Romanzo breve o racconto lungo che dir si voglia, Il fiume della colpa è una di quelle opere di uno scrittore che rimangono un po' nel dimenticatoio; a meno che non si ami così tanto un autore da voler conoscere e leggere anche le sue opere minori.
Il fiume della colpa pubblicato per la prima volta nel 1886, racconta una storia misteriosa che, come ci dice l'autore, si svolge “sulle rive del peggior fiume d'Inghilterra”.
Gerard Roylake (protagonista della vicenda che ci narra egli stesso in prima persona) dopo dieci anni passati a studiare all'estero (in Germania) per volere del padre, ritorna in Inghilterra per prendere possesso e amministrare il vasto patrimonio ereditato in seguito alla morte del genitore. Gerard si ritrova a condividere la casa con la giovane vedova del padre, una donna bella e molto astuta, non così entusiasta di questa situazione. Il giovane ama leggere libri e collezionare insetti e per soddisfare quest'ultima passione una notte decide di andare a caccia di falene nei campi e nei boschi circostanti la casa, proprio come faceva da bambino con la madre. Durante la sua escursione notturna si imbatte in un vecchio mulino alimentato dalle acque del fiume Loke, e qui incontra Cristel Toller, la figlia del mugnaio, l'avaro Gilles Toller. Gerard riconosce nella giovane ragazza, divenuta una bella giovane donna di cui rimane affascinato, la bambina con cui giocava da piccolo nello stesso bosco. Il giovane decide di accompagnare Cristel al vecchio mulino, dove scorge alla finestra del cottage un uomo molto bello che gli viene presentato semplicemente con il nome de “L'inquilino”. Il misterioso “inquilino”, di cui non ci verrà mai rivelato il vero nome, è un individuo sinistro divenuto un vero e proprio misantropo a causa della sua sordità e del conseguente isolamento dal mondo. Insofferente a qualsiasi essere umano è però perdutamente innamorato anzi ossessionato di Cristel. Geloso di Gerard, che vede come un rivale, “l'inquilino”, si interpone nel nascente rapporto tra Gerard e Cristel ed inizia ad escogitare un modo per liberarsi del nuovo arrivato.
Il fiume della colpa è un romanzo dall'atmosfera gotica, dall'ambientazione inquietante, pieno di misteri, ricco di suspense e dalle belle descrizioni ambientali, come ad esempio il fiume Loke, unico testimone di tutta la vicenda, descritto come un fiume melmoso, torbido, tetro e indolente, circondato da una foresta oscura che assume, ad ogni ora o ogni giorno, aspetti diversi grazie a giochi di luce e ombre; oppure dovuto alla presenza della nebbia, delle nuvole o al rosso del tramonto.
Collins in questo breve romanzo è riuscito con l'uso di poche parole a caratterizzare benissimo i vari personaggi, anche se alcuni sono solo abbozzati soprattutto quelli secondari. Lo scrittore inglese riesce a descriverci perfettamente le loro emozioni, le loro paure, le loro azioni, i loro sguardi, gli atteggiamenti spesso ambigui; capiamo la loro vera natura (anche se su alcuni ci facciamo un'idea sbagliata) grazie al proferimento di una frase magari lasciata a metà o ad un comportamento incerto in un determinato contesto. Secondo il mio modesto parere alcuni personaggi o situazioni forse potevano essere state sfruttate meglio, magari per arricchire l'intreccio; anche perché alcune frangenti sono risolti molto sbrigativamente.
Gerard, il protagonista della vicenda, ci appare come un giovane gentile, educato, disponibile, disposto ad aiutare gli altri, ma molto spesso ingenuo che vuole vedere negli altri sempre il bene. Cristel, protagonista femminile della vicenda e contesa tra i due personaggi maschili, è una ragazza bella, sensibile, testarda, sempre pronta a prendersi le responsabilità delle sue scelte. Ai due personaggi sia aggiunge il “cattivo” del romanzo: l'inquilino senza nome. Chiamato sempre con nomi diversi (l'inquilino, l'affittuario,il sordo, il bastardo, il pentito) è un giovane ragazzo bellissimo che un tempo studiava medicina. Ha avuto un'infanzia felice e fortunata. Dopo la morte della madre scopre che la sua famiglia paterna si è macchiata di atti vili e delittuosi; poco tempo dopo, viene colpito da una grave malattia che lo lascia completamente sordo e costretto a comunicare per iscritto; tutto questo naturalmente influisce negativamente sulla sua vita.
Egli è alla ricerca di un posto isolato in cui nascondersi dal mondo e lo trova nel cottage in affitto del mulino dei Toller. Qui, nella sua solitudine, si innamora di Cristel e prova per lei una gelosia morbosa (sembra uno stalker). Con l'arrivo di un contendente egli diviene sempre più paranoico, bisbetico, astuto, folle, irritabile, ossessivo, infido, falso, subdolo, ambiguo, furbo e soprattutto malvagio. Inizia a mostrare segni di squilibrio, a fare esperimenti misteriosi e a pianificare dei metodi su come sbarazzarsi del rivale.
Nel romanzo possiamo riconoscere molti dei temi tipici della sensation novel (segreti nascosti, inganni, raggiri) e dello stile dell'autore inglese, come sempre bravo a raccontare misteri e segreti; non manca l'ironia e quel tocco di romanticismo che non guasta. Non manca neanche la critica ad alcuni stereotipi della società vittoriana quali le convenzioni sociali e i rapporti tra i sessi; e non manca la satira soprattutto nelle figure della “nobile socialista” e della “nobile conservatrice”, dipinte come delle false ipocrite che mirano esclusivamente solo al loro tornaconto personale.
Il fiume della colpa è un romanzo in cui lo scrittore semina con maestria false tracce, dove gli avvenimenti si succedono uno dietro l'altro e non si perde tempo in pagine piene di riflessioni messe lì solo per allungare il brodo (come succede nei suoi romanzi più lunghi); in cui aleggia sempre l'attesa che debba accadere qualcosa da un momento all'altro.
Coinvolgente soprattutto la prima parte poi, a lungo andare, la storia perde un po' di brillantezza; manca l'approfondimento di alcune parti, e nonostante sembri che Collins l'abbia scritto in maniera svogliata e sbrigativa (è una delle ultime opere), l'autore riesce anche stavolta a coinvolgere e trascinare il lettore come sa sempre fare.
Anche se più breve rispetto allo standard usuale dell'autore inglese, Il fiume della colpa è una storia semplice ma ben congegnata, narrata con stile elegante, raccontataci grazie all'uso di lettere, pagine di diario ma soprattutto grazie al racconto in prima persona del protagonista, che non svela mai troppo ma narra i fatti così come lui stesso gli ha vissuti, facendoci sentire le sue stesse insicurezze, i suoi dubbi e provare gli inganni che ha provato lui stesso in prima persona; incuriosendo in questo modo il lettore, lasciandolo sempre nel dubbio e in qualche modo sfidandolo a capire quel che è successo.
«Lo chiamano Il Loke; si dice che nessun pesce possa sopravviverci e che le sue acque contaminino quelle salate quando si getta nel mare». Ecco le caratteristiche del fiume secondo coloro che più lo conoscevano. Eppure ero felice di rivedere Il Loke. Quell'orribile fiume, come la radura della foresta, mi guardava con la stessa espressione che avrei potuto trovare nel volto di un vecchio amico.