Da Strangolagalli a Ventotene, da Roma allo spettrale manicomio di Aguscello, una nuova avvincente indagine della psicologa criminale più acuta e imbranata di sempre. Da quando Teresa ha risolto ben due casi di scomparsa ed è ospite fissa del programma tv Dove sei?, il borghetto di Strangolagalli sta vivendo la sua epoca d’oro. Un flusso costante di turisti ha messo a dura prova la capacità alberghiera del paese: semplicemente insufficiente. Per questo sta per inaugurare Le Combattenti, il nuovo grande Bed & Breakfast delle amiche Teresa Papavero e Luigia Capperi. L’insegna è pronta, le pareti sono dipinte di un bel rosa con tanto di fenicotteri dorati e Teresa, dopo essersi improvvisata imbianchina e decoratrice d’interni, si appresta a buttare giù l’ultimo muro quando intravede qualcosa: nell’intercapedine ci sono delle ossa, ossa umane. Chi vuoi che vada a Strangolagalli a nascondere uno scheletro? Teresa è pronta a scoprirlo e si affianca subito, e molto da vicino, al medico legale che si occupa del caso, tale Maurizio Tancredi. Ma se Tancredi non nasconde una certa simpatia nei suoi confronti, che fine ha fatto Leonardo Serra, il bel poliziotto che l’ha sedotta e abbandonata? E se si tratta di un cold case, chi è che la sta seguendo?
4.5 stelline Nuova indagine per Teresa Papavero. Questa volta scopre uno scheletro nell'intercapedine facendo dei lavori di ristrutturazione per il suo B&B e si troverà coinvolta in una vecchia indagine su un serial killer. In questo caso ci sarà anche l'aiuto di un medico legale molto affascinante, anche se il suo pensiero è sempre per Serra che è letteralmente sparito. Accorreranno in suo aiuto ( si fa per dire) anche suo padre e il suo braccio destro Danko.
no, ecco, per me è proprio no. questo libro unisce una serie di cose che ho trovato fastidiose, ma che allo stesso tempo sono comuni nei gialli italiani recentemente pubblicati, quindi riesce nella rara impresa di essere brutto e pure noioso. in primis, il tono. Il libro vuole essere un giallo comico, e tutto è fatto per strappare sistematicamente una risata al lettore, ma il troppo stroppia. Dai personaggi secondari così ridicoli da essere stucchevoli (il macellaio - tombeur des femmes - un po' rozzo - che manco Abbatantuono in Fantozzi), la figlia del sindaco che torna dall'Islam convertita ma è alla disperata ricerca di uno che se la fili (solo io l'ho trovata di pesante cattivo gusto? ) alla vecchina bassa bassa e silenziosa che nessuno nota .... l'autrice dovrebbe diluire, ridurre e semplificare. poi , i protagonisti. Teresa Papavero è insopportabile, ma soprattutto incredibile. Super intelligente ma ci tiene ad autosabotarsi sitematicamente per via di un trauma infantile, e si veste come Barbie fiori di pesco o Vanda Osiris (Mi chiedo se l'autrice due ricerche le abbia fatte... )per non parlare poi del padre- padrone-professorone o dei due (ben due!) innamorati della suddetta-- m,a basta, la fiera del già visto. infine, il mistero giallo. se scegli un'impostazione così comica, senza neanche un contraltare serio (si legga RIvalta per un esempio), o se non si sa dosare (si veda Corciolani per le dosi), trovo che addentrarsi in un delitto così oscuro, nero, complesso sia eccessivo. i due registri fanno a cazzotti.
“Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli”, pubblicato sempre da Giunti, è il libro con il quale Chiara Moscardelli ci aveva presentato la sua improbabile protagonista, ben due anni fa. Finalmente, è davvero il caso di ripeterlo, Teresa Papavero torna in libreria con una nuova avventura e un nuovo, importante, capitolo della sua vita privata.
“Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine” apre più o meno “dove eravamo rimasti”. Strangolagalli ormai è una cittadina che ha destato la curiosità dei turisti, e Teresa e Luigia stanno inaugurando un nuovo B&B.
Durante i lavori, cosa poteva trovare Teresa, all’interno di un’intercapedine, se non uno scheletro? Poi se scrivo che capitano tutte a lei qualcuno se la sentirebbe di darmi torto?
E dato che Teresa si lancia sui misteri come faccio io sulla pizza, anche stavolta non si tira indietro quando c’è da mettersi in mezzo. O da rubare delle prove. O da coinvolgere tutti quanti nella risoluzione di un crimine che ha radici nel passato.
Solo che questa volta è diverso perché Teresa è toccata molto da vicino. Non vi anticipo nulla dato che nella trama fornita dalla casa editrice non se ne fa cenno, ma non sarà facile rimanere distanti e distaccanti in alcuni passaggi. Fare il tifo per Teresa e volerle bene è inevitabile.
Come sempre la bravura di Chiara Moscardelli sta nel saper mescolare diversi toni narrativi, passando dall’ironia a la serietà con la quale parla di psicologia e criminologia.
La struttura del giallo è maggiormente articolata rispetto al primo libro, narra di bruttezze e atrocità, scavando nelle debolezze dell’animo umano e nelle storture dei rapporti, specie di quelli che dovrebbero solo proteggerti e amarti. Il finale, devo dirvelo, è stato molto emozionante.
Anche qui la schiera dei personaggi, variegata e variopinta, costituisce un contorno delizioso, perfettamente caratterizzato. Ci saranno delle novità e dei ritorni, ma anche qui, per saperne di più dovete leggere il romanzo.
“Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine” di Chiara Moscardelli pag. 300
Teresa Papavero riprende conoscenza in un luogo buio e sconosciuto. Non ricorda nulla, ma con la flebile luce di un ridicolo portachiavi gracchiante, capisce di trovarsi rinchiusa nella stanza di un manicomio, e improvvisamente tutto le è chiaro: è prigioniera di un serial killer. Dopo questo breve prologo, il libro fa un salto indietro per capire cosa ha portato Teresa in quella stanzetta buia. Teresa e Luigia, la sua socia, devono ampliare il loro B&B; i lavori sono quasi ultimati, manca un solo muro da abbattere e vuole abbatterlo personalmente, ma c’è una spiacevole sorpresa…. nascosto nell’intercapedine c’è uno scheletro. Teresa prende in mano la situazione e con qualche piccolo reato di omissione verso gli inquirenti e intrufolandosi ovunque si mette alla ricerca della verità. Inizia così un’indagine un po’ fuori dalle righe che coinvolgerà la Teresa in un modo impegnativo, andando a toccare i suoi nervi scoperti. Teresa soffre di un disturbo che le fa ricordare anche i particolari più insignificanti, nascosti agli occhi degli altri, soffre di un complesso di inferiorità molto forte nei confronti del padre, un grande criminologo, e ha difficoltà ad impegnarsi con le persone, perché ha paura che la felicità raggiunta le possa sfuggire da un momento all’altro, tormentata com’è ancora dalla scomparsa della madre avvenuta quando era molto piccola. E proprio il fantasma della madre aleggia in questa storia, tanto che ad un certo punto Teresa teme che lo scheletro trovato nell’intercapedine sia il suo. Nonostante l’infima opinione che ha di se stessa e la sua naturale ritrosia verso la felicità, Teresa dimostra di avere un fascino irresistibile e tra imprevisti ritorni e nuovi incontri, non mancano uomini che dimostrano di apprezzarla. Lo stile è fresco e brioso, la lettura procede spedita, i momenti comici e quelli seri si alternano dando il ritmo al racconto, testimoniando la bravura dell’autrice non solo nel cambiare passo alla narrazione, ma anche il suo acume nel creare personaggi credibili nelle loro stravaganze, forze e debolezze.
Conquistata da questa nuova lettura ho letto subito il secondo volume della serie con protagonista Teresa Papavero. Ormai pienamente ambientata a Strangolagalli, con il B&B ben avviato grazie alla popolarità che ha acquisito il borgo e lei stessa, ecco che il nuovo caso si nasconde dietro l'angolo o meglio nell'intercapedine della casa accanto alla sua che sta ristrutturando per ampliare il B&B. Di chi sarà mai quello scheletro? Alcuni indizi ritrovati vicino allo scheletro mettono in allerta Teresa e la riportano indietro nel tempo perché trova una fotografia in cui è ritratta la madre da giovane. Un passato estraneo a Teresa che, anche in questo caso la spinge ad indagare, mettendola in serio pericolo quando verrà rapita. Anche questa volta, tra situazioni assurde, che mi hanno fatto ridere tantissimo, il caso sarà risolto e tutto finirà bene. Questa volta il padre sarà più presente e forse un po' meno odioso, anche se continua a ritenere la figlia incapace e tonta. Ma, mi sa che lui non è così bravo come si presenta e viene ritenuto da tutti... Ho scoperto leggendo in giro su diversi che ci dovrebbe essere un terzo libro, visto che tutte parlano di una trilogia. Spero sia vero, mi sono affezionata a questa quarantenne che finalmente ha trovato la sua strada che con ironia affronta anche le situazioni più impensabili.
Raramente scelgo di leggere gialli ma Teresa Papavero mi ha incuriosito per la scelta di mescolare due generi totalmente diversi tra loro. È un giallo diverso, mescola tratti di humour al giallo , con elementi che direi noir (anche se non sono esperta in materia). L'accostamento dei due registri è senz'altro coraggioso e forse non proprio riuscitissimo visto che la storia di fondo è davvero inquietante a ben pensarci. Ad ogni modo, si tratta di una lettura davvero piacevole che scorre molto veloce.
Fin dalle prime pagine, quando era il serial killer a parlare, era evidente che ci trovassimo di fronte a un Norman Bates, quindi OK, bisognava scoprire chi fosse, ma già metà delle indagini era superflua per il lettore. Teresa Papavero... non so, continua a non piacermi. Troppo casinista e superficiale (come tutti i personaggi di Chiara Moscardelli) e troppo sopra le righe per un thriller così serio. È poco convincente...
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Molto più apprezzato del primo. Un po’ più corposo il giallo e un po’ più apprezzabile la protagonista, finalmente messa sotto una buona luce. Mi piace, leggero e senza troppe pretese!
Ascoltato su storytel - brava e coinvolgente la lettrice
Ho scoperto di amare questo personaggio intelligente, sconclusionato e molto molto umano. Aspetto con ansia il terzo capitolo delle avventure di questa protagonista fenomenale.
La Moscardelli mi aveva comprato con "Volevo solo andare a letto presto" e ho cominciato pian piano a recuperare tutti i suoi romanzi. Gialli scorrevoli, leggeri e divertenti ma che cercano di tirare dentro storie importanti. Carini, piacevoli.
E poi c'è questo. Intrecci divertenti come i suoi altri romanzi...e una storia macabra da far invidia a Carrisi. Se fossi partita da questo, probabilmente non avrei preso altri libri suoi: c'è un litigio furioso tra le situazioni e i personaggi comici e l'inquietante serie di omicidi violentissimi attorno a cui é stesa la trama. Ci si perde un po' a capire se ridere o vivere di incubi per le prossime notti...
Probabilmente, se lo avessi letto senza conoscere la scrittrice, forse sarei arrivata a 4✨ su 5. Ma purtroppo cercavo quell'irriverenza, simpatia e situazioni divertenti della prima lettura, che qui sono appena accennate.
La Moscardelli non delude mai. Leggendo questo libro ho riso tantissimo, sono arrossita, mi sono esasperata per il padre che è un perfetto idiota e mi ha messo un sacco di ansia. A volte anche un po' di tristezza. L'ho letto letteralmente fra ieri sera e stamattina perché mi piaceva troppo per mollarlo. Consigliato!... anche se rimarrete delusi per una certa ship amorosa nella quale io speravo tanto 😭
Finalmente sono tornate le avventure di Teresa Papavero, un libro che è un po’ giallo, un po’ romance e un po’ da ridere, mi ci voleva proprio! Non posso davvero credere che questa serie sia scritta dalla stessa autrice di uno dei libri più inutili e banali mai scritti, ‘volevo solo essere una gatta morta’, qui lo stile è fresco, frizzante e tanto divertente, sebbene finalmente in questo libro troviamo la parte da ‘libro giallo’ molto più strutturata, violenta e cupa. E’ tutto molto sopra le righe ed in un certo senso già visto: ci troviamo infatti di nuovo a Strangolagalli, paesino in provincia di Frosinone, con un bouquet di personaggi secondari che sono un po’ tante macchiette, un mix di tutti gli stereotipi dei paesini di campagna del Sud, certe scene fanno tanto film ‘benvenuti al sud’ e lei, la protagonista, che è un incrocio tra Don Matteo e la signora in giallo, perché sembra sempre che dove vada lei muoia qualcuno, ma soprattutto che senza il suo prezioso aiuto la polizia non riesca proprio a capire da che parte cominciare a svolgere le indagini, figuriamoci poi a trovare il colpevole! Inoltre qui il mistero da risolvere toccherà direttamente molto da vicino la nostra Teresa e che probabilmente nel prossimo libro la porterà ad una svolta decisiva nella maturazione del suo personaggio, che già in questo libro sta iniziando a prendere coscienza di sé e del fatto che non è del tutto una svampita senza cervello come crede suo padre, che è importante che gli altri ne prendano atto, ma soprattutto lei stessa, perché nella vita bisogna agire e rischiare per ottenere ciò che si vuole e che gli abbandoni del passato non devono influire sulla nostra ricerca della felicità, tutti ce la meritiamo, dobbiamo solo scegliere di averla. Si ride e tanto, Danko e Ivanka che tipi, ma come già detto questa volta le atmosfere sono anche più cupe, ammetto che il finale mi ha emozionato molto, tanto di cappello alla Moscardelli ed alla sua capacità di unire tanti generi diversi in un mix perfetto!
La maledizione di Strangolagalli si era rivelato una sorpresa abbastanza interessante e nel complesso piuttosto piacevole,stavo anzi già rammaricandomi di avere un solo altro Papavero in serbo;stavolta però non mi sono divertita altrettanto,probabilmente perchè l'autrice ha forse calcato un po' troppo la mano,e messo come si dice troppa carne al fuoco.Il risultato almeno a mio avviso non è stato particolarmente felice,e mentre ne "La maledizione" il giallo in salsa rosa nel registro della commedia aveva funzionato abbastanza bene, "Lo scheletro" secondo me è la dimostrazione evidente che strafare non è quasi mai una buona idea. Sarà sicuramente doloroso,ma è necessario operare delle scelte e all'occorrenza sacrificare anche degli spunti,per quanto promettenti,perchè pretendere di far convivere nello spazio di poche pagine thriller,noir,commedia e romanzo rosa rischia di togliere smalto ad ognuno di questi elementi.
Strangolagalli è un paesino di nemmeno 2400 anime in provincia di Frosinone, eppure da quando ci ha messo piede Teresa Papavero sembra accadere di ogni. In questo secondo episodio (spero non l'ultimo) delle "avventure" di Teresa Papavero, la struttura del romanzo fonda sempre più le radici nel giallo, e seppur tutto sembra un pò surrealista (una civile che incastra il cattivo prima della polizia sempre e comunque?!?), vengono trattati casi che toccano da vicino la realtà. I dialoghi sono come sempre elettrizzanti e inebrianti. Teresa Papavero è sempre cosi spaventosamente sopra le righe, che cattura l'attenzione del lettore pagina dopo pagina. Io adoro Teresa Papavero e vorrei che le sue avventure continuassero e non solo tra le pagine di un libro... Pensaci Chiara Moscardelli!
mi avevano regalato sia il primo che questo secondo libro della serie, e li ho letti entrambi: nessuno dei due rientra nelle mie corde, ma dovendo scegliere opterei per il primo, questo oltre a mischiare troppo i generi aggiunge al giallo e al rosa una punta di thriller con tanto di serial killer.
Come ribadisco sempre, mai ma proprio mai inizio dal primo libro di una serie, forse perché inciampo in alcuni titoli o copertine che mi possono piacere per poi tristemente scoprire che si tratta sempre del secondo o del terzo libro della serie, come in questo caso. Mi piace molto Chiara Moscardelli, il suo modo sempre semplice di scrivere, spesso molto ironico, mi piace il suo modo eclettico di passare da un genere ad un altro, cimentandosi così in più generi letterari senza però mai deludere, e mettendosi alla prova ovviamente a mio avviso vincendola ampiamente. In questo libro ogni protagonista è a suo modo esilarante, sembrano quasi grottesci, perfino il cattivo, il colpevole, eppure mentre ero intenta a leggere e a ridere dello scambio di battute tra i personaggi, ho avuto un senso di paura, questa scelta della scrittrice non mi è sembrata casuale, tutto fa ridere, Teresa Papavero e la sua sfiga con gli uomini, il padre che fa battute su quanto la figlia sia poco intelligente, la scena della partita a poker dove Teresa ricorda perfettamente tutte le carte e vince sempre, l'aiutante del padre che parla in modo incomprensibile e non lo capisce nessuno, tutto porta davvero grandi risate, e poi la storia lugubre in sottofondo, la storia di un serial killer che tortura con metodi e strumenti medievali e poi uccide le sue vittime e la scomparsa della madre di Teresa, che forse non è scomparsa lasciando la figlia per sua volontà, ma forse le è accaduto qualcosa di irreparabile. Il manicomio ormai chiuso dove quei bambini e quegli adolescenti subivano tante brutture, dove dovevano essere protetti dai soprusi che avevano subito, dalle violenze che avevano subito e invece anche lì dentro continuavano a patirle e quella foto capitata nelle mani di Teresa appare proprio la madre, la madre in quel manicomio, e nessuno di quelli che la conoscevano ne sanno spiegare il motivo, anche il padre non sapeva nulla. Questo contrasto tra risate e paura, questo contrasto tra la luce e il buio, hanno portato ad una lettura veloce e molto soddisfacente di questo libro. Inutile scrivere che devo assolutamente recuperare gli altri libri della serie.
Teresa è tornata con una nuova avventura, se volete andare in ordine andate a cercare il primo libro “La maledizione di Strangolagalli”, la storia riprende da dove ci siamo interrotti, il piccolo paesino è andato agli onori della cronaca dopo il caso di scomparsa brillantemente risolto proprio da Teresa.
Teresa si risveglia in una stanza buia che poi capisce essere di un manicomio, e ricorda di essere prigioniera di un serial killer, ma come è finita in questa situazione assurda?
Torniamo un po’ indietro, a Strangolagalli il flusso turistico è aumentato notevolmente mettendo a dura prova le capacità ricettive di Strangolagalli, tanto che Teresa e l’amica Luigia decidono di aprire un B&B delizioso con le pareti rosa e dei fenicotteri dorati a decorazione.
Peccato che durante i lavori vengano rinvenute delle ossa umane, nell’intercapedine dell’edificio, e cosa può fare Teresa se non indagare? Dopotutto ha un master in criminologia ed è figlia d’arte (anche se il padre la reputa una cretina), chi se non lei può risolvere questo caso? Naturalmente non per eccesso di sicurezza, ma più che altro per curiosità visto che la sua autostima dimora abitualmente sotto le scarpe.
Teresa è una di noi, ricordo di aver pensato, divertente, insicura a tratti goffa, ma estremamente intelligente, quasi una contraddizione in termini.
Questo ansia me l’ha messa. La povera Teresa si ritrova chiusa, al buio, in una stanzetta di un vecchio manicomio. Per la me claustrofobica capite il disagio. Un incubo vero. Oltre alla chiusura sa di essere nelle mani di un serial killer. Come fare a uscirne viva?
Teresa e la sua amica Gigia stanno ampliando il loro B&B. Mentre fanno i lavori, trovano un cadavere nel muro. Chi è? Durante le indagini Teresa teme che possa essere il corpo di sua madre, scomparsa anni prima. Il test del DNA confermerà o confuterà?
La protagonista indiscussa è Teresa con la sua goffaggine e vestiti estrosi. Ma oltre a lei ritroveremo gli abitanti di Strangolagalli, il papà di Teresa, Serra e la sua collega, un patologo, un serial killer e i bambini che erano ricoverati al manicomio.
La Moscardelli è riuscita nel farmi leggere con voglia un simil giallo. Sì perché non lo possiamo definire troppo un thriller. Lei e i vari paesani di Strangolagalli sono macchiette che adoro. Che danno al libro quella leggerezza e quell’umorismo che hanno fatto avvenire l’impresa. Io che leggo una serie definita gialli e thriller da Amazon 😛
Ora non vedo l’ora di leggere il prossimo e recuperare tutto della Moscardelli. Potrebbe essere la mia autrice del 2025. Sappiatelo! Super consigliato
Teresa Papavero a Strangolagalli ormai è un punto di riferimento per molte persone. Da quando si è trasferita lì il paese sembra rinato, tanto che lei e l'amica Luigia decidono di ingrandire il loro b&b. Teresa, chiaramente partecipa in prima persona alla ristrutturazione del nuovo locale...poteva andare tutto liscio? Ovviamente no! Mentre sta buttando giù, a martellate, l'ultimo muro Teresa è costretta a fermarsi per il ritrovamento, nell'intercapedine, di uno scheletro che per caratteristiche sembra appartenere a una donna. E da qui parte l'indagine per capire chi è questa donna, da quanto tempo si trova sepolta lì, e soprattutto, chi l'ha uccisa. Ma questa volta l'indagine coinvolgerà la nostra protagonista in modo dolorosamente personale. Che dire, adoro Teresa Papavero le sue rocambolesche imprese e tutto il mondo di personaggi che le ruota intorno. La Moscardelli riesce sempre a tenermi legata alla sue pagine intrecciando magistralmente un intrigantissimo giallo con siparietti esilaranti e una incessante ironia. Una volta cominciato non sono riuscita a smettere, consigliatissimo! 🌼🌼🌼🌼🌼
un altro romanzo giallo delizioso in cui Teresa Papavero, pimpante 40enne un po' in fuga dal passato ed un po' in fuga dal presente, si trova alle prese con un altro mistero: in una intercapedine nel muro della casa adiacente alla sua viene infatti trovato uno scheletro! Come puo' lei non interessarsene?! E cosi indaga, affiancata da un affascinante medico legale che tuttavia fatica a scalzare dal suo cuore il burbero Serra...
Una narrazione ironica e scanzonata, nonostante le tematiche non proprio leggere (suvvia, un serial killer non e' cosa da ridere...men che meno c'e' da ridere quando tuo padre ti piomba in casa la mattina dopo una serata "romantica" e si trova a conoscere il tuo "amico" che indossa una maglietta con scritto "i medici legali lo fanno meglio"!)! Trama originale e personaggi realistici e davvero simpatici ti fanno venire voglia di leggere ancora nuove avventre di Teresa Papavero e la sua Strangolagalli
D’estate sono sempre alla ricerca di romanzi intelligentemente leggeri, tendenti al giallo, sicuramente non al rosa. Alcuni articoli mi avevano fatto pensare che la presunta trilogia (in realtà al momento è una coppia) di romanzi dedicati al personaggio di Teresa Papavero potesse avvicinarsi ai risultati di Alice Basso e alla sua strepitosa Vani Sarca. In realtà non è così, soprattutto per la scrittura della Moscardelli che spesso scade nel bozzetto. I personaggi di contorno sembrano usciti da (brutte) commedie anni 60, la sua protagonista è inutilmente menatosa e, in alcuni punti, fastidiosamente logorroica (sta recitando una parte, nelle intenzioni dell’autrice, ma la scrittura non riesce a ricavarne un ritratto convincente e, sopratutto, divertente). Ha il pregio che il libro si legge in fretta ed è davvero leggero. Un po’ poco, a mio parere
Avevamo lasciato Teresa alle prese con la fama e un cuore spezzato ed è esattamente così che la ritroviamo. Dopo le sue precedenti avventure Teresa è diventata la super star del paese e l’intera Strangolagalli si affida ciecamente a lei per ogni più piccolo problema: che fine ha fatto la gallina scomparsa dal pollaio? Il marito di Jolanda la tradisce con la tabaccaia? Quante sono le probabilità che Floriano venga colto da un coccolone provvidenziale durante la partita di scopone? Per queste e altre questioni, Teresa ha sempre la soluzione. Ma cosa fare quando uno scheletro di una donna viene ritrovato casualmente nell’intercapedine del tuo nuovo B&B durante i lavori di ristrutturazione? Ma poi come ci è finito uno scheletro a Strangolagalli?
Teresa non si perde d’animo e, dopo l’iniziale shock, eccola pronta a prendere in mano le redini del caso – e a sgraffignare segretamente prove. E ora lasciatemi urlare a gran voce che: la detective più improbabile d’Italia è ufficialmente tornata!
A differenza del primo capitolo, qua dovrà vedersela con un vero e proprio serial killer di donne. Dal giallo più classico passiamo al thriller psicologico e al tema del Male nella sua forma più perversa, senza mai abbandonare l’ironia che contraddistingue lo stile di Chiara, anche se in questo secondo volume ho trovato la comicità più calibrata, più sottile. In verità, sono molte le cose che differenziano questo romanzo dal suo predecessore. Un buon sequel dovrebbe essere un’evoluzione dell’opera prima, la storia dovrebbe andare in crescendo e non il contrario, come spesso accade. Chiara è riuscita a produrre un sequel degno di questo nome. “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” serviva a presentarci Teresa, una donna eccentrica e bizzarra, all’apparenza di scarsa intelligenza, piena di insicurezze e segnata da profonde cicatrici. Come ben presto abbiamo capito, Teresa è tutto fuorché una sciocca, anzi, è dotata di capacità intuitive e di un intelletto fuori dal comune, complice la sua ipertimesia, la capacità di ricordare anche i dettagli più piccoli e irrilevanti. Abbiamo seguito Teresa in un percorso che l’ha portata a ritrovare un briciolo di fiducia in sé stessa, la sua autostima ne ha indubbiamente giovato e infatti ora la ritroviamo più matura e consapevole delle proprie capacità. In “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” abbiamo l’opportunità di scavare ancora più a fondo nella sua contorta psicologia e di approfondire tematiche che ci erano state accennate precedentemente, in particolar modo il complicato legame con il padre e l’abbandono della madre. Ad aprire una finestra sulla sua psiche sarà proprio il caso del misterioso scheletro, caso in cui si ritroverà coinvolta, personalmente ed emotivamente, molto più di quanto avrebbe potuto immaginare.
Sono molto soddisfatta di questa Chiara Moscardelli in veste di autrice thriller. Mi sono molto divertita a seguire gli indizi, gli eventi si susseguono con assoluta naturalezza e i colpi di scena lasciano letteralmente a bocca aperta. Ci sono stati momenti che mi hanno vista in stato di vero e proprio shock e altri che mi hanno fatto tremare di paura, prologo compreso!
Certamente l’autrice ha un debole per gli incipit in media res e direi che, nel suo caso, sono sempre ben riusciti. Con “La Maledizione di Strangolagalli” ci eravamo ritrovatə in un commissariato di polizia a ridere di gusto ascoltando la storia di come l’uomo conosciuto da Teresa su Tinder si fosse gettato – o fosse stato spinto? – dalla finestra del suo appartamento mentre lei era chiusa in bagno da circa un’ora a causa di un attacco di dissenteria. In questo secondo capitolo le cose cambiano e non poco… Lo spirito del romanzo si fa più oscuro e il prologo, che ci presenta una scena futura, ci fa precipitare in uno stato di ansia e suspense che non ci abbandonerà mai durante il corso della lettura, una sensazione che ci terrà sul chi va là per tutto il tempo perché sappiamo che prima o poi ci dovremo svegliare di soprassalto nella stanza di un vecchio manicomio abbandonato, al buio e senza possibilità di fuga. Ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di Teresa Papavero, la stessa Teresa Papavero che utilizza le manette di pelo rosa del sexy shop per ammanettare energumeni pericolosi che vogliono ucciderla e che una volta ha abbattuto l’agente speciale Leonardo Serra con un vibratore. Ed è proprio da quest’ultimo che arriverà l’unico aiuto che Teresa riuscirà a trovare per uscire da questa spiacevole situazione:
"Decisa a trovare a tutti i costi una via di uscita, infilò di nuovo le mani nella borsa: portava sempre con sé qualcosa di utile. Infatti, non ci mise molto a trovarlo. Il portachiavi di Serra: una bambolina formosa in plastica, mezza nuda, coperta solo di tulle, che quando veniva schiacciata emetteva un grido. Un regalo osceno, ma in quel momento davvero prezioso. Perché quella bambolina, ogni volta che veniva schiacciata, si illuminava."
Ciò che amo di Chiara è proprio questa sua capacità di mescolare con piacevole leggerezza elementi in netta contrapposizione tra loro: riesce a strapparti una risata persino quando sei immersa nel terrore più nero. È un’abile intrattenitrice: il connubio tra uno stile dinamico, frizzante, fatto di botta e risposta esilaranti e siparietti tragicomici, e la capacità di ricreare un mistero dalla trama fitta e accattivante, una matassa che si ha smania di sbrogliare, tiene il lettore letteralmente incollato alle pagine.
Strangolagalli non delude mai, questo è sicuro. Quando sento il bisogno di un po’ di leggerezza so che è quello il luogo giusto in cui trovare rifugio.
Dopo due anni torna Teresa Papavero, l'investigatrice più comica che ricordi di avere incontrato. Teresa Papavero è un personaggio tridimensionale e sfaccettato, col quale è difficile non entrare in sintonia. Non è una fredda e infallibile signora in giallo, anzi, la sua autostima è sempre pericolosamente in bilico, ma ciò non fa di lei una sottospecie di Bridget Jones: Teresa è una donna ironica, perspicace e profonda, sempre un po’ “in affanno” rispetto alla vita e alle sue svolte repentine.
In questa seconda avventura, Teresa si trova ad indagare su un serial killer che ha iniziato ad uccidere negli anni 70. Tra le donne sparite e/o uccise, forse anche la madre.. contro tutti, (specialmente l'incredulità e la sufficienza del padre, noto psichiatra) testardamente andrà avanti per la sua strada, aiutata da un affascinante anatomo patologo e da un Serra più sfuggente (e romantico) che mai. Meno "cozy" rispetto al primo romanzo, ma molto più giallo, la Moscardelli scrive bene e questo libro risulta godibile. Lo consiglio.
Sono pochi i seguiti che riescono a stare allo stesso livello del primo libro... Ma, a mio parere, questo volume supera persino il precedente: la storia è molto più intrigante e mantiene in sospeso il lettore fino alla fine. Unico mio dubbio: come farà un elemento squinternato come Teresa Papavero ad avere tutti questi uomini attraenti che le girano intorno?? Attendiamo il prossimo episodio per sapere come evolveranno le cose ❤️
Una lettura che ho adorato fin dalle prime pagine. Avevo amato il primo libro delle avventure di Teresa Papavero, ma credo che con questo Chiara Moscardelli si sia davvero superata. Suspence, romanticismo, qualche spavento e tanta curiosità di scoprire come andrà avanti la vita della Papavero... Insomma stra-consigliato!
Un secondo capitolo eccezionale, divertentissimo e con una Teresa Papavero scatenata! E poi i protagonisti maschili... Tra Serra e Tancredi nemmeno io riuscirei a scegliere! Meravigliosi i secondari, tra i quali spicca Danko 😂 Spero ci sia un terzo episodio, lo ascolterei molto volentieri! Narratrice top!
Il seguito dei casi in cui è coinvolta Teresa Papavero.. Lo stile della Moscardelli è sempre frizzante e ironico.. anche questo molto piacevole e scorrevole.. più intrigante del precedente anche se il finale risulta sospeso.. lascia aperti molti interrogativi soprattutto su Luisa.. come continuerà?! Sono curiosa..
Decisamente un altro passo rispetto al primo volume.
I personaggi sono forse eccessivamente stereotipati ma la storia scorre veloce e ti tiene incollato fino alla fine (sebbene chi abbia visto/letto un’opera molto famosa intuisce immediatamente uno dei colpi di scena finali).