Au début de l’année 2014, après avoir consommé une boîte de "sprats" périmés un homme voit pousser sur son abdomen de mystérieuses excroissances, qui se révèlent, en fait, huit tentacules. Il se rend à l’hôpital et là commence son aventure, qu’il consigne avec un détachement mêlé d’appréhension dans son journal. Face à ce phénomène qui va peu à peu prendre des proportions monstrueuses, le corps médical est d’abord désemparé, avant de s’en prendre au patient lui-même. Au fur et à mesure que les tentacules grandissent et jusqu’à l’opération finale – qui finira mal – David Bessis entraîne son lecteur dans un "suspens médical" à la fois comique et angoissant. La lente désocialisation du héros, qui bien malgré lui se retrouve coupé du monde extérieur illustre le combat de la société envers cette part d’irrationnel qui soudainement sidère l’ordre des choses. Roman de science-fiction, farce tragi-comique, parabole sur la condition humaine, Sprats se lit à plusieurs niveaux et fait entendre une voix tout à fait originale dans la littérature française contemporaine.
Sorprende trovare un romanzo breve (nemmeno 100 pagine), basato su una solo semplice idea, eppure così stratificato, complesso, come tre romanzi uno sopra l'altro. Tentacoli è la strana, lucidissima storia di un uomo che si risveglia un bel giorno con otto tentacoli cresciuti magicamente dall'addome. Nonostante lo stile asciutto, anemico, questo racconto si muove tra diario di malattia, romanzo horror, romanzo allegorico e surreale. Basta già, per esempio, il senso di soffocamento, dovuto all'ambientazione in spazi chiusi, ad evocare lo straniamento dell'uomo contemporaneo. Nei dialoghi mozzi con il dottor T, l'unico medico a distinguersi da una massa amorfa, opaca e muta, c'è tutto quanto ci sia da dire sulla medicina contemporanea, sulla malattia come condizione imprescindibile dell'essere umano, sul rapporto tra medico e paziente. Persino sull'informazione: il protagonista senza nome non sa nulla, chiede poco e ottiene ancora meno. E' un racconto talmente assurdo da apparire necessariamente vero, fosse solo per la lucidità estrema che accompagna i dettagli più tecnici delle operazioni e degli esami. David Bessis, chiunque egli sia, è un genio della parola. Scrive mezza frase, quattro parole, e riesce a dire molto di più di un'enciclopedia.
La nostra civilta', timorosa e conformista, canzona chi si allontana dalla norma. Censura ogni evoluzione. Non ci sara' mai un uomo nuovo.
Avevo aspettative altissime perché la premessa mi sembrava molto intrigante. Sono rimasta parzialmente delusa, probabilmente perché mi aspettavo qualcosa di diverso.
Il libro è scritto sotto forma di diario di malattia del protagonista, ma quanto possiamo fidarci di questo protagonista e di quello che racconta? Il senso di dubbio e smarrimento è probabilmente la cosa più interessante di questo libro: quale malattia lo affligge? e se fosse frutto della sua immaginazione? di chi si può veramente fidare tra gli operatori sanitari con cui si interfaccia? Non ci si devono aspettare risposte ma si dovrà interpretare la storia secondo la propria sensibilità.
Ultima riflessione: ho trovato un po' banale e stereotipata la critica (velata ma non troppo) nei confronti dei medici che seguono il protagonista nel corso della sua degenza: la classica lamentela di ogni pz che non è soddisfatto delle attenzioni e informazioni ottenute. Mi sarebbe piaciuto che il senso di smarrimento davanti alla malattia misteriosa fosse stato affrontato anche dal punto di vista del medico.
Insomma premesse interessanti ma probabilmente avrei trovato più efficace un altro formato narrativo.