«Lasciamoli marcire in carcere!»: dietro questo slogan – che tanto piace a parte dell'opinione pubblica e a certi politici in cerca di facili consensi – c'è la negazione del nostro Stato di diritto.
Sì, perché secondo la Costituzione italiana la pena deve prima di tutto chi è in prigione è parte della nostra comunità e i detenuti, prima o poi, comunque escono. D'altra parte i dati statistici lo in Italia la recidiva degli ex detenuti è record – sette su dieci tornano a delinquere – ma la percentuale precipita all'uno per cento per l'esigua minoranza di chi in carcere ha potuto lavorare. Evidentemente c'è bisogno di andare esattamente in direzione contraria alla 'vendetta pubblica'.
Un saggio lucido e necessario su un tema scottante e divisivo.
Bellissimo libro molto interessante che vá a sfatare tutti i luoghi comuni sulle carceri e i carcerati, attraverso delle frasi di luogo comune che vengono dette poste all'inizio di ogni capitolo gli autori spiegano il sistema carcerario
Saggio molto interessante, sia per gli operatori e non, che cerca in poche pagine di smantellare tutti i pregiudizio e stereotipi che si sono creati nei confronti delle persone detenute. Lo consiglio soprattutto a chi è consapevole di conoscere poco l'ambiente penitenziario e vuole mettersi in gioco superando tutti i pregiudizio che i media , l'ignoranza e la politica hanno alimentato. È scritto da un giornalista e da un magistrato, ciò però non deve spaventare poiché quest'ultimo spiega chiaramente gli istituti giuridici necessari per avere maggiore comprensione del contenuto.