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Tettagna

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"Tettagna" è una favola nera che cambia le regole della realtà, è la vita dei maschi a essere minacciata dalla forza segreta del corpo delle donne. La voce di Tettagna, con le sue vivide sfumature dialettali, scolpisce i personaggi e racconta la loro quotidianità fatta di relazioni familiari difficili, lavoro e problemi economici alternando la leggerezza dell’ironia alla durezza ancestrale femminile.
Nei pressi di Napoli, sotto la collina fittizia di Tettagna, sorge Tettiano, un tranquillo paesino di provincia. Ma le donne nate sotto la collina custodiscono un segreto primitivo, allo stesso tempo benedizione e condanna: il loro seno ha il potere di stregare qualsiasi uomo ma anche di ucciderlo. Infatti, una volta che un uomo ha potuto vedere il seno di una tettianese è legato a lei per sempre e se un giorno lei smette di amarlo, questi muore all’istante. E così le donne nate sotto Tettagna custodiscono il segreto, fanno ricorso alle erbe della collina per preservare i loro matrimoni e tramandano il segreto alle figlie, perché le tettianesi possono avere un solo bambino, di sesso femminile.
Tre generazioni di donne si confrontano su come sopravvivere ai sensi di colpa e sul significato profondo dell’amicizia e della solidarietà femminile. Le loro storie si intrecciano attorno all’eterno ambiguo vincolo: la paura delle figlie di assomigliare alle madri e il desiderio delle madri di realizzare attraverso le figlie la vita che non sono state capaci di vivere.

160 pages, Paperback

First published October 1, 2020

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About the author

Patrizia De Luca

10 books4 followers

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1 star
5 (3%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,475 reviews2,457 followers
May 14, 2025
NOMEN OMEN



Più metaforico o più simbolico?
Secondo me, buona la prima.

Definita in quarta di copertina favola nera – ma non è certo più nera di Hansel e Gretel o Biancaneve – come ogni favola dice quello che non dice: nel senso che usa un linguaggio e una forma all’apparenza semplici per trasmettere contenuti più complessi.



Gli elementi delle favole ci sono più o meno tutti: Patrizia De Luca inventa un luogo immaginario, a un passo da Napoli e il suo Vesuvio, capace di generare un potere che non è esagerato definire magico.
Un potere che già il nome del luogo indica: Tettagna, la montagna ai cui piedi sorge il paese di Tettiano, rende le sue donne un po’ streghe e un po’ fattucchiere, capaci di governare le regole del mondo come di solito succede ai maschi, grazie al potere generato dal luogo.
E indicato dal suo stesso nome: Tettagna, proprio come tetta. Cioè seno, petto, mammella. Se una donna di Tettiano esibisce le sue tette scoperte, denudate, allo sguardo di un maschio, lo incatena a sé, lo rende schiavo innamorato finché lei vorrà.
Ma gli uomini rimangono inaffidabili e infantili, nonostante tutto.



Poi ci sono le erbe con le quali cucinare, ma anche preparare pozioni e incantesimi. Il tutto è naturalmente tramandato di generazione in generazione, protetto e non sbandierato all’intero mondo: è un segreto da custodire gelosamente (ovviamente, anche per la gelosia esiste un rimedio vegetale che le donne di Tettiano sanno individuare e preparare).
A Tettiano governano le donne grazie al potere delle loro tette. E per difendere il potere, le donne di Tettiano partoriscono solo femmine. Di conseguenza i maschi di Tettiano sono tutti foresti, vengono da un qualche altrove (per esempio, il padre di Assunta arrivava da Roma)



Non è chiaro però quanto si estenda geograficamente questo potere. Perché quando Assunta in quel di Napoli ritiene d’aver esercitato il suo incantesimo, denudando le sue tette mentre in cantina sceglie una bottiglia di vino bianco per cucinare gli involtini di pesce, e quindi incatenato a sé senza scampo né scadenza il suo amato notaio Tommaso, a ben leggere si ha l’impressione che la magia abbia funzionato in modo incerto: sul momento l’effetto è palese e vistoso, Tommaso le salta addosso per completare il denudamento del di lei intero corpo. Ma nel tempo parrebbe che l’effetto sia limitato.
O mi sono perso la simbologia per inseguire la metafora?



Ziella mi tirava la mano e mi obbligava a camminare, questo è il mio primo ricordo. Io che volevo correre libera e lei che me lo impedisce, sento il solletico dei granelli di terra che si infilavano tra le dita, eravamo scalze. Sulla collina di Tettagna si cammina a piedi nudi. Sicuramente stavamo andando sulla tomba di mia madre. Andavamo solo da mia madre, da mio padre non ci andavamo mai. La fossa di mio padre è stata scavata in un altro cimitero, lui veniva da Roma e là lo hanno riportato dopo l’incidente.
Ora che sono morta porteranno pure me al cimitero sopra la collina, solo chi nasce ai piedi di Tettagna può essere sepolto sulla sua cima. È un cimitero di donne perché sotto a Tettagna nascono solo donne. Ogni donna partorisce una volta solo nella vita, siamo tutte figlie uniche.


Profile Image for Sara Cantoni.
446 reviews187 followers
October 28, 2020
Non so perchè ma la scrittura della De Luca mi ha richiamato alla mente Elena Ferrante: forse lo stile scarno e diretto, forse le sue protagoniste femminili così forti e decise anche nei loro terribili dubbi, forse l'ambientazione o forse un mix di tutti questi elementi.

Un breve romanzo che tratteggia perfettamente la parabola di una vita (e di un amore): infanzia, adolescenza, matrimonio, età adulta, maternità ... sincero e duro come la vita vera.
Profile Image for Ilaria Quercia.
421 reviews115 followers
March 19, 2021
Un bellissimo stile di scrittura colloquiale, semplice, quasi infantile.
Sì la protagonista è donna, ma scopre il potere femminile, su cui si gioca metaforicamente tutto il racconto, quando è poco più che adolescente ed adolescente rimane, dominata dalle passioni senza valutare il peso e le conseguenze della fisicità dalla prima all'ultima pagina.
Una fiaba noir? Forse. La lettura è più ampia e dietro una scrittura narrata, quasi cantata perché impreziosita da qualche espressione del dialetto napoletano, c'è un messaggio molto più profondo sui sentimenti e i sacrifici per amore.

PS. Non mi ricorda la Ferrante per niente, apprezzate entrambe le autrici, ho trovato lo stile della De Luca decisamente fuori da ogni paragone.
Profile Image for Barbi.
96 reviews7 followers
November 27, 2020
"Una favola nera", "Perfetto per chi ha nostalgia della Ferrante" sono le due frasi che più ho sentito in relazione a questo libro e credo che in qualche modo siano vere entrambe. La storia è una favola nera, senza principesse, senza personaggi veramente buoni (e anche in questo la eco della Ferrante è forte), con intrugli e poteri magici, che forse non sono altro che simboli, metafore. La scrittura essenziale, ma con delle stoccate forti e dolorosissime nei punti giusti, mi ha ricordato quella di Elena Ferrante.
Alcune scene, sono certa, mi rimarrano impresse nella mente.
Tuttavia, ho avuto l'impressione che le cose scorressero troppo velocemente e, arrivata alla fine, mi sarebbe piaciuto avere ancora un centinaio di pagine, almeno. L'idea resta molto bella!

Ad ogni modo, sicuramente un bell'esordio.
Profile Image for SIL lefissedisil.
5 reviews10 followers
January 1, 2021
Non posso che concordare: la scrittura, l'ambientazione e la forza della protagonista femminile ricorda tantissimo la Ferrante. Tuttavia è solo uno dei motivi che mi hanno fatto amare questo libro. Nelle sue 150 pagine racconta una storia a tratti fantasiosa, ma di una profondità disarmante. Lo consiglio.
Profile Image for Cristina (Cricci) Casanova.
144 reviews34 followers
July 16, 2021
Ha il sapore del realismo magico questo breve romanzo che fin dalle prime pagine mi ha ricordato troppo due ben note amiche della letteratura nostrana degli ultimi anni. Se là una delle due amiche era geniale, qui è fattucchiera.
Anche il linguaggio dialettale mi ha ricordato la Ferrante, sebbene nel caso della De Luca ci sia una certa originalità, dal momento che non si limita a riportarlo nei dialoghi, ma lo impasta nella narrazione, di modo che ci sembra di ascoltare la storia dalla voce genuina della protagonista.

In un luogo immaginario alle porte di Napoli, il potere delle donne è di amore o di morte sugli uomini che vedranno le loro tette. Tettiano è un paese di donne che generano solo donne, ai piedi di una leggendaria montagna dal nome evocativo.

“Veglia Tettagna sulla mia voglia, che ogni uomo altro non sogna”

Per carpire il “segreto”, Assunta brucia le tappe e si lascia prematuramente l’infanzia alle spalle.
Ci sono tutti gli elementi della fiaba nera: il mito, le erbe con cui preparare pozioni, l’incantesimo o la maledizione che dir si voglia, i personaggi caratterizzati all’estremo.
Ho detestato Assunta: manipolatrice, arrivista, scostante, vittima dei suoi stessi inganni.
E come ogni fiaba che si rispetti, deve esserci una morale: l’imbroglio non paga.
Profile Image for Elena Mencarelli.
65 reviews
April 5, 2021
Romanzo d’esordio di Patrizia De Luca, e già non vedo l’ora di leggere altro di questa autrice. Lo stile, i personaggi e le atmosfere mi hanno molto ricordato le opere di Elena Ferrante, a cui si aggiunge però un uso intelligente del realismo magico. La De Luca ci immerge in una Napoli fantastica, in cui le donne sono custodi di un potere prezioso e tagliente allo stesso tempo. Un romanzo sul potere della passione, che ti lega a un amore eterno in un istante e nell’istante dopo rischia di ucciderti. Bellissimo!
Profile Image for Helena López.
11 reviews
August 22, 2024
Una historia en la que la mujer tiene el poder sobre la vida de los hombres que ama o ha amado, ambientada en un pueblo del sur de Italia. Me ha enganchado desde el primer momento, pudiéndolo devorar en un par de horas pero obligándome a alargar la historia. Son evidentes las muchas similitudes en los recursos y el lenguaje que utiliza Elena Ferrante, por lo que es un libro que recomiendo a los lectores de esta escritora.
Profile Image for Sara.
61 reviews5 followers
June 18, 2022
Questo libro è così scorrevole che l'ho finito in pochissimo tempo, e questa è la prima nota positiva. Anche l'idea cardine della distopia non è affatto male: una città in cui le donne hanno un controllo assoluto dell'uomo che scelgono di sedurre per la vita, semplicemente mostrandogli il seno. Quest'idea, se sviluppata in modo più strutturato, avrebbe potuto fornire vari spunti narrativi originali.
Tuttavia la resa stilistica non mi ha convinto. I periodi sono elementari, i dialoghi banali, il periodare veloce ma arido. Sembra di sentir parlare due personaggi di una serie su Italia uno. Si passa da considerazioni sciocche a ragionamenti più profondi con una banalità incredibile, tanto che si scade nel cliché.
Carino, interessante, ma letturina da spiaggia diciamo.
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