Libro molto personale che l’autrice ha scritto per se stessa, a volte sembra un ammasso di ricordi e pensieri vomitati velocemente sulle pagine per urgenza di liberarsene. Probabilmente questo era l’intento, ma lascia molta confusione e incertezza perché sembra tutto abbozzato e poco chiaro. La si può vedere così: è tutto frenetico e confusionario perché così è il suo vissuto, però ad un lettore che non appartiene a quel microuniverso non risulta molto fruibile. Comunque le ultime pagine sono bellissime.
Scrittura poco scorrevole, i pensieri della scrittrice sembrano essere uno sfogo senza tenere conto che però il lettore troverà difficoltà a comprendere, un peccato perché l'argomento era molto interessante.
Non avrei dato un centesimo a questo romanzo. Dopo un inizio che mi aveva quasi annoiata mai mi sarei aspettata di finire a piangere su queste pagine,leggendo e rileggendone le frasi. Ho amato Chiara e la sua forza. Fragile come una farfalla e forte come una leonessa. Grazie Chiara per aver lottato ma soprattutto per avere avuto la forza di raccontare la tua storia.
non ho mai sofferto di anoressia, o meglio i miei brevi digiuni li ho definiti per molto come tali, ma mi sbagliavo e lo sapevo. Chiara mi ha aperto un mondo di dolcezza e di dolore; ho amato leggere questo libro, con calma e impegno, mi sono immedesimata in ogni persona che lei ha vissuto e amato come fosse mia, ho pianto con lei e ho sentito ogni sua sofferenza, anche se in piccolissima parte. Sembra un insieme di pensieri buttati giù di fretta, ma nonostante ciò penso di essere riuscita perfettamente a entrare nella mente di lei anche solo per un istante… Grazie Chiara per questo breve squarcio della tua vita. Lo porterò con me per sempre, credo
Questo libro è un’autobiografia in cui lei racconta della sua adolescenza, di tutto ciò che la circonda e delle persone che fanno parte della sua vita; si mette totalmente a nudo narrando della sua lotta con i disturbi alimentari, del terrore del cibo e della bilancia. E’ un libro che in parte mi è piaciuto ma in parte mi ha lasciato l'amaro in bocca. In primo luogo non ho apprezzato il fatto che la trama scritta sul retro del libro non rispecchi l’effettivo contenuto; poiché lei nella trama dice di parlare di DCA ma nella realtà è un argomento che è appena accennato per tutto il tempo, tranne negli ultimi due capitoli in cui ne parla con chiarezza. Inoltre non ho apprezzato nemmeno lei come persona perchè mi è sembrata solo una egocentrica molto piena di sé, visto che tutto il libro sembra solo un’ode alla sua bravura, intelligenza e superiorità rispetto a tutti. Non è un libro che parla di anoressia, è un libro che parla di rinascita, di vittoria; se noi lo definissimo solo come un libro che parla di disturbi alimentari staremmo banalizzando, sminuendo l’inno alla vita che rappresenta. La Gamberale riesce a trasmetterci il pensiero che lei non è solo “la ragazza che ha sofferto di anoressia”…è molto altro; lei è un'amica, una figlia, una fidanzata, un’appassionata di letteratura, una ragazza sveglia e intelligente. Lei ci sta urlando che la sua vita non è finita là, lei è sopravvissuta, e non spetta decisamente a noi sminuirla a questo. Questo è un libro che ci sta urlando di guardarci intorno, di prenderci cura delle persone a noi care perché non sapremo mai cosa stanno passando veramente.
sembra quasi un libro scritto per liberarsi da tutto il dolore che l’autrice ha vissuto, l’idea c’era ma risulta tutto molto confuso e alcune parti non riuscivo proprio a comprenderle perché estremamente personali. Le ultime pagine mi sono piaciute tantissimo, ma non mi sento di consigliare questo libro
Rating: 2.5 ☆ Libricino scorrevole leggibile in un giorno, ma tranquillamente evitabile. Pensavo trattasse di disturbi alimentari, quando invece essi sono affrontati solo nella ultima decina di pagine. Il resto del libro è incentrato su ricordi dell'autrice (confusionari per il lettore) relativi a diverse persone conosciute nella sua vita. Non mi ha lasciato niente. Peccato, mi aspettavo di più.
Incredibile come due libri di uno stesso autore possano suscitare reazioni tanto diverse. Avevo deciso che lo stile di Chiara Gamberale non fosse adatto ai miei gusti, avevo deciso di accantonare la sua bibliografia.
E poi un giorno mi trovo a rigirarmi questo libro tra le mani e mi lascio catturare dal titolo, dall’immagine di copertina… o forse mi lascio solo guidare dal caso. Un libro profondo e leggero, intenso e scorrevole… un gioco di specchi nei quali è impossibile non riconoscere pezzi della propria anima e del proprio sentire, il racconto di una vita e di tutte le vite.
È un libro semplice e leggero, che fa riflettere sul fare caso alle persone che ci circondano. Ognuna di loro ci regala un pezzettino di sé che costruisce anche un pezzettino di noi, soprattutto in quei momenti di tempesta. Abbiamo tante cicatrici, ma fortunatamente ci sono persone che ci aiutano a prendercene cura.
Non aspettatevi un'autobiografia intensa e avvincente, sono pagine fluenti che raccontano pensieri sparsi di giornate sparse con gente che ha un posto importante nel cuore della Gamberale.
Un libro letto tutto d'un fiato. Parla di sofferenza e di malattia, con brevi attimi di felicità. Un flusso di pensieri interminabili, il dolore dell'autrice nero su bianco, che risultano confusi alle volte ma che portano ad un finale meraviglioso. Ho apprezzato la scrittura semplice ma d'effetto, ricca di conoscenza ma anche di ricordi. Chi ha sofferto in passato di disturbi alimentari apprezzerà, perché è scritto in modo tale da non triggerare le persone, ritrovandoci nei suoi stessi pensieri senza sentirsi sopraffatti dalla pesantezza.
premessa: non giudico i contenuti, do solo il mio parere per quanto riguarda la scorrevolezza del libro. questo libro è suddiviso in paragrafi dedicati ad alcune persone o momenti della vita di chiara: la prima metà del libro, a parere mio, è stata un po’ lenta e poco scorrevole, poco coinvolgente come invece è stata l’ultima parte. mi sono piaciuti molto gli ultimi capitoli, li ho trovati ben strutturati, ricchi di pensieri e opinioni dell’autrice.
Sarà che mi aspettavo un libro diverso, focalizzato sui disturbi alimentari, ma non sono riuscita ad apprezzarlo se non per, appunto, le ultime pagine. Una biografia forse un po’ troppo personale e disconnessa con la quale non sono riuscita a connettere. Ripeto, forse colpa delle mie aspettative, ma le ultime pagine sono state le uniche che sono riuscita ad apprezzare. Peccato
Credo sia il libro più intimo e più difficile da comprendere della Gamberale. Ultime pagine stupende!! Le prime un po' difficili da capire proprio perché troppo personali ma secondo me questo è un libro che va letto!! Do 4 stelle
Libro meraviglioso, ma a volte un flusso di pensieri continuo che non permette di comprendere a pieno i pensieri dell’autrice. Ho amato la parte introspettiva, graffiante, piena di intensità e anche tanto dolore di queste pagine.
Un libro molto profondo e con una struttura differente dalle comuni conosciute. Investigare l'esistenza di una persona attraverso le persone che ha conosciuto e alle esperienze che ha fatto è molto affascinante. Un libro che scorre molto bene e che si può finire in brevissimo tempo. Ogni capitolo lascia un indizio che alla fine si capisce completare un puzzle. Veramente consigliato.
Lei ha una scrittura onesta e delicata nella sua estrema sincerità. Mi è piaciuto che abbia ripercorso la sua vita attraverso il racconto delle persone che per lei sono state importanti.
Quando si dimentica di voler essere “intellettuale” ed è autentica, dà il meglio di sé e arriva al lettore. In questo libro ci è riuscita in solo tre episodi. Peccato.
Libro molto personale composto da ricordi e pensieri dell’autrice che parla di lei attraverso le persone che ha conosciuto. Nonostante non mi aspettassi un libro strutturato in questo modo l’ho trovato molto scorrevole e l’ho letto tutto d’un fiato. Le ultime pagine erano stupende.
Chiara racconta di sé e della propria vita presentandoci alcune persone a lei vicine,e raccontandoci la relazione che ha con queste persone. Amici,famiglia,persone che incrocia solamente per un breve periodo,tutte servono per lasciarle qualcosa. Solo dopo alcune pagine ci parlerà in modo schietto della sua malattia,l'anoressia. Un libro non particolarmente difficile da leggere,la divisione in capitoli brevi facilita anche chi -come me- ha poche ore al giorno per leggere e spesso deve ridurre all'osso la lettura. Molto intenso per i contenuti e per le emozioni che ci trasmette,senza colpi di scena particolari,lo definirei quasi autobiografico.
È il primo romanzo di Chiara Gamberale, un libro persolale dove tratta un tema molto interessante e delicato: il disturbo alimentare. Anoressia e bulimia sono viste e raccontate dalle persone care a Chiara in una sorta di diario dei ricordi. I pensieri della protagonista vengono sputati fuori in uno sfogo quasi incessante e questo è molto toccante, ma disturba chi legge rendendo la lettura pesante e poco scorrevole. Ho comprato il libro per istruire la mia mente e aprirla a questa tematica così sensibile, ma poco discussa; invece non ho capito a fondo di cosa stava parlando l'autrice nelle pagine. Soltanto vicina alla conclusione, le parole dell'autrice mi hanno lasciato un qualcosa che mi ha fatto comprendere di più il significato del romanzo, ma per me resta comunque un flop! Sicuramente un libro breve, quindi che può rientrare nella categoria di libri che si leggono in un giorno, ma in linea generale non mi sento di consigliarlo.