Fra il XII e il XIII secolo, al moltiplicarsi delle esperienze religiose fa riscontro l'intolleranza ecclesiastica verso ogni forma di autonomia quale espressione di una volontà di inquadramento tesa a dirigere ogni aspetto della vita degli uomini. La sintesi non fu sempre possibile. Ne derivarono esclusioni, anche violente, e integrazioni proficue. Una parte prevalse, l'altra storicamente vinti furono gli eretici, vincitori gli uomini di chiesa. Poiché il conflitto fu tra singoli e gruppi, il libro ruota intorno a figure-cardine individuali e da Pietro di Bruis a Dolcino di Novara attraverso valdesi, umiliati, catari, amalriciani, apostolici e «santi» eretici.
Nel complesso un libro interessante, tuttavia la narrazione degli eventi sembra puntare tutto sul rapporto oppresso/oppressore senza offrire letture alternative. Lo stile è un po' noioso, soprattutto nella prima parte. Presenta un paio svarioni teologici (l'Apocalisse presentata come un testo "escatologico").
Classicone della religiosità medievale immancabile. A tratto poco comprensibile, troppo approfondito su alcuni temi e con troppi esempi. Il bisogno di completezza dell'opera porta con sé complessità.
Dopo avere suggerito la lettura del saggio del Prof Merlo, storico medievalista della Statale di Milano, sulle streghe era giocoforza allargare il campo visuale all’altro saggio che il medesimo autore ha dedicato ad un argomento collegato strettamente col primo e cioè quello delle eresie medievali.
E’ noto che in Italia ma non solo i fedeli cattolici rimasti da sempre non sentono alcuna necessità di approfondire le basi teorico – culturali della loro religione e quindi sanno poco o niente di storia della chiesa. Leggi di più : https://draft.blogger.com/blog/post/e...