Il cane giusto (un bassotto con «amici» selezionatissimi). Le vacanze giuste (una scelta di campo: Santa o Forte?). La scuola giusta per il figlio (in lingua straniera, of course). La festa di Natale giusta (verso metà ottobre, per battere l’affollamento di inviti festivi). E gli abbinamenti cromatici da evitare, il galateo delle comunicazioni via WhatsApp, gli indirizzi da avere in agenda, i quartieri dove cercare casa, i mestieri socialmente accettabili, la cura di sé tra estratti di verdure e indispensabile «idratazione»… mettetevi comode, perché essere milanese è un lavoro a tempo pieno. Infatti dura una vita: mai sentito parlare dello sciuraglam?
Un’ironica guida allo stile per signore (anche di altre città), un manuale di autoaiuto per milanesi disperate, un’occasione per ridere assieme delle nostre piccole e grandi manie.
Well, this was okay. I am moving to Milan in September and thought this would be a fun read to learn more about the habits/it-places of Milanese women. However, it turned out to be a quite stereotypical description of what rich, glamorous Italian women are supposed to be like. This was literally just a list of places, brands, and foods that Milano female residents supposedly love. Very informative, don’t get me wrong, but very different from what I thought it would be.
Sorry the review is in english as my written italian is poor. Bought it as my introduction to milan life (just arrived). How boring. I know Milanese ladies are not like that. Superficial. Borghese. Obsessed with their own image. Everything Bon ton. Wedding ceremonies organised by a wedding planner. Fear of not being exactly spot on. I know most of the descriptions are ironical. And yet. I would not have moved to milan (from London) if i had read this book before! I managed to go half way but frankly this was exhausting !
Letto per curiosità dopo aver visto che l’autrice aveva vinto l’ambrogino d’oro. Il libro, che vuole essere la controparte milanese de “la parigina”, scritto da Ines De la Fressange, unisce luoghi comuni e stracci di verità per dipingere la milanese, ma anziché elogiarla ne viene fuori una macchietta (preciso, io sono una milanese figlia di sciura milanese). Nota bene, non giudico negativamente il libro per permalosità, ma perché mi sarebbe piaciuto, con pregi e difetti, di riconoscermi. L’autrice sembra inoltre aver scritto un libro dove cita solo le sue -immagino- amiche come negozi di riferimento della milanese anziché farne una guida spiritosa ed interessante insieme: un esempio fra tutti, cita la boutique Milaura ma omette completamente Valeria Ferlini. Infine, tutto il libro è condito dalle parole “vezzo” e “capriccio”, abusate fino alla noia in ogni sottocapitolo.
Se fosse stato più breve avrei dato qualche stella in più L'idea è carina per un libro leggero alcuni capitoli sono piacevoli tipo quello su Orticola o sui locali trend di Milano però dopo è ridondante e cade nel ridicolo Non mi risulta che le milanesi siano così
Divertente e esilarante, a tratti, ma un pò too much... e questo detto da una milanese DOC ;) Il rischio è che chi non ci conosce bene non colga ironia e umorismo nel caratterizzare la ns. meravigliosa milanesità. :)
È sicuramente ripetitivo per certi aspetti, ma fa anche tanto ridere e fornisce tanti spunti interessanti ed insoliti su luoghi, usanze ed eventi milanesi (e non).