Il Medioevo ci parla oggi con voce forte, attraverso le tante paure che assillavano donne, uomini, bambini: paura della fine, della miseria, della fame, delle malattie, della lebbra e della peste in particolare, fino alla paura del diverso, dello straniero, degli ebrei, dei musulmani, dei mongoli. Un libro di lugubri sciagure che si susseguono, dunque? No. Un libro che pone domande, addita problemi, cerca risposte.
Un passato sorprendentemente vicino, nel momento in cui con sgomento ci troviamo ad affrontare realtà che si ritenevano scongiurate da secoli, come le pandemie causate da virus, o assistiamo alle ricorrenti catastrofi ecologiche, o valutiamo i rischi – spesso portati dall'aggressiva mano dell'uomo – che minacciano il pianeta. Il Medioevo ci parla oggi con voce forte, attraverso le tante paure che assillavano donne, uomini, bambini: paura della fine, della miseria, della fame, delle malattie, della lebbra e della peste in particolare, fino alla paura del diverso, dello straniero, degli ebrei, dei musulmani, dei mongoli. Un libro di lugubri sciagure che si susseguono, dunque? No. Un libro che pone domande, addita problemi, cerca risposte. Non siamo più in quel Medioevo, ma gli esseri umani sono ancora gli stessi, nascono, amano, crescono, sperano, si spaventano. Oltre ad alcune curiosità – una data di nascita sbagliata per Cristo, le reazioni suscitate dall'arrivo dell'anno Mille – scopriremo quale evento all'improvviso fece degli ebrei i nemici della porta accanto; che legame esiste fra la nascita del purgatorio e la circolazione di temi macabri nelle chiese, come si contrastò il dilagare delle carestie. Alcuni testimoni privilegiati renderanno palpabili anche a noi i drammi delle loro epoche, mentre uno smagliante corredo di immagini accompagnerà il racconto rendendolo vivo ed emozionante.
«... imperocché, come uno si poneva in sul letto malato, quegli di casa sbigottiti gli diceano: "Io vo per lo medico", e serravano pianamente l'uscio da via, e non vi tornavano più. Costui abbandonato dalle persone e poi da cibo, ed accompagnato dalla febbre si venia meno... Le case rimanevano aperte, e non era ardito persona di toccare nulla, che parea che le cose rimanessero avvelenate, che chi le usava gli s'appiccava il male.» (Marchionne di Coppo Stefani, Cronaca fiorentina, 1348 (rubr.634)
Chiara Frugoni è stata una storica italiana, specialista del Medioevo e di storia della Chiesa.
Figlia del medievista Arsenio Frugoni, si è laureata nell'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1964 con una tesi dal titolo "Il tema dei tre vivi e dei tre morti nella tradizione medievale italiana", dove già si fa strada la ricerca di un metodo di lavoro che tenga in uguale conto testi e immagini, metodo che considererà sempre importante nella convinzione espressa che «l'immagine parla».
Ha sposato Salvatore Settis nel 1965: dal matrimonio sono nati tre figli. Nel 1991 è passata a nuove nozze con Donato Cioli.
Nel 1965 è stata ammessa al Diploma di perfezionamento alla Scuola Normale Superiore, e nel 1974 è approdata all'insegnamento universitario; nel 1980 è chiamata a Pisa a ricoprire la cattedra di Storia medievale. Vi è rimasta fino al 1988, per poi trasferirsi presso l'Università di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato fino al 2000, anno in cui rassegnerà volontariamente le dimissioni dall'insegnamento.
Il nucleo principale della sua ricerca verte intorno alla figura di Francesco d'Assisi, cui ha dedicato libri tradotti all'estero, e numerosi articoli. In particolare ha approfondito il modo in cui le istituzioni hanno contrastato l'azione di Francesco d'Assisi.
Chiara Frugoni non delude mai! Ogni sua opera è stupenda e si legge benissimo! Come dice l'autrice il libro viene scritto proprio in un momento particolare del nostro secolo e che ha (aggiungerei purtroppo) molte cose in comune con il Medioevo. Le paure da sempre dominano la natura umana e alcune di queste le ritroviamo sia nella nostra epoca che in quella medievale : la paura della morte, la paura dello straniero e la paura delle malattie. La professoressa usa un linguaggio semplice ma efficace (adatto anche ai non "addetti ai lavori" perché non troppo approfondito e tecnico). Arricchisce poi il testo con numerose e ben riprodotte immagini di epoca medievale e rinascimentale che aiutano a capire meglio il tutto. I capitoli che mi sono piaciuti di più sono quelli dedicati alle malattie e in particolare alla lebbra e alla peste. Un libro che tutti gli appassionati di storia, di storia medievale e di storia dell'arte medievale, ma anche i più curiosi, dovrebbero leggere!
Saggio molto interessante e di straordinaria erudizione, reso particolarmente gradevole da una scrittura chiara, scorrevole e avvincente che lo pone alla pari della migliore storiografia anglosassone. Un plauso anche alla cura del volume da parte della casa editrice, e in particolare alla qualità delle illustrazioni: nitide, vivide e impaginate alla perfezione per impreziosire il testo.
La professoressa Frugoni guida il lettore/ lettrice/ lettorə in un viaggio inusuale nel medioevo: quello della paura. Paura di morire, paura dei mostri, paura dell’inferno: l’uomo e la donna medievali provavano spesso questo sentimento. E per esorcizzarlo hanno creato un ricchissimo armamentario di santi, racconti e opere d’arte. La spiegazione e il racconto della professoressa Frugoni sono corredati da un vivacissimo ed affascinante repertorio di immagini che non si limitano ad arricchire il testo, ma sono esse stesse parte del racconto, fornendo un quadro variegato e inedito di questo lungo, lunghissimo periodo storico. Vivamente consigliato!