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Oxygen

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What happens when the person who raised you turns out to be a monster? Paul Auster meets Stephen King in this poetic yet disturbing investigation into the darkest corners of human nature.

On August 12, 1999 an eight year-old girl, Laura, goes missing. Fourteen years later, long after all hope had been lost, she is found alive in a container truck. Luca is having dinner with his father, a well-respected anthropologist, when the police raids their home and arrests the man. The charges against professor Carlo Maria Balestri are extremely serious--could the face of Evil itself hide behind the mask of a renowned academic?

The nightmare doesn't end with the arrest of the abductor. In fact, his capture marks the start of wholly new, fragile lives for the people affected by his crimes. It's now Luca's turn to be held captive by his perverse father-- in a prison made not of metal but of blood, one from which it seems impossible to escape. He becomes obsessed with Laura, who seems to resume a normal life but carries inside her the weight of an unspeakable trauma. Emotionally derailed, Luca tries to connect with her, even follows her around Milan. The two became entangled in a spiral of guilt, fear, and manipulation that, at every turn, reveals the implacable pervasiveness of evil.

With prose whose power and sharpness bring to mind Truman Capote's writing, Sacha Naspini paints a harrowing, unforgettable portrait of our society and its darkest shadows.

208 pages, Kindle Edition

First published September 1, 2019

9 people are currently reading
537 people want to read

About the author

Sacha Naspini

25 books88 followers
Sacha Naspini was born in 1976 in Grosseto, a town in Southern Tuscany. He has worked as an editor, art director, and screenwriter, and is the author of numerous novels and short stories which have been translated into several languages. Nives is his first novel to appear in English.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,461 reviews2,433 followers
September 19, 2021
LA FORMA DEL DENTRO È LA FORMA DEL FUORI


"Rescued from an Eagle's Nest" cortometraggio diretto da J. Searle Dawley, 1908.

Naspini racconta un mostro. Il Mostro del Golfo.
Anzi, direi che racconta tutto e tutti intorno al mostro, tranne il mostro.
Carlo Maria Balestri è un celebre e stimato professore universitario di antropologia, i suoi testi vanno a ruba, lo riveriscono e invitano a convegni e conferenze. È vedovo, ha un figlio, Luca, che quando inizia il romanzo ha ventisette anni, la convivenza tra padre e figlio non è delle più luminose, con la morte della mamma-moglie qualcosa s’è incrinato, il professore ci prova, ce la mette tutta, ma non riesce a trovare la sintonia giusta, Luca è su altre frequenze.


Foto, anche quelle che seguono, di Sacha Naspini.

Chissà, forse dipende dal fatto che il celebre e stimato professor Carlo Maria Balestri è un pedofilo.
Ma visto come si comporta con le sue vittime, forse pedofilo non è il termine più appropriato: le sequestra, le chiude in gabbia, le osserva, le guarda, le studia come insetti coperti da una ciotola di vetro. L’insetto stecco che da il titolo al primo capitolo, il più lungo.
Capitolo dove Naspini abbraccia la voce di Luca, il figlio del mostro.
I capitoli sono sei, e la voce narrante cambia, scivola da Luca a quella della madre della vittima, poi della migliore amica della vittima: son proprio la vittima e il mostro a restare senza voce propria, senza io narrante – in questi casi Naspini preferisce un narratore esterno, che nel quinto capitolo, forse il migliore, “Aria di casa”, si avvicina molto, fino al tu, alla seconda persona singolare, rivolgendosi direttamente alla vittima, Laura.



Il romanzo parte subito a palla: prima una breve intro che sembra il dialogo di una teleserie americana degli anni che furono – poi, padre e figlio stanno cenando, sono le 8 di sera: sono per caso loro che guardano la televisione? La cena è silenziosa come al solito, sono rimasti ormai da tempo uno orfano l’altro vedovo. Non hanno effettivamente litigato, ma il padre è a disagio, succede spesso, quasi si sentisse in colpa per non aver saputo proteggere quella madre che è scomparsa da tempo. O forse è altro che lo fa sentire in colpa…
Suonano alla porta, suonano ancora: Luca, il figlio, va ad aprire.
Si trova davanti i carabinieri che lo scansano e si precipitano in casa: perquisizione immediata e arresto del padre, stimato e amato docente universitario.
L’accusa è rapimento, tortura, omicidio, occultamento di cadavere.



La prima metà del romanzo mette i brividi, toglie l’aria, è claustrofobica: sono i primi due capitoli, forse i migliori.
Quando prende la parola la mamma di Laura, la vittima, nel terzo capitolo, forse il migliore, la sorpresa è così forte che si passa da paura a dolore: un bagno immersi nel dolore. Nel vuoto.
Poi prende la parola Martina, che era la migliore amica di Laura, la vittima: un breve capitolo, forse il migliore, che Naspini affronta tutto in un dialogo a due.
Poi arriva l’ultimo capitolo, che probabilmente è il migliore, e Naspini torna al narratore esterno che ci racconta di Gavin, un bimbo americano che nella sua scuola elementare, quando ha otto anni, la stessa età che aveva Laura, la vittima…



Naspini aggiunge un nuovo capitolo alla sua avventura letteraria, che è già ben lunga. Ogni volta cambia soggetto, registro, tono, lingua, voce: ogni volta è un passo diverso. Con un coraggio che trovo piuttosto insolito nel nostro panorama letterario, che fa pensare ad altri paesi e altre latitudini. Qualcuno lo ha definito la Ferrante di Maremma: a me pare piuttosto lo Stephen King d’Italia.

Luoghi chiusi, spazi confinati, movimenti limitati, aria che manca, la claustrofobia che dicevo: chi è chiuso dentro, chi è chiuso fuori?
La scatola container era la trappola: ma una volta fuori la libertà ritrovata ha comunque un prezzo da pagare. La liberazione non è la fine dell’incubo, ci sono vite da ricostruire. Se si può fare.
Thriller dell’anima.
Anime perse.

Profile Image for Evi *.
395 reviews308 followers
December 16, 2019
Claustrofobico, intenso, doloroso.
Grande pathos.
E come una vittima potrebbe trasformarsi nel suo aguzzino.
Dentro la gabbia, fuori dalla gabbia, siamo sempre in una gabbia.
Libro che risucchia come una sanguisuga attaccata al polpaccio.
Riuscitissima prova dell'autore con l'orecchino e il piercing al sopracciglio destro.
Da leggere, e anche di corsa, il suo romanzo più famoso La casa del malcontento.
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews466 followers
December 8, 2019
Le vite rubate degli altri



Arrivati alla fine della storia viene da chiedersi quale sia la gabbia: se quella fisica e delimitata da pareti inaccessibili da fuori e insormontabili da dentro del container dove Laura è stata chiusa per quattordici anni da quando ne aveva sette, o quella priva di confini fisici e visibili in cui vivono “liberi” e non costretti gli altri protagonisti di Ossigeno.

Luca, il figlio del “mostro”, l’uomo che in una Follonica mai nominata, ma riconoscibile, in un giorno d’estate che guarda all'Elba, rapisce e rinchiude in un container una bambina continuando a condurre la sua irreprensibile vita di stimato antropologo e alternandola a quella del rapitore seriale, che in un giorno qualsiasi di quattordici anni dopo vede stravolta la propria vita dall’arresto del padre e condurrà la propria su percorsi interiori condotti al limite delle proprie ossessioni, alla ricerca di quei punti nodali invisibili che ne hanno determinato e scandito il destino.

O Anna, la madre di Laura, che per quattordici anni condurrà un’esistenza in cui per sopravvivere al dolore dovrà chiudere in una gabbia una parte di sé, archiviare il proprio passato in una scatola mentale per poi vederlo tornare a ripresentarsi e a sconvolgerle il presente.

O Laura stessa, che da quella gabbia container esce dopo quattordici anni per entrare in quella della vita reale e misurarsi con la donna sorprendente che, cresciuta in cattività, è diventata.

Ecco, al di là dell’evento che dà lo spunto iniziale al romanzo, che rimanda inevitabilmente ai terribili eventi di qualche anno fa in Austria (mi riferisco al rapimento di Natascha Kampusch e al caso Fritzl), e al di là della terribile oppressione e senso di claustrofobia che lo stesso fatto provoca, quello che più di tutto mi ha appassionata ha una componente proprio sociologica, antropologica, se vogliamo, ovvero come la manipolazione di un essere umano, costretto in condizioni limite e a reagire per trovare un modo per sopravvivere, possa diventare “qualcos’altro”, deviare da quello che sembrava o sembrava potesse essere il percorso normale (ma in fondo cos’è, poi, la normalità?) della propria esistenza, per sprigionare altre qualità, o altri limiti, o generare perversioni altrimenti trattenute o inespresse.
È sulla dorsale dunque, di questo percorso umano, che spalanca abissi interiori e che non fa da spartiacque, ma che quelle acque le mischia e le confonde, che il male si insinua e si amalgama con la vita e la sopravvivenza alla vita stessa. E in fondo, si ripete, quasi a voler dimostrare che certi traumi e certe adesioni, sono tramandate geneticamente da un individuo all’altro. Oppure che tutto, ma proprio tutto, è soltanto una richiesta di attenzione. Vediamo cosa fanno.
E come antropologi, restare a osservare come l’insetto uomo, chiuso nella gabbia, reagisce e si comporta. Ma qual è, poi, la gabbia?

Se Le Case del malcontento è una lettura travolgente (a distanza di mesi la chat aperta con delle amiche per discutere sul finale e gli scenari possibili è sempre aperta e ogni tanto torniamo a parlarne) Ossigeno è invece una lettura che si insinua lentamente, di quelle che alla fine ti lasciano senza respiro e con un gran desiderio di respirare a fondo e poter credere che quello che vedi sia sempre quello che è.

«Camminavamo su macerie impossibili. [...] Ci sono casi in cui liberare qualcuno è un peccato mortale, ti segna per sempre.»
Profile Image for Daniele.
307 reviews68 followers
August 3, 2021
Applausi per Naspini.
Riuscire a concentrare una trama così coinvolgente e personaggi così ben delineati in sole 200 pagine non è certo facile, ma lui ci riesce alla grande.
Una piccola gemma quasi perfetta.

Portavamo la stessa ferita; seppure da prospettive diverse condividevamo il medesimo dolore: era la nostra forza.

Sembra una preghiera: a forza di ripeterla non significa più niente.

Laura è al sicuro. Ha quattordici anni e in una notte è cresciuta lo stesso, anche al chiuso di una scatola di ferro. Come il fiorellino che d'un tratto è spuntato dall'angolo del container. Non l'ha fermato nemmeno il metallo: ha trovato uno spiraglio e ci si è ficcato dentro. Le cose vive funzionano in quel modo. Forse è così che deve fare anche lei: uno spiraglio. Ficcarcisi dentro.

Il meglio che la gente sa fare non è poco, anche quando gli altri si aspettano di più.

La sparizione di una figlia è un tritacarne che strappa la pelle agli amanti scelti dall’universo: chi è tenuto insieme con lo sputo è spacciato.

Lo guardavo con il cuore fuori dal cuore.
Profile Image for Federica Rampi.
703 reviews233 followers
March 15, 2023
"Senza la gabbia sei niente. Tutti credono il contrario, ma la verità è questa: non sei mai uscita da lì"

Il 12 agosto 1999 Laura,otto anni, scompare.
Quattordici anni dopo viene trovata viva in un container.
Luca sta cenando con suo padre, uno stimato antropologo, quando la polizia fa irruzione nella loro casa e lo arresta.
Le accuse contro il professor Carlo Maria Balestri sono gravissime perché dietro la maschera di rinomato accademico c’è il volto stesso del Male (sequestro di altre due ragazzine mai più ritrovate)

Ma l'incubo non finisce con la sua cattura, segna l'inizio di vite nuove e fragili delle persone colpite dai suoi crimini, come il figlio Luca che vive ossessionato da Laura che apparentemente riprende una vita normale, ma dentro ha i segni indelebili di un trauma enorme.
Emotivamente segnato Luca, il figlio del mostro, cerca di entrare in contatto con lei, la segue in giro per Milano, nota di lei cose di cui nessuno si accorge

Mentre cerca di capire il perché della devianza del padre, .(“Il punto non è che mio padre è mio padre, il punto è che sono suo figlio”. ) Laura diventa il suo ossigeno, la sua ragione per andare avanti, mentre lei, che ha conosciuto la claustrofobia della prigione, più respira la normalità della vita, più si spegne

I due sono rimasti invischiati in una spirale di colpa, paura e manipolazione che, ad ogni svolta, rivela l'implacabile pervasività del male.
Il loro presente è la gabbia da cui non riescono a uscire

"Il giorno in cui hanno liberato lei hanno richiuso me"

Ossigeno, la materia che permette la vita, è un romanzo potente che mostra le ripercussioni del male, di come ognuno diventi ostaggio del caso e della sfortuna e come non sia solo Laura a rimanere imprigionata nei ricordi.


Sacha Naspini ha la capacità di far sentire al lettore la fragilità della vita il senso di sospensione e di schiacciamento, e pagina dopo pagina è stato inevitabile per me provare empatia per Luca così come per Laura e sua madre
Ed è questa inversione di prospettiva all'intero romanzo che mette alla prova le percezioni, le certezze, sonda i territori del dolore della speranza e dell’attesa per poi ribaltare tutto.
Perché a volte tornare liberi è diventare estranei, in lotta tra distanza e ritorno.
Profile Image for Liz Barnsley.
3,765 reviews1,076 followers
May 13, 2021
Oxygen is one of the most quietly disturbing novels I’ve read this year, a contemplative and sometimes harrowing snapshot of the affect on several lives of one man’s horrific actions.

We follow Luca, who loves his father but has to reassess his whole life after his Dad is arrested for kidnap and murder. Then we have Laura who survives years in captivity and the strange half life she leads thereafter. Around these two several others circle, each suffering fallout to differing degrees.

The writing here gets right to you, the series of actions and consequences gently absorbing whilst also being horribly present. The characters are both ethereal and immediately vivid, what happens to them, their choices and what ensues over the course of the story is utterly riveting. You end up glued to the pages until the final, ironically unforgettable denouement.

The melancholy feeling that life is fragile, a passing of time that you never really grasp, is embedded into the entire narrative. Oxygen really isnt quite like anything I’ve read before and I have to highly recommend it.
Profile Image for Bookread2day.
2,574 reviews63 followers
June 24, 2021
This book is a chilling profound study of the legacy of evil. It left me shocked and sad for Lucas.

This story tells how 29 year-old Lucas is wrecked, grieving for his mother who has died and little does he know that there is more upset to follow. His father hires a housekeeper, who Lucas takes an instant dislike to. One evening while they are eating dinner the Carabinieri enter the house and arrest his 59 year-old father for the abduction, torture, murder, and concealing his victims bodies.

Lucas not entirely convinced his father could commit anything like what he has been arrested for, as Lucas can remember wanting to be a pilot and his father buying him model air craft.

Everything will change in Lucas life if his father is committed for these horrific crimes.

I have read so many stories of a girl being locked in a cage somewhere, but not one like this , the whole story is really a splendid new fictional step-up!

Frightened eight year old Laura has been locked up in a metal container that is like an iron cage and fears of her abductor every time he enters the room. The monster kept her there until she was rescued fourteen years later, where during that time being locked up from such a young age was embarrassed going through the personal things of womanhood alone in front of only a horrible man who wouldn’t let her go home.

When Laura returns home, I expected joy and happiness from Laura, finally seeing her parents again, and I assumed that equally her parents would have excited having their daughter back home. But with Laura being locked up for far too long it has caused major problems.

You may not have heard of this author Sacha Naspini but this is my honest truth it is one of the most exciting books about a young girls abduction, that I have ever read it’s such a clever story, and will stay with me for ever.

This tops my list of best reads.

Please go read Oxygen by Sacha Naspini !
Profile Image for LettriceAssorta.
391 reviews159 followers
September 30, 2019
Un aforisma di Hermann Hesse recita più o meno così: “In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele della gente normale“. Parto da questa veritiera quanto inquietante considerazione, per riflettere su come la così detta normalità non sia mai del tutto lineare, ma nasconda in sé quasi sempre una piccola scintilla, pronta a polverizzare quelle che sono le aspettative collettive sulla conformità dei comportamenti.

Il romanzo di Sacha Naspini, Ossigeno, racconta in modo vivido e implacabile la storia di un incubo che sfocia dalla normalità. Quello nel quale precipita un ragazzo ventinovenne quando un giorno, suo padre, il professor Carlo Maria Balestri, viene accusato di aver rapito, torturato e occultato un cadavere, e di aver tenuto prigioniere delle ragazzine in un container.

La voce narrante iniziale è quella di Luca, figlio del professor Carlo Maria, che con chiarezza ed estrema precisione, ritorna ai giorni passati con il padre e li rivive, illuminando con la piena coscienza delle nuove consapevolezze. Mi è piaciuto il taglio che l’autore ha voluto imprimere al romanzo puntando il focus su Luca, vittima egli stesso, oppresso da ingiustificati sensi di colpa, dalla solitudine e soprattutto dall’amara agnizione che tutta la sua vita fino alla scoperta, non è stata altro che finzione; sotto i suoi piedi, un fiume nero di menzogne, dal quale emerge la figura ambivalente di un uomo apparentemente integro e sempre presente, perfino durante la terribile malattia della moglie; un lavoratore integerrimo e stimato presso l’università, sempre puntuale nei saggi da consegnare, un padre amorevole e un lucido criminale.

Successivamente a raccontarsi sono la mamma di Laura, e Laura. Voci struggenti, che graffiano.

Sono rimasta colpita da questo romanzo, che apre la trama ad implicazioni tentacolari. Difficile non soffermarsi a riflettere. La storia è scritta in modo eccellente, tocca le corde giusteossigeno recensione dell’anima. Devo ammettere che sono una persona sensibile e questa lettura mi ha fatta più volte commuovere. Come non provare empatia e commiserazione per la povera mamma di Laura? Una donna distrutta due volte, la prima quando hanno rapito la figlia, e la seconda quando viene ritrovata quattordici anni dopo. Una vita spezzata, recuperata mai del tutto, sospesa e ingabbiata, che ripiomba in una nuova e più inquietante dimensione. Come non sentirsi a disagio immedesimandosi in Luca, il figlio del mostro? Vive attanagliato dai sensi di colpa, alla ricerca di una nuova identità, visto che il padre che ammirava e che gli somiglia, si è rivelato un maniaco. Per non parlare della stessa Laura, che plasmata dalla prigionia è diventata un fantasma, un’aliena. Un intricato ribaltarsi di prospettive, che lascia il lettore quasi senza ossigeno così come i protagonisti, che boccheggiano alla continua ricerca della conferma di non essere soli.

Questo è il minimo che posso dire su questa storia, che letta alla profondità che merita, porta a considerazioni di natura antropologica e psicologica di un certo spessore; se invece si rimane alla soglia superficiale della trama, la si apprezza comunque per lo stile impeccabile e la narrazione avvincente.

Il finale… boom!
Profile Image for Emanuela.
762 reviews39 followers
June 20, 2020
Ho iniziato questo libro dopo averne sentito parlare benissimo e quindi con grandi aspettative, ma queste sono rimaste fortemente deluse.
La prima cosa che mi viene da dire è noia!
L’idea era, immagino, quella di dare una visione innovativa e originale di un crimine ispirato a un famoso caso austriaco reale, ricreando i diversi punti di vista dei vari attori coinvolti, ma a mio parere questo viene fatto veramente male, in maniera per niente coinvolgente.
C’è Laura che è la vittima, la ragazzina rapita; c’è il professore di antropologia famoso, che è il mostro del Golfo, e che viene ad un tratto preso; c’è il figlio di lui che è assalito dai sensi di colpa; ci sono il padre, la madre e l’amica di lei, che, ognuno a proprio modo, vedono l’ esistenza sconvolta da questo tragico evento; c’è un bambino in epilogo che scopriremo che frutto malato di tutto ciò sia.
Mi sono ritrovata più volte a cercare di comprendere quale potesse essere il messaggio sotteso da tutto ciò, e per me quello principale e totalmente negativo è che indipendentemente da come vadano le cose, se ne esca comunque sconfitti, ciascuno intrappolato dall’esperimento abilmente congegnato.
E devo dire che dal punto di vista mio di donna con la mia formazione personale e professionale, è inconcepibile, come se non ci sua alcuna possibilità di redenzione.
La parte che ho trovato più interessante è stato l’esperimento di cui si intravedono i programmi e che sembrerebbe tendere alla produzione di una ragazza con capacità fuori dal comune e sviluppate in una situazione di estrema deprivazione sociale ma con tutti gli stimoli cognitivi possibili a disposizione.
Questo è molto affascinante pur considerando ovviamente che tali esperimenti non sarebbero mai ammissibili dal punto di vista etico, anche se in questo caso le possibilità che la ragazza si trova ad avere sono di gran lunga superiori a quelle offerte dalla sua famiglia.
Il punto è che però tutto ciò è solo intuibile ma non viene mai in alcun modo minimamente spiegato nè ne vengono mai peraltro descritte motivazioni e fini.
Resta tutto lì in sospeso, come per quel che riguarda cosa significhi scoprire improvvisamente di avere un parente colpevole di azioni del genere.
Sicuramente in questo caso, le ossessioni sviluppate costituiscono una ben remota possibilità tra tutte quelle che sarebbero potute essere le conseguenze di tale sorpresa angosciante.
Unico lato positivo è la narrazione del punto di vista di Laura che riesce a rendere bene sia le impressioni della bambina di 8 anni che vive una simile esperienza senza capire cosa stia succedendo, sia della ragazza adolescente, e dopo più grande, che ne affronta e vive le conseguenze sulla propria pelle, sentendosi incapace ed inadatta a vivere una vita “normale” con il reinserimento in società e che preferirebbe tornare a vivere la prigionia a cui si è abituata.
Profile Image for Romie.
1,197 reviews7 followers
August 17, 2024
This genuinely is such an addictive read, with a second half that had me gasping and rethinking the entire first half! (3.97)
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books89 followers
January 24, 2020
Quando un romanzo è molto bello è sempre difficile parlarne. Con “Ossigeno” probabilmente lo sarà ancora di più perché è quasi impossibile descrivervi la sensazione che ho provato durante la lettura.

Non è stato terrore, né angoscia. È stato piuttosto come sentirsi vuoti e senza via di scampo. “Ossigeno” è un titolo perfetto perché è proprio quello che viene a mancare al lettore, come ha perfettamente scritto Laura nella sua recensione.

“Ossigeno” è ciò che disperatamente cercano i protagonisti di questo romanzo, aggrappati a un’esistenza di cui non comprendono più il linguaggio e che inizia quando il mostro viene catturato, quando il male cessa. Cosa resta in quel momento? Come cambiano le vite degli altri, per le azioni di una sola persona?

Luca era a cena con suo padre quando i carabinieri fecero irruzione nelle loro vite. Lo stimato professore Carlo Maria Balestri ha sequestrato delle bambine. Quando l’avvocato glielo racconta, Luca non capisce. Non comprende. Chi ne sarebbe capace?

Chi potrebbe vivere sapendo di aver ereditato quell’ombra? Luca non riuscirà più a fare nulla di “normale”, spingendosi oltre i limiti.

Sacha Naspini cambia punto di vista e ci racconta di Laura, della sua progionia, della sua dipendenza da quel container. Come è possibile riuscire a vivere con tutto quel cielo sopra la testa o in mezzo a così tanta gente dopo essere rimasta al buio e da sola per 15 anni? Non si può, i sensi sono dolorosamente acuti, ogni cosa è “troppo”, appena sotto una fragile facciata.

La recensione completa qui: https://www.silenziostoleggendo.com/2...
Profile Image for La Libridinosa.
605 reviews239 followers
January 13, 2020
"Ossigeno" ci porta nell'animo scuro di un mostro, trascinandoci in un abisso di dolore, togliendoci il fiato, aprendoci le porte del dolore, dell'impossibile rinascita, del marchio che ci portiamo dietro nella vita che attraversiamo.

La recensione completa qui: https://www.lalibridinosa.com/2020/01...
Profile Image for Lia Valenti.
830 reviews57 followers
February 6, 2021
Naspini è un narratore nato.
Anche in questo libro eccelle con la sua scrittura.
Profile Image for Duncan Beattie (Fiction From Afar) .
112 reviews6 followers
May 20, 2021
Published in his native Italy in 2019 as Ossigeno, Sacha Naspini’s UK debut Oxygen is an intense story which dares to go where many crime fiction novels do not. Rather than being preoccupied with a crime or the onetime respected member of the community who has been incarcerated, it focuses on the psychological aftermath to those who have been greatly impacted by his despicable actions. In this case it is to his son and his surviving victim. The Italian magazine Leggere Dona in their review stated that “Oxygen starts where the thriller ends.” Conventionally that is perhaps the case but that should never be a deterrent; this is a gripping and very engrossing read about those left behind and how they try to maintain their lives.

The story is predominantly set in Grosseto on the Tuscan coastline in sight of the Isle of Elba although the location varies slightly as each chapter is told from the perspective of a different character. The first of these is the longest and is told in first person narrative by 29-year-old Luca. On an ordinary evening he and his father anthropologist Carlo Maria Balestri are preparing dinner when suddenly the local Carabinieri police arrive and arrest his father. The charges he faces are multiple counts of abduction, torture, murder and concealing his victims’ bodies. His arrest is due to 22-year-old Laura being found in a metal container where she has been for 14 years. Yet this is only the start of the nightmare.

The narrative starts with Luca reflecting with naked clarity and precision over his life so far. This reveals his complicated feelings for the father he loved and grew up with, particularly after his mother dies prematurely of illness during his young adolescence. He recalls the “tangible proof of my father’s integrity and strength” and how he “held the reins of our life and never let go”. Later we learn of their Romanian housekeeper her father brings to manage the household. Luca in contrast to his school friends is fed “peasant cuisine” such as rice with potatoes or meatball soup. He does retain good memories of his family visits to Elba as a child. He persuades his father to let him make a day trip to the island to meet a girl he has been writing to without being aware that his father uses that day to abduct an 8 year old girl. The guilt he feels at this realization is palpable but unjustified. While the therapist he sees regularly is convinced of his huge progress despite the abandonment and rejection he has faced from those people who he was close to.

We become aware of some of the physical characteristics that Luca shares with Carlo but later we begin to understand that he has some obsessive character traits that are also similar. While his father’s victims were unknown to him, he is aware of Laura – the girl imprisoned by his father who is discovered alive 14 years later – feeling she is giving him “the oxygen of knowing” that he is not completely alone. This remarkable chapter shows how Luca tries to reconstruct his life from the clues left by his father who the press call “the Monster of the Gulf”. Luca finally resolves to visit the small of area of land that his father secretly owned which contained the container that Laura had been confined within for so many years. Yet there are aspects of Luca’s narrative that are very unsettling and show that he has really not moved on from his father’s actions: “The point is not that my father is my father. The point is, I'm his son.”

The second chapter follows Laura from age 8 in the time immediately prior to her abduction until the time of her release. I’m loath to post spoilers from this time but it is the case that most of Laura’s suffering is psychological. She does grow accustomed to her imprisonment and realises very early into her imprisonment that her capturer is a mean person with no intentions of releasing her. She is given an education and as the time progresses we start to understand that the balance starts to alter between them as he becomes more dependent on her to sustain himself.

The focus of our attention then switches to Laura’s mother as she first has to reconcile to the loss of her daughter and starts to take “revenge on the world by destroying herself.” After 14 years to get over the trauma she wasn’t ready to start all over. She is conflicted by not feeling exuberant that she is with her daughter again. The life she had started planning has to change dramatically. We follow how she perceives her released daughter’s behaviours, in particular the peculiar ways her daughter uses to catch her breath when being in the open becomes suffocating. Indeed, what is most lacking from the book is the Oxygen of the title as you hold your breath turning from page to page. I can imagine it was a challenging translation for Clarissa Botsford but it has been translated exceptionally well, linguistically this is a smooth read without ambiguities.

Oxygen clocks in at less than 200 pages but is immensely powerful showing the deep repercussions of evil and how it is not just Laura who is imprisoned in her memories. Each has become a hostage to misfortune with lasting repercussions. There are no wasted words in a story which leads you to feel empathy for Luca as well as Laura and her mother. The reversal of perspectives within the novel will challenge your perceptions and leave you breathless long before the final revelation. Oxygen truly captures those psychological aspects so elegantly and poignantly in ways which are so often missing from thrillers and I cannot recommend this novel highly enough.
287 reviews1 follower
May 3, 2020
Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite. L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all’aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa. La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?

Quando ho iniziato a leggere questo libro sono rimasta spiazzata dal prologo. Pensavo di aver sbagliato volume. Sebbene l'abbia trovato parecchio strano, fuorviante e inopportuno ho deciso di sospendere il giudizio e voltare pagina.
Ossigeno NON è un thriller o un giallo che parla delle indagini. Ossigeno parla di ciò che avviene dopo che le indagini si sono svolte, dopo che l'imputato è stato riconosciuto colpevole e recluso. E' la storia di chi, resta fuori e deve raccogliere i cocci, è la storia del figlio del mostro e di come la sua vita è drasticamente cambiata.
L'autore alterna il racconto del presente di Luca con il suo passato, con istantanee di vita domestica: le vacanze al mare, la morte della madre, la presenza di una donna di servizio. Tutto è focalizzato intorno a rapporto di questo figlio con il padre e di come la scoperta delle sue colpe gli cambia la vita.
Sacha Naspini indaga la psicologia del suo protagonista e mostra come lentamente questi si chiuda su se stesso, come il luogo degli orrori di suo padre e la ragazza che sono riusciti a salvare diventino per lui delle ossessioni. Luca si chiude lentamente in una prigione d'aria. L'ossessione e forse il senso di colpa diventano il suo carcere.
Poi però la narrazione si sposta su Laura e su sua madre. Su come le due donne hanno vissuto questi quattordici anni e su come cercano di tornare alla normalità tra cose non dette e semplici bugie.
Quello che manca però è lo sguardo sul maniaco, sul perché si è comportato in un certo modo. Ci sono dei buchi nella trama: si parla di altre ragazze, altre sparizioni, ma rimangono come sfondo, solo per dare la patente di mostro al professor Balestri, come se già un singolo rapimento non lo rendesse tale.
Poi la storia si ferma, rimane senza un finale.
Odio i finali aperti perché mi danno l’impressione che l’autore (o gli editor) non abbia avuto il coraggio di arrivare fino in fondo. Laura si trova davanti a una scelta drammatica e tutto rimane sospeso.
L’autore non può lasciare al lettore il compito di compiere quella scelta. È anche un tradimento verso il personaggio che è stato creato, deve esserci una coerenza: vuole fare anche lei un esperimento? Cerca vendetta? Non agisce per ignavia?
E poi, mentre tu ti stai facendo queste domande ti ritrovi scaraventato da un’altra parte del mondo.
L’impressione che se ne ricava è che Ossigeno non sia nato come un romanzo, ma come un racconto lungo che poi è stato rimpolpato. Non riesco a trovarci dietro una progettazione organica. Mi è sembrato che ci fosse un grosso squilibrio tra la parte dedicata a Luca e quella dedicata a Laura, non ci sono spiegazioni per il comportamento della ragazza, nessuna indicazione sui suoi sentimenti, solo un certo compiacimento.
Purtroppo il libro si è rivelato una delusione.
Il manierismo dell’autore ci racconta, il dolore, la solitudine, l’angoscia. La racconta ma non riesce a renderla a pieno. Peccato perché la prima parte, quella dedicata a Luca, mi era piaciuta e mi aveva quasi convinta.
Profile Image for Giuls.
1,797 reviews137 followers
June 6, 2020
3 stelline non piene

Devo dire che dalla trama mi immaginavo altro, sicuramente un qualcosa di più. Invece alla fine la prima parola, e praticamente anche l’unica, che ti viene in mente per commentare questo romanzo è Bah.

Partiamo dal prologo: ecco, il prologo non c’entra davvero nulla con il resto del romanzo. Dopo averlo letto mi immaginavo che fosse uno di quei prologhi che solo alla fine avrebbero dato una risposta e sarebbero stati spiegati, un’anticipazione del resto, ma praticamente questo non avviene. Cioè, avviene, ma la spiegazione data è talmente sconclusionata da non avere senso. O forse sono semplicemente io ad essere tarda e a non averlo capito.

Escludendo quindi il prologo, parliamo del resto del romanzo. ecco, il resto del romanzo mi ha davvero mandato in confusione. Questo, infatti, sotto certi punti mi è piaciuto, sotto altri per nulla. In generale l’ho trovato abbastanza noioso, soprattutto alcune parti come la prima, quella raccontata da Luca, figlio del Mostro del Golfo, parte che ho trovato davvero tanto noiosa e prolissa e che semplicemente non vedevo l’ora che finisse. Certo, l’idea di base era anche interessante, ovvero che cosa passa nella mente di uno che scopre che il genitore, l’unico che aveva da quando era un ragazzino, è in realtà un sequestratore ed un assassino, ma il racconto non mi è proprio piaciuto, mi ha lasciato decisamente insoddisfatta. E il personaggio di Luca non sono proprio riuscita a sopportarlo, l’ho trovato una contraddizione vivente e l’ho trovato davvero molto noioso e poco interessante come persona.
Peggio ancora il punto di vista della madre di Laura. Sì, l’ho trovato un punto di vista interessante, ma allo stesso tempo ho trovato questa donna un personaggio davvero infimo ed insopportabile, proprio non sono riuscita ad entrare minimamente in sintonia con lei.
Tutt’altro, invece, è accaduto con il personaggio di Laura. Ecco, la sua storia è quella che decisamente mi è piaciuta di più, anche se avevo pochi dubbi a riguardo. Il suo è un personaggio davvero complesso, le sue azioni risultano spesso inaspettate ed è difficile comprenderla, nonostante uno si trovi nella sua mente, però questa è una cosa che attira e che ti fa venir voglia di andare avanti, nella speranza di capirci qualcosa di più, e non viceversa, come invece uno potrebbe benissimo immaginare.
La cosa che più mi è dispiaciuta è stata non trovare il punto di vista del carceriere, di cui in realtà alla fine si accenna soltanto e che compare sulla scena davvero pochissime volte. Non so, credo che avrebbe dato un qualcosa in più al romanzo capire le sue ragioni e le sue motivazioni, invece così mi è sembrato un po’ tutto troppo campato per aria.
Profile Image for Marcella Rossi.
372 reviews14 followers
December 15, 2019
Dai tempi di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde la letteratura indaga sulle persone dalla doppia personalità, una buona e una malvagia, su coloro i quali sono definiti “mostri” dalla cronaca nera.
Qui il mostro è un professore, un antropologo di fama, stimato autore di molte opere, padre affettuoso, vedovo di una donna amata. Il mostro viene scoperto mentre tiene da quattordici anni sequestrata una ragazza, Laura, che ha rapito quando aveva sei anni ed è sospettato di essere già colpevole di altre sparizioni.
Il mostro del libro non parlerà mai, quello che importa sono le conseguenze del suo agire; a parlare sono altri personaggi: suo figlio, la madre della ragazza rapita, un’amica di Laura, la stessa Laura. Nel susseguirsi dei capitoli la storia si mette a fuoco e, nello stesso tempo, molte dinamiche complesse vengono analizzate, le prospettive si ribaltano fra ipocrisia e sensi di colpa, vendetta, vite spezzate e ricostruite. Non una sola vittima e forse non un solo carceriere, tanto da non capire più chi è veramente rinchiuso, fisicamente o psicologicamente.
Il libro è ben scritto, avvincente, persino soffocante e angosciante.
Confesso di avere delle perplessità su qualche stereotipo e ancora di più sul finale, questo è uno di quei casi in cui gradirei molto parlare con l’autore per capire il suo pensiero.
Comunque una lettura interessante e davvero ricca di spunti di riflessione.
Profile Image for Federica .
234 reviews15 followers
October 9, 2019
“Ossigeno” è un romanzo molto particolare, sia per la scrittura che per la storia raccontata.

Naspini infatti in questo libro non prende tanto in considerazione la figura di chi rapisce bensì tutte le persone che ruotano attorno al rapimento. Tutte quelle persone che direttamente o indirettamente hanno subito uno sconvolgimento della vita proprio a causa dell’azione di uno squilibrato.

Di questa storia avremo diversi punti di vista. Ognuno con la proprio visione dell’accaduto ma soprattutto ognuno con le proprie conseguenze e la propria solitudine.

I personaggi ci vengono presentati e vengono caratterizzati grazie al proprio bagaglio mentale, i loro pensieri e le loro paure. Su alcuni avrei preferito si soffermasse un po’ di più, per poter capire meglio il personaggio e addentrarmi ancor di più nella sua vita. Il passato arriva a ondate come a ondate è tutto il romanzo. Tra ricordi, attimi e sensazioni che arrivato come flash back e che spesso ci raccontano una persona che ormai non c’è più, spazzata via da un’azione terribile. Ed è proprio questo tipo di narrazione che rende questo romanzo claustrofobico e ansiogeno.

Lo stile di scrittura è ipnotico e coinvolgente e ci porta a un finale destabilizzante e per quanto mi riguarda anche piuttosto inquietante. Se vi piaccioni i romanzi insoliti e psicologici mi sento senza ombra di dubbio di consigliarvelo.
Profile Image for Anna Giovane Reader.
247 reviews19 followers
January 7, 2020
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, Ossigeno non è un romanzo che focalizza la propria attenzione sul responsabile della vicenda, il cosiddetto Mostro del Golfo, anzi, lo stesso viene posto quasi in secondo piano per porre i giusti accenti su quello che può essere considerato il vero e proprio protagonista: il dopo, quello che resta dopo una tragedia di una gravità immane e come questo male vada ad intaccare e ad amalgamarsi alle esistenze dei sopravvissuti, tenuti insieme anche se da prospettive diverse.
A farne le spese sono le anime incrinate di coloro che, capitolo dopo capitolo, in un alternarsi di voci interne ed esterne, si raccontano al lettore, spogliati di ogni corazza.

Recensione completa sul blog: https://appuntidiunagiovanereader.blo...
Profile Image for Diana.
471 reviews58 followers
July 22, 2022
I’ll admit it, this went over my head a bit.
The first part of the book is very intriguing: we follow Luca whose father gets arrested for murder and kidnapping one day out of the blue, triggering a crisis of conscience in his son. Luca starts seeing his entire childhood through the prism of what he learns of his father’s psychopathic double life and at the same time descends into the same kind of madness (or is it?) his father had, by stalking his surviving victim.
We then flip POVs and follow said victim, Laura, through her 14-year captivity and find out that she has been psychologically wrecked by Luca’s father’s mental conditioning (understandable), becoming a kind of psychopath herself.

If the book had stayed on this track this could’ve been a great, terrifying read, but unfortunately it then adds Laura’s mother’s viewpoint, which in my opinion added nothing to the story and only served to disrupt the atmosphere of dread that had been building up throughout Luca’s and Laura’s chapters. Sure, it showed how hard Laura was finding it to come back to “real” life and how odd she was, but we could’ve seen that through her own POV. I skimmed through most of this part, hoping we’ll get back to the real focal points of the story.
There’s also a random intermezzo with Laura’s childhood best friend and that extremely weird final chapter (if anyone can explain the purpose of it to me, please do! I’m still confused lol).

All in all, this was a short book that felt much longer and not necessarily in a good way. I wish the author had kept his focus on Luca and Laura, then it would’ve been a great thriller.
Profile Image for Alexandra Miles.
8 reviews
July 29, 2022
Very confusing to be honest, I found it so difficult to get into. I wanted to love it, found it very fast paced too. I was interested in the chapter about Laura and when she was abducted, I read that quite quick. I like how each chapter was a different character. I liked the concept but I didn’t enjoy it as much as I would have liked :(
Profile Image for Lorenzo.
189 reviews3 followers
April 21, 2024
Belle le atmosfere create, bello l'intreccio, belli i diversi punti di vista. Finale un po' frettoloso
Profile Image for Bagus.
477 reviews93 followers
April 29, 2021
On October 6, 2013, everything changed in the life of Luca Balestri with the arrest of his father, Professor Carlo Maria Balestri over the charge of abduction. Fourteen years previously, the eight-year-old Laura disappeared during the summer. She was nowhere to be found. When the police tracked her whereabouts, she has transformed into a twenty-two years old fine woman who integrates well into society, uses her iPhone seamlessly as though fourteen years of isolation inside a container did not surprise her about the advancement of internet technology. The story seems unbelievable to happen in real life, as this sounds like an unlikely social experiment.

Through his novel, Sacha Naspini provides a unique analysis of the nature of crimes, seen from the family of the criminal (in this case, Luca Balestri), as well as those of the victim (the mother of Laura and the childhood friend of Laura, Martina). The problem is that the reappearance of Laura after fourteen years has caused many disruptions to those people. Luca is forced to rewrite the narratives and the memories of his loving father who is a model professor in anthropology into some kind of psychopath. Laura’s mother who has found a new life with her new partner, Danielle, is suddenly forced to make a room for the now-adult Laura in her household.

There are many ways the present moment could change the past, by uncovering new facts that used to be censored. After learning the harsh fact of his father’s secret, Luca is forced to accept the fact that he is the son of a psychopath (and possibly a murderer too). There’s a lot of regret in his confession, as the date of Laura’s abduction coincidentally is also the day when Luca left for Elba to meet her summertime love, Angela, who turns out to have a new boyfriend there. One single instance changed everything in his life, and he was in turn being held prisoner by his father’s crime. He got obsessed with Laura, tailing her across Milan, stalking her on Facebook, and even went so far as to make appointments with Laura’s therapist.

I think this novel is a good illustration of the complexities of human nature, by taking it using an extreme case of abduction. When cases of abduction did not make it into the discovery of the victims and the criminals, it only becomes statistical data in a report compiled by local police authorities. But the discovery changes everything, as it exposes the individuals behind the crime. We can learn the minds of both the criminals and the victims, also how the crimes affected their lives from that. According to knoema.com, the kidnapping rate for Italy was 0.3 cases per 100,000 populations in 2018. This number is significantly lower when compared to Belgium whose rate was 10.3 cases per 100,000 populations. However, it has made me rethink again about the nature of crime and how the guilt is felt sometimes even by those people not directly associated with the crime (the family of both the criminals and the victims who are actually not responsible for the crime itself).

Professor Carlo Maria Balestri in this story follows the usual archetype of a mad scientist, who follows an unethical route to discover facts due to his unsettling personality traits. He leads a double life in this story, as illustrated by Luca’s description of his life from his teenage life into adulthood. Do geniuses tend to have something wrong with their brains? Dr Hannibal Lecter in the Hannibal series also follows this trajectory in his super-calm demeanour as he executed his victims. I forgot where did I read it, but there’s this nice description of how criminals see their victims as no different than a sheet of paper (maybe I read it in one of the Lecter series). To them, slitting the throat of their victims is no different from tearing a sheet of paper. But that maybe should be saved for further discussion.

'Are criminals capable of feeling affection?'
'Yes, they can.'

Thanks to Europa Editions for providing the electronic advance reading copy through NetGalley.
60 reviews2 followers
August 2, 2024
“Ossigeno” è un libro molto inquietante. Prima di leggerlo non conoscevo l'autore, è stata la copertina ad ispirarmi e la seconda di copertina a convincermi definitivamente a fare questo acquisto. Il viaggio che propone questo libro è sia nel tempo che nello spazio e alla fine lascia senza fiato, dalla paura e dallo shock. Conosciamo inizialmente il personaggio di Luca, figlio del famoso Carlo Maria Balestri che si rivelerà poi essere il mostro del golfo. Sin dall'inizio, da quando viene raccontata la storia di Luca, ho capito che sarebbe stata una lettura molto scorrevole. Si tratta di uno stile semplice, che non richiede particolare attenzione, ma allo stesso tempo potente, pesante e denso di significato. Infatti più andavo avanti con il libro e più facevo fatica a staccarmene, come se fosse un climax. Devo dire che inizialmente i continui salti temporali, presenti non solo nella storia di Luca, mi confondevano ma andando avanti tutto ha cominciato ad avere senso e quasi non me ne accorgevo nemmeno. La parte più spaventosa probabilmente è stato il capitolo che racconta della reclusione di Laura. Anzi, quello che spaventa di più è il dopo, quando a narrare è sua madre. Quello fa venire i brividi. Viene raccontato in una maniera che non è né troppo esoterica né troppo concreta, lasciando al lettore quella parte di immaginazione (spaziale principalmente) che rende il tutto estremamente verosimile. Il capitolo finale è molto particolare, per quanto mi sia piaciuto sono abbastanza combattuta sul mio giudizio su di esso. Inizialmente risulta forzata l'idea di far finire assieme i due protagonisti ma in realtà, analizzando sia i fatti che la loro risposta ad essi, capisco perché ciò sia accaduto. Tra l'altro il titolo del suddetto capitolo è “un'ipotesi di futuro”, come se l'autore stesse dicendo “io ho pensato a questo, però potete immaginarvela come volete”, il che è interessante. Venendo al dunque, proprio non ho capito come quei due abbiano fatto a sposarsi, trasferirsi ed avere un figlio senza che Laura scoprisse la vera identità di Luca. Il che tra l'altro non quadra con ciò che è successo quando entrambi si sono ritrovati al container, quando lei ha chiuso dentro lui. Questa azione mi fa pensare che lei sapesse chi fosse lui e per questo non mi torna la logica dell'ultima scena, in cui lei rivela a lui di sapere tutto come se fosse la scoperta del secolo. Nonostante questo problema, che probabilmente è mio, di comprendonio il libro mi è piaciuto moltissimo, sia per la storia che per il tipo di scrittura. Sicuramente prenderò altri libri di Naspini e altrettanto sicuramente questa storia mi rimarrà impressa per un bel po’. 
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Elisa.
242 reviews6 followers
March 24, 2020
Laura, otto anni, scomparsa nel 1999 viene ritrovata in un container nel 2013 e di anni ne ha 22. Luca si vede portare via suo padre dai carabinieri durante la cena e scopre così che la persona che lo ha cresciuto è in realtà un mostro. Questo libro racconta la storia di quelli che restano.
È un thriller diverso dal solito. Non ci sono dettagli e particolari delle condizioni di prigionia. Non ci sono dettagli e particolari delle azioni o dei pensieri del rapitore.
L’autore ci mette davanti alle persone che gravitano intorno al rapimento, alle sue conseguenze sulle loro vite e sulle loro menti. Ci racconta il punto di vista di Luca, il figlio del rapitore. Come deve essere vedersi crollare l’unica certezza che ci è rimasta nella vita? Scoprire che la persone che ti ha dato la vita è uno che la vita la ‘toglie’. L’autore è riuscito secondo me a rendere benissimo le ripercussioni che si possono avere. L’instabilità, la ricerca di motivazioni, la paura ed in qualche modo il retaggio che può rimanere. La fine del rapimento di Laura coincido con l’inizio della fine per molte altre persone. La mamma di Laura che è vissuta per anni con il fantasma della figlia scomparsa che si trova a convivere poi con un altro tipo di fantasma, quello della mente. L’amica d’infanzia di Laura che si porta dietro un senso di colpa sempre più grande che la intrappola quasi allo stesso modo della bimba scomparsa.
Laura stessa, la sua prigionia, l’elaborazione del rapimento, del perché... il ritorno alla normalità e tutte le conseguenze che ne comporta.
Gli eventi ci vengono così raccontati poco alla volta da loro, con la loro percezione dei fatti ed i loro risvolti personali.
La scrittura è semplice e fluida. Ci fa entrare in tante menti diverse ma che sono tutte collegate da un filo sottile.
L’autore ci permette di conoscere tutti i personaggi ottimamente, attraverso i loro pensieri, le loro sensazioni ed il loro modo di ‘respirare’.
Mi è dispiaciuto non conoscere mai direttamente il carnefice, scoprire i suoi pensieri. Lo conosciamo solo attraverso il racconto degli altri e per quanto risulta ben fatto mi sarebbe piaciuto ci fosse anche questo punto di vista.
Il libro non è mai scontato. Inizi a farti un’idea che poi dopo pagine viene ‘smentita’ e più si va avanti più colpi di scena e azioni inaspettate prendono vita.
Difficile riuscire a dire altro senza fare spoiler! Leggetelo!
Profile Image for Sara Prearo.
194 reviews4 followers
April 16, 2020
"Ossigeno" di Sacha Naspini

Pagine 211

Laura ha 8 anni quando viene rapita, 22 quando viene ritrovata e liberata.
Il suo carceriere è uno stimato professore di cui la seconda vittima altri non è che suo figlio.
Luca si ritrova chiuso nella gabbia genetica che lo contraddistingue dagli altri etichettandolo come il figlio del maniaco, una gabbia che a differenza del container in cui è stata rinchiusa Laura non ha vie d'uscita.
Laura intanto ha ripreso a vivere. È una ragazza normale, almeno apparentemente, è educata e molto intelligente, al passo con i tempi nonostante la reclusione. Laura ha un solo "difetto": di tanto in tanto ha bisogno di rinchiudersi da qualche parte, ricreare la sua gabbia per avere la sua boccata di ossigeno.

ATTENZIONE LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER.

La prima cosa che colpisce in questo romanzo è la difficoltà del lettore nel catalogarlo in un genere preciso. Io, leggendo le recensioni in giro, mi ero convinta di stare per leggere un thriller ed è questo il motivo principale per cui nella prima parte del romanzo sono rimasta perplessa chiedendomi cosa stavo leggendo e dove l'autore volesse andare a parare. Superato questo punto, tuttavia, "Ossigeno" è un romanzo che si fa leggere tutto d'un fiato come in apnea.
Il merito non è assolutamente attribuibile solo allo stile scorrevole e il ritmo incalzante.
Infatti la particolarità di questo romanzo è che è strutturato come un grande puzzle dove pian piano, con maestria, l'autore va a ricostruire le vicende incastrando ogni volta un piccolo pezzo in più.
La storia è strutturata sotto molteplici punti di vista: entreremo nella mente di Luca, poi in quella di Laura, in quella di sua madre e nella mente di Martina, per poi tornare di nuovo nella mente di Luca e Laura.
Ognuno ha la sua storia, che va ad intrecciarsi a quella degli altri, ma soprattutto ognuno ha la sua gabbia.

"Chi ha rinchiuso chi?"

Questa è la domanda giusta da porsi in tutto il romanzo.
Vittima e carnefice si alternano in maniera sistematica per tutto il racconto perché è sbagliato vedere una vittima solo in Laura.
È questo il motivo principale per cui credo che non venga esposto il punto di vista del professor Balestri.
Una bella scoperta nell'ambito degli autori italiani.
Ho voglia di leggere altro di questo autore che mi ha rapita a poco a poco e sicuramente, dopo aver metabolizzato questa storia e ripreso fiato, lo farò.

🌟🌟🌟🌟🌟/5
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Profile Image for Marina _Paginiamo_.
147 reviews3 followers
May 25, 2020
Cosa può succedere nella vita di un ragazzo che di colpo si rende conto di essere figlio di un sequestratore?
Cosa può provare una bimba di 8 anni che viene rapita e reclusa per 14 anni in una gabbia di ferro?

Ecco la storia di questo libro che grazie ad una narrazione da più punti di vista, ci racconta cosa si prova a vivere queste tragedie.

A Luca viene sbattuta in faccia l'atroce scoperta che il padre, lo stimato antropologo Carlo Maria Balestri, ha tenuto segregate almeno tre bambine, una delle quali, Laura, viene liberata dopo 14 anni di prigionia.
Laura racconta la sua esperienza, la reclusione, l'iniziale ribellione nel confronti del suo aguzzino che non le ha mai rivolto la parola e non l'ha mai toccata e la finale accettazione della sua condizione.
Un dramma condiviso che si incrocia al punto che non si capisce più chi stia imprigionando chi.

Un Luca devastato dai sensi di colpa e dalla paura che il gene del male sia presente anche in lui, e una Laura che riprende in mano la sua vita come se fosse apparentemente normale.

Ma abbiamo anche il racconto di Martina, la migliore amica di Laura, che prova sensi di colpa ripensando a quel pomeriggio di agosto del 1999 e la madre di Laura che sembra non capire cosa stia succedendo e dopo i primi anni vi vita di Laura passati a non essere una madre, si ritrova 14 anni dopo a doverlo fare con una giovane donna che ha subito un trauma importante.

Boh, non so bene cosa pensare di questo libro e anzi, ho quasi il timore di non aver capito fino in fondo il finale. Sicuramente la scrittura è scorrevole e l'autore ha la capacità di coinvolgere il lettore e tenerlo attaccato alle pagine, ma mi aspettavo qualcosa di diverso. La parte che più mi è piaciuta è stato il punto di vista di Laura e la sua prigionia. Per quanto riguarda Luca, ho apprezzato che si prendesse in considerazione ciò che può vivere un ragazzo a scoprire che il padre ha sempre avuto un segreto così grande, che sia stato capace di commettere un tale atto terribile, ma forse mi è sfuggito qualcosa del suo carattere.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Meshua Arcieri.
586 reviews19 followers
June 26, 2020
Questo libro mi ha lasciato un grande senso di disappunto addosso. Ne avevo sentito parlare come di un capolavoro, un libro che colpisce dentro e ti toglie il fiato.
Purtroppo questo non è successo con me, cosa che accade spesso quando leggo libri di cui ho sentito parlare solo che bene.

Ho trovato la trama molto debole, non sono riuscita a leggere una storia con un filo logico. Per me la storia non era presente, ho letto tanti episodi messi insieme che alla fine non mi hanno fatto arrivare a nulla. Non ho capito il senso logico della parte iniziale e delle parti dopo... avrei preferito che ci fosse stata una parte iniziale più lunga in cui poter conoscere i personaggi, così da poter apprezzare meglio la seconda parte.

La parte centrale è quella che ho preferito alle altre, in quanto ho potuto conoscere Laura e assistere a quello che ha dovuto vivere prima - durante - e dopo. Anche qui però avrei preferito che fosse stato trattato diversamente... non sono riuscita ad entrare in sintonia con lei, l’ho vista molto distante e fredda dal punto di vista emotivo. Non mi è venuto da immedesimarmi con lei ne con Luca, a differenza di quanto mi accade solitamente. Non mi è venuto da provare sentimenti negativi verso il professore, come invece avrebbe dovuto accadere. Non ho trovato spiegazioni a quello che ha fatto, così non ho potuto provare altro che confusione.

Anche il finale l’ho trovato sconclusionato, senza capo né coda. Ho intuito di chi si parlasse, ma non ho trovato un senso a quello che ho letto.

In conclusione posso dire che è stato una grande delusione🥺

Profile Image for Paul Johnston.
75 reviews2 followers
January 1, 2023
It's great to read literature from other countries, not just ones written in English. Although I can read German and Spanish, I was reliant on the English translation of the Italian, a very good one, albeit I would have preferred British English over the American.

For a long time this had 5 stars nailed on, it was a book I couldn't wait to read each night, I even took it to the dentist's waiting room and the tennis club! Very original and very tense in places, just downright intriguing in others. Unusual for sure. A clear reference point would be the Josef Fritzl case in neighbouring Austria, but there are few similarities with that in actual fact.

The reason for downgrading by one star: the last two chapters, which one or two other reviewers have had similar reservations about, were unnecessary in my opinion. We (the readers) were engrossed in the main story and needed no fanciful digressions. I also agree with those who say that the Luca and Laura chapters were by far the best (each chapter has a different point of view).

Not a book I will forget easily and well worth your time.
Displaying 1 - 30 of 90 reviews

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