All'inizio era Caos, il vuoto primordiale, che celava in sé un'oscura forza generativa, una sorta di gorgo che conteneva ogni cosa. È da questo abisso senza fine che nacquero tutte le Gea - la Terra - che partorì Urano - il Cielo - e poi unendosi a lui generò le stirpi divine dei Titani, dei Ciclopi, dei Centimani. Da questi nasceranno Crono, Zeus e tutte le divinità, le Ninfe e le Nereidi, i semidei e gli eroi... Con l'inesauribile capacità affabulatrice dell'epica antica, Giulio Guidorizzi ci trascina in questo libro - che prende le mosse dal primo volume dei «Meridiani» sul mito greco da lui curati - tracciando un avventuroso itinerario alle origini della nostra civiltà. Il suo racconto pieno di ritmo ed erudizione rievoca le vicende variegate che hanno visto come protagonisti gli abitanti dell'Olimpo e del Tartaro, dei boschi, dei mari e delle fonti, con le loro umanissime passioni, mettendoli in relazione con i miti di altre tradizioni. Impareremo a conoscere Zeus, il padre degli dèi e degli uomini, Afrodite, la forza generatrice della natura, Atena, nata senza madre, Apollo, il più greco degli dèi greci, il signore delle acque Poseidone e la sua corte marina, il furfante Ermes e il folle Dioniso, e tante altre le Muse, le Moire, i Dioscuri, e poi uomini e donne di tale bellezza da far innamorare gli dèi e creature talmente mostruose da far impazzire chi le incontra... Sono le storie che fanno parte del patrimonio di ogni uomo occidentale, uno scrigno di racconti, immagini, eventi, simboli che ciascuno di noi si porta dentro, spesso inconsapevolmente. Giulio Guidorizzi ce le racconta, ammaliando il lettore con vicende nate dalla fantasia e dall'esperienza di uomini vissuti quasi tremila anni fa.
Giulio Guidorizzi (Bergamo, 1948) è un grecista, traduttore e accademico italiano. È codirettore, con Alessandro Barchiesi, della rivista Studi Italiani di Filologia Classica. Autore di numerosi saggi critici, è traduttore di testi greci, in prosa e in poesia. Per l'Istituto nazionale del dramma antico ha tradotto Eracle (2007) e Ifigenia in Aulide (2015) di Euripide. Nel 2013 ha vinto il premio Viareggio Rèpaci per la saggistica con Il compagno dell'anima. I Greci e il sogno e il premio De Sanctis (categoria saggio breve) per l'Introduzione a Il mito greco (Gli eroi). Vive a Milano.
Rassegna interessante degli dei e semidei della miologia greca. Ci si aspettano racconti conosciuti mentre, per ciascun personaggio, si presentano diverse versioni storiche e territoriali. Per me molto arduo ricordare tutte le parentele, ma dalle storie si evincono comportamenti che comprendono tutta la gamma psicologica, nevrotica e psicotica degli esseri umani. Da questo si deduce come il teatro, le narrazioni epiche e la letteratura greca abbiano sondato in profondità la condizione umana, da cui gli autori successivi hanno sviluppato le loro opere di finzione e non finzione.
“Mythos nella lingua greca designava la “parola” nei suoi differenti livelli: la singola parola che esce dalle labbra di qualunque persona; una serie di parole che si organizzano in un discorso; un discorso che ha lo scopo di raccontare una storia e infine, un particolare tipo di storia che racconta fatti avvenuti in un tempo lontano e che sono diventati esemplari […]. Con la psicoanalisi, all’inizio del Ventesimo secolo, il mito è stato trasferito dal lontano passato a un eterno presente, che è quello della mente. Da questa prospettiva, riguarda davvero ogni essere umano perché il suo mondo è quello dell’irrazionale, da cui le antiche storie fanno emergere un impasto di energie primarie fatto di passioni, di sangue, di eros…”. Giulio Guidorizzi, bergamasco, classe 1948, già docente presso l’Università di Torino ove ha insegnato Letteratura greca e Antropologia del mondo antico, e direttore, assieme a Alessandro Barchiesi, della rivista “Studi Italiani di Filologia Classica”, in questo testo ripercorre le differenti versioni delle molteplici storie legate alle divinità, agli eroi, agli esseri mostruosi mitologici giunti dall’antica Grecia sino a noi, individuandone le origini e correlando lo sviluppo dei culti con quello antropologico…
Presenta anche dei miti meno conosciuti ed in generale è molto interessante ma le sezioni per alcune divinità (olimpiche) sono estremamente ridotte e altre divinità minori non sono nemmeno menzionate, il che è un peccato. Un'altra cosa che non mi è piaciuta è che non si mantenga una linea coerente per riferirsi a quelli che sono a tutti gli effetti stupri da parte delle divinità: spesso e volentieri viene scritto "fu sedotta", "fu conquistata" o addirittura "storia romantica" mentre in storie analoghe in altre sezione viene definito (giustamente) stupro.
A mio modestissimo parere, non uno dei testi migliori dell'autore, lontano dal Guidorizzi dell'"Ulisse", per esempio, principalmente per via del numero cospicuo di dati sulle divinità minori e delle mille versioni dei vari miti, giustapposte l'una all'altra. Difficile quindi memorizzare e ricordare tutto. Ad ogni modo sono sempre palpabili la precisione e preparazione dello scrittore, solo per questo è comunque una lettura che merita tempo.
Se leggere "I miti greci" di Robert Graves vi sembra troppo faticoso, questo libro può essere una buona alternativa: completo, tanti riferimenti ad Esiodo e Omero, e una buona contestualizzazione del mito stesso. :)