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Nacht, Tag und Nacht

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Der Wissenschaftler Antoni erzählt einer Schweizer Journalistin seine Lebensgeschichte, schildert seine große Liebe zur schönen Widerstandskämpferin Justyna, die ihm in langen Jahren der Gefangenschaft kreuz und quer durch das Land nachreist. In einem zweiten Bogen werden die Geschehnisse aus anderer Sicht dargestellt, neue Gestalten tauchen auf, die alle auf ihre Weise zum Lauf der Dinge beitragen.

300 pages, Paperback

First published January 1, 1991

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About the author

Andrzej Szczypiorski

44 books37 followers
Born in Warsaw in 1924, Szczypiorski was a journalist and novelist. He took part in the Warsaw Uprising and was imprisoned after the fall of the Uprising in Sachsenhausen Concentration Camp. He died on 16 May 2000.

He began working as a journalist in 1946. Since the appearance of his first collection of stories in 1955, he had published more than 20 volumes of novels, reportage, newspaper columns, essays and sketches. Szczypiorski aligned himself with the democratic opposition in the late 1970s, being interned during Martial Law (1981-1982) and then, in 1989, being elected Senator (holding office until 1991). After resigning from an active political role, he became one of the country's most highly respected columnists, as well as a moral and intellectual authority.

Szczypiorski's novels, like his newspaper columns, are predominated by two issues: contemporary Polish-German relations and the moral and political conflicts of recent decades. He has made his mark as a mediator engaged in improving relations among the Polish, German, and Jewish peoples. He won enormous renown for his novel Poczatek / The Beginning, (known in Germany and elsewhere as The Beautiful Mrs. Seidenman), in which he depicted the different attitudes of Poles, Jews and Germans during the Nazi Occupation. This novel became a great success above all - but not only - in the German-speaking countries (winning the Austrian State Prize for European Literature as well as the Nelly Sachs Prize). Szczypiorski saw literature as "a kind of mission... entrusted to writers by society". Szczypiorski tried to remain true to this calling in both his fiction and his autobiographical writing, like From the Martial Law Notebook, published in London in 1983. The first edition of The Beautiful Mrs. Seidenman, which came out in Paris in 1986, was an immediate success. It was followed by Night, Day and Night, a fascinating study of the mechanism of political provocation. Next came the convincing psychological portrait Self-Portrait with Woman (1994), and collections of stories including American Whiskey, which won the German Catholic Art and Culture Award. Polish literary critics paid the most attention to the parable-as-novel A Mass for Arras (1971), which recounted authentic fifteenth-century historical events (plague, famine, and the persecution of Jews and heretics). Szczypiorski sat down to write this novel in the autumn of 1968, in response to the dramatic and shameful events of the preceding spring - the anti-Semitic campaign and attacks on intellectuals orchestrated by the communist authorities. The issues concealed "between the lines" were perfectly clear to the first Polish readers, and A Mass for Arras was regarded as an important commentary on current events by a writer with moral concerns.

He was a UNICEF Goodwill Ambassador.


Bibliography
1963 Behind the walls of Sodom (pl.: Za murami Sodomy)
1966 Journey to the edge of valley (pl.: Podróż do krańca doliny)
1971 Mass for the town of Arras (pl.: Msza za miasto Arras)
1974 And they passed by Emaus (pl.: I ominęli Emaus)
1983 Notes from Martial law (pl.:Z notatnika stanu wojennego)
1986 Beginning (pl.: Początek)
1990 American whisky and other stories (pl.: Amerykańska whisky i inne opowiadania)
1991 Night, day and night (pl.: Noc, dzień i noc)
1994 Self-portrait with a woman (pl.: Autoportret z kobietą)
1997 Sins, virtues, desires (pl.: Grzechy, cnoty, pragnienia}
1999 Three short stories (pl.: Trzy krótkie opowiadania)
1999 Play with fire (pl.: Gra z ogniem)


Awards
1972 Polish PEN-Club Prize
1988 Austrian State Prize for European Literature
1989 Nelly Sachs Prize
1994 Herder Prize

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Patrizia.
536 reviews165 followers
September 23, 2020
Il succedersi regolare di notte, giorno e notte non è sempre una certezza per i personaggi di questo splendido romanzo. Il sopraggiungere dell'alba porta con sé la consapevolezza che potrebbe essere l'ultima, ma dopo tutto alla morte questi uomini - ebrei, polacchi, tedeschi e russi - hanno fatto quasi l'abitudine, da qualunque parte della Storia si trovino. In fondo a far paura è "l'annuncio della morte", la morte in sé non è che un istante dopo il quale non c'è più nulla, non si fa neppure in tempo a familiarizzare con essa.
Siamo nella Polonia del secondo dopoguerra, devastata dal nazismo. I soldati russi sono accolti come salvatori e portatori di un'ideologia che promette un mondo migliore, in cui tutti saranno uguali. A questa idea comunista si aggrappano tutti, con convinzione o per opportunismo, con fede o speranza di riscatto, guardando alla Russia come a una maestra di vita. Ma tutti, inevitabilmente, si scontreranno con la realtà di un sistema che per affermarsi esercita forza, oppressione e paura. Da Hitler a Stalin il cambiamento sta solo nel metodo. Come ci dice uno dei protagonisti, Hitler voleva ripulire, Stalin educare. Si passa dai lager alle prigioni, con interrogatori infiniti, con la tortura psicologica sottile e devastante, durante la quale la paura della morte viene sfruttata per costruire storie. La Gestapo cercava informatori, delatori; la polizia segreta adesso vuole solo confezionare accuse false per giustificare la reclusione dei dissidenti, degli elementi pericolosi refrattari alla "rieducazione".
"In quel sistema, solo la prigione dava l'opportunità di mantenere integra la personalità... Salvare la libertà voleva dire rinunciare alla libertà".
Così, ebrei sopravvissuti all'Olocausto, polacchi dalle grandi ambizioni mai realizzate, diventano funzionari al servizio di quest'opera di rieducazione, a danno di altri ebrei e altri polacchi.
Il coro di voci narranti ci regala pagine di grande bellezza, come il dialogo tra due reclusi, un professore polacco innocente e un soldato tedesco pronto a mentire per aver salva la vita. Carnefici e vittime, persi nei meandri della Storia "che ha le sue leggi, di fronte alle quali un tempo l'intelletto era indifeso". Li ritroviamo a distanza di anni, sopravvissuti a sé stessi, in fuga dai ricordi, perché la memoria non assolve. Nulla si salva, nemmeno l'amore che ha resistito ad anni di reclusione, a una separazione dolorosa. Ma quando tutto finisce, anche chi ha amato tanto volta pagina, perché "Se è necessario si accetta il martirio. Ma nessuno è costretto ad accettare il ricordo del martirio".
E cosa resta della Polonia? Gente derubata della vita, perché privata della libertà di scelta. Non si può riavvolgere il nastro e ricominciare. Persone private dell'identità, che vivono in una nazione, ma non in una società. Forse rimane il desiderio di vendetta, ma anche quello è relativo, perché ci si rende conto che "è meglio avere l'inferno dentro di sé che essere all'inferno".
Gli spunti di riflessione sono tanti, si potrebbe scriverne ancora a lungo. Come pochi altri libri, questo mi ha fatto violare la regola di non sottolineare. Non sono riuscita a trattenermi e avrei voluto averne anche la versione digitale, per evidenziare e annotare.
Non l'ho ancora riposto tra i libri letti. Le sue pagine continuano a chiamarmi.
Profile Image for Dagio_maya .
1,110 reviews351 followers
March 23, 2024
Ma non riusciva a dimenticare

Un libro che desideravo leggere da tanto (nella mia lista desideri dal 2018!!) per una bellissima recensione letta a suo tempo.
Un autore che, se ci trovassimo faccia a faccia, non potrei nominare per incapacità di pronuncia.
Una struttura narrativa polifonica che ci racconta soprattutto gli anni dell’invasione nazista in territorio polacco fino agli anni ’90 quando la dittatura sovietica decade.

E penso- ed è il mio più grande tormento, ciò che più mi spaventa- che nell'uomo esistano come due poli, due vertici che toccano i cieli, o meglio il cielo e l'inferno; da un lato la sconfinata capacità di sopportare la sofferenza, accogliere il dolore, accettare la disperazione, e dall'altro la facoltà d'infliggere la sofferenza, inasprire l'altrui dolore e aumentare l'altrui disperazione. E fra questi due vertici circola una tensione, potrei dire la corrente dell'essere, ed è appunto la nostra paura, che ci fa soffrire e disperare, che ci spinge a tormentare gli altri"


description
1939- Le rovine di Varsavia

Andrzej Szczypiorski (l’autore di cui non so pronunciare il nome ma neanche scriverlo e ringrazio per questo – ancora una volta- il potere del ctrl+c) fu diretto testimone di molti fatti.
Membro dell’armata partigiana che si oppose al nazismo, partecipò direttamente anche alla rivolta di Varsavia (1944) come Antoni uno dei protagonisti di questa storia e come lui conobbe il carcere del Regime stalinista.
Ed è proprio un Antoni ormai anziano ad introdurci in questa storia.
Lui, personaggio usato da chi manipolava gli eventi costruendo false realtà (lo so è oscura come frase ma sono ancora indecisa su quanto espormi sulla trama..) colloquia con una muta (nel senso che non sentiamo questa voce) giornalista degli anni ’90 che sta per l’appunto scrivendo un articolo su quegli anni.

I capitoli alternano i ricordi di Antoni, il sua storia d’amore a singhiozzo con Justyna e una schiera di altri personaggi di ogni risma.

C’è Arens, l’SS idealista che tramuta, grazie la suo senso pratico, le delusioni verso il partito in occasioni per sopravvivere..

C’è Trojan: un bellissimo ragazzo polacco dal temperamento pericoloso che scopre il fascino della forza per ottenere potere..

C’è Czarnocki, l’ebreo socialista che la moglie nasconde per quattro anni dietro ad un armadio e mai avrebbe pensato di rimpiangere quei giorni…

C’è Kroller, l’ebreo che ad Auschwitz era un addetto agli stessi forni dove la moglie e la figlia vengono ridotte in cenere così come il suo sogno, una volta libero, di andare in America…

E potrei continuare con questa schiera di attori che si contendono la scena.
Lui, Antoni, al centro di un palco dove ignaro crede di poter ricominciare a vivere mentre attorno una ragnatela lo sta imbrogliando.

Qualsiasi guerra, qualsiasi dittatura è un furto dove si deruba la vita delle persone, il loro tempo su questa terra, la loro identità, le volontà, i sogni, i desideri, le possibilità di scelta: non rimane nulla.

Dal 1938 al 1991 tutta la Polonia ha subito questo furto.
Una Storia che nessuno può riscrivere.

L’uomo si adatta anche alla sofferenza e sa che dopo al buio della notte arriverà il chiarore del giorno ma sa anche che questa volta le tenebre non lo sorprenderanno.

Notevole lettura.

” Tutto è capovolto (…) l’alto è in basso e il basso è in alto, ma questo non sempre, perché se così fosse, ci sarebbe già una regola, un principio ordinatore, dunque una parte è sempre in un modo e un’altra in un altro modo, purché non si accordi con il pensiero, con l’intuizione, con la speranza, purché non si accordi con il sogno, con la rivolta, con la morte.”

---
PS- ...e come sempre rimango piacevolmente sorpresa dalla coincidenza dei parallelismi nelle mie letture.
Proprio in questi giorni, leggendo l’autobiografia di Emma Goldman, mi immergo nelle sue delusioni di fronte alle promesse mancate della Rivoluzione Russa..
★★★★1/2
Profile Image for jpm.
167 reviews12 followers
April 24, 2019
Notte, giorno e notte.
Notte, giorno e notte.
Notte, giorno e notte.
Ri0petendo in continuazione il titolo di questo libro tanto bello quanto complesso, sembra di pronunciare una nenia o un mantra induista oppure l'incedere ritmato di tre parole che si succedono lente come la ruota di un vecchio mulino.
L'incedere inesorabile dei giorni con l'alternanza tra giorno e notte è inesorabile, avvolge come nebbia fitta i protagonisti che, dopo tentativi vani di resistenza, si lasciano andare per farsi trasportare da un'esistenza cui è inutile opporsi.
Non tutto però è rassegnazione e frustrazione, il romanzo riesce a ricordare al lettore che 'qualcosa deve morire perché qualcos'altro possa nascere. È proprio questa la forza e la bellezza dell'essere.'
Stile originale, narrazione fluida, dopo La bella signora Siedenman un altro gran romanzo di Andrzej Szczypiorski.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
October 1, 2017
"... cosa si aspetta lei dagli uomini?, sono così inermi, fin dal primo istante condannati, sedotti dalla morte, non pensano a nient'altro, in ogni secondo di vita pensano solo ad essa, e perciò costruiscono tutto questo mondo, per distogliere l'attenzione, questo grande inganno serve solo per sfuggire alla morte, ma è impossibile, non ci è mai riuscito nessuno, nessuno è riuscito a sfuggire, quindi sono pieni di odio, crudeltà, disprezzo, follia distruttrice, e solo le circostanze, solo quel sottile strato di costumi, cultura, educazione, sono quello che ci separa dalla nostra natura, da questa interminabile agonia." (p. 253)
Profile Image for Marta Gomulka.
19 reviews
December 27, 2025
Nie mogę dać pięciu gwiazdek, ponieważ niektóre wątki, jak to w takim typie narracji bywa, zwyczajnie mnie nie poruszyły, ale o Panie, czy książka Szczypiorskiego kiedykolwiek mnie zawiedzie? Mało kto tak pięknie włada polszczyzną i dociera przy tym do tak głębokich zakamarków ludzkiej psychiki.
Profile Image for Michael.
30 reviews
August 25, 2016
Das Buch ist nicht leicht zu Lesen, es geht um Schuld während der NS-Zeit und der nachfolgenden Zeit des Kommunismus in Polen.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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