Amori respinti e amori immaginari, amori giovani e ingenui, amori freddi, spaventati, interessati, verissimi. Amori sfigati, come quelli che cerchiamo tutti di schivare nella vita… ma nei quali è inevitabile riconoscersi. Le vicissitudini sentimentali di sette personaggi – da una moglie delusa dal matrimonio a un adolescente più saggio dei propri genitori, dall’artista egocentrico e sadico alla trentenne sognatrice e gattara – si intrecciano imprevedibilmente sullo sfondo di una Roma bellissima e imperfetta, reale e contraddittoria come le persone che la vivono. Chiara Rapaccini, in arte RAP, scrive con la stessa penna rapida, precisa e tagliente con cui disegna. Dà corpo e tridimensionalità ai protagonisti delle proprie vignette satiriche, che nel corso della storia prendono vita e si muovono tra amori sgangherati, componendo un ritratto perfetto e scanzonato dell’amore al giorno d’ precario, egoista, straordinariamente cinico, quanto mai autentico.
All'inizio mi sembravano racconti senza capo né coda, senza uno stile individuale, senza un perché. Andando avanti nella lettura invece ho recuperato il filo conduttore e dipanato la matassa e, sì, ho cominciato a divertirmi e ad apprezzarli.