Mia ha ventiquattro anni, balla con l’American Ballet Theatre di New York e vive con Adam. Ma il loro iniziale idillio pare essersi trasformato in ben altro: si vedono poco, quando sono insieme spesso litigano, le reciproche carriere li hanno messi di fronte a molte difficoltà. Adam non è riuscito a sfondare davvero, mentre Mia, che ha lavorato duramente, è prossima a un traguardo. Ecco però che quando l’obiettivo sembra a portata di mano, un imprevisto ferma i suoi piani e la getta nello sconforto più nero. Ma a volte la vita offre inattese opportunità e apre porte che non si credeva esistessero: quella che sembrava una battuta d’arresto può trasformarsi in un’occasione per pensare, per allentare la tensione che la stritola, per riflettere sulla strada che ha scelto di percorrere e magari per riscrivere il futuro. Tanto più se il destino ha deciso di riservarle un incontro molto speciale. Con qualcuno che le ricorda in tutto e per tutto una persona che appartiene a un passato lontano, molto lontano…
Federica Bosco è scrittrice e sceneggiatrice. Appassionata di yoga e convinta sostenitrice dell’alimentazione vegan a cui sottopone parenti e amici, ultimamente sta anche imparando a fare il pane («Con i tempi che corrono è bene avere un mestiere in mano!»). Potete leggere di lei nel suo blog all’indirizzo www.federicabosco.com. Con la Newton Compton ha pubblicato Mi piaci da morire, L’amore non fa per me e L’amore mi perseguita, tre romanzi con Monica come protagonista, e Cercasi amore disperatamente: tutti hanno avuto un grande successo di pubblico e di critica, in Italia e all’estero. È anche autrice di uno spassosissimo manuale di sopravvivenza per giovani donne: 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi).
Io c'ero 7 anni fa quando uscì la serie, c'ero mentre versavo litri di lacrime, c'ero per maledire un finale orribile e forzato con un personaggio buttato lì. Mi sono presa 3 mesi per decidermi ad acquistarlo e la delusione pura mi scorre dentro per una trashata senza limiti. Tutto quello costruito anni fa buttato via, un linguaggio fermo al passato: la protagonista continua a parlare e a pensare come se fosse avesse ancora 17 anni e non 24. L'inserimento del "nuovo" così surreale ma non in maniera mistica che poteva anche starci e riportare a galla le emozioni del passato, solo surreale trash.
Wow...sono in un vortice di emozioni assurde! Lo stile di scrittura di Federica Bosco mi piace davvero tantissimo e mi coinvolge sempre, facendomi immaginare alla perfezione tutto. Non mi ero resa conto di quanto mi mancassero i personaggi da lei creati, e quando ho aperto il libro e ho ricominciato a leggere di Mia, Nina, Carl, Betty, Elena, Poul, Goddard...è stato davvero travolgente! Anche i nuovi personaggi mi sono entrati nel cuore sin dall’inizio, soprattutto Fran, col suo bel caratterino e il suo cuore grande, e Nathan, il dolce Nathan, che ricorda molto un certo qualcuno, che mi è mancato più di tutti🥺♥️ L’unico motivo per cui non ho dato a questo libro 5 stelle è stata Mia, che ho ritrovato con un carattere un po’ stravolto...mi è mancata un po’ la vecchia Mia 16enne con il suo carattere testardo, competitivo e con la parolaccia pronta, ma ovviamente crescendo si cambia e si matura, specialmente lei, che ha passato tutte quelle esperienze! Però per il resto è il libro che mi serviva, un buonissimo sequel di una trilogia che è stata davvero importante per me! Quindi nel complesso mi è piaciuto davvero molto e mi ha soddisfatta appieno!
Difficile, anzi difficilissimo, valutare questo libro. Da un lato devo ammettere che non mi ha entusiasmato come i romanzi precedenti, ma questo posso facilmente attribuirlo al fatto che all'epoca ero ancora un'adolescente molto molto suggestionabile. Dall'altro, è proprio l'affetto che mi lega a questa serie, e ai personaggi che ne sono i protagonisti, che m'impedisce di assegnare ad "Un angelo per sempre" meno di quattro stelline. Anche perché, per quanto sia appunto inspiegabile e a tratti poco convincente, devo ammettere che l'autrice l'ha gestito veramente bene, dotandolo di un pizzico di magia, di momenti immensamente toccanti e di una conclusione che, da tesissima, si fa straordinaria. Anche il resto della trama, comunque, è altrettanto emozionante: dà inizio alla serie di ricontri attraverso i quali si entra in contatto anche con le problematiche di sua madre, di Nina, di Fran, di Adam. Ma, soprattutto, è l'inizio della maturazione di nuove consapevolezze, la scoperta di un coraggio inedito, il ritrovamento di se stessi.
"Tutto quello che siamo in questo esatto momento è il risultato di miliardi di piccole scelte e casualità che compiamo in ogni istante. Siamo il prodotto costante di infinite combinazioni che generiamo muovendoci e che, a loro volta, producono altrettante possibilità. Alcuni lo chiamano destino, altri coincidenze, qualcuno crede che tutto sia già scritto, altri che abbiamo un margine di azione più o meno ampio, altri ancora che tutto dipenda dal nostro libero arbitrio. Qualunque sia la verità, l'unico errore fatale che provoca lo scacco matto è rinunciare a muoversi, a provare, osare, sognare. Perché, se siamo arrivati dove non credevamo fosse possibile arrivare, immaginatevi quanto lontano possiamo andare ancora."
E poi vabbé, la scrittura della Bosco è favolosa. Scorrevole, ironica, con dialoghi brillanti... e frasi che ti rubano il cuore.
VOTO: 3,5 STELLINE. RECENSITO DA SIENNA PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Sono passati circa sei anni da quando ho letto la trilogia di “Il mio angelo segreto” e mai avrei pensato di poter leggere un nuovo capitolo sulla vita di Mia. Un ciclo si era chiuso e seppur con tanta malinconia per l’addio definitivo a Patrick ero stata contenta che Mia avesse trovato la forza per lasciarlo andare, con la promessa di vivere appieno la sua vita e di non sottrarsi all’amore, di non rinunciare ad amare.
Quindi potrete capire la mia meraviglia e gioia quando, qualche tempo fa, fu dato l’annuncio dall’autrice e dalla Newton Compton Editori che ci sarebbe stato un seguito, con il quale forse Federica Bosco avrebbe dato voce alle più insperate aspettative di chi come me aveva amato visceralmente la trilogia.
Ed ora eccomi qua con il cuore e l’anima ancorati all’epilogo di “Un angelo per sempre”, con la consapevolezza che il cerchio si è chiuso per sempre.
Ma partiamo dall’inizio, attraverso il quale l’autrice ripercorre le tappe fondamentali di ciò che è accaduto sette anni fa, ridando ossigeno ai ricordi sopiti sotto la cenere del tempo, e che riprendono vita in tutto il suo ardore man mano che la memoria del lettore viene ridestata.
Oggi come allora, Federica Bosco non lesina niente in termini di dispiaceri e sofferenze alla nostra protagonista; con i suoi ventiquattro anni ha già un vissuto che potrebbe essere troppo da sopportare anche se spalmato in una vita intera.
Ma lei è una sopravvissuta alla morte, al dolore, e non ha più paura.
Sa che la vita non regala niente, ogni piccola grande conquista ha la sua contropartita di sudore e fatica. Oramai ha smesso di chiedersi il perchè le stia accadendo tutto questo, sostituendo il vittimismo al più propositivo mantra:
“Cosa posso imparare da questo?”
Per tentare di trovare la giusta via d’uscita, così da trarre il meglio anche dagli ostacoli che appaiono insormontabili.
E’ questo che più amo dei romanzi di Federica Bosco, riescono sempre a instillare in me dei sentimenti che a volte fatico a preservare e perseguire nella mia quotidianità: la fiducia nelle proprie capacità, l’attitudine alla positività, la tenacia nel trasformare in un’occasione tutto ciò che ci fa deviare dal sentiero lineare, che tutto sommato crediamo sia la nostra vita.
Tuttavia è innegabile che il mio approccio a “Un angelo per sempre” sia stato determinato, dal momento che ho saputo della sua pubblicazione, dalla necessità di dare risposta alla domanda che più mi stava a cuore: Patrick troverà il modo di ritornare da Mia?
Se partiamo dal presupposto che è morto, e i morti non tornano, la risposta è presto data, però il mio animo romantico non ha mai smesso di sperarci, anche in virtù dell’appiglio narrativo concesso da Federica, e cioè che il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Quindi se il mio interrogativo è anche il vostro sappiate che avrete una risposta, e dalla quale sono rimasta sinceramente un pò delusa. Mi immaginavo un eclatante colpo di scena degno del genere paranormal romance a cui appartiene tutta la serie, invece mi sono ritrovata a fare i conti con due eventi cruciali che però lasciano libera interpretazione al lettore. Ed io non volevo “interpretare”(!!), avrei preferito di gran lunga un responso netto e inequivocabile!
Come del resto non mi ha del tutto convinto come l’autrice ha gestito la relazione sentimentale tra i due protagonisti, la quale a mio avviso è stata trattata in modo troppo sbrigativo e poco approfondito, quasi data per scontata. Al contrario io vi ho visto un potenziale immenso, se solo fosse stata messa più in risalto rispetto a tutte le traversie di Mia.
«La gente non cambia, si rivela!»
Questa invece è un’affermazione riferita al comportamento di Adam, il quale si rivela astioso e debole (che peccato! Come mi ha detto una mia amica, e io concordo, si meritava un congedo meno deludente), che ahimè, però mi sento di accostare anche a dei comportamenti tenuti dalla protagonista femminile. Ho trovato in lei un pizzico di cinismo – che non mi aspettavo – nel modo in cui si pone e si relaziona con le sue due amiche. Per come la ricordo la Mia di sette anni fa non avrebbe accettato e coperto certe situazioni di Nina, avrebbe cercato di dissuaderla dai suoi propositi, come non avrebbe sorvolato su una decisione di vitale importanza presa da Fran.
In conclusione posso consigliarvi di leggere questo romanzo tenendo ben presente che l’esigenza di dare un seguito alla trilogia, sentita da Federica Bosco, non ha esattamente coinciso con la necessità di chi come me invece lo ha tanto bramato per ritrovare certamente Mia, ma Patrick… di più.
Dopo tanto aspettare finalmente rileggo fra queste nuove pagine, la storia che mi ha fatto battere il cuore e versare litri di lacrime da adolescente 💗 5 stelle non solo per la nostalgia ma anche perché Federica Bosco era e resterà una delle mie scrittrici preferite. I suoi libri tanto ironici quanto scorrevoli li ho sempre apprezzati.. e questa saga più che mai. Ormai non leggo più romanzi romantici ma per Federica Bosco vale la pena di fare un'eccezione!💖
Ho voluto dare una chance a questo libro in quanto è merito suo se ho ricominciato la saga che lessi a 16 anni, anche se all'epoca non mi era piaciuta (o meglio, non l'avevo saputa apprezzare), ma che ho rivalutato e che mi ha rubato un pezzetto di cuore. Purtroppo, non posso dire lo stesso di questo inaspettato e deludente quarto volume della saga. Apparte forse Mia, che ancora una volta ha dimostrato la sua emancipazione nei confronti dei pilastri della danza classica e il suo amore per Patrick, e Nina che si è dimostrata la bambina immatura e infantile che era anche a 16 anni, ho trovato gli altri personaggi completamente snaturati. Più di tutti Adam, che in un momento di crisi ha iniziato a farsi di cocaina. Se l'autrice voleva che i lettori lo disprezzassero, ha raggiunto il suo scopo. Mi è dispiaciuto moltissimo per il povero Paul, che rivediamo per la prima volta dopo 7 anni in fin di vita e sofferente. E per cosa? Semplicemente perché così Mia gli avrebbe dato ascolto, assecondando le ultime volontà di un malato terminale? Ma la cosa che più di tutte mi ha dato fastidio è stata la relazione tra Mia e Nathan, un rapporto malato e iniziato nel modo più sbagliato possibile. Sì, perché Nathan è esteticamente il gemello di Patrick... E così facendo, l'autrice dà una falsa speranza ai lettori che hanno perso il proprio innamorato/a nella vita reale, illudendoli, o comunque trasmettendo il messaggio, che prima o poi la persona amata tornerà da loro. A S S U R DO ! ! ! Ma veniamo all'unica cosa bella che ho trovato in questo libro, ovvero il finale e, per essere più precisi, l'epilogo. "Tutto quello che siamo in questo esatto momento è il risultato di miliardi di piccole scelte e casualità che compiamo in ogni istante. Siamo il prodotto costante di infinite combinazioni che generiamo muovendoci e che, a loro volta, producono altrettante possibilità. Alcuni lo chiamano destino, altri coincidenze, qualcuno crede che tutto sia già scritto, altri che abbiamo un margine di azione più o meno ampio, altri ancora che tutto dipenda dal nostro libero arbitrio. Qualunque sia la verità, l'unico errore fatale che provoca lo scacco matto è rinunciare a muoversi, a provare, a osare, sognare. Perché, se siamo arrivati dove non credevamo fosse possibile arrivare, immaginatevi quanto lontano possiamo andare ancora."
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Ridicolo. Surreale. Trash. Banale. Una trama che si era capito da pag.2 dove andasse a parare, richiami ridicoli a angeli, reincarnazioni e misticismo e il tutto condito da frasi stucchevoli e di dubbio gusto. La seconda stellina è merito del fatto che questo resta un libro facile da leggere e scorrevole, probabilmente perché si ha voglia di capire fino a che punto la scrittrice abbia il coraggio di arrivare. E di coraggio ne ha tanto eh.
"Non sei tu a scrivere la storia, ma è lei che si scrive da sola" così Federica Bosco chiude la storia di Mia che dopo la trilogia dell'angelo ci catapulta di nuovo nel mondo della danza e dei teatri, del successo e non solo. Questa è la storia del cambiamento nella vita della protagonista, il destino, karma, coincidenze, chiamatelo come volete ha deciso ancora una volta per lei, ma questa è quella decisiva in cui tutto prende forma.
"Non potevi mai dirti al sicuro, non potevi mai pensare di essere arrivata, di aver sconfitto il drago o di aver superato le prove del grande videogioco della vita, perché ci sarebbe sempre stato un livello di difficoltà maggiore ad attenderti"
Mia a New York vive la vita che voleva, è la prima ballerina dell'American Ballet Theatre, ha un fidanzato perfetto all'apparenza che finirà per deludere la sua fidanzata sprofondando nel tunnel della droga tutto perchè in realtà non regge il confronto con Patrick, l'angelo che ha sempre accompagnato Mia in tutte le sue scelte anche se non era più presente accanto a lei. La sua vita va a gonfie vele fino a che un incidente la ferma, tutte le certezze crollano e inizia a chiedersi se quella fosse la sua strada. Incontra così Nathan che inspiegabilmente è la copia esatta di Patrick, la somiglianza è sconcertante, ma anche lo stare con lui è necessario. Non può credere ai suoi occhi e non può fare a meno di lui, la magia dell'innamoramento si ripete un'altra volta al contrario di ciò che pensava.
Con Nathan è strano e bello, si innamorano, vive la vita che non aveva vissuto con Patrick, può essere che siano la stessa persona? Giudicatelo voi leggendo questa incredibile storia voluta fortemente dai fans. Insieme a lui, lei potrebbe spaccare il mondo, entrambi vivono una sensazione strana come se si conoscessero da sempre. Lui ha perso la memoria in seguito a un incidente e prova sentimenti contrastanti e forti mentre è con Mia.
"Non so cosa stavamo diventando, eravamo in quella zona indefinibile fra l’amicizia e un qualcosa di più, ma mi piaceva il fatto che lui ci fosse e, per una maniaca del controllo come me, permettergli di occuparsi della mia vita era un immenso passo avanti"
Di nuovo si ripropone la morte alla sua porta, un nuovo dolore da affrontare, quella del suo amato patrigno che le indica la strada da seguire, quella che fa più paura. Si butta in un nuovo progetto, aprire una scuola di ballo da zero. Da pazzi! Ma quando il sogno e la passione si uniscono è impossibile fermarsi davanti agli ostacoli. Sempre più presente è il tema dell'amicizia tra Mia, Nina e Fran, un nuovo personaggio molto frizzante e testardo che sarà determinante nella scelta della carriera di Mia. La vita viene sconvolta e stravolta ma tra le paure e le ansie mette su un corpo di ballo spettacolare e lo spettacolo di esordio non può che essere dedicato all'amore carnale, spirituale e dell'anima, quello che ti salva, a cui eri predestinato da sempre. Ritrovarsi. Viversi. Amarsi. Grazie Federica per aver dato un finale felice a Mia, dopo tanta sofferenza meritava che il suo cuore venisse riparato da un miracolo (forse) che ipnotizzerà tutti, come è successo a me che pendevo dalle righe. Ho rispolverato le altre copie, per rivangare i ricordi, la tristezza provata in alcuni momenti, il conforto delle vittorie di Mia, la rinascita. E questo libro mi ha messo a dura prova, si dedica alla crescita interiore dei pensieri, delle sensazioni. La vita va ricostruita sempre nonostante tutte le battute d'arresto che il destino propone nella quotidianità. Rialzarsi e trovare il coraggio di cambiare è ciò che ho ammirato di Mia nonostante fosse accecata dal dolore delle sue numerose perdite.
"Siamo il prodotto costante di infinite combinazioni che generiamo muovendoci e che, a loro volta, producono altrettante possibilità. Alcuni lo chiamano destino, altri coincidenze, qualcuno crede che tutto sia già scritto, altri che abbiamo un margine di azione più o meno ampio, altri ancora che tutto dipenda dal nostro libero arbitrio"
Quelli di Federica Bosco sono i primi libri sugli angeli che ho mai letto. Solo dopo ho iniziato a bearmi di storie fatte di piume e luce per dare un po' di positività alla mia vita, che a quel tempo era scossa da bivi e da eventi che mettevano, un po' come accade a Mia, in discussione le mie certezze. Sono un capricorno. E ogni mio pensiero è quasi un mattone di granito messo con accuratezza su un impalcatura che diventa poi un muro. E questo mi limitava e tutt'oggi rischia di farlo, la visione d'insieme, la comprensione che, in fondo, il mondo è più vasto e più complesso di quanto immaginiamo. Ci sono forse, chiamate sentimenti e emozioni che esulano dalla materia per diventare esseri di puro spirito, frammenti di luce discesi dagli occhi ridenti di un dio che ci ama cosi tanto, da non lasciarsi mai soli di fronte al dolore. Federica Bosco è nata da quel sorriso radiante. Pertanto, ve lo assicuro io amante di generi più gotici e “dark”, leggere un suo libro è come assaporare, dopo tanto smog la freschezza di un aria montana. E' annusare felici l'aria invasa dagli effluvi di legna bruciata, di terra accarezzata dalla pioggia, del dolce che cucinava tua nonna e che sapeva di mele e cannella. Eppure le sue storie non sono affatto sdolcinate. In esse esiste un muto grido, un disagio, quello che appare quandosi vive davvero e non ci si trastulla con un esistenza svuotata di significato. Perché soltanto chi si muove, chi abbraccia la colonna del rigore, conosce anche la bellezza di una misericordia che si manifesta non tanto con angeli “reali”, ma con un amore che ci segna, che ci protegge e che ci dona..speranza. Molto prima che lo raccontasse la Rowling, la Bosco ci informava come il sentimento puro, quello fatto di gioie e di piccole incomprensioni, quello vero quello colorato di mille sfumature, non poteva morire mai. Mia è l'esempio di chi in fondo, non cede affatto alle lusinghe degli abissi. In ogni sua “avventura” lei tocca si il fondo, ma ne è preservata dai suoi orrori grazie...all'amore. Mi dispiace ma l'amore è davvero la potente forza raccontata da Dante. Muove il sole e le altre stelle. Decide destini e sconfigge imperi. Cambia il corso degli eventi. Rende eroi uomini apparentemente banali. Può dunque terrorizzarsi e fuggire davanti al dolore? Davanti a ogni ostacolo Mia colleziona ferite. Crolla, cade, diventa quasi vuota. Ma questo le permette di riempirsi, ogni volta di amore. E di coronare i suoi sogni che, appunto costruiti da sangue e lacrime, divengono rocce sicure a cui aggrapparsi. E l'amore si esprime in musica, in danza, in quel movimento antico che, dai cieli invoca la benedizione. In questo nuovo capitolo che racconta di Mia, la Bosco torna a commuovermi. Torna a emozionarmi con il suo stile mai banale ma profondo. Scorrevole e affatto ridondante. Sceglie le parole con cura e ce le porge, con un sorriso lieve, con una delicatezza mai scovata in nessuno libro. Ecco il segreto della Bosco. Una dolce delicatezza capace di toccare anche i cuoi più duri. Anche le corazze di granito che persone come me indossano per affrontare il mondo. Grazie Federica, per avermi di muovo fatto tremare il cuore.
Ci speravo in un finale più lieto per questa storia. Ho letto la trilogia di Mia con il cuore, vivendo nella mia testa l'esperienza della danza, la lotta e la sofferenza per realizzare il proprio sogno e sopratutto il dolore per la morte di Patrick. Per cui, ho sempre sognato un finale alternativo per Mia, una pace e una serenità maggiore, rispetto a quella che aveva ottenuto nell'ultimo libro della trilogia. E questo finale mi ha accontentata al cento per cento. È stato bello ritrovare i personaggi, incontrarli dopo anni come fossero vecchi amici. È stato bello danzare tra le pagine con mia e leggere il "linguaggio della danza" che affascina ogni lettore, ma per una ballerina è qualcosa di più, è come trovarsi a casa o nella sala della tua scuola di danza. La scrittura di Federica Bosco, così attuale, sincera, diretta e semplice, coinvolge come lo farebbe il racconto di una cara amica. Mi sembra chiaro che il mio modesto giudizio su questo romanzo sia assolutamente positivo. E poi, posso dirlo? La copertina di questo libro è e sarà sempre una delle più belle che ho nella mia libreria. Consigliatissimo per chi ha letto i precedenti. Per chi non l'ha ancora fatto, consiglio subito di volare in libreria e cominciare questa avventura dall'inizio.
Ho letto la trilogia anni fa, ma il finale non mi aveva del tutto soddisfatta. Per me Mia e Patrick erano l'Amore con la "a" maiuscola e avrei voluto ci fosse stato un modo per rivederli insieme. Leggendo le recensioni, temevo che questo quarto e ultimo volume potesse deludermi, invece lo ho trovato intenso ed emozionante. Mi sono commossa e ho trovato perfetta la scelta dell'autrice, che lascia spazio alla magia e al sogno, ma allo stesso tempo al realismo perché quella scelta può essere interpretata diversamente a seconda di ciò che si vuole credere. Non voglio spoilerare, ma mi limito a dire che ho amato la caduta e la rinascita di Mia, le storie degli altri personaggi, le considerazioni sulla vita, sulle coincidenze e sul destino. Era da un po' che un romanzo non mi faceva brillare gli occhi e mi è sembrato di ritrovare dei vecchi amici.
Questo libro è sicuramente il più bello della saga. È sicuramente una conclusione bella per la storia di Mia anche se leggermente surreale. Diciamo che in alcuni momenti l'ho trovata un pochino forzata ma la trama scorreva molto bene e anche l'epilogo è stato molto dolce.
Degno finale della serie, forse questo lato negativo di Adam mi ha dato un po' fastidio! Il carattere di Mia negli anni ha avuto una giusta evoluzione, adesso è una giovane donna anche se ha il coraggio di seguire le sue idee e di prendere decisioni difficili. L'ho trovato giusto lasciare un punto interrogativo sulla vita prima dell'incidente di Nathan...chissà
Per un secondo sono stata tentata all'idea di metterne 3, di stelline, ma no.
Per quanto mi siano mancati alcuni personaggi della trilogia precendente, non posso perdonare a Federica di aver preso determinate decisioni e a Mia di aver fatto determinate cazzate in character, per carità, ma appartenenti più alla Mia sedicenne che a quella dei "sette anni dopo".
ci metterò un po' a spiegare ogni cosa che di questo libro mi ha fatto altamente schifo e mi ha delusa, ma va bene così. questa è stata la saga per eccellenza della mia adolescenza, ero innamorata di federica bosco da anni, e non esitai un attimo a comprare tutti e tre i libri insieme e a leggerli tutti d'un fiato. non saranno stati i libri migliori del mondo , ma sono i miei "comfort books", per quanto strano possa sembrare, vista la tematica che trattano. il finale era giusto. triste, strappalacrime etc. etc. ma GIUSTO. la trilogia ti accompagnava insieme a mia nell'elaborazione del lutto, e alla fine ne uscivi stremata ma pronta, anche tu, ad andare avanti. la storia era chiusa. e andava bene così. era chiusa benissimo, mia sarebbe cresciuta e sarebbe rimasta viva nei miei pensieri, con la consapevolezza che, però, sarebbe andata avanti.
immaginate quanto sia rimasta sconvolta quando ho scoperto che c'era un quarto libro, datato 2020 (7 anni dopo la fine della trilogia). mi sono detta "devo leggerlo, che faccio, rimango senza sapere come va a finire?" bene. avrei fatto meglio a lasciarlo dov'era, sto libro, a tenermi IL MIO canon. perché, spiace davvero dirlo, ma sto libro nemmeno 1 stella si merita (it is so bad i wanted to give you a zero, but that's not possible, so i gave you a one). da dove comincio? andiamo per gradi.
la protagonista: mia non è cresciuta affatto. è rimasta una ragazzina, proprio a livello mentale: egoista, spocchiosa, egocentrica, insopportabile, imbarazzante. e se quando avevo 13 anni e leggevo la sua storia la potevo giustificare, perché avevamo lo stesso carattere, adesso che ho la sua età nel libro, proprio no. mi dispiace ma se scrivi di una 24enne almeno scrivila matura, non come scriveresti la mia di sette anni fa.
nathan: mi ha fatto cadere le palle. posso dirlo? un personaggio noioso, palesemente un contentino per i fan che non avevano accettato la morte di patrick e il fatto che mia volesse andare avanti (che poi perché? siete sadici?). letteralmente in ogni scena in cui appariva mi veniva voglia di skimmare il tutto e salvarmi da un cringe-fest
la loro storia: posso dire "che schifo"? cioè. non ha ne capo ne coda. e adesso vi dico anche perché: mia è tornata quella del libro 2. non è cresciuta, semmai è regredita. mia si è innamorata di una copia carbone di patrick, il suo grande amore (aveva 16 anni, anche meno), non è andata avanti. semplicemente, è regredita allo stato in cui era nel secondo libro, sia mentalmente che a livello di plot.
arriviamo poi a delle cose che mi hanno fatto veramente male e mi hanno fatto rizzare i capelli in testa
il problema della droga e adam: non puoi assolutamente introdurre un argomento delicato come quello dell'abuso di sostanze pesanti (come la cocaina, che vorrei ricordare, uccide le persone) e utilizzarlo semplicemente come pretesto per smerdare un personaggio solo perché mia non vuole più starci insieme e ha bisogno della scusa per lasciarlo. non puoi scrivere così di una persona affetta da una malattia del genere (perché la droga è una malattia, voglio ricordare). non puoi. se vuoi scrivere di un problema così serio ti documenti, e poi ne scrivi. ma usarlo così, come pretesto per rendere adam KTTV!!! anche no
paul: la sua morte mi ha fatto male. non capisco perché sia stata trattata così. non capisco perché mia abbia sempre dovuto ricordare che lei è quella che ha sofferto e quindi gli altri non devono permettersi di essere tristi perché lei ha perso patrick e ha visto la morte in faccia. ????
i chiari disturbi alimentari di mia: altro argomento delicato, liquidato con DUE FRASI. i disturbi alimentari sono una cosa seria. se ne vuoi parlare ti documenti e poi ne parli, non li liquidi così dicendo "da adesso in poi mangio tutto basta dieta stretta e campare d'aria". la gente ci muore coi disturbi alimentari, e soprattutto in un ambiente come quello della danza classica (in cui ho trascorso i primi 16 anni della mia vita) sono una cosa all'ordine del giorno. spiace, bisogna documentarsi meglio.
la velata omofobia: mia che dice la frase "dopo una vita nel balletto credi io non mi accorga di un amore gay?" cosa mi dovrebbe significare? questa è una stereotipizzazione dei ballerini che non mi va proprio giù. e basta con ste cose. e poi cosa c'è di sbagliato in due uomini che sono amici tra loro? seguendo questo ragionamento anche mia e nina sono innamorate l'una dell'altra perché si vogliono un bene dell'anima.
mi fermo qui, e dirò cosa invece mi è piaciuto: i personaggi secondari. la bosco ha il talento dello scrivere personaggi secondari di cui a me interessa molto. le loro storie le ho seguite con piacere, e a parer mio hanno retto l'intero libro.
mi dispiace davvero che sia finita così. avrei capito un quarto libro di crescita, ma non questo. questo non è un andare avanti, è un palese contentino alle fan che non volevano dire addio a patrick e ha fatto regredire la storia al secondo libro. soprattutto quelle scene finali imbarazzanti che sarebbero dovute essere strappalacrime e che invece, francamente, mi hanno solo fatta ridere.
per me, questo libro, non esiste. soprattutto, non in queste condizioni.
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Non c'era più un solo lato della mia vita verso cui voltarmi per vedere ancora il sole. Niente era più come prima. E niente lo sarebbe stato più.
Sette anni fa con Un amore di angelo calava il sipario su una trilogia di genere young adult con sfumature paranormal e tanto angst. Trilogia che mi ha regalato così tante emozioni facendomi versare altrettante lacrime da restarmi impressa nel cuore in modo indelebile. Ho conosciuto Federica Bosco grazie a Innamorata di Angelo che mi ha conquistata da subito facendomi innamorare di Mia e del suo Patrick. Ho amato, sofferto, pianto e gioito con questa ragazzina di 16 anni con una feroce passione per la danza e innamorata da sempre di amore puro, viscerale e soverchiante del suo Patrick, fratello della sua migliore amica Nina. Un'adolescente profondamente ferita dalla vita, con un cuore e un'anima spezzata che grazie a un "incrollabile amore" cercherà di far suo l'unico sogno realizzabile e provare a entrare alla Royal Ballet School.
L'abbiamo lasciata anni fa pronta a spiccare il volo verso il successo e iniziare una nuova storia d'amore con Adam. Un finale per quanto mi riguarda, dolce/amaro. Io come altre migliaia di lettrici e fan di Mia avremmo voluto un finale diverso. Personalmente ho faticato davvero parecchio ad accettarlo, non ho avuto altra scelta che farmelo in qualche modo andare bene. Una trilogia che nella sua interezza per me resta un indimenticabile e per anni guardando i tre libri nello scaffale della libreria ho sempre provato un grande affetto misto a malinconia per la piccola Mia così giovane eppure così forte e tenace da superare un profondo dolore e prenderne forza per raggiungere i suoi obiettivi. Poi un mese fa tramite un video fatto dall'autrice, arriva l'annuncio inaspettato: da lì a poco sarebbe uscito a sorpresa un quarto libro legato alla serie. Non potete immaginare lo stupore e la mia immensa felicità per aver la possibilità di ritrovare Mia ormai diventata donna e scoprire come era cambiata la sua vita in questi sette anni.
La trama mi aveva messo un'ansia e una grande aspettativa per questo libro che confesso un po' temevo sarebbe stato una delusione. Ebbene ho finito da qualche ora la lettura di Un Angelo per sempre e non riesco a smettere di pensare sia ai personaggi che a certe scene, li rivedo nella mente in un loop continuo. Non vi anticipo nulla né della storia, né dei personaggi, ma solo delle forti emozioni che Mia, attraverso la penna della autrice, ha saputo regalarmi. Un traguardo a portata di mano, la relazione con Adam, tutto sembra fermarsi, cristallizzarsi e infime frantumarsi in un solo attimo. Un attimo che cambia tutto, facendo ricadere Mia nello sconforto più nero.
Amore, lavoro tutto quello che sembrava scontato e a portata di mano viene messo in discussione. Ma se invece quello che potrebbe essere visto come una battuta di arresto o un tragico fallimento invece fosse solo l'inizio di nuove opportunità? E poi c'è quel "qualcuno" di nome Nathan, che somiglia in tutto e per tutto a quella persona che appartiene a un lontano passato mai dimenticato, ma solo apparentemente chiuso in un angolo del cuore.
Ero in bilico, la mia vita, la nostra vita era in bilico, eravamo tutti sospesi su un baratro é camminavamo su un filo sottile e traballante. Non potevi mai dirti al sicuro, non potevi mai pensare di essere arrivata, di aver sconfitto il drago o di aver superato le prove del grande videogioco della vita, perché ci sarebbe sempre stato un livello di difficoltà maggiore ad attenderti.
Federica Bosco rimescola le carte con un imprevisto che sconvolge e rimette tutta la vita di Mia in gioco. Una protagonista che spicca per la sua straordinaria personalità. Con una forza interiore, coraggio, maturità e lealtà che la contraddistinguono. Con le sue sconfitte e le sue vittorie. Con le sue lacrime di dolore di perdite e di grandi gioie, Mia ritorna più intensa che mai e con tanto ancora da dire e dare. Molti sono i messaggi che ci vengono trasmessi. È stato come ritrovare una cara amica che non vedevo da tempo, che con la sua voce mi ha rifatto innamorare di nuovo di lei e di quel "qualcuno" facendomi sciogliere il cuore di amore e dolcezza per loro.
Sentire la sua pelle scorrere sotto le mie dita, respirare il suo profumo, baciare le sue labbra. Eravamo io e lui, in carne, anima e desiderio. Il desiderio di un'eternità. E fu qualcosa di indescrivibile. Quando il tuo cuore è coinvolto a un punto tale che la tua pelle non più ha confini e hai la sensazione di fonderti diventando una cosa sola con l'altro e ti guardi negli occhi senza dire più niente, senza muoverti, senza respirare, tanta è l'emozione, tanto è l'amore.
Un finale meraviglioso che l'autrice dopo anni ha voluto regalarci. Adesso quando guarderò i miei quattro libri sul primo scaffale della mia libreria, proverò solo gioia, tenerezza e quel senso di completezza che mancava e con una gran voglia di rileggerli da capo.
Se non avete ancora letto questa serie, non vi resta che recuperare al più presto. Questo 2020 ci ha donato veramente pochi momenti di gioia e serenità, allora non ci resta che andarli a cercare fra le pagine di libri come Un Angelo per sempre, che vi assicuro a me ha saputo donare tanta gioia, forte di un amore che non conosce confini sia del tempo che dello spazio. Come dice Mia al suo grande amore: Amor vincit amnia
Da persona che ha amato la trilogia originale e soprattutto il modo in cui si è conclusa, non posso amare questo libro. È stato scritto per i fan che non accettavano la morte di Patrick (come accennato dalla stessa autrice nei Ringraziamenti) e non per tutti quelli a cui è piaciuta la conclusione iniziale, e si vede. Ho dato tre stelle perché a livello tecnico è ben scritto, e non sono d'accordo con coloro che sostengono che Mia ragiona ancora come una sedicenne, perché la sua crescita interiore si vede, ma lo stravolgimento dei personaggi è stato troppo per i miei gusti. Sono sicura che c'è chi gradirà questa opera, ma io ci trovo poco cuore, e soprattutto, molta negatività e pessimismo gratuiti, non necessari, di cui sicuramente si poteva fare a meno. Che sia a causa dei tempi difficili in cui è stato scritto? In ogni caso, avrei fatto volentieri a meno di leggerlo, perché conoscere l'orribile destino della maggior parte dei personaggi originali ha inevitabilmente impregnato di amarezza (per me) anche la trilogia originale. Scrittori, ve ne prego, astenetevi da questi esperimenti! Il fatto che i vostri libri non piacciano a tutti non deve mettervi paura! Siate fermi nelle vostre idee, perché nell'accontentare pochi ne scontenterete ancora di più. Sconsigliato.
ho letto la trilogia quando ero nel pieno dell'adolescenza, e ciò mi ha permesso di apprezzarla tantissimo. In questo quarto libro, io e Mia siamo di nuovo molto vicine per quanto riguarda l'età, quindi ancora una volta sono riuscita più o meno a immedesimarmi nel suo personaggio e negli eventi della sua vita. In generale, forse anche perché sono cresciuta e ho avuto occasione di leggere tanti generi e stili diversi, ho rivalutato un po' la scrittura della Bosco e per certi versi l'ho trovata un po' troppo banale. Mi è piaciuta invece la piega che ha preso la storia, a dimostrazione del fatto che dietro ogni successo, la vita ti presenta altri mille ostacoli, ma non per questo dobbiamo smettere di lottare. Messaggio bellissimo che mi ha permesso ancora una volta di sognare e mi ha fatto riflettere su alcuni progetti. Un aspetto poco convincente è il modo in cui Nathan funzioni come un deus ex machina e risolva sempre tutto all'ultimo minuto, oppure il fatto che le difficoltà che includano anche aspetti pratici e tecnici si risolvano in poche pagine. Tuttavia, la storia è coinvolgente e mi sono accorta che avevo bisogno di un sequel più adulto per i personaggi che hanno accompagnato la mia adolescenza.
Questa è una di quelle storie che ti rimangono impresse nel cuore. Una di quelle che ti rimangono addosso anche dopo aver voltato l'ultima pagina. Ho scoperto per caso Federica Bosco e ricordo che, quando terminai di leggere i primi tre libri della serie, la mia mente era ancora affollata di Mia e Patrick, del suo mondo fatto di dolore, danza, crescita e rinascita. Amicizia, famiglia, e soprattutto amore. Quando ho saputo dell'uscita di questo quarto volume, sono impazzita di gioia. Non me l'aspettavo, perché in realtà la storia si era conclusa. L'autrice, però, dopo ben 7 anni, ha voluto deliziarci con quest'ultimo volume e io ne sono rimasta super soddisfatta. Sono tornata a emozionarmi, al ricordo degli eventi passati che avevano travagliato la vita della nostra protagonista. Mi è sembrato di riviverli insieme a lei, e insieme a lei mi sono commossa a quei ricordi. In questo libro Mia è cresciuta sia come persona che come ballerina ma come sempre non mancheranno le difficoltà a ostacolarle il cammino. E il cuore? Entrerà in scena un nuovo personaggio che ve lo farà impazzire ma scombussolerà anche quello di Mia. Ho terminato questo libro in pochissimo tempo, anche se da una parte avrei voluto non terminarlo. Questa storia mi è entrata dentro e rimarrà per sempre incisa nella mia mente e nel mio cuore.
5 stelline il finale che aspettavo fin dall' inizio mi sono emozionata moltissimo. Mia mi ha stupito in positivo è cresciuta tantissimo come in quasi tutti i libri ha avuto parecchie batoste ma ha saputo reagire a testa alta e ragionando da ragazza più matura di 24 anni. Che dire di Nathan " Patrick" ho adorato ogni singolo dialogo e ogni singola scena in cui era presente. I personaggi di Nina e Carl positivi anche loro, e sono stata felice che siano rimasti insieme. Adam sono molto felice sia uscito di scena. Quindi cosa dire in sintesi consigliatissimo.
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Ho letto questa trilogia quando avevo 12/13 anni, ricordo ancora tutte le emozione che mi ha lasciato dentro, i pianti e le risate che mi sono fatta con Mia e la sua compagnia è stato qualcosa di indescrivibile. E a distanza di 7 anni, sapere che Mia sarebbe ritornata mi ha reso talmente felice che ho deciso di riprendere in mano i libri e rileggerli, è inutile dire che mi ha riacceso tutte le emozioni che provai la prima volta che lo lessi. Ma ora parliamo di lui, il tanto atteso seguito! La Mia di oggi è una Mia adulta, matura e responsabile, e leggere di lei dopo 7 anni, saperla adulta e vedere soprattutto una me cresciuta leggerla, è stato esattamente come rincontrare una vecchia amica dopo anni. Come al solito la scrittura della Bosco non smentisce mai, è una lettura scorrevole, che ti prende e non riesci più a staccarti dalle pagine, infatti io l’ho divorato in due giorni! Per ritornare al libro, vediamo Mia alle prese con il passato, qualcosa, o forse qualcuno, è ritornato nella sua vita, tante saranno le vicende che accompagneranno Mia, tutte scelte del destino, che però hanno portato al tanto atteso finale che tutti aspettavamo per Mia. Perciò con questo finisco e dico che si, è stato il finale che ho sognato e sperato per anni che uscisse, non potrebbe esser stato più perfetto di così, avrei davvero una marea di cose da dire, ma non voglio spoilerare a chi ancora non l’ha detto, perciò preferisco zittirmi e tornare a sognare...❤️
Sentite anche voi profumo di fragole? Grazie grazie e ancora grazie Federica per averci regalato questo volume che io neanche mi aspettavo. È stato all’altezza delle mie aspettative, ho amato veramente tutto. È stato un tuffo al passato, sono ritornata adolescente e mi ha fatto un gran bene al cuore come tutti gli altri libri della tetralogia. Non mi sono ancora ripresa del tutto da questa storia che come Mia, ha visto molti tratti dalla mia vita. Pieno di frasi pazzesche che ti fanno pensare e descrizioni fuori dal normale. Adesso torno a piangere, Love you in case I die.
Su monlaw.it trovare la mia recensione di questo fantastico libro: https://www.monlaw.it/2020/10/08/un-a.... Se avete voglia di leggerla e lasciarmi la vostra opinione ne sarei felice :)
Aspettavo l’uscita di questo libro da una vita, forse con la stessa ansia con cui i bambini aspettano l’arrivo di Babbo Natale e devo dire che ha soddisfatto tutte le mie aspettative. Forse la storia potrebbe sembrare, a tratti, un po’ banale (per questo non do cinque stelle), ma perché ormai sono cresciuta, non sono più la quindicenne che divorava libri adolescenziali; nonostante ciò il mio affetto per Mia e il legame che sento con questa ragazza non si è affievolito, anzi, questo libro l’ha rafforzato e ha portato la me ormai cresciuta a confrontarsi con una protagonista anch’essa più grande. Con l’ironia e la leggerezza che la distingue, Federica Bosco è riuscita ancora una volta a travolgermi con le sue storie e ad affrontare argomenti difficili, come la perdita di una persona importante, in maniera assolutamente impeccabile. Probabilmente questo mio entusiasmo deriva anche dal fatto che molti degli argomenti trattati li ho vissuti sulla mia pelle (un ragazzo al pari di Adam, la perdita di una cara persona, l’incontro del vero amore proprio per pura casualità), ma ancora una volta devo dire ‘chapeau’ alla scrittrice, che è riuscita a creare un altro capitolo coinvolgente della vita di Mia, esortandoci a sognare e a lottare per raggiungere i nostri obiettivi.
È l’ultimo libro di una tetralogia, che io preferisco chiamare saga, ed è stato scritto dopo ben 12 anni dal terzo in piena pandemia. Questo perché, secondo l’autrice, il finale era già perfetto così com’era allora: le tante richieste di un seguito e di una nuova conclusione per Mia e Patrick però l’hanno convinta a scrivere ‘Un angelo per sempre’. “Una chiusura del cerchio che mi ha fatto bene all’anima e che, spero, abbia fatto bene anche a voi. Se sono riuscita in questa impresa, lo devo soltanto alla vostra tenacia, al vostro amore, alla vostra passione, alle lacrime, e alle richieste continue di seguito.” In queste 300 pagine circa, Federica ci racconta come vivono e cosa stanno ancora affrontando Mia, Adam, Nina, Carl, Betty, Elena, Paul e il piccolo Gregorio dopo 7 anni dalla fine del terzo libro. Ci mostra una Mia che fa carriera all’ABT di New York e che vince tutte le difficoltà che l’essere ballerina impone: competizione, peso da tenere super controllato, invidia, prove estenuanti e rivalità. In tutto questo aggiunge la vita quotidiana quella di tutti quanti, quella che ognuno di noi vive quindi un compagno, una casa da dividere, le bollette da pagare ecc... E tutti sappiamo che non è sempre facile conciliare tutto e fare in modo che le cose vadano sempre al 100% e che tutto fili liscio, le difficoltà sono all’ordine del giorno sta a noi decidere come affrontarle.
«… bisogna essere pronti a cambiare ruolo anche quando ti eri preparata tanto per quello principale»
Come i 3 libri precedenti anche questo non manca di emozioni forti, belle e reali descritte in un modo così veritiero da fartele letteralmente sentire addosso come se fossi tu, lettore, a provarle: quando Mia è in difficoltà lo sei tu, quando lei è felice e innamorata ti ci si senti tu e via dicendo. Non era facile, dopo 12 anni, scrivere un seguito e dare un altro finale a questo piccolo capolavoro, ma Federica è riuscita a stupirmi ancora una volta: quando iniziai la saga e comprai questo libro, a fine 2020, mi aspettavo davvero grandi cose e soprattutto un super lieto fine, ma mai e poi mai mi sarei aspettata quello che ho letto: mi ha nuovamente lasciata senza parole.
Come facevi a spiegare l’amore vero, quello che ti brucia l’anima, quello senza il quale ti manca un pezzo di cuore e che fa scegliere di morire perché senza l’altro non esiste un senso, a qualcuno che non lo ha mai provato?
Ho voluto riportare questa frase non a caso, appena l’ho letta mi ci sono rivista in quello che ho affrontato non molti anni fa e mi sono sentita esattamente come Mia, spaesata e confusa non sapevo cosa fare come farlo e da dove iniziare e come lei, a modo mio, mi sono rialzata. Da questo punto del libro in poi ho sentito una forza incredibile nascere pian piano e ogni cosa che cercava di buttare giù Mia e la sua forza (che era anche la mia) provava a farlo anche con me. Ecco perché dico, a chi mi chiede “Perché leggere questa saga?”, che ti fa sentire invincibile nonostante tutte le difficoltà che puoi incontrare… È vero, che non tutti reagiamo allo stesso modo e che non tutti abbiamo gli stessi tempi di reazione, però… NIENTE È IMPOSSIBILE SE LO SI VUOLE DAVVERO! «… Ma quello che io voglio, che voglio sopra ogni altra cosa al mondo, è che io e te viviamo la nostra vita, senza farci influenzare dal passato, e che scriviamo un capitolo interamente nuovo del nostro diario.»
Concludendo, vorrei consigliarvi questo libro in quanto il mio preferito tra i quattro letti, ma tutta la saga in generale per la forza di volontà di Mia, Nina e gli altri personaggi. In particolare, voglio consigliarlo a chi, come me, non si sente all’altezza delle prove che la vita gli pone dinnanzi per potergli trasmettere un po’ di forza e di vita per superare l’ennesimo momento difficile: perché tutto passa prima o poi.
Non capisco. Non capisco tante cose di questo libro. La prima cosa che non capisco è il perché. Questo libro viene dopo tanti anni dalla fine della saga principale, “ Il mio Angelo segreto “ la storia di Mia e Patrick . -SPOILER alert PER CHI NON HA LETTO O VUOLE LEGGERE LA TRILOGIA - Essendo un paranormal avviene su piani incorpori per almeno due libri e mezzo dato che Patrick muore all’inizio del primo libro. Il finale meraviglioso,l’unico finale possibile e plausibile, Dove il meraviglioso Patrick, ormai un angelo porta il suo sentimento all’estremo atto di generosità guidando Mia fino all’amore, quello corporeo e terreno e lasciandola soltanto quando lei potesse essere nella prospettiva di una vita veramente felice e appagante. Forse un finale dolce amaro,ma comunque l’unico possibile e l’unico perfetto.
Ora quando riprendi in mano una trilogia chiusa ( dal 2012 ) tra l’altro chiusa bene dai per scontato che ci deve essere un altro finale strepitoso, sorprendente, che assolutamente doveva essere scritto per dare tutto un altro senso alla prima trilogia. Ecco perché non capisco. Perché non c’è nessun finale strepitoso, nessuna opera di penna sorprendente che mi giustifichi il fatto di aver ripreso la trilogia. Nei ringraziamenti a fine libro l’autrice dice che ho scritto questo libro spinta dalle tante lettere ricevute dai fan che la rimproveravano di aver fatto morire Patrick… ma santiddio… la storia nasce perché Patrick deve morire altrimenti non ha senso! Far ritornare corporeamente Patrick non ha senso! Per buona parte del libro ho accettato l’idea che sarebbe stato una cosa alla beautiful in cui Taylor muore 25 volte ,tornando in vita 25 volte e me ne sono data una ragione. d’altronde quando si accontenta il pubblico nascono delle vere fetecchie… L’abbiamo visto con tantissime serie TV o film (ogni riferimento a The Game of Thrones e star wars è puramente casuale) Ma in realtà non è successo neanche questo, perché noi arriviamo fino all’ultima pagina non sapendo se questa persona identica in tutto e per tutto a Patrick sia Patrick! Almeno facevi una cosa la beautiful quantomeno avevamo la botta di sentimento! Chissà magari mi sarebbe piaciuta !chissà magari me la sarei fatta piacere! Per non parlare di tutti gli altri personaggi che mi crollano davanti agli occhi come la morte di Paul o Adam che era il ragazzo perfetto e che invece è diventata l’ultima delle merde… E poi Nina che vede questo ragazzo identico a suo fratello ( ragazzo che non ricorda molta parte della sua vita) e rinuncia a sapere se quello lì è proprio il fratello di cui non si è mai trovato il corpo! Bah … anche il personaggio di Nathan/Patrick è poco consistente; insomma devi farmi tornare sto ragazzo o forse anche no,ma dagli una struttura più corposa! Senti Federica cara facciamo così :mi dimentico che hai scritto questo libro e rimane buona la trilogia originale, esattamente come ho fatto finta che non sia uscita l’ultima trilogia di Star Wars e che l’ultima stagione di Game of Thrones non sia stata mai messa in onda. ⭐️⭐️ solo perché scrivi bene.
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