Angelo parla di una catàbasi, di una strada in giù, di uno schianto. Ne è protagonista un giovane dostojevskiano; né l'omosessualità, né la droga, né la poesia, né il manicomio né l'omicidio mancano alla sua esperienza sfacciatamente disastrata. La sua rovina si consuma nello scenario della Roma di alberghetti e locali tra Campo dei Fiori e Piazza Navona. Una simile vicenda potrebbe appartenere alla routine dei malesseri e delle apocalissi, non vi fosse Elisa la Scrittrice: straordinaria invenzione romanzesca musivamente costruita da Bellezza a partire da frammenti di realtà. A lei, che prima lo attira e poi lo respinge, il protagonista di Angelo è legato da una passione mortale che non può né appagarsi né estinguersi. Maga e commediante, sibilla e mediatrice, Elisa abita per metà nel mondo dello sregolamento e della dissoluzione, per l'altra metà in un paradiso glorioso e intangibile di parole. È questo a renderla inafferrabile, falsa e eternamente bifronte; questo a fare di lei, tra le quinte di una Roma sfatta e funerea, una sorta di arcaica, e spietata, Dea della Letteratura.
Dario Bellezza was promoted by Pier Paolo Pasolini, who said, after the publication of his first book of poetry Invettive e licenze (1971), that Bellezza was «the best poet of the new generation». The previous year he released the novel l'Innocenza (1970) with a foreword by Alberto Moravia, a dark and tormented story with autobiographical elements. Also the following novels Lettere da Sodoma (1972) and Il carnefice (1973), are based on Bellezza's life. His poetry contains autobiographical elements, as his homosexuality (which he lived in a maudit way with male prostitutes and drug addicts), his main influences were the italian poet Sandro Penna, but also Jean Genet and the symbolist Arthur Rimbaud, whom Bellezza traslated in italian the entire poetical work. He died poor and alone by AIDS complications in Rome in 1996.
La prosa di Bellezza non arriva alla bellezza della sua poesia eppure è ricca di spunti psicologici per scoprire sé stessi e il mondo che ci circonda attraverso la ricerca-condanna dell'Eros e il contesto delle persone ai bordi della vita romana.
Altro romanzo autobiografico di Dario Bellezza. Qui in particolare si racconta del periodo dell'adolescenza di un ragazzo sbandato che diventa il protetto di una grande scrittrice, Elisa, la quale però poco sopporterà le sue abitudini e la sua omosessualità. Non è difficile evincere dal personaggio di Elisa la scrittrice Elsa Morante, la quale ebbe un rapporto abbastanza tormentato con Bellezza, a tal punto che sulla loro vicenda El(i)sa poco scriverà l'Aracoeli, quasi in risposta a questo romanzo. Certo, gli attacchi sono feroci e non si lesina su nulla, la vicenda è uno sfogo di pensieri più che di vicende narrative, come tipico dei romanzi di Bellezza, inframmezzate di sequenze oniriche, ma sempre scritte con quell'approccio poetico che lo contraddistingue. Può lasciare confuso chi si approccia all'autore per la prima volta.