I Boscolo sono una famiglia come tante? Non proprio. Abitano quasi tutti nella palazzina di via delle Magnolie 11 e non disdegnano finti omicidi, gare truccate e amori clandestini. In una parola, hanno una morale tutta loro. Altrimenti perché continuerebbero ad affittare l’appartamento del secondo piano a quel donnaiolo di Lorenzo, senza comunicarlo alla legittima proprietaria? E perché dovrebbero avvalersi di un detective privato travestito da palma per impedire a lei, la legittima proprietaria, di scoprirlo?
Writer and translator, she also worked for radio and tv. ----- Ha pubblicato diversi romanzi che coniugano sentimento, umorismo e senso del surreale, con risultati che possono ricordare la letteratura anglosassone chick lit per quanto riguarda il tono leggero e divertente, anche se ambientazioni e temi si discostano decisamente dai canoni di quel genere. La Bertola è anche traduttrice dall'inglese, sceneggiatrice e autrice radiofonica.
Questo è un romanzo nato a puntate su Facebook sulla pagina dell'autrice durante il primo lockdown. È il primo di una trilogia come annunciato nella quarta di copertina. E pure la copertina è bellissima! I Boscolo abitano tutti nella palazzina di via delle Magnolie 11 ma non sono una famiglia come tante. Infatti non disdegnano finti omicidi per catturare followers su Instagram, gare di ballo truccate e amori clandestini. Affittano l'appartamento del secondo piano a Lorenzo, donnaiolo incallito. Ma quando i Boscolo "americani" vengono in via delle Magnolie per sistemare il nipote scoprono che l'appartamento non è il loro. Così si avvalgono di un detective travestito da palma per non far scoprire la tresca ai veri proprietari. Beh allora vi dico subito che qui si ride e si ride parecchio anche. Dalla nonna Maddalena aspirante influencer e satanista, alle nipoti Claudia e Stella Marina single e perennemente col cuore infranto, a Giuditta pronta a gambizzare che si mette fra lei e la vincita di una gara di ballo. Ma quando Jeremy arriva dall'America per un lavoro e decide di usare l'alloggio di famiglia, una soluzione bisogna trovarla. Questo romanzo è la storia di una truffa e dei suoi truffatori che tra un eccesso e l'altro strappano molte risate al lettore (ho avuto una predilezione per nonna Maddalena). Nato proprio per volontà dell'autrice per far dimenticare al lettore il virus e la pandemia questo romanzo centra perfettamente l'obiettivo. Ci si affeziona a questi personaggi, ad Alvise, Giuseppe, Giuditta, Iolanda, Gabriele, Stella Marina eccetera. L'autrice ci offre un romanzo sopra le righe, che fa ridere, con una scrittura ricca, leggera e ironica. E quindi non vedo l'ora di leggere il prossimo per ritrovare questi personaggi e quali altri altre folli idee ci riserverà l'autrice. Lo consiglio a tutti: leggetelo, fatevi un favore e ride di gusto!
Stella Marina ha finito il turno. Pedala veloce attraverso le strade alberate di Rivabella, attraversa la piazza col giardino e lancia uno sguardo verso il dehors del Pink Flamingo, dove ferve l'happy hour. Per lei nessuna hour è happy, da quando Lorenzo è venuto ad abitare al secondo piano di via delle Magnolie II. O meglio, erano stati abbastanza happy i primi giorni, quando il nuovo inquilino la salutava per le scale con un certo sguardo intenso a cui lei rispondeva con un ancora piú intenso batticuore. Ma una sera, lui, era arrivato al cancello in compagnia di una brunetta coi capelli corti, proprio mentre Stella Marina appoggiava la bici e gliel'aveva presentata, quell'insensibile. «Ciao, Stella Marina. Come va? Lei è Ludovica, la mia ragazza. Ludo, lei è Stella Marina, la figlia del mio padrone di casa.» «Veramente? Ti chiami veramente Stella Marina?» A lei era caduta la bici di mano. Lorenzo aveva tirato su la bicicletta, e dopo una serie di confusi ringraziamenti erano entrati in casa e si erano separati. Loro a piedi verso il secondo piano. Lei in ascensore verso il quarto. Di solito affrontava energicamente le scale, ma quella sera non aveva voluto condividere nemmeno una rampa con quell'infausta coppia.
4,5 ⭐️ La famiglia Boscolo, non è una famiglia come tutte le altre. Abitano in Via delle Magnolie 11 e hanno una vita tutta loro: amanti, nonne che eseguono finti omicidi, gare di ballo truccate. Il problema arriva con il cugino americano che viene a Rivabella per lavorare qualche mese e reclama il suo appartamento il quale è ormai diventato di Lorenzo, amato dalla protagonista Stella Marina. Una serie di avventure divertenti mista a una folle vita, quella dei Boscolo, una storia nata per far divertire le persone durante il lockdown. Spoiler: hanno fatto una seconda stagione del libro, e secondo voi non la leggerò?!
Stefania Bertola rappresenta ormai una garanzia, uno dei "miei" scrittori, quelli di cui non mi perdo un'uscita. Ho letto che questo nuovo romanzo è nato nei primi mesi della pandemia, quando ogni giorno l'autrice ha postato sul suo profilo Facebook una puntata delle spassose avventure della famiglia Boscolo di Rivabella, immaginario paese lacustre nella provincia piemontese. Irresistibili e truffaldini, da decenni imbrogliano la zia d'America affittandone a sua insaputa l'appartamento vuoto e intascandone i profitti. I nodi, però rischiano di venire al pettine con l'arrivo da oltreoceano del cugino Jeremy... Nato come un novello romanzo d'appendice e prima puntata di una trilogia - fra nonne aspiranti influencer, giovani e affascinanti uomini senza scupoli, batteriste sataniste - narra soprattutto gli amori e le vicissitudini delle cugine Stella Marina e Claudia. Quest'ultima vince il mio personale Oscar per il miglior personaggio non protagonista: rotonda, spigliata, pragmatica, sexy. È la ragazza che tutte vorremmo essere, e che qualcuna può ancora diventare. Una prosa sempre brillante e scorrevole per un libro che si legge col sorriso sulle labbra dalla prima all'ultima pagina. Credo che questo sia il suo pregio più grande, insieme a una delle più belle dichiarazioni d'amore mai "architettate".
Emanuela - per RFS . Con grande piacere, a distanza di tempo da Ragione e Sentimento, mi sono accostata al nuovo romanzo di Stefania Bertola e il risultato è stato uno stato di grazia che, dopo giorni, ancora non mi lascia.
Lo stile di questa bravissima scrittrice italiana riesce con leggerezza, ironia e spirito, a raccontare le piccole miserie e nobiltà tipicamente italiane e intreccia con meticolosa arte, tanti personaggi che vanno a comporre un quadro naif divertentissimo.
Le storie dei Boscolo, nate dalla penna dell’autrice in tempo di Covid, ci raccontano le avventure di un gruppo di parenti alle prese con una piccola truffa, ai danni di un famigliare proveniente dagli States.
Nella palazzina dove abitano tutti insieme, c’è un bell’appartamento di centoventi metri quadrati appartenente alla sorella della nonna Boscolo, residente in America. Da anni l’immobile viene affittato a insaputa della donna e naturalmente, il profitto finisce nelle tasche dei Boscolo d’Italia.
Per motivi di lavoro, da oltreoceano arriverà il nipote Jeremy, il quale porterà con sé uno scompiglio pazzesco. Come ingannarlo?
Prontamente sistemato in mansarda, inizialmente poco convinto, ma subito conquistato dall’accoglienza dei parenti italiani, l’uomo non si porrà troppe domande e si farà travolgere dal turbine del calore nostrano.
Attorno alla vicenda ruotano tanti personaggi che sono, in diversa misura, complici della truffa: Stella Marina, la nipotina cassiera in un supermercato, eternamente in bilico tra l’ex Gabriele, avvocato integerrimo amante delle costruzioni Lego e Lorenzo, fedifrago avventuriero con una fidanzata quasi ufficiale e un’aspirante tale.
A questi si aggiungono Giulietta madre di famiglia, sposata con Alvise e aspirante ballerina in lizza per un famoso talent scout proprio in coppia con Lorenzo e la nonna, che è la più assatanata di tutti! Ha un profilo su Instagram ed è ossessionata dal numero di “folour” che cresce grazie alle sue trovate fotografiche ideate con la complicità delle nipoti Stella Marina e Claudia.
In mezzo al marasma a completare il quadretto, arriveranno dagli States anche una fidanzata rockettara e satanista, e una mamma in ansia per la truffa dell’appartamento.
Un divertimento infinito in cui la Bertola inserisce considerazioni filosofiche e non superficiali che fanno riflettere.
Un romanzo imperdibile, in attesa del continuo di cui l’autrice ci i dà un assaggio in coda.
Una famiglia allargata con qualche scheletro nell'armadio, o meglio, nell'appartamento del secondo piano, un cugino americano, un caffè da Starbucks. Mescolate il tutto con panorama di lago (Maggiore) e avrete una storia scoppiettante, con colpi di scena e assolutamente divertente. Stefania Bertola regala ore liete e buona lettura. Consiglio.
"Jeremy si guarda intorno, felice. Quanto gli piace questa famiglia. Quanto è contento di farne parte."
Anche a me Jeremy, anche a me. Una miriade di equivoci, situazioni paradossali, tanta ironia, tantissimi sentimenti: ecco, in sintesi, il contenuto di "Via delle magnolie 11", che ci porta a far la conoscenza della quantità spropositata di personaggi che costituisce la famiglia Boscolo. E se questa mia presentazione vi ha già fatto venire il mal di testa, preannunciandovi un romanzo estremamente confusionario, beh, ricredetevi! I tratti peculiari dei singoli protagonisti, infatti, vengono fuori sin da subito, rendendoli immediatamente riconoscibili: Stella Marina e la sua attrazione per l'inquilino Lorenzo, un rubacuori di primo ordine; nonna Maddalena e i suoi "folour"; Alvise e Giulietta con le loro scaramucce coniugali; la cugina Claudia, divisa fra ambizione e amore (o amori); e tanti altri membri ai quali sarà impossibile non affezionarsi. La scrittura della Bertola, poi, è incredibilmente scorrevole e fa della lettura di questo libro una vera e propria boccata d'aria fresca. Non vedo l'ora di respirarne ancora con il seguito!
3.5 La scrittura è divertente come al solito, ma il romanzo è privo di una vera trama (com’è normale che sia, essendo stato improvvisato giorno dopo giorno). Stefania Bertola è, comunque, sempre terapeutica.
Di solito amo i romanzi di Stefania Bertola, ma questo non mi ha conquistata. L'ho letto perchè la trama prometteva bene ed è ambientato in un posto (di fantasia) vicino a quello in cui vivo, e devo dire che l'unica nota positiva è proprio la "caricatura" dei luoghi. Ho trovato però i vari capitoli un po'raffazzonati e sconclusionati, la famiglia non particolarmente "simpatica" (a differenza di quelle rappresentate in altri romanzi della stessa autrice) e il racconto non troppo comico come invece lo sono altre opere di Stefania Bertola. Nota a margine, un po' da perfezionista, non sono riuscita a passare sopra al fatto che uno dei personaggi principali chiami la provincia "Verbania Cusio Ossola" (essendo uno del posto, dovrebbe sapere benissimo che gli appellativi sono "Verbania" o "Verbano Cusio Ossola") o al fatto che più volte si menzionasse che per andare a Milano e Roma da Verbania (e dintorni) sia necessario passare rispettivamente da Novara e Torino, imprecisione stratosferica, che nessuno che frequenta, in auto o treno la zona, avrebbe mai fatto. Ma questo è il meno.
Stefania Bertola è una delle mie comfort-scrittrici. La sua prosa mi diverte e le sue storie mi intrattengono facendomi staccare il cervello. In questo libro - che per l’ambiente zio e mi ha vagamente ricordato “Tre piani” di Nevo - seguiamo gli intrighi e le avventure della famiglia Boscolo, abitanti di una palazzina in via delle Magnolie 11, Rivabella (VB). Bisogna un po’ tenere il filo dei mille personaggi che si incontrano, ma ancora una volta Bertola è piacevole e d’intrattenimento.
Divertente, soprattutto nei nomi dei tanti personaggi appartenenti alla stessa famiglia, i Boscolo, impegnata a nascondere ai parenti d'oltreoceano l'affitto di un appartamento nel condominio (appunto di via delle Magnolie 11). Lettura piacevole e leggera divisa in tanti capitoli-puntate, come una soap opera...
Una divertente sorpresa. Ho apprezzato molto lo stile breve dei capitoli legato all'iniziale progetto di romanzo a puntate. Geniali i personaggi, vicende mai banali e intrecci paradossali e spassosi. Non vedo l'ora che esca il seguito.
Siamo a Rivabella, in particolare nella palazzina in Via magnolie 11 dove vivono i Boscolo, eccetto al secondo piano. È una famiglia molto unita e molto buffa, anche truffaldina in alcuni casi. Durante il corso della storia- la zia americana che vuole il suo appartamento al secondo piano affittato abusivamente all’ing Lorenzo- conosciamo bene tutti i componenti che ci abitano, oltre ai familiari in America e a quelli di Bassano del Grappa. Oltre all’aspetto “legale”, c’è l’amore in tutte le sue forme, da quello di coppia all’amore per i figli, dall’amore per la famiglia all’amore per i soldi, dall’amore per la natura all’amore per la vita. A parte la nonnina ultraottantenne Maddalena che vuole fare l’influencer, nessun personaggio mi ha particolarmente colpito. La “nonna assassina” è proprio il plus di questo libro. Gli altri simpatici, nessuno particolarmente antipatico, neanche Ludovica, ma senza spiccare. Un libro corale. La Bertola scrive in maniera molto fluida, il libro scorre proprio bene. Capitolo corti e molti dialoghi ne facilitano la lettura, almeno per me. La vera particolarità di questo romanzo l’ho scoperta per caso incuriosita da una recensione. Stefania Bertola durante il lockdown scriveva un pezzetto di storia ogni giorno su fb. Un’idea semplicemente splendida. Mi sarebbe piaciuto seguire questa storia a marzo a puntate. Forse dato anche il periodo lo avrei apprezzato di più. Ora so che ci saranno due seguiti di questo romanzo che sicuramente leggerò. Personaggi cha fanno compagnia, magari in quelle giornate pesanti dove tutto sembra troppo serio.