo.

Ciò che colpisce maggiormente di questo libro è la cura riservata all’ambientazione. Le atmosfere cupe, nebbiose, gelide sono rese perfettamente dalla penna dell’autore. Uno stile di scrittura fluido, vivo, capace di suscitare emozioni viscerali: angoscia, inquietudine, claustrofobia, paura, disagio, tensione. L’aura onirica che circonda Robbia è quasi tangibile, ne sentiamo il puzzo rancido, ne percepiamo il silenzio strisciante, mentre un cuore nero e marcio pulsa nelle profondità della terra, assordandoci. La storia creata intorno a Robbia non solo abbonda di misteri ed eventi indecifrabili, ma è anche credibile e, come una calamita, attrae e conquista il lettore. Pezzo dopo pezzo andiamo a ricomporre un quadro ricco di segreti, esoterismo, misticismo, occultismo, divinità corrotte ed esseri disgustosi. Il male ha messo radici nel Piemonte e farà di tutto per fagocitare la realtà che conosciamo.

La penna di Christian Sartirana è affilata, chirurgica, raffinata, è abile nel descrivere qualsiasi situazione, passando da un orrore disturbante e non tangibile a un orrore visivo e macabro. Un ottimo tributo a Lovecraft e “La cosa” di John Carpenter, valorizzato da un palcoscenico ben costruito e tutto italiano. Consigliato!
Profile Image for Alessandro Balestra.
Author 37 books43 followers
June 21, 2021
Guarda la videorecensione
“Unborn” parla di un paese fantasma sperduto nelle nebbie piemontesi, di gente che scompare nel nulla, di forze oscure che vivono nelle profondità della terra e di antichi riti diabolici ma non solo.
“Unborn” è una storia godibile che all’inizio gioca con il mistero e l’atmosfera, a mio parere la parte più riuscita, per poi evolvere in un horror a tinte forti con tanto di mostri e creature da incubo.
Carina l’idea di inserire tra i personaggi lo scrittore Danilo Arona nella parte di se stesso.
Profile Image for AlenGarou.
1,739 reviews134 followers
April 20, 2021
Unborn è il classico romanzo preso a scatola chiusa, un po’ per le tematiche trattate e un po’ perché è giusto dare una possibilità e valorizzare gli autori italiani, che mi è stato comunque consigliato da diverse persone… ognuna con un’opinione differente in merito.
Non sono il tipo da farmi condizionare, dato che di norma mantengo le mie aspettative molto basse, specie con autori di cui non ho ancora letto nulla, per cui ho iniziato la lettura senza troppi pensieri.
Il risultato è stato… strano.
Le atmosfere, i luoghi e quello che affettuosamente chiamo “il fattore schifo” sono stati gestiti in modo magistrale e faccio tanto di cappello all’autore. Lo stile è semplice, d’impatto e molto diretto, tanto che ci vuole poco a entrare nella vicenda e a lasciarsi condurre nella realtà grottesca di Robbia. Per non parlare poi del professor Magagna, il migliore di tutto il libro. Per essere la spalla di Lorenzo, lo sfortunato protagonista, è lui a fare la gran parte del lavoro sporco e a salvare le chiappe all’amico in diverse occasioni. Insomma, ho avuto l’ansia per lui per buona parte del romanzo dato che aspettavo che schiattasse male in qualsiasi momento.
Tuttavia, sebbene le note positive, ammetto che ci sono stati anche molti dettagli che mi hanno fatto storcere il naso.
In primo luogo, ho trovato la storia molto prevedibile (anche se questo è a causa del mio schifosissimo superpotere che mi permette di spoilerarmi da sola metà libro all’inizio) e tenuta insieme solo dall’aspetto horror della vicenda, senza contare tutte le scene che non hanno alcun senso logico con la narrazione.
Perché Raffaella sente le campane? Perché il gatto? Perché nessuno si è mai accorto dello stato di Rosa? Perché le creature uccidono le persone se servono per nutrire il Seme? Perché l’autore è fissato con gli occhi che si sciolgono, esplodono, bruciano e vengono succhiati via eppure nessuno perde la vista? E via dicendo. Essendo nata e cresciuta in una grande città non metto parola sulla gestione dei piccoli comuni, dato che non ne so nulla, ma comunque…
Anche la questione della traduzione della Bibbia e del professore viene un po’ conclusa in sordina e, per quanto i personaggi siano ben caratterizzati e realistici, li ho trovati statici nell’insieme.
Inoltre non ho capito il finale.
Cioè, posso solo ipotizzare cosa sia successo nell’effettivo, dato che c’è la sua buona dose di weird in mezzo, ma negli ultimi capitoli è stata gettata così tanta carne sul fuoco che c’è stato ben poco da salvare sulla grigia. Il che mi ha lasciata un po’ a bocca asciutta.
Aggiungo anche un mio dilemma interiore: ma se tutto ciò che tratta di “orrori cosmici” viene subito etichettato come narrazione lovecfratiana, non è una generalizzazione bella e buona?
Perché sì, in Unborn le somiglianze ci sono, ma risulta più un Silent Hill piemontese che un rifacimento all’opera di Lovecraft.
“Fanculo Lovecraft!” Cit. Lorenzo.
Sì, non ho resisito ahahaha
Comunque, lasciando i miei dubbi amletici a parte, non l’ho affatto trovato un romanzo malvagio. Come citato all’inizio, il testo si legge velocemente e cattura, ha ottime ambientazioni e atmosfere e gli amanti del genere potrebbero gradirlo più della sottoscritta. Chissà. Christian Sartirana sa il fatto suo.
Profile Image for Ro.
15 reviews18 followers
February 15, 2021
Ciò che più mi è piaciuto di Unborn sono state le ambientazioni, così realistiche e inquietanti, in un Piemonte che sembra uscito direttamente da una storia di H.P. Lovecraft - e che mi ha fatto venire i brividi all'idea di uscire anche solo in balcone col buio. Robbia sarà anche una città inventata, ma le atmosfere descritte erano p-e-r-f-e-t-t-e. Altra cosa che ho apprezzato parecchio sono stati i personaggi, che seppure dal carattere statico, si percepiscono come persone reali grazie ai dialoghi. Durante la lettura mi dimenticavo spesso di star leggendo, tanto vivide erano le descrizioni, le atmosfere e il modo di parlare dei personaggi.
Il libro in sé è abbastanza breve e si svolge in un lasso di tempo ridotto, ma si legge molto in fretta e la storia si regge in piedi da sola, senza falle e piena di plot twist che non vedi arrivare - o almeno, per me è stato così per tutta la durata del libro.
Se ho deciso di dare solo tre stelle è stato per tre motivazioni:
- la staticità dei personaggi. Lo so, ho detto che sembrano persone reali, tuttavia il fatto che Lorenzo resti lo stesso dall'inizio alla fine mi ha fatto un po' storcere il naso, soprattutto perché mi è sembrato un po' forzato il gesto che ha compiuto nel finale del libro, semplicemente perché da come era stato caratterizzato non me lo aspettavo;
- tutto l'aspetto lovecraftiano della storia è poco chiaro. Il libro è autoconclusivo, ma quando arriviamo alla fine restiamo con più domande che risposte, nonostante l'autore cerchi di dare delle spiegazioni pseudo-scientifiche dell'orrore cosmico di Robbia. Magari era voluto lasciarlo così vago, tuttavia l'ho trovata una possibilità sprecata, perché dando più contesto, più informazioni (magari tramite la madre di Lorenzo) la storia si sarebbe arricchita;
- il finale. Io, personalmente, non l'ho capito, e questo mi ha rovinato la lettura, oltre ad essere la ragione principale che mi ha spinto a mettere un voto così basso.
Nel complesso, però, Unborn è un buon libro. Ritengo che con qualche accortezza in più avrebbe potuto essere migliore, tuttavia mi sento di consigliarlo a tutti coloro che sono appassionati di Lovecraft e di horror in generale. Se cercate qualcosa che vi lasci turbati e con l'inquietudine addosso, fidatevi, questo libro è perfetto.
Profile Image for Luciano Bernaroli.
Author 13 books87 followers
November 13, 2021
Un romanzo italiano, ambientato nel nebbioso nord Italia del Piemonte.
Un mistero osceno e innominabile si presenta all'improvviso davanti a Lorenzo, il protagonista riluttante di questa avventura che ci riporta alle ambientazioni orrorifiche ed oniriche degne di un moderno Lovecraft.
Un antico mistero ottimamente articolato deve essere risolto mentre accadono strane cose alle persone che perseguitano la vita del nostro protagonista, un uomo con quell'aria da scocciato-trasandato che porta quasi inevitabilmente ad empatizzare con lui.
Mostri, terrori, città fantasma, vecchi amori e antichi, abominevoli, appetiti stanno per trasformare la vita del protagonista in un incubo ad occhi aperti.
Questo libro lo straconsiglio a chiunque voglia un romanzo dell'orrore made in Italy che ci faccia portare alta la bandiera e ci faccia tremare, temendo che sia tornato dagli Abissi il buon vecchio Lovecraft.
Christian Sartirana si presenta qui come un caposaldo della letteratura di genere italiana e ci aspettiamo davvero molto da lui!


Ne parlo QUI
Profile Image for Luca Pelorosso.
399 reviews2 followers
April 10, 2024
Ho comprato il libro a marzo 2023 e, fra una cosa e l'altra, letto solo ora. Mi chiedo come mai abbia aspettato così tanto tempo.
Devo ammettere che all'inizio ho faticato un po' ad entrare nello stile dell'autore: ma una volta ingranato ho praticamente divorato il romanzo.
L'introduzione dei personaggi perfetta, il salire della tensione pure. La chicca di Danilo Arona nel racconto è veramente top.
Profile Image for Figliadellaluna🌙.
43 reviews10 followers
January 15, 2021
"Come Abramo dovette separarsi da Isacco, altrettanto dovrò fare io. L'agnello deve essere sacrificato e il suo sangue benedetto deve scaldare il cuore del Nuovo Mondo"

Chi dice che il weird non è italiano?
Ne è la prova questo racconto.

Paesaggi neri e fumanti, strani "sogni" ricorrenti con paesaggi di rovine e una città rasa al suolo sotto un cielo nero popolato da creature orrende.
È questa l'atmosfera nel momento in cui ci si addentra in questa lettura.
Una lettura immersiva e totalizzante, pronta a catapultarti nel mondo degli incubi su carta lovecraftiani e al suo lato macabro.
In una cornice fatta di paesaggi impossibili e con la presenza costante della nebbia, si crea quella sensazione claustrofobica che ricorda tanto Stephen King, giocando sulle paure ataviche dell'uomo.

Il protagonista è Lorenzo Fossano, proprietario di una libreria di antiquaria a Casale Monferrato e una vita sottosopra: tra dipendenza da alcol e una situazione familiare delicata, aggravata dalla madre affetta da deliri mistici.
Una chiamata da un cliente, Mameli, lo porterà nelle città fantasma di Robbia per valutare alcuni libri.
Robbia è un luogo maledetto. Si narra infatti che il prete del villaggio Don Renato sia stato trovato morto buttandosi giù dal campanile e un clochard sembra essere l'unico testimone di una serie di strane scomparse legate al suono delle campane di una chiesa fantasma.

Cosa succede a Robbia?
Perché si è suicidato Don Renato?

Lorenzo scoprirà che tra quei libri si nasconde un terribile testo antico: una riproduzione di alcuni testi sacri riscritti in forma cifrata di una popolazione dedita a un culto oscuro.

Tutto sta per cambiare, antichi segreti vedranno la luce mentre un'oscura energia si sta risvegliando.


Un libro da leggere senza sosta e gli amanti genere horror noteranno i suoi continui rimandi ad altri grandi autori come Stephen King e John Carpenter nel riportare in vita mostri e antiche divinità e come in Lovecraft il terrore, la follia si manifestano sottoforma di odori acri rendendo il tutto più tangibile.

Panico e terrore puro tutto italiano. 🖤
Profile Image for Matteo.
1 review
February 14, 2021
Unborn è un ottimo romanzo: si legge tutto d'un fiato e ha il dono, oggigiorno sempre più raro, di far affezionare il lettore ai personaggi, di farlo parteggiare per loro, di indurlo a sperare che possano scampare ai mortali pericoli cui una trama spietata li espone, calandoli in un'atmosfera suggestiva che diviene ad ogni pagina più malata e disturbante. In quarta di copertina si citano Lovecraft e Carpenter, ma se è vero che l'impianto è lovecraftiano, con tanto di pseudobiblia, antiquari, professori, trame cosmiche ai danni di un ignaro genere umano, e pure le citazioni carpenteriane, mai troppo esplicite, si fanno sentire, Unborn ha soprattutto il pregio di usare tali ingredienti al servizio di una storia che ha un suo proprio sapore, una sua personalità. Il contesto, tutto italiano, trova nella sua italianità una precisa ragione d'essere e non un mero artificio letterario. Consigliatissimo a tutti fan dell'orrore cosmico che amano spaventarsi con stile, a conferma che la voce del weird in Italia è forse più un sussurro che un grido... ma un sussurro di quelli che raggelano fin nelle ossa e disturbano il sonno come uno spiffero di aria nebbiosa e sepolcrale.
Profile Image for We All.
183 reviews2 followers
May 10, 2025
Atmosfera, almeno la prima parte, da storia del mistero alla Lovecraft. Romanzo che scorre veloce come la storia di Lorenzo, mercante di libri antichi perso nella nebbia piemontese, che si troverà a confrontarsi con enigmi più grandi e antichi di lui.
Profile Image for Andrea Butini.
Author 6 books101 followers
August 14, 2021
Un buon libro d'ispirazione lovecraftiana. Mi è piaciuto molto il personaggio di Magagna, un po' meno gli altri. Interessante la parte investigativa, ma il protagonista per certe cose mi sembrava cadesse un po' dal pero. Strana la cosa del gatto: se me lo presenti nel prologo facendolo sembrare un dettaglio importante e poi gli fai fare certe cose anche dopo, non puoi lasciarmelo senza spiegazione.
Anche il finale mi lascia qualche dubbio: se l'Incubatrice lo voleva vivo ma, a quanto pare, non serviva che lui si "concedesse" spontaneamente, perché non l'ha preso con la forza? In fondo, lui non si è mai concesso apertamente perché sul finale dopo che si è tagliato la gola ha resistito e lei lo ha tirato dentro a forza. Presumo che ci sia una spiegazione anche sul perché la madre non lo ha preso prima. Nel senso, perché la vicenda si svolge ora che lui sta indagando e non prima quando magari era un bambino incapace di capire e magari più facilmente manipolabile per convincerlo a concedersi? Qual è il motivo che innesca la storia ora? Me lo sono perso io?
Nonostante questi dettagli il libro è comunque godibilissimo, se non fosse per una cosa che più volte mi ha fatto storcere il naso: ci sono davvero troppi refusi. Non ne avevo mai trovati così tanti nei libri Acheron, il che mi fa pensare che per questo libro l'editing sia stato fatto in fretta o che siano state cambiate molte in prossimità della pubblicazione.
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2 reviews
March 29, 2021
Il libro è godibilissimo (per chi ama i generi horror & gotico e limitrofi) e scorre come una lama appena affilata in un tronchetto di porchetta. L’ho letto in un giorno e mezzo, ma ce l’avrei fatta comunque in meno di ventiquattr’ore se non avessi deciso di mantenere quel che già immaginavo essere il piatto forte (il finale) per la mattina successiva. E non sono rimasto deluso.
Il giusto antipasto di un pranzo a cinque stelle è stata la copertina, la piantina di Robbia che ondeggia al culmine di un geyser di mostruosità vomitato dal sottosuolo, le stradine simmetriche, le casette stilizzate, mi ha riportato alla mente la Dogville di Lars Von Trier. Sono un patito delle cittadine strane, dalle kinghiane Derry, Haven, Desperation, Gatlin, Rock Paradise ecc… alle lovercraftiane Arkham e Innsmouth, passando per la Millgate di Philip Dick, con toccata-e-fuga a Snowfield e Moonlight Cove di Koontz. Robbia non sfigura affatto nell’elenco di località sopracitate, anzi soddisfa ampiamente le aspettative, con il valore aggiunto di essere ubicata, senza stonare affatto, in un Paese come l’Italia, dove i luoghi letterari maledetti sono relativamente più rari che altrove. Robbia è una “città sfuggita” (King dixit) le cui case sembrano abbandonate in fretta e furia, il tranquillo svolgimento della vita quotidiana troncato di netto dall’irruzione del sovrannaturale. Il senso di alienazione è accentuato dalle descrizioni sapientemente dosate dall’autore, gli scorci di palazzi e quartieri che appaiono e scompaiono dietro l’onnipresente nebbia, sembrano suggerire l’impossibilità per l’occhio umano di abbracciare il villaggio nella sua interezza, poiché, anche in assenza di foschia, il nucleo malato rimarrebbe annidato sotto un palcoscenico di banale desolazione. Tale atmosfera, poi, si estende anche nella contrada circostante il borgo, come un’orda di metastasi. Ammetto di non conoscere affatto la zona di Piemonte in cui è ambientato il romanzo (“Non ti sei perso niente” direbbe causticamente Lorenzo Fossano) e forse proprio per questo è stato più facile trasfigurarla, trattarla come se facesse parte di una realtà alternativa, o di un continente scomparso.
Ma se il paesaggio si ammanta di magia e straniamento, al contrario i personaggi sono gradevolmente concreti e ben caratterizzati, sia dal punto di vista fisico che nel loro modo di esprimersi: frasi in dialetto messe in bocca a signori di una certa età, ad esempio, o pensieri retrivi che rimbalzano nelle loro teste… ma ciò che ho trovato maggiormente realistico sono stati i dialoghi incentrati sulla dipendenza del protagonista, i battibecchi tra lui e la sua ex compagna così come le rampogne del suo grande amico, il tutto farcito dagli elementi propri della comunicazione non verbale, quelle occhiate che dicono tutto, la tensione o il modo in cui vengono compiuti determinati gesti meccanici e via dicendo.
Lorenzo (detto “Fossa”), che oltre ad essere l’attore principale è anche l’io narrante per l’ottantacinque per cento del romanzo, si dimostra la guida più adatta per orientarci nel labirinto di libri ammuffiti, leggende dimenticate o mai sapute ed orrori cosmici che fanno da fondamenta per Unborn, un personaggio che è una gustosa miscela di cinismo, competenza professionale, sarcasmo, disillusione e soprattutto fragilità, come dimostra il suo vagare nel baratro dell’alcolismo, quel so-che-mi-fa-male-ma-non-riesco-a-tirarmene-fuori affrontato in modo efficace, tanto che perfino al lettore, davanti all’ennesimo pit-stop in un bar per un bicchierino, verrebbe voglia di prendere a schiaffi il protagonista, urlandogli in faccia “Ma vuoi piantarla o no?”.
A fargli da contraltare, i due coprotagonisti: il docente Andrea Magagna , amico più anziano che in certi momenti funge anche da surrogato paterno per Renzo (specie nel provare a fargli da bussola nel tempestoso calvario interiore che lo dilania, quando alla tenaglia asfissiante della dipendenza si somma l’ossessione per la relazione finita male) è stato forse il mio personaggio preferito, ma ho trovato ugualmente buona la presenza di Raffaella, vecchia fiamma mai dimenticata di Fossa, tosta e decisionista (specie nel lanciare l’ultimatum “O me o la bottiglia”), donna in carriera ma soprattutto dottoressa, con i piedi saldamente ancorati per terra, come ci si attendere da un medico (infatti è quella che ha maggiori difficoltà a confrontarsi con l’ascesa dell’impossibile) a mio parere ha un po’ meno spessore rispetto a Lorenzo e Magagna, ma comunque resta più credibile di certi personaggi femminili usciti dalle penne di autori maschi che ho avuto la ventura (o sventura) di leggere negli ultimi mesi.
Nota stonata: la madre di Renzo, il personaggio che mi è piaciuto di meno, l’ho trovata troppo stereotipata e cristallizzata nel ruolo di sacerdotessa dannata, ma del resto non credo che si potesse fare altrimenti, in quanto rappresenta un pilastro da cui la trama proprio non può prescindere, ed il suo essere esageratamente al di sopra delle righe è funzionale a tutto il resto.
Infine, due parole sullo stile. Un linguaggio che, nei momenti di maggior tensione, si fa crudo, corporale, fortemente evocativo sia nelle scelte lessicali (in particolare gli aggettivi) sia nel bilanciamento tra similitudini e metafore, con riferimenti ad uteri, vasi sanguigni, canali digerenti ecc… crea una combinazione che si sposa perfettamente con la situazione. A tal proposito, sconsiglierei il romanzo a lettori schizzinosi o deboli di stomaco (e benché io non mi senta di appartenere alle suddette categorie, ammetto che la mia gastrite cronica si è fatta sentire più del solito mentre leggevo determinati passaggi). L’apice poi si raggiunge nell’epilogo, quando l’autore in poche frasi riesce a racchiudere, letteralmente, tutto. Il giusto coronamento al romanzo, in quanto lascia qualcosa anche all’immaginazione del lettore.
Per il resto poco da dire, ho riscontrato qualche refuso di troppo e di tanto in tanto la scelta di determinati tempi verbali all’interno di un periodo non mi ha tanto convinto, vi ho percepito come una dissonanza, ma sono dettagli che non possono guastare la piacevolezza della lettura.
In definitiva, assolutamente consigliato.
Profile Image for Andrea.
160 reviews95 followers
November 19, 2023
Una lettura interessante con dei bei picchi di sensazione di disgusto alla Stephen King, la figura della madre super tetra e raccapricciante e un mistero alla base tutto lovecraftiano ambientato in Piemonte! :D
Purtroppo però, me lo aspettavo molto più horrorifico e in tale aspetto non mi ha soddisfatto appieno...
Altra a mio parere è il finale che non mi aspettavo essere aperto (ho apprezzato moltissimo la morte di Fossa e non poteva accadere diversamente secondo me) col ritrovarsi dei co-protagonisti nello spazio a guardare la Terra.
Detto ciò, è comunque un valido romanzo, con dei bei personaggi e un mistero ben delineato con la "teoria dei coltivatori" e delle sacche malate dell'Universo molto interessante! 3 stelle
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Outis.
392 reviews69 followers
January 21, 2022
Primo romanzo di Christian Sartirana. Neogotico piemonteste lovecrafiano. Romanzo piacevole (non proprio la parola giusta!) ma l'autore può ancora migliorare molto.
Tra i punti di forza ci sono sicuramente l'atmosfera, il protagonista e la scorrevolezza. La scrittura è basica ma ci può stare. I personaggi secondari purtroppo non sono quasi per nulla approfonditi e il finale l'ho trovato un po' confuso e troppo frettoloso.
Tre stelline tendenti alle quattro.
Profile Image for Monica De giudici.
302 reviews16 followers
October 8, 2021
"Lorenzo è un cacciatore di libri antichi... e un alcolizzato."
Così recita la presentazione in quarta di copertina. E stop, fermi tutti, già mi piace, mio.

Letto in un paio di giorni, è un libro che si lascia divorare. E mentre leggevo, avevo l'impressione, pur non conoscendolo, che l'autore, attraverso il protagonista, parlasse di sé stesso.
Sarà che ormai leggo parecchie cose autobiografiche, ma a lettura conclusa ho scoperto di averci azzeccato abbastanza. Lorenzo un libraio a caccia di libri antichi, Christian Sartirana rilegatore e restauratore di libri antichi. Rapporti malsani con una famiglia particolarmente religiosa, tendenza ad affogare il malessere abusando di sostanze, dipendenza dal lavoro, ipocondrie... Leggendo qualche intervista pare che siano tutti punti in comune tra i due, seppure ovviamente esagerati nel romanzo.

Forse questo ha contribuito a rendere più realistica questa storia, assieme all'ambientazione in paesini piemontesi, ed ai dialoghi resi più locali e più frizzanti grazie a molte espressioni dialettali (oltre a diverse parolacce e molte bestemmie represse :D)

Fatto sta che Renzo, tra un disagio e l'altro (che sia la madre in preda a deliri mistici, la ricomparsa dell'ex fidanzata nella sua vita, o l'oppressione per le spese che la vita comporta e le difficoltà lavorative) un "bel" giorno si trova tra le mani dei volumi antichi e misteriosi che lo porteranno su terreni oscuri.

Ormai ci si è già affezionati ai protagonisti di questa storia, quando inizia la discesa agli inferi.
Ci sono parti di mondo contaminate, marce, decadenti, affette da una sorta di cancro cosmico che lascia trapelare forze malefiche. Uno di questi posti si trova proprio a Valenza.

Se inizialmente l'autore inquieta col perturbante, con la vecchiaia, la malattia, l'ossessione religiosa portata all'estremo, dettagli sexy in contesti sbagliatissimi, mandrie di senzatetto inebetiti che marciano come zombie guidati dal suono di una misteriosa campana... Nell'ultima parte del romanzo l'orrore si fa Lovecraftiano ed è un po' più difficile stargli dietro perché, seppur con una scrittura diretta e asciutta, descrive cose che beh... effettivamente non esistono. E quindi richiedono uno sforzo in più.

In fin dei conti, mi è piaciuta l'atmosfera, il protagonista, la scelta della terra natia come culla del male, una storia originale ma che strizza l'occhio a Lovecraft e a Carpenter. E visto che anche l'occhio vuole la sua parte, molto bella anche la veste grafica e le illustrazioni. Neo gotico Piemontese promosso!
Profile Image for deborah.reads.
223 reviews15 followers
February 11, 2021
Non sono mai stata brava in matematica ma sono sicura che se mettiamo nella solita equazione le atmosfere di Silent Hill, Stranger Things e Lovecraft il risultato sarà un perfetto romanzo di genere horror e weird che si intitola Unborn.

Lorenzo è il proprietario di un negozio di libri d’antiquariato, tra un sorso di grappa e l’altro, in quel di Casale Monferrato. Quando nelle sue mani capita un antica Bibbia apocrifa la sua esistenza prende una piega mistica e orrorifica. Come per gioco inizia ad indagare sul materiale ritrovato, insieme al professor Magagna, scoprendo che appartiene ad uno studioso polacco e che nasconde segreti di un antico culto demoniaco, con dei retroscena terrificanti, collegati al paese disabitato di Robbia.
I due protagonisti si ritroveranno anche ad essere perseguitati da incubi macabri e rivelatori che ben presto diventeranno un orrenda realtà da affrontare.
Nel frattempo Rosa, la mamma di Lorenzo è stata ricoverata nel reparto psichiatrico dell’ospedale a causa di un sospetto “incidente”.

La setta del seme costruita in maniera provocatoria e blasfema, con i suoi adepti pazzi che si prostrano ad incoraggiare questa marcia mutazione del tempo e della materia, è al centro del romanzo creando una perfetta atmosfera inquietante e malata.

Christian scrive in maniera cruda e sboccata, adatta al contesto e la narrazione risulta scorrevole e lineare. I personaggi sono descritti in maniera realistica, ognuno con i suoi difetti e particolareggiati dai dialoghi in dialetto che rendono tutto coinvolgente e appassionante.

Ho amato molto il rapporto tra Lorenzo e il professor Magagna, traspariva l’affetto e il rispetto tra i due nonostante qualche battibecco dato sicuramente dalla testardaggine di entrambi.
L’ambientazione è una vera chicca, basta con queste città straniere dai nomi tutti uguali, scateniamo l’inferno anche in Italia, ce lo meritiamo.

Una parola se la merita anche la veste grafica, la copertina rappresenta a pieno l’anima del romanzo e questo mi conquista sempre.
Profile Image for Daniela.
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January 27, 2021
Come recita la bocca dell’Inferno di dantesca memoria, lasciate ogni speranza voi che entrate. Perché è proprio qui che “Unborn” di Cristian Sartirana ci conduce, nell’Inferno.
Solo che l’inferno è vicinissimo, si trova nelle campagne nebbiose del Piemonte, nella pigra cittadina di Robbia. Lorenzo, libraio antiquario, si imbatte in una serie di quaderni e libri appartenuti ad un professore polacco scomparso, tra cui una misteriosa Bibbia scritta in caratteri bizzarri. Da qui ha inizio una serie di eventi che vedono Lorenzo e l'amico, il professor Andrea Magagna, cercare di venire a capo di un enigma che è in realtà un orrore senza fine, tra orrende creature verminose e una forza oscura pronta a distruggere il tempo e la civiltà.
⁣Ogni pagina è intrisa di atmosfere allucinanti, livide, ogni parola sembra strisciare sottopelle e divorarvi dall’interno. Un senso di claustrofobia che Sartirana costruisce meticolosamente con l’ausilio di un lessico che mi ha lasciata senza parole, estremamente vivido e suggestionante nel descrivere con disgustoso realismo tutti gli orrori della città fantasma di Robbia come fosse un immondo corpo in putrefazione, stillante ripugnanza e umori fetidi, mentre i suoi abominevoli tentacoli cercano di tiravi nell’abisso più nero. La tensione narrativa è costante e instilla nel lettore un persistente senso di angoscia e spaesamento.
⁣Ho trovato estremamente intrigante la descrizione del culto antico e perverso che si fa centrale nella narrazione, un culto dagli echi lovecraftiani (la divinità aliena foriera di caos e morte), in cui mi è parso di leggere una vena polemica e una rilettura che oserei definire blasfema nei confronti delle religioni canoniche, portatrici di fanatismo e totalizzanti nell’imporre una verità assoluta che in questo caso però conduce alla marcescenza del mondo.
⁣“Unborn” è senza dubbio una perla del weird horror italiano.
Profile Image for Sara.
19 reviews1 follower
February 3, 2021
Il protagonista del romanzo è Lorenzo Fossano, un giovane libraio di Casale Monferrato dedito all’alcol, uscito da poco da una relazione e con una madre in preda a deliri mistici. La sua vita ha una svolta quando un cliente lo contatta per dei libri e lo invita nell’abbandonato paese di Robbia, vicino a Valenza. Lì Lorenzo entra in possesso di alcuni misteriosi volumi, tra i quali una Bibbia apocrifa, appartenuti ad una persona ormai scomparsa. Da qui si dipanerà una trama ricca di colpi di scena e risvolti sinistri e inquietanti. Cosa nasconde Robbia in realtà?
“Unborn” è un mistery horror ambientato, come accennato prima, in Piemonte. La prima cosa che mi ha colpita di questo romanzo è la scrittura: diretta, moderna, coinvolgente e visionaria. Christian Sartirana ha saputo creare un mondo che rievoca le atmosfere gotiche di Lovecraft, soprattutto nella parte conclusiva, a mio avviso davvero notevole. La trama cresce pagina dopo pagina, l’orrore si fa più grande capitolo dopo capitolo, fino all’esplosione totale immaginifica e apocalittica.
Gli esseri partoriti dalla mente dell’autore sono straordinari.
Mi è piaciuta molto la scelta di ambientare il romanzo in Piemonte, e di farlo con una trama horror. Inserite alla perfezione sono anche le battute in piemontese che, a mio avviso, arricchiscono la trama e calano il lettore in questa terra, descritta in modo molto realistico.
Il protagonista poi, è caratterizzato in maniera impeccabile, è ironico, istintivo, forse un po’ sfigato, però tremendamente vero, un personaggio che subisce un’evoluzione lungo tutta la storia.
Christian Sartirana è uno dei fondatori del Neogotico piemontese, un autore originale che merita sicuramente l’attenzione del pubblico perché è una ventata di aria nuova nella letteratura di genere horror.
Profile Image for Sara Cardelli.
127 reviews6 followers
December 26, 2021
Horror autoconclusivo tutto italiano, dalla penna all'ambientazione, che ha radici nella fredda e grigia città di Robbia, dove accadono fatti inspiegabili e inquietanti
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Il protagonista della storia è Lorenzo, un antiquario di libri antichi e un uomo che affoga il suo disagio nell'alcool. Un giorno un episodio scuote la sua esistenza stantia: un cliente gli chiede di valutare una Bibbia apocrifa collegata agli appunti di un professore scomparso. Così Lorenzo si reca a Robbia e da quel momento cambia tutto. Qualcosa si muove nel sottosuolo, qualcosa di putrido e corrotto, il seme del male che cambierà l'umanità stessa
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La scrittura di Christian è una stilettata nel costato: semplice e potente, chiara ed evocativa. Ogni descrizione è così viva da farti accapponare la pelle, ogni odore è così reale da sentirlo nel naso. Il rintocco delle campane lo senti fin nelle ossa, così come la paura e il pericolo che ti scuotono l'anima 
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È una storia brutale e affascinante, dove è l'inquietudine di Lorenzo a tenerti incollato alle pagine, mentre lo segui nei meandri dell'incubo che sta inghiottendo non solo la cittadina isolata di Robbia, ma l'umanità stessa. Ti immergi nelle profondità della mente, dove tutto è macchiato di nero, grigio e rosso, dove ogni certezza vacilla e dove, alla fine, è facile soccombere anche dopo aver lottato
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È stata una lettura davvero molto intensa e immersiva, è difficile che un libro riesca a risvegliare emozioni così profonde come la paura, ma questa storia, con la potenza con cui viene raccontata, ci riesce
Profile Image for Ancoraunaltrolibro.
31 reviews5 followers
October 15, 2020
“Unborn” ha una storia davvero molto bella e che cattura tanto l’attenzione del lettore. Il libro non è lungo, conta circa 250 pagine, che a mio avviso sono state perfette. La caratteristica che più ho apprezzato è stata la presenza di scene degne di questo genere. Scrivere di queste scene non è cosa semplice perché si tende spesso ad estremizzare e questo rende tutto noioso e ridicolo, cosa che in questo romanzo non accade. Posso affermare che il libro mi è molto piaciuto. Non ho trovato nessun elemento negativo e che posso tranquillamente consigliare a tutti gli amanti del genere Horror o chi si vuole affacciare ad esso. Sono sicura che non vi deluderà.
Profile Image for Matteo Mazzoli.
302 reviews15 followers
October 8, 2020
Il lovecraftiano piemonte di Sartirana è davvero inquietante. L'atmosfera dell'intero romanzo, così come la scrittura dell'autore, permette al lettore di stare dentro al romanzo senza pause, coinvolgendo appieno nella lettura, con punte di brivido davvero interessanti, senza dimenticare un po' di sana ironia che è perfettamente incastonata nell'oscura vicenda. Davvero un bel romanzo, con un + per l'inserimento come personaggio di un grandissimo quale Danilo Arona!
Profile Image for Lenny V..
48 reviews2 followers
March 4, 2022
Horror dalla grande atmosfera e dalla trama ben costruita, con echi di Lovecraft, Carpenter e Raimi. Per chi ama le emozioni forti e le storie che precipitano in un vortice di follia e terrore. L'horror tutto italiano di cui si sentiva il bisogno.
1 review
December 4, 2021
L’architettura del romanzo è impeccabile. Il prologo è utile e innesta bene il tipo di mondo in cui si muovono i personaggi, e l’introduzione del personaggio di Lorenzo nel suo mondo ordinario è davvero efficace.
Mi è sembrato che il romanzo possa essere declinato in due drammi: quello “cosmico”, inevitabile, terrificante, che avvolge tutti i personaggi; e uno più intimo e umano che riguarda in prima persona Lorenzo. I due drammi culminano nella “metamorfosi” di mamma Rosa, figura materna e quindi implicitamente portatrice di una certa tenerezza che invece viene corrotta e diventa terribile recipiente dell’orrore.
Se il primo dramma, quello per l’appunto “cosmico” e più propriamente di genere, è stato reso al meglio, credo che nel secondo ci sia l’occasione di andare ancora più in profondità esplorando l’intimità e la psicologia del nostro protagonista, che rimane in ogni caso un personaggio che "abita" perfettamente il mondo creato dall'autore. Degno di nota anche il professor Magagna, che non può certo essere definito come semplice spalla di Lorenzo: è un personaggio ben definito con obiettivi e sogni, e non vive della luce riflessa del protagonista e non si riduce a mera funzione logica nella narrazione. Purtroppo anche nel suo caso (così come per il protagonista) la sua intimità è resa in maniera un po' superficiale. Abbiamo anche un piccolo scorcio della sua psiche, dei suoi rimorsi, della sua solitudine che però non trova espressione più ampia nel corso della narrazione, tanto che lui stesso archivia queste inquietudini pensando che se Lorenzo si uccide di alcool, lui potrà pur uccidersi di letture.
Questa giustificazione, seppur in linea con il suo personaggio, ci priva dell’ironia che proprio Magagna, che più volte invita Lorenzo a non tenersi dentro tutti i suoi problemi, preferisca poi a sua volta non condividere la sua malinconia.
Lo stile è colloquiale ma ben adatto al tipo di storia che stai raccontando: potenzia le situazioni e le rende più vere, più grintose. L’utilizzo del dialetto contribuisce a coinvolgere il lettore nel mondo della narrazione, ed è impiegato con attenzione in modo da essere perfettamente comprensibile anche a chi non conosce il piemontese.
Man mano che si procede lo stile si fa un po’ più ricercato, e si arricchisce di figure retoriche e descrizioni più eleganti. In particolare, ho apprezzato moltissimo il modo in cui è stato descritto l’orrore: spaventoso, a volte incomprensibile alla mente umana (nel pieno stile lovecraftiano), ma comunque abbastanza chiaro da permettere al lettore di visualizzare cosa stanno affrontando i personaggi. Sovente capita di leggere racconti che si cimentano di questo tipo di orrore, ma cadono nel più frustrante dei trabocchetti descrivendo tutto ciò che è fuori dall’ordinario come “incomprensibile”: sono molto felice di aver saggiato che qui non è affatto il caso, anzi. Le scene di violenza sono nitide e mai banali o splatter, e gli aspetti più morbosi e “corrotti” (la casa di mamma Rosa ma anche la sua “trasformazione”) sono resi con una prosa vivida e puntuale. Quando scatta l’ora della follia l'autore riesce mirabilmente a tenere ben salde le redini della narrazione rispettando le regole del mondo che ha creato, pur lasciando spazio alla fantasia e all’orrore.
Profile Image for Claudio De agostini.
67 reviews14 followers
November 3, 2021
Versione TL;DR:
il libro è scritto molto bene, scorre rapido ed è abbastanza breve da concludersi in un lampo. Tutto quello che deve esserci c'è, secondo me manca di omogeneità. Di essere un'unica esperienza invece che tante piccole parti distinte. E sottolineo la critica perché secondo me gli mancava solo quello per diventare eccezionale, invece di limitarsi a essere un buon libro.

Versione Logorroica:
sono tremendamente combattuto su questo libro. Ci sono parti che mi sono piaciute molto e parti che invece non mi hanno lasciato niente.
Il libro stesso può essere diviso in due, una prima parte focalizzata sui sentimenti dei personaggi e una seconda parte che è un immenso climax Lovecraftiano.
Nella prima metà sono i personaggi a tirare avanti la trama mentre si aspetta ciò che è evidente fin da subito, nella seconda parte i personaggi diventano il minimo sindacale e fiorisce il meraviglioso incubo che stava alla base di tutto.
Mi è piaciuto molto il protagonista e in particolare il suo rapporto con Raffaella: è pieno di tensione non verbale di incastri di carattere e di aspetti delle loro personalità. La debolezza carnale di Lorenzo in questo ambito è molto forte e ben rappresentata.
D'altra parte ho trovato Magagna niente più e niente meno della spalla funzionale alla trama. I loro battibecchi burberi mi sembravano estremamente artificiosi, non erano due personaggi distinti, era solo lo spettacolino della spalla che offre gli agganci per portare avanti la trama e sottolineare il carattere del protagonista, condito con finta tensione.
Il mistero inquietante alla base di tutto non è un mistero. Le indagini si trascinano prive di mordente, di risvolti interessanti. Le scene inquietanti della prima parte sono punti di sutura per ricordare che c'è un immenso orrore che sta per schiudersi.
Eppure quando finalmente arriva il rush finale è assolutamente MERAVIGLIOSO. Scritto in modo avvolgente, saturo di inquietudine e di crudezza immaginifica, ricco di ritmo. Ho apprezzato anche l'uso dell'indefinito funzionale all'orrore e del finale trascendente.

Non è che al libro manchi qualcosa, è che in alcuni pezzi c'è solo lo stretto indispensabile a svolgere la sua funzione e niente di più. Comunque un giudizio sicuramente positivo.
8 reviews
July 20, 2021
Ho scoperto questo libro quasi per caso, sfogliando i consigliati da amazon, ed è stata davvero una sorpresa interessante scoprire che è ambientato a una cinquantina di chilometri da casa mia. Chissà se si sentono così i lettori del Maine quando prendono in mano un romanzo di Steven King?
riflessioni personali a parte il libro è una rivisitazione dei classici racconti di Lovecraft, con un protagonista che si trova ad affrontare un'antica forza maligna. Le scene ricche di suspens sono descritte molto bene e l'autore si è impegnato per cerare delle cerature col giusto mix di rivoltante e inquietante, ma purtroppo i lati positivi si fermano qui. Si sente che l'autore è ancora molto inesperto, nella prima metà del libro non riesce a creare degli avvenimenti davvero coinvolgenti. il protagonista vaga per la provincia di Alessandria raccogliendo informazioni su questa "entità antica" senza particolare interesse, più che altro come hobbie, finché non è l'entità stessa a farsi aventi, dando uno scrollone alla trama, ma forse uno scrollone anche troppo pesante, perché nella seconda parte si fa tutto molto confuso. quest'entità sembra poter modificare a suo piacimento la realtà, rendendo quindi paradossale il fatto che il protagonista, in certe situazioni, riesca a sfuggirgli. Nonostante ciò, il racconto ha comunque qualcosa di interessante, e credo che darei una seconda possibilità a questo autore.
Ultima cosa, mi sono reso conto di quanto sia interessante leggere un libro imperfetto, perché quando si a che fare con un grande classico lo si affronta sempre con una certa riverenza e si prendono per buone le scelte dell'autore. Alla fine di questo libro, mi sarebbe piaciuto potermi sedere ad un tavolo con l'autore, e discutere del perché abbia fatto certe scelte invece di altre, o perché abbia deciso di costruire in questo modo i suoi personaggi. in definitiva credo dunque che sia stata una lettura stimolante, che però consiglierei solo a chi ama davvero il genere
Profile Image for Sarah (sarah_bookmagic).
13 reviews1 follower
December 18, 2020
“𝑻𝒂𝒄𝒒𝒖𝒊 𝒆 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒊 𝒊𝒍 𝒄𝒊𝒆𝒍𝒐 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒊,𝒈𝒓𝒊𝒈𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒅𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒂𝒏𝒏𝒆𝒈𝒂𝒕𝒐.𝑰𝒍 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒍𝒆 𝒏𝒖𝒗𝒐𝒍𝒆 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒎𝒊 𝒑𝒊𝒂𝒄𝒆𝒗𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒎𝒊 𝒑𝒊𝒂𝒄𝒆𝒗𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒏𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑷𝒂𝒓𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒑𝒂𝒍𝒑𝒆𝒃𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒓𝒂𝒕𝒆 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂 𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊 𝒊𝒏𝒒𝒖𝒊𝒆𝒕𝒊” 🥀

Buongiorno Readers.
Il romanzo è ambientato nel Piemonte e vede come protagonista Lorenzo Fossano che gestisce un negozio di libri antichi a Casale Monferrato.
Reduce da una relazione con Raffaella il protagonista gestisce la sua vita all’insegna di alcol e solitudine...affrontando così i suoi sentimenti verso la donna che ancora ama.
Una chiamata lo farà arrivare fino a Robbia un città fantasma dove porterà con se libri,appunti ed una sorta di Bibbia criptata con all’interno antichi testi e segreti che travolgerà il protagonista e sconvolgerà completamente le sue abitudini.
Insieme al suo amico Andrea Magagna,i due riusciranno pian piano a capire questi appunti e le verità che ne verranno fuori...riuscendo a risvegliare un energia malvagia.
Il tutto si concentrerà su Robbia dove nasconde dentro la sua terra qualcosa di malvagio che cerca di tornare e creare un nuovo mondo.
Le sue campane rintoccano DIN DON DIN DON..
Il suono riuscirà ad attirare a se l’umanità che andrà incontro ad un viale di oscurità e morte.
~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•
Lettura scorrevole e ho adorato la storia dei protagonisti,il racconto di ogni sensazione e emozione..un romanzo che riesce a traportare il lettore pagina per pagina dentro la mente del protagonista,immaginando così ogni cosa.
Attenti alle campane 🔔
Se le sentite suonare..SIETE ORMAI DENTRO L’OSCURITÀ.

Profile Image for Eddie.
263 reviews2 followers
March 16, 2025
1,5 “M- mi sono sborrato nelle mutande!”, balbettò, un sorriso pieno di orrore e imbarazzo sulla faccia.
Non feci in tempo a rispondere. Il pene andò a fuoco e prese a pulsare. Lo sperma mi riempì i boxer con un getto inarrestabile, poi mi colò sulla coscia, caldo come sangue.

...si vede che è stato scritto da un uomo.
Il libro è assolutamente quello che ti aspetteresti, volendo puoi indovinare l'intero plot al 15% (e indovina chi l'ha fatto?).
Satana si risveglia un giovedì a caso (neanche a trovare una scusa come l'allineamento dei pianeti, il compleanno del protagonista figlio di Satana, la sagra delle castagne), ci sono personaggi poco piacevoli (aka il protagonista che guarda il culo di una donna come un maniaco, un personaggio che è l'emblema del dottore bacchettone anti fumo e anti alcol, la madre che è la pazza che ha fatto un figlio con Satana e non si sa come riesce ad avere un culto, a quanto pare è molto carismatica quando l'autore non la descrive), rappresentazione solo quando i personaggi moriranno nelle righe a seguire (Satana è molto tollerante ig).

A questo punto leggete Decluna. Letteralmente la stessa trama (protagonista che ha inciuci con creature lovecraftiane in Italia) ma è mille volte meglio e la storia non è superficiale come questa. Ah, e soprattutto, lì ci sono le lesbiche. Mille punti in più.
Profile Image for Fabio R.  Crespi.
352 reviews4 followers
April 25, 2025
"La tua esistenza sembra tutto un brutto periodo che sta per finire, ma che non finisce mai".
"Unborn" (2020, Acheron Books) di Christian Leonardi ci porta tra Casale Monferrato e Valenza, in un inquietante paese fantasma, che pare non essere diventato fantasma proprio per caso.
Il protagonista, libraio antiquario, si imbatte in una bibbia scritta in modo strano e, insieme a un amico, si ritrova a indagare su faccende successe anni prima, proprio nel borgo fantasma, imbattendosi in "culti vecchi di millenni, profezie apocalittiche, sacrifici umani…". Il percorso di conoscenza del libraio, però, assume un tono decisamente più personale: il folk horror vira verso un orrore più profondo e grottesco, marcato dalla presenza di strani barboni che si aggirano nel paese fantasma, campane che risuonano nella propria testa, case ricoperte di cera e croci, incubi che esondano nel reale. E tutto sembra puntare proprio verso di lui e verso un destino già stabilito alla sua nascita.

Christian Leonardi fa parte della legione del Gotico Piemontese, che ama portarci a vivere le infezioni dei propri luoghi per dimostrarci che non ci dovremmo proprio andare da quelle parti, con buona pace dei vari enti del turismo locali. E, bisogna dare loro atto, che le loro argomentazioni letterarie risultano decisamente convincenti.
Profile Image for Pavona.
93 reviews
April 3, 2023
Stavolta voglio fare al contrario e partire subito dalle cose che non mi hanno convinta fino in fondo:
In primis la scrittura in prima persona; il 90% del libro è narrata dal protagonista stesso che ci racconta gli avvenimenti al passato, come se stesse scrivendo un resoconto di quello che è successo.. mi rendo conto che è un discorso puramente soggettivo (magari altri apprezzano la prima persona) ma io ho fatto davvero fatica all’inizio ad entrare nella storia. Non mi ha aiutata la sporadica alternanza con capitoli dedicati agli altri personaggi scritti però il terza persona, non so perché ma la cosa mi creava spaesamento come se non riuscissi ad abbinare quello che leggevo 🤔
Inoltre mi è dispiaciuto che il “libro maledetto” non abbia avuto una maggiore importanza all’interno della storia, ma sia tutto sommato rimasto un espediente iniziale.

Bene, ore che i denti ce li siamo tolti possiamo passare al resto.. se all’inizio ho fatto un po’ fatica ad immergermi nella storia, piano piano lunghi tentacoli di pessimismo ed angoscia mi hanno trascinato in un vortice dal ritmo sempre più frenetico.
Orrori cosmici che solo ad immaginarli ci fanno sciogliere gli occhi nelle orbite, si schiantano a tutta velocità con creature e scenari dal sapore Cronenberghiano e alla HR Giger, creando immagino che mi resteranno impresse probabilmente per sempre. Le pareti pulsano, trasudano pus purulenti, i corpi si fondono in estasi blasfeme, le bocche si aprono e mostrano spiragli di mondi innominabili.. e il tutto è li, a portata di mano. Basta un nulla perché la normalità si ribalti, se allunghi un braccio sei già dentro l’orrore.

Il senso di ineluttabilità è palpabile e prende a braccetto noi e il protagonista sin dalle primissime pagine (protagonista ostico, sarà quasi impossibile volergli bene, ma insomma ha i suoi buoni motivi per essere un bel cagacazzo e non sarò certo io dirveli..) mentre l’angoscia ed il magone stringono il nostro cuore in una morsa che tarderà ad andarsene anche parecchio tempo dopo la fine della lettura (sto quasi male ancora adesso mentre scrivo queste righe..).

Non mi posso ovviamente sbilanciare con dichiarazioni dettagliate sul finale, ma voglio fare i complimenti a Sartirana che ha creato un meccanismo dall’innesco lento ma la cui carica non tarda ad arrivare, montandoci di adrenalina ed aspettative, per portarci ad un finale che ci lancia direttamente nell’ oscuro spazio infinito..
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