Prefazione di Natalia AspesiQuesta volta la poltrona dell’analista non è dietro lo schermo, per spiegare, ma davanti, per guardare. Vittorio Lingiardi non recensisce i film che ha visto, ma li rivede insieme ai suoi lettori, cercando di cogliere, pellicola dopo pellicola, le immagini che precedono il pensiero e lo producono. Perché una mente che incontra una storia non è più la stessa. E viceversa. Al cinema con lo psicoanalista è una raccolta di sedute sui film (e qualche serie) di questi anni – dallo 007 di Spectre al canaro di Dogman, dalle onde di Fuocoammare al potere dei ricordi di Dolor y gloria – ma anche su classici come La finestra sul cortile visti con gli occhi del lockdown. A raccogliere i temi e scandire la lettura, sei stanze le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese.
Per parlarvi di psicologia abbiamo sempre usato i libri e la lettura , ma oggi vogliamo parlarvene attraverso il cinema! “Al cinema con lo psicanalista” di Vittorio Lingiardi, non è una semplice raccolta di recensioni, è piuttosto un’insieme di sedute sui film, come se i personaggi fossero sdraiati sul suo lettino a farsi analizzare. Lingiardi ci colpisce con brevi e acute osservazioni che ci permettono di cogliere i tratti, spesso patologici, dei vari personaggi. Il libro è diviso in “sei stanze poetiche”: le donne, l’arme, gli amori, le cortesie e le audaci imprese che racchiudono film di ogni genere, dai più vecchi ai più recenti. Cosa c’entra il cinema con la psicologia, ci chiederete voi. Beh, anche l’arte visiva, come la scrittura, ci permette di rilassarci e vivere per un po’ in un mondo diverso dal nostro. Ma per capire perché ci piaccia tanto il cinema, dobbiamo guardare cosa accade nel nostro cervello. Quando assistiamo ad una proiezione, nel nostro cervello si attiva i neuroni specchio, un tipo particolare di neuroni che ci permette di immedesimarci negli altri condendoci di sperimentare su noi stessi le emozioni provate dai personaggi. Grazie inoltre ai meccanismi psichici della proiezione e dell’identificazione possiamo quasi prendere il posto dei personaggi, riuscendo anche ad affrontare le nostre paure. E’ per questo che quando usciamo dal cinema a volte ci sentiamo liberati, sollevati! Accade grazie al potere catartico del cinema. Voi preferite guardare film o leggere libri quando vi sentite giu?