In seguito alla scomparsa del marito, dopo cinquant’anni passati insieme, Marisa Bulgheroni ha voluto omaggiarlo con questo breve memoir, questo album di ricordi di un’esistenza vissuta mano nella mano. Nelle vicende personali di questa coppia indissolubile, il lettore troverà un inno all’amore quotidiano, alla condivisione di cose e momenti, alla limpidezza di un sentimento puro. E tra le pagine chiare e le pagine scure di una vita dedicata alla letteratura e allo studio, cosa rimane, dell’amore? Frammenti, istantanee, ricordi. Il delicato scorrere del tempo passato insieme e il dolore della rimembranza, dall’incontro in una sera d’estate all’ultimo saluto in una stanza d’ospedale. Come nell’Anno del pensiero magico dell’adorata Joan Didion, la parola rende eterna la persona amata e aiuta ad accettare il lutto e l’assenza.
Marisa Bulgheroni, (Como 1925), americanista e scrittrice italiana. Raffinata traduttrice, ha svolto un’importante opera di diffusione - anche come docente universitaria - della narrativa americana (Il nuovo romanzo americano, 1960; I beats, 1962; La tentazione della chimera, 1965), analizzando miti e immagini del femminile e dedicando studi ad autrici come K. Mansfield, V. Woolf e E. Dickinson; di quest’ultima ha curato l’edizione di Tutte le poesie nei «Meridiani» (1997) e ha dato un intenso ritratto nella biografia Nei sobborghi di un segreto (2001). Ha pubblicato la raccolta di racconti Apprendista del sogno (1996), variazioni sul tema del caso, della coincidenza, dell’inatteso, e il romanzo d’ispirazione autobiografica Un saluto attraverso le stelle (2006), che intarsia schegge di vita e di storia, dall’ultima guerra mondiale all’11 settembre.
I temi della perdita e dell'elaborazione del lutto sono purtroppo sempre attuali nelle vite delle persone e sono quindi innumerevoli i libri che ci si confrontano, così come questo memoir di Marisa Bulgheroni, nota scrittrice, traduttrice e critica letteraria nata nel 1925. L' autrice ripercorre brevemente il periodo antecedente alla morte del marito novantenne a causa di un cancro, per poi vagare nei ricordi del passato, delle cose che li hanno uniti e allontanati, delle avventure vissute insieme, delle gioie e dei dolori di cui lunghe vite come le loro - lei ha quattro anni meno del marito - abbondano. La parte più commovente è senz'altro quella in cui descrive il suo tempo presente, fatto di una mancanza costante, cui non riesce a porre rimedio in un'impossibilità a ricominciare una nuova esistenza distaccandosi da quella parte di sé che il marito, nel corso di un matrimonio durato oltre cinquant'anni, era diventato. A differenza di altri libri sul tema, come ad esempio "L'anno del pensiero magico" di Didion -spesso citato anche dall' autrice - o "Guida rapida agli addii" di Tyler, Bulgheroni non riesce mai a far diventare universale la sua esperienza personale, che rimane certamente interessante in quanto tale, ma che non permette a chi legge di trovare consolazione o sollievo in un percorso condiviso, seppure doloroso. La vicenda umana merita però il massimo rispetto e la testimonianza di questa donna anziana, ma ancora lucidissima, che deve continuare a vivere nonostante lo strazio della perdita è senz'altro degna di essere letta e conosciuta.