Per la Generazione Z - ovvero gli adolescenti e i neo-ventenni di oggi, nati tra il 1995 e il 2010 - il femminismo è un aggeggio arcaico come un telefonino Nokia o può ancora essere utile? Dopo il successo di Manuale per ragazze rivoluzionarie, in cui si rivolgeva a lettrici di tutte le età (non è mai troppo tardi per abbattere gli stereotipi e scoprirsi più felici), Giulia Blasi è stata contattata da un grande numero di teenager e poco più, che volevano chiarirsi le idee su temi che andavano dalle relazioni paritarie (o no) al rispetto, alla corretta comunicazione, all'identità di genere e via dicendo fino ad arrivare a problemi personali e intimi. Per sciogliere questi dubbi e raggiungere una forma di autocoscienza, il femminismo è tuttora uno strumento importante, efficace, illuminante. Perché il patriarcato è tutt'altro che scomparso dalla nostra società (Generazione Z, vogliamo darci l'obiettivo di eliminarlo entro il 2030 come le plastiche dai mari?). Inoltre scoprire le idee di donne che, in passato, hanno lottato per il progresso e i diritti sociali aiuta ad affrontare in maniera più serena le sfide del passaggio, per sua natura faticoso, all'età adulta. Una fase in cui genitori, parenti e insegnanti dovrebbero essere di supporto ponendosi come modelli positivi, e in cui spesso finiscono per criticare e basta, incapaci di calarsi nei panni di ragazzi che sono figli di un tempo nuovo. Giulia Blasi, una che sul piedistallo non ci è mai salita, in questo nuovo libro si rivolge ai giovanissimi, cercando di aprire un dialogo fra serietà e ironia, con l'obiettivo di offrire spunti preziosi sulle trappole e i pregiudizi della famiglia, sulla scoperta della propria identità sessuale, sull'uso di internet e dei social, sull'imperativo della bellezza e sul mito della principessa, sui rapporti tossici con i maschi ma anche tra femmine… e su tutte quelle prove che tocca superare nell'età più delicata della vita. Perché il femminismo è rivoluzionario, e solo una nuova generazione giovane può aprire un'era migliore.
Giulia Blasi è nata a Pordenone e risiede a Roma, sua città d'elezione. Autrice di saggi, romanzi e racconti, nel 2019 ha tenuto il suo primo TEDx Talk, dedicato alla leadership femminista. È l'ideatrice della campagna #quellavoltache, pensata per denunciare le molestie sessuali, lanciata nel 2017 pochi giorni prima di #metoo.
Chissà quanto mi avrebbe cambiato la vita leggere questo libro una decina d’anni fa, quando potevo ancora definirmi adolescente. Credo parecchio. Sono leggermente fuori target ma mi ha dato comunque qualcosa di utile da portarmi dietro oltre che la possibilità di vedere con altri occhi eventi della mia adolescenza. Mi auguro che venga letto da molti ragazzi/e, ma può sicuramente far bene anche agli adulti. Grazie Giulia Blasi
Quella di Giulia Blasi è una bella idea - creare un prontuario femminista per la nuova generazione - ma che è riuscito un po' incerto. Parte con un discorso molto improntato sull'aspetto generazionale, ma poi, dopo qualche capitolo, la scrittrice sembra dimenticarsi completamente qual era il target di età preso nel titolo e non si sa bene a chi si rivolga.
Benché il libro abbia il pregio di affrontare nel dettaglio diversi temi con abbondanza di esempi molto efficaci (in certi passi anche troppo vividi, ma questo è un gusto personale), sembra proporre una visione ancora saldamente ancorata al novecento, per la quale il femminismo è ancora soprattutto "roba da donne", le questioni di genere, sessualità e comunità Lgbt+ sembrano citate solo quando servono e gli uomini, per quanto possano tentare di farsi alleati del femminismo, sembrano non potersi mai liberare del tutto del cliché del maschio bianco ricco etero cis, e nel profondo restano sempre emissari del patriarcato.
Blasi propone una spiegazione molto interessante sull'origine storica del patriarcato, sulla sua nascita e affermazione, ma allo stesso tempo sembra dimenticarsi di approfondire la natura complessa del patriarcato al giorno d'oggi, con le sue varie implicazioni - che invece dovrebbe essere un concetto fondamentale da spiegare alla nuova generazione di famminist*. Mentre il concetto di patriarcato viene liquidato come il sistema che assicura il privilegio di tutti gli uomini su tutte le donne (non è sbagliato, ma ci sarebbe molto altro da dire).
Tutto sommato Rivoluzione Z resta comunque un tentativo nobile e molte delle critiche avanzate sopra possono essere smontate se ci si ricorda che parliamo di un libro pensato per l'Italia, paese nel quale il dibattito sul femminismo (almeno per i media "ufficiali") è effettivamente fermo da quarant'anni. È sicuramente un buon punto di partenza, ma non va molto oltre a questo. È un libro pieno di energia, che però sembra essere dissipata senza mai centrare veramente il punto. È un buon tentativo, ma anche una scottante delusione, perché una scrittrice con l'esperienza di Giulia Blasi avrebbe potuto fare molto meglio.
Commento breve: come la volta scorsa questo libro va letto da femmine, maschi e qualsiasi persona che non si riconosce nei generi binari. Dice che lo devono leggere adolescenti, in realtà se avete 45 anni e ricordate una notevole difficoltà di sopravvivenza al mondo di fuori in adolescenza parla parecchio di voi. Di me ha parlato di sicuro e mi sarebbe servito quando avevo tra i 12 e i 19 anni. Ma meglio tardi che mai. Seguirà recensione altrove.
Saggio fresco e interessante, ho apprezzato tanto l’audilibro (lei mi piace sempre come lettrice!). Io non sono proprio in target, ma è sempre utile sentirsi dire certe cose e penso davvero che possa essere il regalo perfetto per qualsiasi teenager presente nella vostra vita 🧡
Questo libro è stata un ventaglio di emozioni ed infatti non so bene come recensirlo. Prima di tutto la Blasi mi è caduta all'inizio, come lei stessa dice: ci sono varie correnti di pensiero femministe e come ben sappiamo lei fa parte di quel femminismo intersezione liberale. Quello che però mi ha dato la nausea è come ha descritto una diversa parte del femminismo: le femministe radicali. Ho trovato molta ignoranza al riguardo, si può assolutamente non essere d'accordo su una certa opinione, ma se devi riportarla almeno informati bene!
Ciò che lei ha fatto mi ricorda molto il fenomeno di chi dice che le femministe sono solo donne esaltate che vogliono sottomettere l'uomo. Oltre a ciò, nel libro parla di quanto bisogna essere liberi di esprimere la propria opinione, ma riguardo a queste femministe cito:
"mentre scrivo alcune delle sue esponenti hanno ancora ruoli di prestigio nei media italiani (Nota mia: se può gentilmente fornirci un esempio, mi farebbe piacere), scrivono libri, tengono conferenze."
Insomma questa frase mi suona un po' tipo "TAGLIATELE LA TESTAAAA"
Ma questo è solo uno scivolone di un capitoletto del libro e per quanto mi dia fastidio (anche perché questo testo, per come è scritto si rivolge a persone che si approcciano per la prima volta a questi temi) ho cercato di sorvolare e di giudicarlo complessivamente.
Nella lettura devo dire che mi hanno dato fastidio le note, ogni due per tre c'erano note inutili e messe per fare la simpatica. Va bene una volta, due, tre, poi anche basta.
Invece mi ha fatto molto piacere la bibliografia che ha consigliato alla fine, è davvero utile avere nuovi spunti e consigli di lettura sui temi trattati.
Il libro ha qualche punto lento, probabilmente l'ho vissuto così perché ho letto vari testi di divulgazione femminista e al primo approccio le cose che si dicono sono spesso le stesse.
Mi è piaciuto molto come si approccia verso i giovani, mi ha fatto molta tenerezza e soprattutto ho sentito la grinta nelle due parole. È una bella chiacchierata con un adulto aperto, avrei voluto averlo quando ero un'adolescente; tocca davvero moltissimi temi, integrandoli con avvenimenti ed esempi di questo periodo.
Lo consiglio agli adolescenti perché la maggior parte è un ottima sorgente di spunti e crescita, ma ricordatevi di verificare sempre alle fonti; specialmente quando una persona non è d'accordo con qualche pensiero e tende a demonizzarlo senza informarsi meglio (a parer mio).
“Tutte le parole che mi descrivono dal punto di vista professionale erano già da tempo accettate per entrambe le versioni o provviste di un comodo neutro: sono una scrittrice, un’attivista, una docente, una divulgatrice, una professionista della comunicazione. Se qualcuno volesse farmi assessora – sto scherzando, lasciatemi stare qui nel mio angolo di divano! – ecco, mi manca solo quella per completare la collezione di declinazioni. Non sono una persona genderqueer, ho tutti i pronomi, le declinazioni e le finali che mi servono per raccontarmi al mondo che corrispondono al mio genere e non lo cancella: questo è un privilegio di cui cerco di fare buon uso, ma è comunque un privilegio e vorrei poterlo estendere anche alle altre persone… agli altrə, ecco.”
L’ho ascoltato in audiolibro e non conoscevo Giulia Blasi. Ho già provveduto a mettere in lista anche il suo “Manuale per ragazze rivoluzionarie” tanto questo ascolto mi ha coinvolto e appassionato. Quello che mi ha colpito di più, al di là del linguaggio semplice ed efficace, inclusivo senza sfociare nel politically correct, al di là della narrazione vicinissima ai nostri tempi in cui ci si ritrova in un secondo, è quanto all’inizio del libro mi ritrovassi mediamente spesso a pensare “giusto in teoria, difficile in pratica” e invece alla fine mi sembrasse tutto… fattibile. Quasi tutto, ovviamente nel libro si parla di rivoluzione, e la rivoluzione si può fare in mille campi ma ce ne sono sempre alcuni in cui è più facile che “attecchisca” che in altri. Però ecco, se davvero 8 ore circa di ascolto sono riuscite a farmi sentire come “normale” qualcosa che inizialmente mi sembrava non ingiusto, ma certamente singolare, particolare, forse davvero semplicemente dobbiamo dare in mano questo libro alla generazione Z, ovvero consegnarlo al suo target principale, e lasciare che rivoluzionino il mondo normalizzando tutto quello che a noi, millennials e oltre, suona ancora come fuori dall’ordinario.
In realtà ho ascoltato l'audiolibro letto dalla stessa autrice.
Blasi sempre chiara e puntuale nelle sue argomentazioni. Decisamente è il tipo di libro che avrei voluto leggere a 15 anni, gli adolescenti che possono leggerlo oggi sono davvero fortunati.
Come "Manuale per ragazze rivoluzionarie", è un libro chiaro e diretto e, senza il rischio di sembrare superficiale, è molto intuitivo. Analizza fatti di cronaca italiani, soprattutto del 2020, con una lente femminista, inserendoli in un testo che cerca di aprire gli occhi sull' origine e le conseguenze del patriarcato, i ruoli di genere, la violenza di genere, e quanto tutto ciò sia accettato e normalizzato. Anche se targetizzato Gen Z, credo sia adatto a chiunque voglia una base sul pensiero femminista intersezionale in Italia, nel 2020.
Penso che possa essere una buona base di partenza per i ragazzini delle medie, mentre alle superiori io cercherei una lettura meno introduttiva e più politica. Qui l'obiettivo è quello di dare un'infarinatura generale, ma il risultato è che alcuni argomenti vengono trattati in maniera un po' superficiale, forse per non appesantire troppo vista la giovane età dei lettori. Ho anche trovato a tratti confusionaria la suddivisione dei capitoli e dei paragrafi, l'impressione è che a volte si passi da un argomento all'altro troppo in fretta.
(Non sono nel target di questo libro) Uno dei primi libri del 2020 è stato Manuale per giovani ragazze rivoluzionarie della stessa autrice e da quella lettura (e prima) ho letto tanto sul femminismo e ora sento di avere una formazione molto diversa da quella di uno/due anni fa. Ho trovato alcuni capitoli molto interessanti e credo che possa essere utile a ragazz (età superiori) soprattutto per iniziare a muoversi e a masticare alcuni temi.
Rivoluzione Z è un libro rivolto ai giovani, di qualsiasi genere essi siano malgrado a mio avviso abbia un target principale: certo, l'autrice si sforza spesso si spiegare l'intersezionalità delle oppressioni e dei privilegi, di sottolineare l'esistenza di generi ed orientamenti diversi, nonché di forme di relazione non monogame, etc... ma mi pare innegabile che alcuni capitoli siano stati comunque pensati e scritti partendo da quella che la società percepisce ancora come la norma (etero, cis e monogama) per poi, lentamente, decostruirla. Inoltre, nonostante sia rivolto ai giovanissimi, ho trovato alcuni passaggi molto utili ed interessanti anche per me: benché più vicina ai trenta che ai venti da un annetto, faccio ancora parte di quei giovani che non godono di molto spazio a causa delle generazioni precedenti che "ci schiacciano con i loro piedoni" (semicit.) e non ci prendono adeguatamente in considerazione come forza politica, economica ed elettorale.
Penso che avrei voluto davvero leggere un libro del genere nella mia adolescenza ed è per questo che mi piacerebbe molto regalarlo a tutte le persone che conosco vivere quella fase, perché ricco di preziose chiavi di lettura del proprio disagio e delle proprie esigenze. Un'agevole guida a come resistere ed esistere nel mondo degli adulti e degli adolescenti al fine di vivere un po' meglio e fare la nostra parte per creare insieme una società migliore. Sembra quasi di sentir parlare una sorella maggiore che, passataci prima di noi, tenta di farci capire come la soluzione alla sofferenza non siano la violenza, l'odio, l'abuso verso le persone più marginalizzate.
Dal punto di vista femminista, il libro va sbattuto in faccia a chiunque dica che "il femminismo non si occupa mai del disagio maschile" (spesso usato in verità come scusa per la propria misoginia) perché è rivolto anche ai "maschi" e cerca di donare loro un punto di vista fresco, che permette una seria autodeterminazione, libera dagli schemi di mascolinità tossica che ci circondano. Ottimo, a proposito, il capitolo che spiega le insidie degli attuali "influencers MRA" e la fallacia dei loro ragionamenti - appena ne avrò l'occasione cercherò di rileggere queste pagine. Per completare il discorso strettamente femminista andrebbe accompagnato a "Manuale per ragazze rivoluzionarie", che ho ascoltato e apprezzato sebbene in misura minore.
Molto utili i consigli sull'educazione - normalmente assente nel discorso pubblico - all'affettività e alla sessualità nonché l'ultima parte dell'opera - davvero motivante - riservata a spiegarci e darci consigli pratici su come mettere in atto i cambiamenti necessari alla nostra stessa sopravvivenza su questo pianeta tramite l'attivismo. Per evitare di diventare vecchi nell'attesa qualcuno ci regali un'occasione.
Ho fruito dell'opera in formato audiolibro e, essendo l'autrice stessa a narrarlo, è stata una scelta azzeccata: la lettura di Giulia Blasi coinvolge, è chiara, va dritta al punto e sottolinea efficacemente i punti che lei stessa ritiene essenziali.
Ne consiglio la lettura e se ne avrò occasione cercherò di sfogliarlo nuovamente.
Libro per adolescenti, che avrei sognato di trovare io per sentirmi almeno un po' compresa in quegli anni. Sarà il regalo a nipoti e figli di amici (maschi e femmine) per tutto il 2021.
Il titolo cartaceo che aspetta sullo scaffale in libreria è stato aiutato dal titolo in audiolibro. Anche se cronologicamente invertiti, ho recuperato questo titolo dopo aver ascoltato "Brutta", e la narrazione di Giulia Blasi mi ha convinto molto facilmente ad ascoltare anche "Rivoluzione Z". Mi piace molto come scrive e mi piace altrettanto come legge, ironica e tagliente dove serie, diretta ma anche vicina nel portare esperienze e ricordi personali, come in un confronto più rilassato e colloquiale tra amiche e amici. Molti spunti interessanti, forse la scelta di non avere una struttura è un'arma a doppio taglio, così come può sembrare un brainstorming di idee può anche trasmettere una sensazione di confusione, ma non è stato così penalizzante alla fin fine.
La critica sulle principesse Disney risulta un rant che troverei facilmente su un qualsiasi social. Mi domando se la Blasi abbia capito i film, magari non li ha visti per niente. Ovviamente è impossibile trattare di Cenerentola senza scadere nel victim blaming, per discutere un po' di Aurora diciamo che non si è ribellata a vivere nel bosco. E certo, era una neonata, ditemi come poteva. Parlare di come sia nata la cultura delle principesse sarebbe stato carino invece di sputare su personaggi che, semplicemente, non hai capito.
In alcuni passaggi ho pensato all’autrice come “la zia brava che ti spiega cose”, poi ho realizzato che siamo entrambe figlie della generazione x, e quindi ora che ho ultimato la lettura ho materiale per sentirmi e diventare una zia brava pure io. Il fratello minore di “Ragazze rivoluzionarie” (in cui c’è una panoramica più ampia) parla con la generazione 1996-2010. Possono ascoltare e prendere appunti tutti coloro che non trovano naturale la condivisione su internet di diversi aspetti della vita (che un po’ l’unità di misura della generazione reale di appartenenza), meglio se genitori che mettono al mondo “giovani senza valori”. In questo libro si trovano dei punti fermi per iniziare a discernere, a stabilire i propri confini, a riconoscere la reazione alle pressioni esterne e sopravvivere a se stessi in attesa che si compia una vita dell’anima. Si perchè capita nella supercazzola del dibattito di confondere controversi problemi sociali che esistono da mo’, a problemi individuali, spesso il risvolto pratico dei primi.
Ampi capitoli parlano di genere, aspetto, fisicità, sessualità, relazioni come un pannello segnaletico indica le possibili direzioni. Ma si parla anche di uomini che provano emozioni e di uomini che le gestiscono male. La segnaletica si fa più schierata e incoraggiante nei capitoli dove si descrive come sono considerate le presenze con un minor peso percepito (di cui le donne sono rappresentanti, ma ci sono dentro tutte le minoranze, i diversi dalla massa). Qualche buon punto di vista da leggere è su rapporti interpersonali tra donne, donne che si creano un lavoro, donne che esistono senza necessariamente essere funzionali ad altro. Il tutto con uno sfondo che proietta di continuo comportamenti, situazioni, realtà dominanti che hanno portato a una disparità non accettabile a tutto campo, nella società che viviamo. Come ogni zia che sa cose, sparsi ovunque buoni consigli da mettere in tasca o da spingere per andare oltre un modello superato, che passa dall’agire collettivamente, non lasciare indietro chi sta peggio, ma soprattutto, darsi una pacca sulla spalla da sole.
In questo volume Giulia Blasi si rivolge alla generazione Z, offrendo la sua capacità di sistematizzazione e sintesi puntuale, tagliata particolarmente per la generazione oggi adolescente o sulla soglia dell'età adulta. Come in Manuale per ragazze rivoluzionarie il libro non si limita alla teoria o alla proposta del femminismo come strumento di liberazione individuale, ma come strumento collettivo, metodo per scardinare il sistema che opprime tuttɜ. Personalmente, sono particolarmente affezionata al Manuale, ma penso che questo sia particolarmente adatto come primo approccio, particolarmente per le persone più giovani.
Ottimo manuale femminista per la generazione Z e non solo, anche i più grandi potrebbero trarne un ottimo giovamento. I concetti importanti sono resi fruibili e semplici, il lettore/ascoltatore è continuamente stimolato alla riflessione pratica sul mondo che lo circonda e su cosa può fare concretamente per migliorare se stesso e l’ambiente umano intorno. Blasi è un’ottima divulgatrice ed ascoltare un suo libro letto da lei stessa è davvero il modo migliore per apprezzare per intero il contenuto. Bello, intelligente ed illuminante.
Sarebbe 4.5 stelline. Un libro rassicurante, ispiratore, pieno di vita e di speranza, ma anche di nozioni utili e facilmente assimilabili sia da noi Z che non. C'è bisogno secondo me che i giovani leggano libri che parlano di femminismo, per eliminare tutti i falsi miti e le credenze e soprattutto per diventare adulti migliori come dice giustamente Giulia.
Ottimo libro-prontuario per le nuove generazioni, ma anche per chi come me non ha mai avuto qualcosa del genere durante la sua adolescenza/primi vent'anni, e vuole farsi un ripasso. 10-15 anni fa n'altro po' manco si poteva parlare di femminismo, tanto era inviso alle masse (almeno ora se tiri fuori un argomento anche solo velatamente "femminista" la reazione media del tuo interlocutore non è un meltdown totale ).
Fa quindi piacere vedere che oggi i libri e le voci sul femminismo si stanno moltiplicando, questo in particolare mi è piaciuto per il tono no-nonsense, che non suona imparruccato, stile "dall'alto-del-mio-piedistallo-io-ti-dico-che-devi-fare-così-e-cosà". E' molto alla mano e tocca un sacco di argomenti interessanti: pur già conoscendone molti (è tipo un recap di tutti gli ultimi 10 anni di dialoghi circa il femminismo intersezionale e l'antifemminismo d'accatto) non mi è dispiaciuto riaffrontarli, anzi, è bello che le nuove generazioni siano più consapevoli del mondo in cui sono appena arrivate, o in cui si stanno muovendo da pochissimi anni, cosa c'è stato prima di loro. Un mondo eclettico, difficile da navigare, che a un adolescente può sembrare infinito e oltre. Così com'è raccontato sembra già meno vasto e più comprensibile, quantificabile.
Libri così saranno sempre più necessari secondo me. Ormai il mondo si muove così velocemente che questo libro in alcuni passaggi risulta già obsoleto, tipo quando si augura che un giorno l'Italia possa salutare la sua prima Presidente del Consiglio (Presidentessa? Presidenta? Il Presidente (donna)? Argomento più divisivo dell'iceberg che sfondò in due il Titanic).
• Generazione Z di Giulia Blasi”, l’ho ascoltato su Storytel mentre guido per andare al lavoro, è uno dei momenti che sono riuscita a ritagliarmi nelle mie giornate impegnate per la lettura.
📖 Giulia Blasi (Pordenone, 14 novembre 1972) è una scrittrice, conduttrice radiofonica e giornalista italiana specializzata in temi relativi alla condizione femminile e al femminismo. Nel 2017 ha ideato la campagna #quellavoltache, con lo scopo di raccogliere e rendere note le testimonianze vittime di molestie e abusi sessuali, raccontando non solo i singoli episodi, ma anche le conseguenze sulle loro vite e l'eventuale corso delle loro denunce. La campagna partì pochi giorni prima della più famosa #MeToo.
📖“I libri non dovrebbero servire a niente, diceva qualcuno di cui non ricordo il nome, ma chiunque fosse aveva ragione: i libri sono libri, li leggi, svolta stai bene a volta stai male. Questo libro invece come il suo predecessore “Manuale per ragazze rivoluzionarie” ha una funzione. Dare qualcosa a qualcuno e quel qualcuno sei tu”
📖Questo libro è definito un “pronto soccorso femminista” va ad approfondire ulteriormente gli argomenti già trattati nello scorso libro, ma con un approccio differente, più approfondito e con uno sguardo rivolto ai più giovani. Giovani che non sono facilmente influenzabili e che attualmente cercano risposte fornite con coerenza. l’idea di un femminismo che liberi e che renda felici fa da filo conduttore a tutti i capitoli del libro. Regalatelo a voi stess* e ai giovani che volete illuminare con una nuova prospettiva del mondo.
"Non esiste progresso che non passi per l'inclusione di molteplici punti di vista"
"Bisognerebbe aprire volumi interi sulla misoginia implicita nel ruolo della "fag hag", o "frociarola", l'amica subalterna che siede in adorazione ai loro piedi [degli uomini omosessuali]"
Giulia Blasi parla con linguaggio schietto e accessibile agli adolescenti di oggi, quelli della Generazione Z. Parla alle ragazze, e poi ai ragazzi. Spiega loro perché il patriarcato non funzione né per gli uni né per gli altri. soprattutto, non si limita a dare lezioni di femminismo transazionale, ma dà consigli pratici per fare sentire la propria voce e avviare dei cambiamenti.
Cosa ci insegna il femminismo oggi? Il problema delle donne non è essere donne. Il problema è che certe caratteristiche sono valutate dalla cultura dominante come inferiori. Queste caratteristiche sono quasi totalmente associate al femminile in senso lato. Quindi, se nasci donna e manifesti gli attributi fisici femminili, le persone si comporteranno con te aspettandosi da te quelle caratteristiche e ti valuteranno di conseguenza.
Mi rendo conto di essere una persona che difficilmente si accontenta. Parte del problema con queste letture è che la mia conoscenza dei femminismi è molto più avanzata dei contenuti di questi testi, che trovo sbrigativi e con poco contenuto che mi può portare a riflettere. Come mi è capitato di dire, apprezzo lo sforzo, ma per me è no. Potrebbe essere letto da qualche boomer, se dopo la rabbia iniziale scaturita dal j'accuse riuscissero a fare autoanalisi e provare a cambiare le cose, a partire da loro stessi. L'obiettivo è lodevole, ma la resa è non esattamente ottimale, anzi. Un saggio ha una struttura precisa, con un lessico adeguato e con delle fonti appropriate. Questo è più una trascrizione di articoli di opinione che possono essere letti su dei blog. Le note a fine capitolo mi hanno fatto arrabbiare, non sono simpatiche. Le parole spese sulle principesse Disney, senza calarle nel loro contesto storico-culturale, mi ha fatto capire che non posso prendere sul serio un testo dove non viene nemmeno fatta un po' di ricerca ad hoc.
Questo libro è un vero e proprio manuale rivolto ai giovanissimi, dove si affrontano molte problematiche (da quelle tipicamente giovanili ad altre che possono riguardare chiunque) con consigli pratici e proposte per migliorare il mondo che ci circonda. Apprezzo sempre la capacità di Giulia Blasi di essere non solo chiara usando un linguaggio accessibile a tutti, ma anche (e soprattutto) di saper coinvolgere emotivamente il lettore motivandolo. Personalmente ho preferito il precedente "manuale per ragazze rivoluzionarie", che ho trovato più strutturato e più esaustivo nelle spiegazioni dei vari temi, oltre al fatto che probabilmente sono un po' fuori target per "rivoluzione Z" (o per dirla come l'autrice stessa, ormai sono una "vecchiaddemmerda").