Per troppo tempo la filosofia è stata ridotta a mero discorso teorico disincarnato per pensatori da tavolino.È arrivato il momento di cambiare postura e rimettere in gioco il corpo in filosofia.È arrivato il momento di tornare alla palestra di Platone, il gymnasion a nord ovest di Atene in cui Platone e i suoi allievi praticavano con la stessa serietà il dialogo e la lotta. Si tratta di rileggere in modo inedito la filosofia platonica come cura e allenamento del plesso mente-corpo e di proporre una filosofia incarnata per l’oggi. È il compito che si prefigge Simone rimettere il filosofo in piedi, abbandonare l’archeologia del sapere e iniziare a pensare a partire dal e attraverso il corpo. La filosofia torna così a essere un’arte del corpo vivente attraverso cui fare esperienza dei propri limiti e del loro superamento, della paura, della fatica,del dolore, della gioia, della propria potenza di esistenza, della possibilità di sottrarsi a dispositivi di potere e di elevarsi. Passando per Thoreau, Nietzsche, Foucault, Shusterman si arriva al culturismo di Schwarzenegger, ai pugni di Muhammad Ali, alle Mixed Martial Arts, agli allenamenti di Bruce Lee e all’Arte marziale del Hwa Rang Do praticata da Simone Regazzoni. Egli stesso filosofo atleta che si muove nell’orizzonte della filosofia incarnata per provare ogni giorno a essere migliori di ciò che si è.
Simone Regazzoni è professore a contratto di Estetica presso l’Università di Pavia. Filosofo, allievo di Jacques Derrida, si occupa di filosofia politica e filosofia della cultura di massa. E’ autore dei seguenti volumi: La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida, il melangolo, 2006; Nel nome di Chora, il melangolo, 2008; Harry Potter e la filosofia, il melangolo, 2008; Derrida. Biopolitica e democrazia, il melangolo, 2012; Martin H. Live in New York City, il melangolo, 2012.
“Allenarsi come filosofare significa fare esperienza di due sensazioni con cui troppo spesso oggi non vogliamo avere a che fare: fatica e dolore.”
Il rapporto tra pensiero e allenamento. Parola, palestra, linguaggio e corpo sono sinonimo di continuità
Platone, il padre della filosofia, era un lottatore, un atleta che ha fondato la sua filosofia nella palestra dove si allenava, tra fatica fisica e dialoghi, perché il soggetto allenato è all’altezza di ciò che gli accade, resiste perché è temprato. La resistenza della mente forgia il corpo a reggere e viceversa. In questo bel saggio Simone Regazzoni, filosofo appassionato e praticante dell’arte marziale Hwa Rang Do, regala una rilettura di Platone e dell’immagine del filosofo che pensa e basta; non è così, o per lo meno non sempre: il filosofo lotta e pensa, perché la “filosofia carnale” richiede che i testi vadano letti anche col corpo, con le sensazioni, attivando la percezione del sapere Non c’è conoscenza che sia solo astratta.
Nota personale: non pratico le arti marziali ma l’allenamento fisico è parte della mia vita e in questo libro c’è un messaggio importante e chiaro: il migliorarsi; non in termini di Ego, ma come potenziamento vitale, per mettersi alla prova. Sempre.
La filosofia e l'esercizio fisico non sempre vanno di pari passo. Eppure i praticanti di arti marziali e sport da combattimento (come l'Autore) sanno che, aldilà dell'attività fisico motoria, queste discipline hanno anche una solida base teorica e filosofica. Lo stesso Platone alternava la lotta (forse il pancrazio?) e l'allenamento in palestra alle discussioni filosofiche con i suoi discepoli. Le conversazioni sui concetti non possono essere tenute distinte dall'allenamento e dal movimento del proprio corpo. Ci si rifà (in altre parole) alle teorie olistiche del rapporto mente-corpo. Si tratta, in effetti, di un lato di Platone inedito, o quantomeno ignoto ai più. E' un opera in cui si parla anche di filosofia, ma soprattutto di movimento, e di discipline come il body building, il jiu jitsu brasiliano, il pugilato e le arti marziali miste. Chi è appassionato di tali arti e vuole approfondire gli aspetti teorici o filosofici sottostanti troverà senz'altro piacevole la lettura!