Ancora una volta questa autrice mi ha catturata, ho letto il suo libro in pochissimo tempo e con accanto un fazzolettino, si perché le lacrime sono scese.
Amo la città di Genova, lì ci vive una parte della mia giovinezza e ogni volta che arriva una notizia il ponte o gli argini che cedono il mio cuore perde un colpo, e la storia di quel 4 novembre, la conosco e leggere questa storia un omaggio alla città, alla resilienza, all’amicizia è una carezza all’anima anche se ci sono i lucciconi.
Otto vite che si intrecciano, che si incontrano si mescolano e lei “Zena” è l’artefice di questa malia, le loro vite sono legate e quel 4 novembre, le unisce ancora di più, perché per ognuno di loro da quel giorno nulla è più come prima.
E‘ la storia di Chiara che era rimasta intrappolata in macchina, la storia del vigile che l’ha salvata e poi la storia di Giulia, che decide di imparare a nuotare ed Enea, che aveva iniziato a vivere dopo tanti anni di solitudine e Marco che non può curare chi ama,
Personaggi che ami, che tieni nel cuore come Enrico forse è lui il collante di tutto.
Il mare, l’acqua che rappresenta la vita, ma anche la morte ma poi a volte è anche rinascita.
Questi personaggi, queste otto storie raccontate ti fanno vivere accanto a loro, con alcuni personaggi mi sono trovata in sintonia, con altri li avrei strozzati, anche se poi cercavo la giustificazione alle loro azioni.
Come al solito le storie sembrano impossibili, quasi al limite della realtà, ma forse la vita è così incredibile, che tutto può accadere, che nulla accade per caso, neanche un enorme dolore, tutto può insegnare se si è bravi ad ascoltare.