La sofferenza, la sfida, è quella della ricerca della propria identità. Play with Fire è un'autofiction erotica nell'accezione più ampia, il diario disegnato di una vita che gioca col fuoco, con le convenzioni, al di là dei generi, tutti: Nicoz racconta i primi dubbi, il coming out, il percorso di genere, l'amore e il sesso con le ragazze in un viaggio iniziatico fatto di consapevolezza, in una narrazione liquida, libera e ricca di humour.
Sarebbero 5 ma 4.5 stelline solo per la difficoltà di lettura di molti testi e alcune pagine, che non aiutano chi ha qualche difficoltà o disturbo visivo e di lettura. Ma NICOZ sempre nel cuore dal 2006
Bellissimo 😍 Ho amato tutto di questo libro, mi ci sono rivisto tantissimo. Non metto 5 stelle per la leggibilità dei testi, ma sul contenuto non ho nulla di negativo da dire. Ho apprezzato tanto anche lo stile di disegno di Nicoz.
Penso che una delle cose che ho apprezzato di più è proprio il fatto di aver raccontato il suo percorso di scoperta ed esplorazione di persona queer in modo così aperto e onesto (penso). Ci sarebbe bisogno di più narrazioni di questo tipo, in cui si va a scavare nella complessità della comprensione di sé stessi, senza che questo venga descritto in modo eccessivamente drammatico (o il contrario).
Voglio tatuarmi questo libro, si può? Posso solo dire che mi ha preso e stritolato il cuoricino nel migliore dei modi. Ci sono così tante cose che vorrei dire ma che non riesco a esprimere.... Solo, leggetelo. Perché vi farà bene. Perché lottare con se stessi e non amarsi per ciò che si è è difficile, e dover lottare tra ciò che si vuole e ciò che ci viene richiesto dalla società lo è ancora di più. Tanti cuori per Nicoz.
Les interrogations souvent compliquées, douloureuses et sans fard d’une personne qui remet en question son identité sexuelle et de genre. J’ai aimé cette approche complexe et sans tabou.
Ma le sirene sono maschi o femmine?🧜🏻♀ «Che poi che cosa ci definisce in quanto maschi o femmine, che cosa definisce il nostro corpo? Basta soddisfare certi requisiti per vedersi attribuire la medaglia al valore del genere desiderato?» A 35 anni, con una figlia e un matrimonio fallito alle spalle, Nicoz decide finalmente di indagare su ciò che l'ha sempre legato al mondo LGBTQ+, di accettarsi, conoscersi e imparare ad amarsi. Inizialmente riconosce di essere lesbica e che non è mai troppo tardi, che non importa quanto si tenti di nascondersi perché la verità verrà sempre a galla con forza e prepotenza portandoci ad una semplicissima e all'apparenza innocua domanda “Io chi sono?”. Ed è proprio così che, spinto dalla necessità di capirsi, definirsi e di far parte di qualcosa, Nicoz comincerà a dubitare della sua identità di genere e a fantasticare su come sarebbe bello essere uomo, a vedersi in quei panni e a realizzare finalmente, ma non senza timori e paure, che ciò lo renderebbe felice. Parlando di avvenimenti di vita quotidiana, Nicoz riesce ad affrontare i temi più disparati: dal coming out con le reazioni delle persone sempre pronte a giudicare e dispensare saccenti consigli, accompagnato da una grande sensazione felicità e dalla consapevolezza che “sticazzi di quello che pensano tutti!”, alle relazioni tossiche e soffocanti e alla concezione sbagliata di dover cambiare per amore ma anche il bisogno di essere amati per ciò che siamo. Parlare di sé non è mai facile ma Nicoz riesce a mettersi completamente a nudo, come se stesse scrivendo un diario per esorcizzare il dolore, mascherando con ironia e con il suo “essere cancro” tutte le sue insicurezze, i suoi dubbi e le sue ansie da cui derivano la paura che tutto possa andare storto e l'autosabotaggio. Leggendolo vi sembrerà di ritrovare parte di voi, anche se non state affrontando la stessa cosa. Tremendamente queer e dirompente, Play with fire è un viaggio doloroso e tortuoso alla ricerca di sé che sfida le convenzioni di una società eteronormativa e le ridefinisce con forza e coraggio. Fatevi un regalo e leggete questa graphic novel, ringraziatemi dopo!